IL DESERTO DI ASHAHARA

Discussioni relative all'ambientazione di riferimento e al come presentare le informazioni rilevanti.
Regole del forum
Le regole per discutere in questa sede sono quelle generiche della netiquette e quelle relative al rispetto per le persone specificate nella Costituzione delle Oasi di Ashura.
Ashuur Saggio
Avatar utente
Messaggi: 78
Iscritto il: mar 27 mag 2008, 17:05

IL DESERTO DI ASHAHARA

Messaggioda Syon » lun 9 giu 2008, 17:24

Il deserto di Ashura rimane uno dei luoghi più misteriosi ed antichi dell'isola. La sua natura ostile e per molti aspetti oscura ne ha fatto patria di numerose leggende. Leggende che parlano di creature notturne e di popoli sconosciuti. Ma Ashaara non'è solo un deserto:
è un'insieme di terre desolate e misteriose ognuna con delle sue caratteristiche diverse.

I luoghi dei Deserto di Ashahara


Le Lande Desolate
Fui catturato e fatto prigioniero da una misteriosa tribù delle "lande Desolate": i Vrulak. Uno strano popolo fedele a rituali antichi come quelle terre. Tutte le loro prede vive, uomini o animali che siano, vengono sottoposti al battesimo di Pyr: il sacerdote raccoglie dalla base di una statua a forma di grifone una sostanza rossa "il sangue di Pyr" non so in realtà cosa sia perchè mai riuscii a comunicare verbalmente con loro. Aveva forti poteri allucinogeni capaci di liberare immagini di antiche paure e luoghi di cui avevo sentito parlare solo nei racconti e nelle leggende che i viandanti evocavano di tanto in tanto nella taverna dell'Ultimo Vichingo. Quelle immagini mostravano il centro di Ashaara la' dove le grandi dune hanno sepolto un intero passato e millenni di segreti: vidi un antico popolo dedito alla magia, vidi la solita arrogante ambizione degli uomini che da sempre pensano di potere dominare l'indomabile forza oscura, e lo scatenarsi della loro stessa distruzione. Le leggende parlano di antichi moniti in pietra lasciati nel deserto a contrassegnare la zona proibita dove il male evocato è ancora presente. Nella mia visione c'era il centro di quel luogo una fantastica formazione montuosa che si stagliava terribile sorgendo come per magia dalle sabbie. Un'immagine di follia pura verso cui venivo attirato come se tramite il sangue di Pyr la mia anima fosse consegnata a quella montagna a rinvigorire il suo antico male. Non so come feci a resistere...so solo che mi risvegliai e che per questo fui risparmiato dai Vrulak.
Naturalmente non mi lasciarono andare così presi a seguirli nelle loro ricognizioni alla continua ricerca di cibo sperando di cogliere il momento giusto per la fuga.

Fu in una di quelle ricognizioni che il fatto avvenne:

