FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Discussioni relative all'ambientazione di riferimento e al come presentare le informazioni rilevanti.
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Le regole per discutere in questa sede sono quelle generiche della netiquette e quelle relative al rispetto per le persone specificate nella Costituzione delle Oasi di Ashura.
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FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » mer 4 giu 2008, 20:38

Una barriera quasi impenetrabile, sembra quasi un unico organismo, fitto, intricato, nel quale anche l’uomo più attento e ardimentoso trova difficoltà. L’intera vegetazione cresce incontrollata, libera. Non esiste l’alternanza delle stagioni. Le foglie muoiono e cadono, altre spuntano, in un ciclo continuo. Il verde prevale in ogni punto. Non ci sono vie o strade da percorrere, fuorché non si è grandi osservatori. Strati su strati sovrapposti, sorgono l’uno su l’altro, mutando di continuo l’aspetto incontrollato, senza limiti né regole, della vegetazione.
Arbusti intricati di felci giganti, di piante carnivore formano il sottobosco. Pianta su piante si appoggiano ad altre per vivere, formando un intricato e inestricabile groviglio.
La temperatura non conosce mai troppi sbalzi. Cappe di nubi dense ristagnano nell’atmosfera mitigando almeno in parte i raggi del sole. Numerose sono le specie che vi dimorano. Le sue stesse creature sono gli abitanti del bosco, guardiani e padroni, chiunque altro non può che considerarsi ospite che riserverà rispetto. Quello che più colpisce del bosco e il suo rumore che tace solo prima della pioggia, dove animali d’ogni specie soprattutto uccelli si dibattono per cercare riparo.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » mer 4 giu 2008, 20:39

I Luoghi della Foresta della Dimenticanza


Il boschetto dei Druidi (Il Circolo)

Posto nel mezzo della foresta, poco più a nord del lago dei vapori, si trova il boschetto dei druidi. Una radura punteggiata dai grandi Menhir. Le querce che lo circondano sono estremamente ricche di muschio, ma non si sa se questo derivi dalla prolungata presenza dei Druidi o se la zona sia stata appositamente scelta per la sua ricchezza di muschio.
I Menhir erano gia presenti da molto tempo, lasciati dall’antica razza elfica che vi dimorava, le creature elfiche da molto tempo hanno deciso di abbandonare questo luogo.
Il boschetto è il punto d’incontro come luogo di preghiera. Qui ci si riunisce per importanti questioni il consiglio dei sei. Il circolo è fondato da: Druidi, Arcidruidi e Grandruidi, ma chi occupa la posizione più alta e il Druido Ierofante, in lui dimora la saggezza degli antichi, l’unico in grado di fare accorrere lo spirito guardiano, creatura che dimora la foresta da prima che essa germogliasse.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » mer 4 giu 2008, 20:40

Vallata delle voci erranti

Inoltrandosi a sud, tra gli intricati alberi, superando il groviglio d’arbusti e tralci e oltrepassata la gran pietra scura, roccia enorme dalla guglia specchiante e vestita di rune elfiche incise sulla sua superficie che si avvolgono alla base tracciando una serie di spire, simbolo decaduto di un antico regno, si arriva a una stretta strada di pietra scolpita, dimessa dalle radici degli antichissimi alberi. Al finire del viaggio si arriva a una piccola vallata nascosta, in un area dove la vegetazione è assai fitta. Si tratta della vallata delle voci erranti, luogo sacro per gli elfi, giacché è qui che essi lasciano i corpi dei loro guerrieri caduti, ed è qui che vagano i loro spettri. I pochi elfi rimasti vi si recano raramente, di solito visitandola da soli in cerca di guida spirituale e di pace interiore, o con la famiglia, per eseguire una nuova sepoltura o per partecipare ad una veglia.
Si narra che esista una creatura sconosciuta a tutti, che sorveglia la vallata per conto degli elfi.
Se questa sia o no la verità… nessuno osa accertarsene.


