OASI DELLA MUSICA PERENNE

Discussioni relative all'ambientazione di riferimento e al come presentare le informazioni rilevanti.
Regole del forum
Le regole per discutere in questa sede sono quelle generiche della netiquette e quelle relative al rispetto per le persone specificate nella Costituzione delle Oasi di Ashura.
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OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » lun 9 giu 2008, 10:49

E' un luogo magnifico.
E' una piccola valle racchiusa da un Cerchio Sacro di Montagne altissime, le cui vette paiono di cristallo.
Le montagne fanno da baluardo alla valle e la proteggono dalle intemperie più violente. Per questo il clima dell'Oasi è solitamente mite ed anche quando piove o nevica secondo l'alternarsi delle stagioni, gli elementi non infuriano mai con troppa violenza e non producono mai danni di rilievo a ciò che quivi dimora.
La valle è meravigliosa, immersa nel verde dei boschi, dove migliaia di uccelli di giorno e di notte intonano il loro canto alla vita, con note ora garrule e civettuole, ora malinconiche e struggenti. C'è una cascata che scende con fragore dal ghiacciaio delle montagne, formando un minuscolo lago cristallino, dove vengono ad abbeverarsi gli animali del bosco.
Uno spumeggiante ruscello esce dalla parte opposta del laghetto mormora sommesso tra pietre e giunchiglie nel grande prato davanti al lago e viaggia veloce allontanandosi dall'Oasi della Musica Perenne.
Io abito dietro alla cascata, protetta dalla coltre d'acqua perenne che cela agli occhi indesiderati il sentiero asciutto che penetra dentro alla montagna e raggiunge l'ampia caverna circolare che ho eletto a dimora.
La caverna è asciutta e luminosa, poichè la luce vi penetra attraverso un grande foro nella volta superiore della grotta.
Per ripararmi dal freddo e dalle intemperie, i miei amici folletti, che mi hanno indicato questo luogo e dato il permesso di soggiornarvi, hanno costruito per me una cupola di vetro trasparente dove la temperatura si mantiene magicamente tiepida anche quando fuori nevica o piove o tira vento. Ma in estate vivo prevalentemente all'aperto, cantando e danzando insieme ai bardi di passaggio, intorno al fuoco sotto alle stelle fino all'alba.
E di nuovo sotto il sole, nelle fresche acque del lago o del ruscello.
Comunque in quest'Oasi la Musica è davvero Perenne, anche perchè oltre alle fate ed ai folletti che vi dimorano e che assai amano cantare e suonare magici strumenti, siano essi arpe, cembali, flauti o campanelli d'argento, ogni singolo filo d'erba vibra di una musica ricca di armonie sorprendenti, che soltanto le orecchie sensibili di chi davvero ama la Musica riesce a cogliere, in quello che altri definirebbero "silenzio".
Altri ancora, cui non è dato contemplare fate e folletti, sentendo la loro musica, dicono "tuona" e non si accorgono che sono i tamburi degli gnomi a produrre quel suono, e nel vento non colgono il lieve tintinnio dei campanelli d'argento delle fate, nè l'acuta melodia dei flauti dei folletti e confondono questi suoni con lo stormire delle foglie tra i rami, o con il cupo lamento della burrasca.

Tutto è Musica per chi sa ascoltare, ma nell'Oasi della Musica Perenne è facile imparare ad ascoltare ed unirsi al Grande Concerto della Vita.
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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » lun 9 giu 2008, 10:51

I Luoghi dell' Oasi della Musica Perenne


L'Albero d'Argento

E' una quercia molto, molto antica.
I suoi rami sono forti e robusti, come grandi braccia accoglienti. E infatti tra le sue fitte fronde sono molti i nidi degli uccellini che vi hanno trovato rifugio.
Una volta all'anno essa dispensa i frutti della sua linfa: le ghiande, di cui si nutrono ghiotti scoiattoli, ghiri e molti altri piccoli roditori.
Ma tra le ghiande normali, ve n'è sempre una diversa dalle altre: essa è infatti d'argento ed ha la caratteristica di portare fortuna a coloro che la possiedono.
Ne ho raccolte alcune e credo che le donerò a qualcuno che abbia davvero bisogno di fortuna: io sono già molto fortunata a poter vivere in questo luogo fantastico.

Per questo è chiamata l'Albero d'Argento, ma non è tutto. Essa è anche dispensatrice di grande saggezza per chi si voglia sedere ai suoi piedi con la schiena appoggiata al suo tronco. Socchiudendo gli occhi e concentrandosi sulla linfa che scorre in lei, è infatti possibile udire la sua voce profonda e vetusta che talvolta dispensa preziosi consigli a coloro che ritiene meritevoli di ascoltarli.