"Condividemmo volentieri il bivacco con quello sconosciuto. Del resto chi si trova a vagare solitario per quelle lande desolate è ben felice di poter godere di un po' di compagnia. La solitudine è fatta per i topi di città. Si spingono verso terre a loro sconosciute, cercando il silenzio e poi finiscono per inquinarle con i loro rumori di cui pare proprio non sappiano fare a meno. No! Questa gente conosce e rispetta il silenzio ed i suoi segreti e per questo ancor di più apprezza la compagnia.
Quella notte la luna non era neanche apparsa...eravamo solo noi e il nostro piccolo falò un tremolante faro nelle tenebre.
Anche le stelle apparivano lontane...e ben presto spiriti inquieti cominciarono a danzare intorno a noi...
Naturalmente nè io nè i miei due compagni avevamo alcun timore...da tempo i Vrulak avevano imparato a convivere con ogni abitante della notte: uomo, animale o spirito che fosse...d'altronde in quelle zone loro erano al vertice della catena alimentare come lo squalo o il leone oppure i Grondiar del Nord. Per quanto mi riguardava invece, avevo bevuto il sangue di Pyr ed ero sopravvissuto, ciò faceva di me un membro effettivo di quello strano popolo e vi assicuro che questo mi evitava non pochi grattacapi.
La cosa singolare era che anche il nostro ospite sembrava non avere nessun timore. Se ne stava lì seduto impassibile e silenzioso mentre forme inconsistenti lo avvolgevano, lo penetravano senza provocargli apparentemente nessun fastidio.
Eppure aveva tutta l'aria di essere un abitante delle terre al margine. La' dove la superstizione e la paura di quel silenzioso mondo desertico dominava i cuori degli uomini in cui mai e poi mai si sarebbero avventurati coscienziosamente.
Talvolte capitava che qualche incauto sperdesse la via del ritorno e rimanesse bloccato nelle tenebre...per questo i Vrulak accendevano i loro fuochi miraggi di salvezza nel mondo oscuro.
Poi improvvisi gli occhi dello sconosciuto si fecero vitrei mentre fissava il fuoco scoppiettante... la testa scattò verso l'alto e la bocca scoprì fauci insospettabili...I suoi occhi maligni si fissarono sui miei mentre i suoi lineamenti cambiavano. Uno sguardo fiammeggiante denso di odio attraversò le fiamme conficcandosi nel mio cuore come un silente dardo ghiacciato che congelò ogni mio movimento.... Uno sguardo pregustante come quello del cacciatore che assapora la sua preda prima di ucciderla. Mi scossi quasi subito ed una sinistra, spontanea risata scaturì dal mio cuore risuonando nel deserto. Il mostro ne sembrò dapprima sorpreso, poi come se la ragione riprendesse possesso delle sue facoltà, assunse un'espressione allucinata. Scattò fuori dal cerchio di luce del nostro bivacco e si immerse nelle tenebre in una fuga disperata.
Ma dal nulla due enormi ombre si materializzarono accanto a lui. Come partoriti dalla notte i miei due compagni lo avvolsero in una stretta mortale e tra i suoi strazianti ululati gli staccarono la testa senza però perdere neanche una goccia di sangue.
La cena per la tribù era servita ancora una volta i falò del deserto avevano attirato la loro preda.
Dopotutto come ben saprete la vita nel deserto è alquanto dura".


L'oasi di Abdul
E' costituita da poche decine di tende e da alcuni palazzi in pietra ma si tratta comunque di un ottimo centro commerciale. Sorto nelle prossimità di una stupenda oasi, luogo raramente bello, ha conosciuto da subito un ottimo fermento e come ogni buon avamposto di frontiera è diventato il punto di riferimento di quella regione per commerci e svaghi.
Un autentico dono degli dei per i viandanti che affrontano i molteplici inferni di Ashaara. E' qui infatti che possono trovare le provviste necessarie per affrontare l'impresa, ed è qui che si possono acquistare i migliori groak di Ashura. I groak sono animali perfetti per questo tipo di impresa, un particolare tipo di draghi più grandi e resistenti dei comuni cammelli, cavalcature senza eguali per quegli ambienti estremi.


Deserto del Nulla
Rappresenta il cuore del deserto di Ashahara, la sua anima interna ormai irrimediabilmente persa. Antichi testi narrano come un tempo questo luogo inospitale avesse connotazioni profondamente diverse, i territori erano fertili e la vegetazione cresceva rigogliosa grazie soprattutto ai numerosi corsi d'acqua che l'attraversavano. In essa la vita trascorreva serena e divenne ben presto dimora di genti dalla nobile ed antica stirpe...ma come altre volte nella storia venne il giorno in cui la brama di potere spinse alcuni maghi a recitare formule proibite che trasformarono loro stessi e la popolazione in mostruose creature assetate di sangue...Per impedire che il male dilagasse, i più potenti maghi delle regioni circostanti non trovarono altra soluzione che unire le loro forze e gettare un incantesimo sull'intera zona infestata e sugli stessi demoni, riducendo il tutto ad un arido deserto...

La gente del deserto racconta di incauti esploratori che si sono addentrati in questi territori in cerca dei tesori abbandonati da quella antica stirpe. Solo alcuni di questi incauti valorosi hanno fatto ritorno portandoci la testimonianza di grandi edifici semisommersi dalla sabbia:

"...scendemmo la duna verso il tempio o meglio verso ciò che ne rimaneva: la torre mozzata sopra il solido basamento in pietra doveva aver svettato nel cielo per intere ere prima di frantumarsi e divenire parte del deserto. Il basamento sembrava essere l'apice di una struttura più grande di cui però non si riusciva a scorgere nessun ingresso. Degli scalini emergevano dalla sabbia e conducevano alla base della torre dove, come seduto su un trono di pietra, stava l'unico elemento perfettamente conservato di quella struttura: un grande cerchio di un curioso metallo dai riflessi iridescenti. Alto più di un uomo, messo in posizione verticale così che il volto cornuto che scrutava minaccioso dal suo centro potesse fronteggiare lo sguardo dei viaggiatori in arrivo. Senza dubbio il frutto di un arte dimenticata. Un residuo di un passato remoto, perso nell'oscurità immemore di un mondo perduto che pochi uomini avevano scelto consapevolmente di violare e che loro si accingevano a percorrere.
L'iscrizione alla base del volto recitava:"Attento, o straniero che varchi questa porta, il tuo viaggio potrebbe essere più lungo e pericoloso di quanto credi, qui iniziano le terre del non ritorno, le terre dimenticate dagli dei. Attento straniero!"
Erano le rovine di Shan-gri-bab, l'ultimo avamposto...uno dei moniti lasciati dagli antichi per delimitare la zona maledetta a cui l'ingresso fu proibito nei secoli."

Altri narrano di fantastiche città dimenticate: "Sorsero dalle sabbie oltre la duna antiche mura e centinaia di tetti incastonati in un universo di sabbia. Stupefacente spettacolo immediatamente mitigato dalla atmosfera sinistra che aleggiava e racchiudeva quella visione.
Varcammo le mura da una breccia laterale avanzando tra le viuzze sabbiose con tutta la cautela del caso, con le armi ben salde nelle mani. Lo spettacolo era impressionante. Nonostante l'antichità della struttura e l'erosione del deserto, la città aveva mantenuto nei secoli una sua innaturale integrità. Le mura, gli edifici, l'alto torrione centrale in quello che doveva essere il palazzo più importante della città, erano ancora pressochè intatti come protetti da qualcosa di potente ed inesauribile. Storm osservava con occhio meravigliato ma attento quegli edifici che fieramente continuavano a difendere la città dal deserto. Le sabbie erano filtrate, avevano raggiunto ogni angolo della città, ma non avevano vinto".

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1304
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: IL DESERTO DI ASHAHARA

Messaggioda Hashepsowe » lun 9 giu 2008, 17:26

Io sono nata nel Deserto di un mondo lontano e prima ancora di nascere, fin dalla notte dei tempi, sapevo che un giorno avrei percorso un deserto simile a quello del mio mondo d'origine...
I sogni e le visioni che ho avuto da allora mi hanno mostrato il Deserto di Ashahara, che in segreto ho già percorso quando mi recai ad affrontare le Prove dell'Alter Ego, la Porta degli Inferi...
Ora ne conosco le dune palmo a palmo... e so cosa si nasconde sotto alla sabbia, oltre alle serpi, ai ragni e agli scorpioni!

I luoghi del deserto di AShahara


LE ROSE DEL DESERTO
Si tratta di montagne calcaree, la cui conformazione ricorda quella del minerale chiamato appunto "rosa del deserto".
Sono un ammasso di rocce rosa e gialle che l’erosione del vento ha trasformato in profili ieratici. La sabbia ricopre con la sua patina antica le pendici scoscese.
CAVERNA DEI VOLTI MORTI
La roccia più grande sembra un'enorme faccia, al centro della quale si apre una caverna che pare una bocca senza denti, che si addentra nella gola della montagna e che raggiunge un luogo misterioso ed antico, un intrico di cunicoli e grotte che custodiscono le profezie dell'antico popolo degli Elfi del Deserto.
In particolare è degna di nota la GROTTA DELLA FONTE SEGRETA. Si tratta di una piccola grotta, dove un rivolo d’acqua sgorga dalla roccia muschiosa andando a raccogliersi in un bacino di ossidiana verde, sul cui lucido perimetro si alternano 12 figure danzanti finemente cesellate che rappresentano i dodici mesi dell'anno. Le pareti della grotta sono interamente ricoperte da misteriosi graffiti.
A suo tempo, il sacerdote-archeologo Ishtan riuscì a decifrare una parte di questi graffiti:

“E’ incredibile, Hash. – nonostante tutto la sua voce vibra di eccitazione a stento contenuta – Non avrei mai immaginato di trovare le tracce di un’antica civiltà elfica. Questa è la prova che cercavamo da tempo e che conferma ciò che ho sempre pensato: gli elfi sono presenti ad Ashura fin dalla più remota antichità. Erano già un popolo civile e progredito ben prima dell’insediamento di popolazioni non autoctone provenienti da altri continenti.”
“Ne sei certo?”
“Più che certo. Sono riuscito a decifrare quasi tutto. Le figure intorno alla fonte rappresentano come pensavo gli spiriti dei dodici mesi ed i simboli sulle pareti raffigurano il cielo durante le varie fasi dell’anno. Questa grotta è un vero e proprio calendario astronomico. Ci sono anche alcune scritte nell’antica lingua elfica, penso si tratti di formule di scongiuro per preservare questo luogo e la fonte dalle oscure forze che giacciono qui sotto... le medesime che abbiamo recentemente affrontato, temo...”