Lago dei vapori

Nella profondità della foresta sotto il torreggiante padre albero, si trova il lago dei vapori. Triste distesa putrida, dove fetore ripugnante di morte e desolazione avvinghiano il lago. Una ribollente sozzura che proietta nell’aria colonne di bianche fiamme brucianti a più di trenta metri d’altezza. Questo non è normale fuoco, ma un qualche tipo d’energia estratto dalla natura stessa che lo circonda. Si dice che le acque del lago rafforzino chi sia capace di resistere al loro atroce tormento. Rocce aguzze e piatte fluttuano nel mezzo formando piccole isole rocciose.
In questo luogo d’infinita ira e disperazione dimora un potente stregone, Elizar. Un uomo alto di reverenda età, con un viso segnato dalle angosce, occhi scuri che hanno visto troppo. Rinnegato dal suo stesso ordine per chi sa quali disubbidienze. Diverse voci sostengono che sia stato lui ad abbandonare l’ordine, corrotto da trame di palazzo, dove si faceva uso selvaggio ed incontrollato della magia andando in cerca dell’incantesimo degli incantesimi, che avrebbe reso i membri dell’ordine stesso padroni del mondo e della arti occulte.
I pochi che s’imbattono in lui, ricordano che al suo passaggio si chinano gli alberi più antichi, che il fuoco delle stelle non brilla nella notte come il fuoco nei suoi occhi e che terribili ombre danzano al suo passaggio.
Nei pressi del lago sono presenti le rovine di Myrd Vawair, un’antica città elfica distrutta, quando i signori della lunga morte portarono la distruzione, oltre mille anni fa. Per centinaia d’anni l’umanità ricorda Myrd Vawair come una leggendaria città ricca di gioielli e magia, protetta dagli elfi che la consideravano un luogo sacro e che non lasciavano avvicinare nessuno. La ritirata degli elfi durante il periodo dell’abbandono ha lasciato per la prima volta libero accesso ai boschi per gli uomini. Da allora si dice che molte bande di avventurieri abbiano raggiunto la città, non tutte però hanno fatto ritorno.

Sovelis

Quasi ai confini nord del bosco della dimenticanza si trova Sovelis, che nel periodo successivo alla caduta della corte elfica, era un luogo d’incontro tra elfi e uomini. Rifugio tradizionalmente sicuro per chi, in fuga dal proprio passato cercava sollievo e conforto. Sovelis è costruita secondo i canoni della cultura elfica, sentieri che serpeggiano nella foresta, abitazioni ricavate in caverne poco profonde oppure nel cavo degli alberi, illuminate da globi fatati dai colori soffusi. Non ci sono grandi edifici o radure artificiali, caratteristica che in passato si è rivelata efficace a dissuadere possibili invasori (senza dimenticare la protezione garantita dalla corte elfica). A Sovelis non esistono padroni o signori, ma la legge viene rispettata (d’altronde è dominio di elfi druidi e divinità naturali). Nei momenti di necessità il villaggio è difeso dai suoi stesi abitanti (tra cui spiccano potenti maghi) e dai sacerdoti druidici.
Non molto distante da Sovelis, sorge un’imponente rocca di pietra nera situata su uno strapiombo che precipita nella parte più selvaggia del bosco della dimenticanza. La fortezza è scoscesa e priva di feritoie. Nessuno sa quando sia stata costruita, negli antichi racconti dei druidi veniva già considerata un luogo sinistro e malefico.


Nebin

Nebin è un piccolo villaggio che si trova lungo la via che porta al lago dei Vapori, viene spesso utilizzato come stazione di passaggio per i mercanti. È composto da circa trenta edifici semipermanenti e, come ogni paese commerciale, dispone di strutture per montare e supportare le tende dei mercanti. Solo pochi abitanti trascorrono l’inverno in paese, preferendo luoghi più confortevoli. Nebin è un paese selvaggio e rissoso, dove vige solo la legge del più forte e del più saggio. Durante l’inverno è un luogo desolato, ma in estate si riempie di carovane e di venditori ambulanti con ogni genere di mercanzia.
L’unico vero edificio stabile del paese è la taverna chiamata la Vecchia Via, situata nelle rovine di quello che un tempo era un santuario. La taverna viene gestita da Alton che si suppone fosse un sacerdote di una divinità sconosciuta, poi ritiratosi per intraprendere la nuova carriera. Nebin è stata razziata e distrutta varie volte in epoca passata, soprattutto ad opera delle tribù selvagge che dimorano la foresta della dimenticanza.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » mer 4 giu 2008, 20:41

Il Consiglio dei Sei

Aber: Cupo e di poche parole, silenzioso durante gli incontri. A causa della sua riservatezza la sua presenza è solo raramente notata o ricordata lo si può incontrare spesso sotto forma di gufo con le corna.

Galen: I suoi anni hanno veduto le vite di molti su Ashura. Grande curatore e preservatore della vita. La sua casa è aperta a tutti e tutti conoscono le sue erbe curatrici, rimedi quasi miracolosi.