Il Ruscello che Canta

E' soltanto un piccolo rivo, ma le sue acque sono pure e cristalline come uno specchio e scorrono gorgogliando tra sassi e giunchiglie color amaranto.
Coloro che siedono sulle sue sponde in silenziosa contemplazione possono talvolta udire una voce melodiosa che spesso canta e talvolta narra antiche leggende legate a questo luogo. E' la voce della Ninfa Argentina, custode delle acque e depositaria di antiche conoscenze destinate a rallegrare soltanto le orecchie di coloro che davvero sanno ascoltare e che si lasciano penetrare dalla magia della vita in ogni sua forma.
Specchiandosi nelle acque del ruscello talora è possibile scorgere il volto bellissimo della Ninfa e se questo accade è possibile rivolgerle una domanda riguardante il futuro, ma non vi è garanzia alcuna che la Ninfa risponda poichè ella è di carattere capriccioso e volubile e risponde soltanto quando garba a lei e soltanto a coloro che le sono simpatici.
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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Kronall » lun 9 giu 2008, 10:52

Il Ponte delle Cento Pietre e il Tumulo Elfico

Più che un ponte vero è proprio, si tratta di una serie di pietre, levigate dalla lenta e costante erosione dell'acqua, che affiorano dal Mare Di Ghiaccio, come a formare un sentiero di pietra che collega l'Oasi Della Musica Perenne con il Territorio di Nortgarthen.
Il Ponte è usato sopratutto da bardi e cantori girovaghi che si recano regolarmente all'Oasi Della Musica Perenne, e che non possono permettersi un passaggio in barca.
Il Ponte parte dal Tumulo Elfico, una regione a ridosso della costa Sud dell'Oasi della Musica Perenne.
La zona è ricca di alberi dalla chioma aghiforme color bluastro (detti Awaldyn), che spesso sorgono proprio a pochi passi dal mare; sulle cortecce sono incisi strani simboli
geometrici di chiara origine fay, e dai rami pendono degli oggetti filiformi simili a collane di cristallo che, scossi dal soffio del vento, emettono un rumore simile a quello di mille campanelli di vetro.
Nelle notti limpide di estate, spesso si odono voci cantare, e molti giurano che si tratti proprio degli spiriti degli elfi defunti; fatto sta che le armonie congiunte dei campanelli e delle voci creano melodie di tale bellezza e profondità, da venir "rubate" dai bardi di passaggio per far parte del loro repertorio. Pochi riescono a riprodurre tali sinfonie, comunque.
Il luogo è ritenuto sacro dal popolo fatato dell'Oasi: si può traversarlo, ma non si può sostare in esso, nè accendervi alcun tipo di fuoco.
Nessuno sa cosa succeda al malcapitato che trasgredisca questa legge, perchè nessuno ha mai avuto il coraggio di farlo sino ad ora.
"Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!" - Faccia a Faccia, 1967

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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Astral » lun 9 giu 2008, 10:54

Il Giardino Della Flora Animata

Si tratta di un luogo nelle parte più meridionale e occidentale del regno dell'Oasi della Musica Perenne.
Il giardino da sul mare, in una parte però dove la costa è piuttosta alta e frastagliata.
L'entrata del giardino è dopo una parte di una foresta semimelmosa che si trova li vicino.
Il giardino presenta una posizione geografica particolare, che tra il clima del mare, e le vibrazioni musicali del luogo fa nascere dei particolari tipi di pianta.

Si tratta dei giardini dove gli ortaggi hanno la parola e piangono, le viole e i tulipani si muovono a ritmo di musica, usignoli hanno stabilito li i loro nidi, e sopratutto abbiamo una vegetazione molto animata.
Uno spettacola della natura sopratutto, la manifestazione piu tangibile della vita nelle piante l'abbiamo qui. Attenzione però alle viti con bei grappoli d'uva che tentano gli sprovveduti visitatori, che per prendere i frutti sono rimasti spesso strangolati dalle vite. Anche alcune piante, tutt'altro che erbivore presentano il lato affascinante, quanto pericoloso del giardino.
Prese queste accortezze, il giardino invece è molto gradevole non solo come luogo di rilassamento, ma anche per l'ironia che contraddistingue, queste piante dotate di parola.
Sono la goccia che fa traboccare il vaso
Sono il vento che diventa tempesta
sono la luce che illumina la tenebre
ma posso colpire con un lampo a ciel sereno
Lo stolto verrà colpito dal mio freddo soffio
il Saggio berrà nel mio calice d'acqua sacra.