Infatti, uno dei corridoi conduce ad una porticina che è bene non aprire MAI poichè essa è l'ingresso che conduce ad un mondo maledetto, popolato da incubi e malvagità senza fine: l'immondo sotterraneo dell'Aindaleth, un luogo demoniaco infestato da orde di non-morti al servizio del demone cosmico A'akk-Zul. Quel demone è per ora sconfitto e non può manifestarsi ad Ashura (almeno spero... ), ma i suoi fedeli servitori vigilano attivi nell'ombra in attesa che nuove favorevoli circostanze permettano il ritorno del loro signore e padrone.

AZIBEL
Città della luce (opposto di Tenuandes), nascosta, in cui vivono gli Elfi del Deserto, discendenti di una più antica razza di elfi che un tempo popolava l'intero continente di Ashura.
La città, edificata grazie alla potente magia di Mellenwars, il mago e consigliere di corte, divenne una delle più grandi meraviglie che si fossero mai viste nelle terre di Ashura: palazzi aggraziati d'oro e d'argento si alternavano a luminosi giardini con innumerevoli fontane ed aiuole di fiori profumati di ogni specie e colore. C'erano boschi ombrosi e freschi ruscelli, prati assolati e alberi carichi di frutti dolcissimi, differenti ad ogni stagione.
E tutto questo esiste ancora, anche se son ben pochi gli umani che hanno avuto il privilegio di posare il loro sguardo su cotanta meraviglia.



ROVINE DI NECRODISIA

Necrodisia era la città maledetta, abitata dai demoni adoratori di Necros (forse una forma di A'akk-Zul), sede del potere occulto che in epoche remotissime ha, seppur per un breve periodo, dominato le Oasi di Ashura.
Ora di quel passato funesto rimangono soltanto cumuli di pietre in rovina. L'unico edificio che ancora conserva intatto il suo alone di inquietante potere è il TEMPIO DI NECROS. Si tratta di rovine nere di carbone ed ossidiana , tra cui il gigantesco obelisco nero che sorge nel cuore del deserto di Ashahara e che ancor oggi induce a brividi d'orrore coloro che hanno la sventura di aggirarsi in quei paraggi.
Del tempio fa anche parte un inquietante cerchio di giganteschi dolmen di ossidiana nera, al centro del quale, su ciò che resta di un'imponente scala circolare, si erge un altare sacrificale di diaspro rosso, il cui colore si confonde con quello del sangue delle innumerevoli vittime che furono sacrificate all'orrendo culto del demone della fame. Qualcuno identifica questa città con il concetto di Teunandes, ma così non è, anche se quando gli uomini capiranno che Teunandes è dentro a ciascuno di noi sarà forse troppo tardi!

(scritto da Syon) ...questa è un immagine mentale che Marla ebbe su Teunandes la città ombra: "Nella mia mente l’oscena bellezza della nera capitale del male prende forma con il suo retaggio di ammaliante terrificante splendore. Grandi torrioni neri e folli scalinate prive di alcun senso si ergono e ricalano in ogni direzione. Finestre oscure aperte su pareti altrettanto oscure da cui si riesce udire l’agonia ed il dolore riecheggiare da ogni universo…ed una folla di morti putrescenti in marcia".
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1304
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: IL DESERTO DI ASHAHARA