Tabra: amabile signora, anche se burbera nella parola. Si prende cura di tutte le specie che abitano la foresta curandole e nutrendole. Guai a chi ha brutte intenzioni. Esperta nell’arte del mutaforma potrebbe mettere in difficoltà il guerriero più ardimentoso.

Maidel: La più giovane del circolo, non efficace nella parola ma efficiente nell’uso della scimitarra, con la quale protegge la foresta da indesiderati visitatori.

Nymhail: Nymhail è scomparso durante il periodo dell’abbandono, anche se l’esatta natura della sua scomparsa è sconosciuta. Molti pensano che sia prigioniero in qualche fortezza o torre, forse perchè venuto a conoscenza di fatti gravi o verità di esito dubbio.

Caedrus: Il più anziano del circolo, si dice che abbia servito sotto antichi re. Ora vecchio ed estremamente fragile, da’ spesso l’impressione di dimenticare a chi sta parlando.

Il circolo annovera svariati infiltrati nel regno, osservatori neutrali, fondamentali informatori.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » mer 4 giu 2008, 20:42

L’antro del sapere

Questa caverna sembra la curiosa dimora, di chi sa quale bizzarra creatura. Statue grottesche sono disposte lungo le pareti, come congelate in posizioni di orrore o difesa, spezzate o rotte, in modi che potrebbero essere interpretati come arte.
La caverna si allarga e si apre sul lato destro di un ruscello circondato da una spessa vegetazione di alberi. Il ruscello scorre attraverso questa caverna e poi ne fuoriesce tramite uno stretto crepaccio.
Vicino alla parete nord, si fonde con la pietra un pozzo di marmo protetto da una piastra di ferro che ruota su di un perno. Inciso sulla piastra un drago bianco emana del fumo che fuoriesce dal pozzo limitando la vista di qualsiasi curioso.
Sotto le profondità della caverna si trova la biblioteca privata del nano Otar, solo lui possiede la chiave per accedervi. Si pensa che l’unico accesso sia il pozzo.
Questa biblioteca è la cosa più stupefacente che un mago possa sperare di vedere in una vita di torri abbattute, di spiriti evocati, e di fulmini deviati. Il sapere. Testi di magia ormai dimenticati, arcani libri che svelano misteri mai risolti. Otar, chiamato anche vecchio pazzo per la sua ostinata diffidenza e lunatica esistenza, custodisce gelosamente il suo tesoro con simboli e glifi di guardia sparsi dappertutto.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » mer 4 giu 2008, 20:42

Berethani l’antica città fortezza


Berethani (che nella lingua degli elfi significa casa d’ombra) è una leggendaria fortezza abbarbicata tra le alture che si trovano nella Foresta della Dimenticanza. È una delle più grandi concentrazioni di elfi del Nord e forse di tutte le Oasi.
La vallata di Berethani è circondata da alte montagne, i cui unici accessi sono o pareti difficili da scalare (e ben sorvegliate) o tunnel segreti conosciuti solo da pochi. Tutti gli elfi e loro delegazioni sono benvenuti, qui le tradizioni e la saggezza elfica sono in alta considerazione e tramandate nei secoli.
Questa vallata è stata il rifugio del popolo elfico da oltre ottomila anni e non ha mai ceduto agli attacchi esterni. Si dice sia sorvegliata dalla magia della più grande divinità elfica, Elvaryan.
Diverse volte, nella sua lunga storia, la fortezza della montagna è stata attaccata da creature bramose di potere, ma i loro eserciti sono stati annientati da roboanti fulmini che piovevano dal cielo.
L’alta Valle di Berethani, proprio per la sua altitudine, è isolata dal mondo normale e questo spiega come la fortezza rimanga saldamente in mano agli elfi, mentre in gran parte delle altre terre hanno preferito ritirarsi. Una fitta rete di posti di guardia è disseminata nelle montagne circostanti e le guardie elfiche mantengono una costante vigilanza. I viaggiatori in cerca di Berethani vengono di solito individuati a loro insaputa almeno quindici Km prima di addentrarsi nella foresta.
Chi è in grado di volare incontra gli stessi problemi, perché gli elfi di berethani mantengono in quota diverse aquile giganti, utilizzate come cavalcature dai mebri più snelli della razza. Chi prova ad entrare con la magia, scopre ben presto che nulla sortisce effetto. Il miglior modo di entrare a berethani è essere un elfo o in compagnia di elfi, presentandosi senza ostilità o sotterfugi di alcun genere.
Le risorse nella città fortezza sono ricche e abbondanti. Possono essere trovati templi di tutte le divinità elfiche, e un collegio di maghi elfi e mezzelfi.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » dom 8 giu 2008, 13:47

La palude dei senza volto.