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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » ven 16 gen 2009, 13:07

LA FORESTA DI FANGO
Questo è l’unico luogo tetro dell’intera oasi.
Si tratta di un antico lago, un tempo limpido e cristallino, che a causa di una maledizione occorsa nelle ere remote, ha perso la sua trasparenza e si e' trasformato in uno stagno di fango, circondato da una vasta area desolata, popolata dagli scheletri di alberi inariditi e soffocati da una putrida mucillaggine verdastra. Non è piacevole passeggiarvi e gli abitanti dell’Oasi volentieri lo evitano.
Dalla melma del fondo sorgono mangrovie cosi' scure che guardandole si ha l'impressione che siano fatte di solo fango. Pare che una potente magia suggelli un male ancestrale per impedirgli di riemergere in superficie, ma quel male ancora vive nelle viscide profondità dell’antico lago, là dove il centro appare più cupo e dove le sabbie mobili son pronte a trascinare chi per sbaglio vi si dovesse avventurare.
Al limitare della distesa fangosa, gli Elfi hanno eretto una lapide, su cui è possibile leggere una frase incisa in tutte le lingue parlate nelle Oasi di Ashura:

“O tu, che qui sei di passaggio, fermati un momento ed osserva quello che accade alle acque che troppo a lungo ristagnano. Lo stesso avviene per la tua vita: non cessare mai di far scorrere la tua esistenza alla ricerca del corso che le permetterà di sfociare alfine nel mare della conoscenza.”

FALATHRIM
La città-bosco degli Elfi Silvestri.

Non si tratta di una vera e propria città poichè le case sono a cielo aperto nelle radure o tra i rami, oppure scavate nell’intrico delle radici dei castagni secolari di un piccolo bosco, che è ciò che resta di una ben più vasta foresta che nelle ere antiche si estendeva fino al lago che oggi è noto come Foresta di Fango.
Al centro di Falathrim c’è una polla d’acqua sorgiva, presidiata da colei che del popolo silvano dell’Oasi è regina: la maga Aurina, che nelle ere remote era la ninfa che custodiva l’antico lago.
I Silvani adorano le Stelle e ad esse cantano lodi e invocazioni, nelle limpide notti dell’Oasi, riuniti nella radura della Roccia Azzurra, che è il loro luogo più sacro.

IL MARE DI GHIACCIO
il mare che circonda l'Oasi e' freddissimo. La parte occidentale e' costantemente spazzata da venti gelidi e tempestosi e la zona piu' a nord e' addirittura glaciale e disseminata da imponenti iceberg. Anche nelle tiepide giornate estive, le acque di questo mare non sono mai blu' ma grigie.
Ultima modifica di Aldebaran Centauri il mer 21 gen 2009, 17:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » ven 16 gen 2009, 13:11

I BARDI RACCONTANO
Tra le storie che i bardi narrano sotto alle stelle, nella stagione estiva, ce ne sono alcune che parlano delle ere antiche e che narrano storie realmente accadute.
Una di esse parla delle origini della Foresta di Fango e della città-bosco di Falathrim.