Messaggioda Hashepsowe » gio 26 feb 2009, 18:46

MEISHA e KARA
Le due città sotterranee, scavate nelle montagne sudorientali, al confine con l'Ashaharastan in cui durante i mesi più caldi dimorano le tribù degli Uomini Viola; nel ventre di quelle montagne scorre un sottile rivolo di acqua sorgiva e grazie a quella gli uomini risecono a sopravvivere, uscendone soltanto per andare a caccia prima del sorgere del sole e dopo il tramonto, quando la canicola allenta la sua morsa.
Si tratta di rifugi molto semplici, costituiti da una serie di stanzette collegate tra di loro da stretti cunicoli, che si snodano a spirale su cinque livelli di profondità, fino a raggiungere un'unico ampio salone che si trova proprio al centro della spirale, nel livello più profondo. In questo salone la Gente Viola si riunisce per le cerimonie pubbliche e religiose. La spirale discendente che collega i diversi livelli è attraversata al centro da una lunga feritoia verticale che ha la funzione di condotta d'aria, in assenza della quale l'atmosfera diverrebbe rarefatta ed irrespirabile. Nei quattro livelli superiori in prossimità della condotta d'aria si trova il focolare comune a tutti i nuclei famigliari che abitano in quel livello. Non è permesso accendere altri fuochi all'interno delle stanzette che fungono da magazzini o da nuclei abitativi, poichè i fumi di fuochi accesi lontano da condotte d'aria renderebbero l'ambiente soffocante e invivibile.
Al quinto livello, nel luogo destinato a riunioni e cerimonie, vi sono le tombe dei morti delle tribù, scavate in nicchie lungo le pareti del salone.

LAGO HARAM
Si tratta di un grande lago salato, posto a nord ovest della regione, in prossimità del mare. Sulle spode di questo lago, ci sono molte saline naturali e gli Uomini Viola, durante i mesi relativamente meno caldi, vi raccolgono il SALE e ne fanno commercio in tutta Ashura ricavando in cambio parte del cibo su cui mettere il loro sale durante i lunghi mesi estivi durante i quali tornano a rintanarsi nelle loro città sotterranee.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1304
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: IL DESERTO DI ASHAHARA

Messaggioda Hashepsowe » mer 4 mar 2009, 20:50

ORGANIZZAZIONE SOCIALE DEL DESERTO DI ASHAHARA E TIPOLOGIA ABITANTI

Non vi è alcuna organizzazione sociale comune a tutti gli abitanti di questa regione, per lo più arida e inospitale e pertanto ben poco popolosa. Ciascun popolo segue un proprio ordinamento sociale e gerarchico differente ed autonomo rispetto a quello degli altri abitanti del Deserto.
Due sono le razze che dimorano in queste aride regioni: quella degli umani e quella degli elfi.
Gli Elfi del Deserto vivono nella città sotterranea di AZIBEL ed è molto raro che abbiano contatti con altri individui provenienti dall'esterno della loro città. Sono governati da un Re ed il potere si tramanda all'interno della Casa Reale di padre in figlio. L'attuale sovrano è ISKEBARR III, coadiuvato dal mago di corte e consigliere MELLENWARS, un essere antico che si dice discenda da una stirpe ben più potente e nobile di quella elfica.

Gli umani sono suddivisi in tre differenti tribù, appartenenti a due diversi ceppi etnici.
I Vrulak sembrano discendere dall'antica stirpe di uomini dediti ai culti oscuri di Necros e di A'akk-Zul ed ancora nelle loro usanze permangono tracce ascrivibili alla violenza di quelle oscure divinità. Sono fortuanatamente pochi di numero e vivono da nomadi intorno alle rovine delle lande desolate. Non si sa bene quali siano le risorse che permettono loro di sopravvivere in un territorio tanto ostile, ma è forse meglio non saperlo ed evitare un incontro con loro e con il loro allucinante Sangue di Pyr.