Nascosta tra i sentieri impenetrabili della foresta, si trova la palude dei senza volto. Non vi dirò l’esatto punto, perché chi vi dimora ha scelto l’oblio ed anch’esso è una forma di libertà.
Si narra che il modo più sicuro per arrivarvi siano le vie sotterranee che si trovano a Sovelis. Difficilmente chi cerca la nera palude ne fa poi ritorno, essa non è per tutti, bisogna essere forti per sopportarla. Chi vi dimora sono i senza volto: umani, elfi, nani non fa differenza. Chi si vuol far dimenticare chi cerca l’essenza del proprio essere si unisce alle melme putride della palude. Quali intrighi e colpe abbiano spinto a dimoravi non vi è dato sapere, molti hanno speranza di trovarvi il perdono sperando di dimenticare le atroci follie commesse. La palude però, non sempre guarisce. Essa ti fa dimenticare il tuo nome e le persone che ami, ti fa prigioniero, ti ruba l’anima omaggiandoti dell’invisibilità.
Non solo ci si dimentica delle crudeltà commesse ma anche di quelle che si potrebbero commettere, infatti la palude dei senza volto cela un potere che i più grandi maghi e divinatori cercano, ovvero conoscere il futuro, sapere dove ti porteranno determinate gesta. Ma non è cosi semplice rapportarsi con il futuro, perche esso muta e fluisce continuamente non ha forma. Le visioni che la palude genera non sempre sono la verità, a volte si comprendono male. La palude è un campo neutrale, non vi opera ne il bene ne il male. Molti dicono che la palude sia il confine che delimita la realtà dal sogno e si consolano dicendo che il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà ma quello che vorremmo accadesse, altri sono fermamente convinti che gli dei anno già scritto le nostre vite, nulla può essere cambiato, ma ciò che mostra la palude va ben oltre i sogni e il volere degli dei.

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Re: FORESTA DELLA DIMENTICANZA

Messaggioda Nym » dom 15 giu 2008, 19:04

Storia

Quella della foresta della dimenticanza è una storia caratterizzata da numerose battaglie. In epoche passate vide lo splendore del più grande regno elfico che dominava il cuore della foresta. Sovelis era l’orgoglio degli elfi, gli alberi si intrecciavano in un groviglio di case e di rifugi allacciati tra loro. Ispirava nobiltà e bellezza, emanava magia e vitalità ed era la più vivace tra le comunità elfiche. Eppure venne un giorno in cui l’alba spuntò grigia e cupa su gli elfi, drappeggiando la foresta della dimenticanza di ombre e morte. Nonostante le avvisaglie dei druidi che da tempo avevano previsto la catastrofe. Enurien il re saggio non voleva ascoltare, aveva perso la ragione a causa della morte dei suoi figli per mano degli elfi scuri. Per lui nulla era più importante, se ne stava con il suo dolore ignorando le minacce incombenti per il suo popolo. I Drow, potente e numerosa razza del sottosuolo, orda di caste crudeli che estendono il loro potere su schiavi e servitori, erano riusciti ad oltrepassare le difese magiche che proteggevano Sovelis. Gli elfi non potevano resistere all’attacco, avevano bisogno di aiuto, ma chi si sarebbe sacrificato?
L’unica speranza era riposta nella lungimiranza dei druidi che non venne meno neanche questa volta. Nymhail riuscì a convincere gli uomini che abitavano la foresta ad unirsi una volta per tutte sotto un'unica bandiera e fermare la minaccia dei Drow. Quel giorno uomini ed elfi lottarono insieme scacciando i Drow e decretando un trattato di alleanza. Gli elfi non più sicuri decisero di spostarsi sulle montagne e in cambio del sacrificio degli uomini si impegnarono ad aiutarli nella costruzione di una città che potesse ospitare un popolo nobile come il loro. Ai piedi della montagna che vedeva risorgere l’impero degli elfi nacque Ordailen, che nella lingua elfica vuol dire ‘fratello’.