LA MALEDIZIONE DELLA FORESTA DI FANGO
Nelle ere antichissime, quando il popolo fatato era ancora la razza prevalente ad Ashura, là dove ora si trova il funesto luogo chiamato Foresta di Fango, c’era un grandissimo lago dalle acque turchine e limpide, di cui era custode una giovane ninfa di nome Aurina.
La ninfa soleva danzare sulla superficie del lago, accompagnandosi con il canto della sua voce melodiosa. Per ogni stagione c’era una danza ed un canto diversi e fu proprio quel fatto che suggerì alle razze che nelle ere seguenti vennero a popolare l’Oasi della Musica Perenne, il sistema per il computo del tempo che ancor oggi è correntemente adottato da tutti coloro che vi risiedono temporaneamente o permanentemente.
In primavera la danza della ninfa era leggera come l'intreccio delle rondini nel cielo e allegro era il canto della sua voce argentina come le fresche acque di un ruscello di montagna. Quando veniva l'estate, i passi della sua danza si facevano veloci, sensuali e trascinanti come l'ipnosi che assale i sensi assetati di passioni primordiali, il canto diveniva focoso e pieno come il calore dei raggi del sole. Ma in autunno ecco che la danza rallentava il ritmo, come un refolo d'aria ancora tiepida e odorosa di miele, il canto diveniva malinconico come il grido solitario di un gabbiano in mezzo all'oceano. E infine durante l'inverno la danza era fatta di movimenti lenti e pesanti come il passo dei caprioli alla ricerca di cibo nella neve e la voce era simile all'ululare dei venti di tempesta.
Quando correva all’incirca l’anno 6800 PA un piccolo nucleo di razza elfica, proveniente dai territori del sud colonizzati da questa razza, raggiunse il territorio dell'Oasi della Musica Perenne e rimase incantato dalla bellezza incontaminata del paesaggio, dalle montagne innevate, dagli alberi secolari delle foreste e dai limpidi corsi d'acqua che lo solcavano come vene.
Raggiunto che ebbero il cristallino lago su cui danzava la ninfa Aurina, rimasero incantati ad ammirare la sua danza, ammaliati dal suo canto e desiderosi di stabilirsi per sempre accanto a quello specchio d'acqua in cui sentivano fluire forte la magia della creazione primordiale.
Era primavera ed Aurina li accolse con la grazia di una fanciulla, concedendo loro di abitare la vasta foresta di castagni, faggi e salici che si estendeva verso oriente a partire dalla riva est del lago stesso.
La popolazione elfica edificò in quel luogo una città quale mai si era vista prima in tutte le Oasi di Ashura: era immersa nel vasto territorio boschivo e interamente costruita con scintillanti gemme color acquamarina che si intersecavano tra gli alberi in aggraziate pagode e padiglioni, dando vita agli edifici abitativi, governativi e sacri che ne costituivano il nucleo.
Gli elfi Silvestri - come chiamavano se stessi - prosperarono per molti anni, moltiplicandosi e preservando l'incontaminata bellezza dei luoghi abitati.
Ma quando correva all'incirca l'anno 7080, un gruppetto di giovani Silvestri, mosso dalla curiosità e dalla sete di avventura, decise di intraprendere un lungo viaggio verso sud, alla ricerca dei luoghi che avevano dato i natali alla razza elfica e cioè la Foresta della Dimenticanza e il Karen's Wood, per ritrovare i loro antichi parenti e confrontare lo sviluppo del loro popolo con quello di coloro che avevano continuato a risiedere là dove la loro razza aveva avuto origine. Almeno questa fu la giustificazione che diedero per intraprendere quel viaggio, ma la verità era che si erano un poco stufati dell'idilliaca pace delle loro dimore e di quell'armonia che pareva loro ormai cosa scontata ed anche un poco noiosa e per questo volevano esplorare terre nuove e conoscere usanze diverse da quelle del loro popolo e magari coprirsi di gloria, fama e ricchezze come gli eroi che popolavano i racconti degli anziani.
Così partirono e per molti anni nessuno seppe più nulla di loro.
Non giunsero mai alle oasi di Karen's Wood e della Foresta della Dimenticanza, poiché cammin facendo smarrirono la strada e si ritrovarono invece all'estremità nordorientale della Valle dei Sogni, sulle pendici delle aspre montagne che segnano il confine tra quell'oasi e la Valle dei Nidi. Non si sa di preciso quello che accadde, ma appare attendibile l'ipotesi secondo la quale il gruppetto venne assalito da un Grande Drago Rosso che presidiava il confine della Valle dei Nidi per impedire l'accesso al territorio abitato dai discendenti dei Draghi Arcobaleno.