Ordailen

Baluardo dei popoli liberi Ordailen è una piccola cittadella che sorge all’ombra delle montagne che ospitano Berethani l’antica città fortezza degli elfi. È circondata da una vegetazione assai fitta di aceri e larici che ne fa quasi una difesa naturale. I grandi alberi che ne delimitano il territorio formano una fitta rete di posti di guardia e vengono utilizzati dalla milizia cittadina come torri. I viaggiatori vengono di solito individuati a loro insaputa almeno 15 Km prima di addentrasi nella città. Ordailen fu fondata circa trecento anni fa per sancire l’alleanza tra umani ed elfi. Gli elfi istruirono gli umani su l’arte della costruzione edificando loro stessi buona parte della cittadella. Gli edifici sono armoniose strutture in legno dai toni lucenti come gusci di conchiglie e intagliate dai migliori artigiani elfici. I caminetti sono comuni, e spesso si vede il fumo innalzarsi nei giorni freddi. I tetti sono composti da tegole solo nelle costruzioni più vecchie, mentre gli edifici più recenti si presentano con tetti di paglia intrecciata. La cittadella crebbe un poco alla volta, secondo un progetto ben eseguito e suddiviso in varie fasi, in armonia con la foresta. Comprende circa 236 edifici. Al centro della città spiccano tre grandi obelischi di marmo grigio con serpeggianti draghi che li avvolgono e che si innalzandosi fino a formare un unico essere; al centro dei tre obelischi,disposti a formare un triangolo, è posto un grande braciere con una fiamma sempre viva. Gli Ordan, così chiamati da gli abitanti delle terre limitrofe, sono un popolo di artigiani e agricoltori nonché esperti cacciatori. A nord est della città lavorano i mastri ferrai che impararono dagli elfi l’arte della forgiatura, le lame che escono dalle loro fucine sono rinomate in tutta Ashura. La parte est della città è la più antica, ed è formata da un agglomerato di torri di varie dimensioni. L’architettura delle torri è dominata da motivi ispirati a rune di ogni genere. Esse rappresentano l’unica parte fortificata della città. Qui si trova la sede dei reggenti, formata da quattro rappresentanti delle quattro casate che un tempo, prima che si unissero sotto un’unica bandiera, vivevano sparse nella foresta. L’esercito di Ordailen è formato da gli uomini più forti, non vi è una vera e propria gerarchia militare e non vi sono divise che ne identifichino i ranghi. I guardiani della cittadella vengono selezionati da i più anziani prestando poi giuramento davanti ai quattro reggenti.
Gli Ordan adorano Nemesis la più potente tra gli dei della natura selvaggia, il suo dogma è rappresentato dalla natura e dal suo perfetto equilibrio. Nella grande foresta ella opera costantemente per dosare pioggia e siccità, ghiaccio e fuoco, vita e morte. I sacerdoti druidici rispettano Nemesis , ma questo non significa essere impassibili e non schierarsi mai; viceversa lottano per conservare l’incontaminatezza della foresta e lo stato naturale delle cose. Il santuario di Nemesis è posto al centro della cittadella vicino gli obelischi del drago, una lunga scala di legno conduce ad un piano circolare rialzato sorretto da tronchi. Al centro vi è un altare nero di basalto. Il santuario non dispone di un ordine clericale, i druidi vengono periodicamente, lasciando dei fiori di fronte al santuario per onorare i guerrieri caduti nelle battaglie e per preservare l’equilibrio della foresta.


Poco più a nord del centro della città spunta la locanda del nano Pharnos. Si dice che conosca chiunque nella foresta, essendo abilissimo nel mettere in contatto chi ha bisogno di informazioni. La sua locanda è una fermata quasi obbligata per coloro che cercano ristoro da un lungo viaggio o che desiderano informazioni a un giusto prezzo.
In una delle torri est della città, Ordailen ospita i Vairash antica stirpe di elfi stregoni che durante la guerra con i Drow risvegliarono gli Shalarin i guardiani elementali, esseri senza forma alimentati dalla magia elfica. I Vairash sono gli ultimi della loro specie, furono loro ad innalzare i Menhir che si ergono nella foresta, i primi che riuscirono a imprigionare gli elementi e assoggettarli al loro volere. Viaggiano di continuo tra Ordailen e le atre Oasi, ma di preciso non si sa da cosa siano spinti, come enigmatici individui si spostano senza lasciare traccia alcuna del loro passaggio. Alcuni ritengono che siano alla ricerca degli antichi tesori perduti, oggetti segreti e preziosi che la loro razza incautamente lasciò alla merce di stolti avventurieri in cerca di gloria, altri affermano che siano stati gli elfi stessi a punirli per la loro saccente arroganza e ad allontanarli dalla loro stirpe.

Continua…..

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