Tale ipotesi è ancor più verosimile se si considera il fatto che, mentre il popolo Silvestre prosperava indisturbato nell'armonia incontaminata dell'Oasi della Musica Perenne, altrove era in auge il culto di A'akk-Zul, il Male Primordiale, e di tutta una schiera di divinità oscure ad esso ispirate. I seguaci di questo culto compivano sacrifici ai loro famelici numi e si cibavano loro stessi delle carni delle vittime sacrificate. E i Draghi erano vittime particolarmente gradite ai loro Oscuri Signori che ricompensavano con orrendi poteri coloro se ne propiziavano il favore col sacrificio di una di quelle possenti creature. I Rau non avevano ancora raggiunto la Valle dei Nidi e nessuna alleanza era stata possibile fino ad allora tra quei Draghi intelligenti e le altre razze.
Ma torniamo al nostro gruppetto di Silvestri, sorpreso dall'alito fiammeggiante di un possente Drago di Fuoco. Pare che trovassero rifugio nelle profondità cavernose delle montagne, in quelle che furono in seguito note come le Miniere di Ronevar.
Ma proprio quelle caverne erano la dimora di una colonia di drow, seguaci del culto dell'oscura Ortisha e i nostri elfi caddero così dalla padella alla brace.
Soltanto un elfo, all'incirca un secolo dopo la partenza, fece ritorno all'Oasi della Musica Perenne, minato nel fisico e mutato nell'aspetto, cadente e malaticcio come i vecchi della razza umana, semicieco e zoppicante.
Appariva sconvolto a tal punto che nessuno gli rivolse domande su quel terribile viaggio che aveva inciso tracce così profonde nel suo corpo, pur se gli elfi non erano soggetti al decadimento ed al degrado.
Con l'aiuto delle pozioni d'erbe dei guaritori, la potente magia della ninfa Aurina e le acque rigeneranti del lago riuscirono lentamente a riportare il poveretto alle condizioni di salute e vigore fisico che gli erano proprie prima della partenza.
Nessuno si accorse però che quell'elfo, ben più che nel corpo, era corrotto nello spirito, ormai definitivamente asservito alla causa degli dei caotici e di coloro che considerava fratelli ben più di quelli del suo antico popolo: i drow!
La sua opera fu sottile ed insidiosa come i fili di una ragnatela che corrono da un ramo all'altro dello stesso albero. Era un'opera fatta di insinuazioni sottili, di maldicenza e di zizzania seminata con tono quasi casuale.
Ben presto quei semi germogliarono e con essi i sentimenti meno edificanti della maggior parte dei Silvestri. Soltanto un ristretto numero di essi - coloro che erano dediti alla conoscenza ed allo studio dell'armonia degli elementi - mantenne il cuore puro senza però avere il minimo sentore di quanto accadeva loro intorno. Ben diversa fu la reazione della natura, che percepì fin troppo bene l'insidioso veleno che si insinuava tra le radici degli alberi, oltre che nei cuori degli elfi. Gli alberi cominciarono ad avvizzire, le polle d'acqua si inaridirono e gli stessi animali del bosco si ritirarono a vivere nella remota propaggine orientale della Foresta, quella più distante dal lago della ninfa. In quella zona vivevano infatti i tre più saggi tra i silvestri, coloro che erano da sempre dediti allo studio delle armonie della natura ed alla riscoperta e conservazione dell'antico Sapere.
Quando la Foresta era ormai ridotta ad un solo piccolo bosco, tre saggi finalmente si resero conto che qualche malefica energia era in atto. Si rivolsero allora alla Ninfa Aurina e quest'ultima, grazie alla sua potente magia, riuscì a svelare l'inganno che si nascondeva nel cuore dei Silvestri e ne comprese la causa: troppo a lungo quel popolo aveva goduto del privilegio di vivere in un luogo di armonia e di pace ed era bastato davvero poco per far germinare l'invidia, l'intolleranza, la prepotenza e persino l'odio.
Invano Aurina ed i pochi sapienti tentarono di ricondurre i silvestri all'Equilibrio: non ci fu nulla da fare e soltanto dopo una lunga ed estenuante lotta fratricida, la fazione dei saggi riuscì ad aver ragione su quella dei seguaci dell'ombra. Ma troppo sangue era stato versato nelle acque, un tempo pure e incontaminate, del lago; sangue che avvelenava l'acqua e faceva scorrere fango nel letto dei fiumi.
Aurina allora comprese che l'unico modo che aveva per impedire al male, ormai sepolto nelle profondità abissali del lago, di riemergerne con rinnovato vigore, era invocare una possente formula di protezione e maledizione al tempo stesso.
Protezione per coloro che erano rimasti puri e per la madre terra su cui tutti posavano i piedi e maledizione per… per tutti coloro i cui spiriti, ormai corrotti, erano rinchiusi per sempre nelle acque del lago. Per sempre? Questo è quello che tutti sperano, ma proprio per questo moltiplicano le invocazioni agli Dei sperando di non dover mai affrontare tale catastrofica eventualità.
Comunque la magia di Aurina ebbe successo e da allora il lago è divenuto una distesa di fango e gran parte degli alberi dell’antica foresta hanno assunto l’aspetto contorto, arido e marcescente.tipico delle cose morte. E gli alberi morti si ricoprirono di verdi muccillaggini putrescenti, mentre il benevolo influsso di Aurina si ritirava per sempre dal lago.

I pochi Silvestri superstiti, coloro che non erano stati corrotti dai semi del male primordiale, si ritirarono nel fitto bosco ancora incontaminato, che era tutto ciò che restava dlel’antica foresta. Colà il potere benevolo e rigenerante della Madre Terra era ancora forte e le fonti erano limpide come il cristallo. Là stabilirono le loro dimore, ma questa volta a cielo aperto, o come nidi profondi scavati ai piedi degli alberi stessi. Così ebbe origine Falathrim, la città-bosco.
Aurina si ritirò insieme ai Silvestri superstiti nel piccolo bosco e divenne la loro regina, coadiuvata nella sua opera di protezione e risanamento dai tre elfi saggi che per primi avevano ravvisato i segni della decadenza. Ancor oggi ella governa quel popolo con lungimiranza, grazia e saggezza e la gioia della vita è tornata a rallegrare i cuori dei Silvestri.

Ma affincè non si perda memoria degli accadimenti passati, i saggi posero una lapide accanto alle fangose rive della Foresta di Fango, per ricordare ai Silvestri ed a chiunque vi si trovi a passare che il male primordiale non è mai del tutto sconfitto e che occorre sempre far scorrere la propria esistenza, cercando la via che conduce al mare della conoscenza, l’unico possibile e potente talismano capace di preservare l’armonia e l’equilibrio nella terra e nei cuori degli esseri.
Sotto a quel fango, il male primordiale dorme ed aspetta che altri cuori stagnanti lo ridestino.[/i]
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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » ven 16 gen 2009, 13:40

IL COMPUTO DEL TEMPO NELL'OASI DELLA MUSICA PERENNE

Non esiste un vero e proprio calendario in quest'oasi, ma coloro che vi si trovino a transitare, sapranno senz'altro distinguere il periodo dell'anno, osservando i colori della natura che mutano con il mutare delle stagioni.
Questo è infatti l'unico sistema che gli abitanti dell'oasi riconoscono per il computo del tempo, anche se il calendario corrente è conosciuto ed accettato da coloro che hanno rapporti occasionali con genti che provengono da altre oasi di Ashura.
I folletti ed i fatati, che fin dalle ere remote vivono indisturbati in quest'oasi, hanno messo in atto un sistema infallibile per dare maggior risalto al tempo ed alle stagioni: il canto e la danza.
Solgono infatti danzare e cantare le stagioni e con questo sistema, e grazie allo studio della traiettoria del sole e degli astri nel cielo, sanno perfettamente in quale periodo dell'anno si trovino e quanti giorni ancora manchino al nuovo ciclo.
Il sistema funziona in pratica come spiegato nel seguito.
L'anno è suddiviso in quattro parti: primavera, estate, autunno, inverno e ciascuna parte ha una durata di 90 giorni. Al termine di ogni stagione è stabilito un giorno intero per festeggiare l'avvento della nuova stagione e salutare quella passata. Ed all'inizio di ogni nuovo ciclo stagionale, al termine dell'inverno che coincide con l'inizio della nuova primavera, si aggiunge una giornata intera di meditazione, silenzio e riflessione, per ricordare l'anno trascorso e fare propositi e divinazioni per l'anno che viene.
I folletti, ad ogni levar del sole, danzano insieme per salutare il giorno che nasce e la notte che muore. A seconda della stagione cambiano il ritmo, le intonazioni vocali e le frasi melodiche musicali. In primavera il ritmo è allegro e l'intonazione cristallina, d'estate il ritmo è frenetico e 'intonazione è calda e sensuale, in autunno il ritmo è più lento e l'intonazione è malinconica e in inverno il ritmo è pesante e l'intonazione roca. Sulla frase melodica stagionale innestano le parole rituali, da una a 90, e ad ogni nuovo giorno si aggiunge una parola fino a che non si raggiunga il totale di tutte le parole rituali previste per quella stagione. Quando termina la stagione, si fa festa per un giorno e una notte, cantando e danzando liberamente e raccontando storie, senza seguire alcuno schema. E al termine della festa, si ricomincia con la stagione seguente, cambiando il ritmo e la frase melodica, ma ripetendo daccapo la sequenza di parole rituali, partendo con una parola soltanto ed aggiungendone ogni giorno una fino a raggiungere il totale di 90 parole. E così di seguito fino al termine dell'anno, quando, dopo la giornata di festa, ricorre la giornata di silenzio e meditazione.
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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » mer 21 gen 2009, 18:53

LA PIANA DELLA GRANDE ARPA

E' un vasto terreno pianeggiante, solcato da macchie boschive che, se osservate dall'alto, disegnano sul terreno la forma precisa di un'arpa celtica.
Gli alberi che formano il disegno sono castagni, querce ed abeti, che ospitano tra i loro rami innumerevoli nidi di pettirossi canterini, una specie che non ha riscontro in alcun altro luogo di Ashura.
Insieme ai pettirossi, di ramo in ramo saltellano scoiattoli ed altri piccoli roditori e non è raro osservare qualche folletto che contende agli scoiattoli il tronco cavo di un castagno per farne la sua dimora.
E' in questa pianura boschiva che durante i mesi dell'estate si svolgono i raduni bardici e musicali a cui può partecipare chiunque, compresi coloro che provengono da altre Oasi di Ashura.
E' consuetudine che le feste siano aperte da una cerimonia che viene celebrata insieme dalla Ninfa Argentina e dalla Ninfa Aurina nel giorno di festa che precede l'inizio di questa stagione. Le due ninfe si danno convegno accanto alla polla sorgiva della radura centrale per celebrare il Rito dell'Estate, a cui partecipano sempre molti Silvestri, folletti e fate provenienti da tutte le parti dell'Oasi della Musica Perenne e talvolta anche da altre Oasi. Dopo la celebrazione del rito, le ninfe danno ufficialmente inizio ai festeggiamenti, dopodichè cantando se ne ritornano ciascuna alla propria residenza: nel Ruscello-che-canta la ninfa Argentina e nella cittàbosco di Falathrim la Ninfa Aurina.
Per tutta la durata dell'estate, in questa radura-bosco, si danno convegno musicanti, bardi, cantori, attori, artisti di strada, danzatori e semplici curiosi che vengono solo per osservare e partecipare alla grande festa della natura nel suo massimo rigoglio.
Chiunque può partecipare ai raduni estivi, a qualsiasi razza appartenga e da qualsiasi luogo provenga. Si può partecipare esibendosi oppure anche semplicemente da spettatori, ma tutti hanno una sola regola tassativa che non può in alcun modo venire infranta: nessuno può portare armi, nè albergare sentimenti malvagi in cuore. E' la magia stessa dell'Oasi che impedisce l'accesso ai violenti e ai prepotenti. Certo, talvolta potrebbe capitare qualche ladruncolo, ma anche quelli se non rigano dritto se la dovranno vedere coi dispetti dei folletti... e non vorrei davvero essere al loro posto! :lol:
Nessuno ha problemi di cibo durante quella stagione fortunata, poichè la terra offre abbondanza di frutti e gli stessi alberi regalano fresche bevande di rugiada energetiche e di gradevole sapore. I favi delle api, figlie del sole, sgocciolano miele prelibato e scorrono a fiumi le ambrate bevande dell'ambrosia, dell'idromele e del sidro. Tutti vivono a cielo aperto, durante il giorno tra le ombrose fronde degli alberi che offrono riparo dalla calura estiva ed alla sera sotto alle stelle, nelle aree aperte, intorno agli innumerevoli falò magici che non smettono mai di bruciare pur non consumando legna d'albero alcuno. Inoltre, è consuetudine di coloro che partecipano alla festa allestire banchetti di scambio gastronomico con i prodotti tipici della loro terra, siano essi latte, formaggi, frutti o focacce. E si danza, si canta, si improvvisano poemi e si narra di antiche gesta e di saggezza perduta. Molti sono gli amori che nascono e si consumano nelle calde notti della musica e delle arti. Alcuni son destinati a dar vita a nuove famiglie, mentre altri non dureranno più in là dell'estate, pur non essendo per questo meno dolci.
Per tutta la durata del raduno estivo, è operante un vivace mercato all'aperto in cui è possibile trovare ogni sorta di mercanzia. Gli artefatti più ambito, che molti sperano di trovare in vendita in questo mercato (e che talvolta pochi fortunati possono anche trovare), sono gli strumenti musicali fatati costruiti dalle fate dell'Oasi. Però bisogna fare molta attenzione quando qualcuno propone di vendervi un tale strumento poichè è risaputo che le fate non vendono mai i loro strumenti ma li regalano a chi ritengono meritevole e costoro ben difficilmente se ne separano per denaro. E quindi è assai probabile che si prendano delle "sole".
Nell'area centrale, ogni notte si svolge un festival d'arte straordinario a cui qualunque artista può partecipare con una danza, una canzone, un racconto o una poesia, o anche con un numero di abilità acrobatica. Al termine dell'estate, durante il giorno di festa che chiude la stagione ed avvia all'autunno, nel corso della celebrazione di chiusura, le ninfe Aurina ed Argentina, proclamano il vincitore per ogni categoria artistica, che sarà colui/colei che è stato più acclamato dal pubblico al termine delle sue esibizioni. Il premio consiste in ramo di foglie d'argento magiche: ogni foglia staccata può esaudire un desiderio, a patto che si tratti di un desiderio legittimo, moderato e che non preveda di arrecar danno ad alcuno.
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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » gio 29 gen 2009, 16:20

ORDINAMENTO SOCIALE DELL'OASI DELLA MUSICA PERENNE

Quest'oasi è fortemente intrisa di magia benefica e tutti coloro che vi risiedono o che vengono a visitarla non possono formulare pensieri volti a nuocere alla natura ed alle creature che vi si trovano, a qualunque razza o specie appartengano.
I veri padroni di casa sono i Folletti Custodi ed il Popolo dei Fatank, che da sempre vivono in simbiosi con la terra e che da essa attingono energia e sostentamento e in cambio operano per preservare integra l'armonia naturale.
Sono loro che intessono e mantengono forte e inalterata la magia che protegge l'Oasi dai malintenzionati, impedendone l'accesso a chiunque sia animato dal desiderio di conquista e di predominio.
Non vi è alcuna legge scritta e tutte le razze sono bene accette a patto che si uniformino allo spirito dell'Oasi per tutta la durata del loro soggiorno.
Naturalmente vi sono limiti alle attività umane (dove per "umani" si raggruppano genericamente tutti i bipedi senzienti, a qualsiasi razza appartengano), che non è bene violare, pena l'immediata espulsione dall'oasi. A dire il vero non si tratta di una vera e propria espulsione con tanto di processo e trafile burocratiche. Piuttosto potremmo dire che coloro che violano le leggi non scritte dell'oasi vengono "elegantemente indotti" ad una rapida e precipitosa fuga: i Folletti Custodi sono infatti piccoli ma sanno essere estremamente persuasivi quando si tratta di "accompagnare fuori" gli ospiti non graditi.

LE LEGGI NON SCRITTE

RISPETTO PER LA NATURA
E' poco raccomandabile spezzare rami, raccogliere fiori o recare danno agli alberi ed alle piante dell'Oasi, ma è assai peggio insudiciare i corsi d'acqua e la terra. I rifiuti organici possono essere depositati negli appositi contenitori che i folletti stessi provvedono ad utilizzare per concimare la terra dove ce n'è bisogno. La raccolta di frutti, bacche ed erbe officinali o aromatiche è ammessa, purchè avvenga in maniera responsabile e non per puro accaparramento: l'Oasi offre sostentamento a tutti, ma nessuno è autorizzato ad abusarne. Si possono accendere fuochi e falò ma soltanto utilizzando il carbone o la legna secca e tenendo sotto controllo le fiamme in modo tale da non provocare incendi.

DIVIETO DI NUOCERE E PREVARICARE
Nessuno può in alcun modo ferire o abusare degli altri.
I combattimenti a scopi ludici, sportivi o di allenamento sono ammessi, ma solo se rientrano nei limiti di un sano e leale agonismo.
Eventuali risse verranno prontamente sedate e i protagonisti non dovranno lamentarsi se si ritroveranno di colpo separati e profondamente addormentati in posti molto distanti da quello in cui si trovavano al momento della disputa.
Le armi possono essere portate nell'Oasi, ma non funzioneranno poichè la magia stessa dell'Oasi impedisce loro di nuocere.

LIMITI DI CACCIA
La caccia non è vista di buon occhio dai popoli fatati, tuttavia nell'oasi è tollerata, con le seguenti limitazioni:
- E' vietato braccare, inseguire o infastidire le specie animali avvalendosi dell'ausilio di cani o altri animali da riporto
- E' ammessa la caccia solitaria, con arco e frecce, dei singoli capi adulti e di grande taglia che volontariamente si presentino al cacciatore, accettandone la sfida
- E' severamente vietata e punita qualsiasi forma di caccia di gruppo
- E' severamente vietata e punita la caccia agli uccelli di qualunque specie.

RISPETTO DELLA PROPRIETA' ALTRUI
E' vietato recare danno alle strutture dell'oasi, alle dimore stabili o temporanee ed agli oggetti, a chiunque appartengano.
Furti e truffe sono scoraggiati, soprattutto se perpetrati ai danni di persone non abbienti. Tuttavia i folletti non hanno un rigido senso della proprietà e non è raro che qualche ladruncolo di poco conto riesca a farla franca, soprattutto se i soggetti truffati o derubati sono nobili facoltosi o ricchi mercanti.

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Re: OASI DELLA MUSICA PERENNE

Messaggioda Aldebaran Centauri » gio 29 gen 2009, 19:41

TERRITORIO, CLIMA, PRINCIPALI RISORSE E MERCATI DELL'OASI DELLA MUSICA PERENNE

Territorio e clima sono già descritti dal mio primo post in questo medesimo topic.
Quanto alle principali risorse direi che non ci sono risorse in sovrappiù e non ce ne sono mancanti: in quest'oasi c'è abbondanza di tutto quello che serve a vivere con agio, a patto di usarne e non abusarne.
Se di risorsa si può parlare, quello che comunque collega quest'oasi al resto di Ashura è la consuetudine dei Raduni Estivi, durante i quali si scambia arte in tutte le sue forme direttamente tra chi la crea e chi la ammira. Durante il periodo dei Raduni, nella Piana della Grande Arpa fioriscono anche i commerci della più svariata natura e sulle bancarelle improvvisate si possono trovare gli articoli più disparati provenienti da tutte le Oasi e anche talvolta da fuori Ashura.
Gli Elfi costruiscono pregevoli strumenti che vendono in questi mercati, ma non sperate di trovare gli strumenti magici costruiti dai Fatank!

FLORA E FAUNA DELL'OASI

Animali

Lupi
Linci
Cinghiali
Aquile
Falchi
Corvi
Canarini
Colibrì
Passeri
pettirossi canterini
scriccioli
rondini
scoiattoli
ghiri
topolini
cervi
caprioli
SALMONE SAGGIO
API D'ARGENTO

Piante

Ciclamini
Abeti
Betulle
Salici
BETULLA BLU
MANDRAGORA ALPESTRE
CAMPANULE ROSA
Pini
Faggi
Castagni
Erbe officinali ed aromatiche di tutti i tipi
Felci
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