Invece gli abitanti dell'OASI DI ABDUL i DERVATI e GLI UOMINI VIOLA appartengono al ceppo dei beduini dell'Ashaharastan.
La Storia narra che quando correva l'anno 9800 PA, nel territorio dell'Ashaharastan vivevano diverse tribù appartenenti al ceppo etnico dei beduini. Nel territorio dell'Ashaharastan i beduini si erano raggruppati in nuclei sociali organizzati e centri urbani regolamentati da leggi e sottoposti ad organi di governo di stampo monarchico. Poco tempo prima che la città di Kamar fosse edificata, due delle tribù Beduine più antiche, non volendosi assoggettare al predominio di un sultano, ed amando inoltre innanzitutto lo stile di vita nomade e libero che avevano sempre condotto, abbandonarono il territorio dell'Ashaharastan per insediarsi nel Deserto di Ashahara.
Sono costoro gli UOMINI VIOLA e i DERVATI.
Gli UOMINI VIOLA devono il loro nome al colore delle vesti che sono soliti indossare: il viola è infatti il colore sacro per eccellenza associato alla spiritualità ed al misticismo. Gli uomini viola credono che questo sia il colore della luce a cui si deve l'atto della creazione dell'Universo e pertanto se ne vestono per identificare se stessi con le energie cosmiche e proteggersi dai pericoli nel corso del loro viaggio terreno. Il loro capo assume il titolo di CONDOR VIOLA e rimane in carica un anno, dopodichè deve farsi da parte e lasciare il turno a qualcun altro: talvolta accade che alcuni individui particolarmente capaci vengano eletti più volte nel corso della loro vita, ma devono comunque osservare sempre almeno un anno di "vacanza" prima di poter essere nuovamente eleggibili. Gli uomini viola sono nomadi per natura e viaggiano spesso anche al di fuori del Deserto, grazie ai cavalli Akal Tek che essi stessi hanno addomesticato e che allevano. La gente viola si sposta due volte l'anno, seguendo un itinerario ciclico di migrazione determinato dall'alternanza delle stagioni. Durante la lunga e rovente estate del Deserto, essi trrovano infatti rifugio in due città gemelle e sotterranee, scavate nelle montagne sudorientali, al confine con l'Ashaharastan: MEISHA E KARA; hanno scoperto nel ventre di quelle montagne un rivolo di acqua sorgiva e grazie a quella possono sopravvivere in quel luogo, da cui escono soltanto prima del sorgere del sole e dopo il tramonto, quando la canicola allenta la sua morsa. In quelle montagne abbondano pietre dure e preziose, che la gente viola estrae con parsimonia, serbando il segreto su questi giacimenti al di fuori del loro popolo.
Durante la breve e più mite stagione invernale, essi si spostano invece sulle rive del lago salato HARAM dove si accampano, raccolgono il sale dalle saline naturali e tengono mercato.

I DERVATI invece sono perlopiù un popolo di mistici, seguaci del culto dell'Equilibrio Universale che ricercano attraverso la danza e le pratiche ascetiche.
Si dice che l'uomo che li guida, IBRAHIM, sia uno dei Custodi dell'Equilibrio che ancor oggi agiscono in stretta connessione con i Guardiani dell'Arcobaleno, ma se questo fosse vero significherebbe anche che costui vive da millennii, pur conservando intatti il vigore fisico e la lucidità mentale.
Anche i Darvati sono sostanzialmente nomadi e si spostano in carovane lungo i confini meridionali del territorio di Ashahara, là dove la vegetazione, seppur rada, consente l'esistenza di qualche forma di vita.
I Darvati sono anche pastori ed allevano una razza di capre dal pelo lungo da cui ricavano una lana molto pregiata che le loro donne tessono per farne indumenti e tappeti rinomati in tutta Ashura.

In epoche più recenti, altri beduini andarono ad insediarsi nell'unica Oasi del Deserto di Ashahara, che prese il nome da Abdul, il capostipite del primo nucleo di umani che scelse di svincolarsi dal governo del sultano e di sfruttare per proprio conto le risorse abbondanti di quel piccolo fazzoletto di terra. Tutti coloro che si sono alternati alla guida di questo piccolo nucleo di umani, hanno assunto il nome di Abdul, assicurando continuità di governo e apertura al commercio con grande vantaggio per le tasche di tutti gli abitanti dell'oasi. Di primaria importanza per quest'oasi è il CARAVANSERRAGLIO, una serie di edifici, giardini e stalle dove le carovane di passaggio possono ottenere rifugio e cibo gratuito per un massimo di tre giorni, scaduti i quali pagano all'Abdul per i rimanenti giorni del loro soggiorno. Il caravanserraglio offre anche la possibilità di avviare commerci e proficui scambi tra le carovane di passaggio e tutti coloro che vi si trovano a soggiornare. Nell'Oasi di Abdul si allevano anche i Groak una particolare razza di mezzidraghi resistentissimi al clima arido del deserto.

TERRITORIO, CLIMA, PRINCIPALI RISORSE E MERCATI DEL DESERTO DI ASHAHARA
Il clima del deserto non può essere altro che arido e rovente, poco ospitale il territorio, prevalentemente costituito da sabbia e dune e solo nei confini del sud da formazioni rocciose calcaree e granitiche. La vegetazione è scarsa e pochi sono gli animali che riescono a sopravvivere.
Tuttavia, anche il deserto vanta prodotti tipici ricercati dagli abitanti delle altre Oasi.
Tra questi, si annoverano: pietre dure e preziose che gli Uomini Viola ricavano dalle loro montagne nelle loro moderate attività estrattive, il sale proveniente dalle saline del lago Haram, vasellame e manufatti di creta prodotti dagli Uomini Viola, filati e tessuti di lana CAPRIORN, le capre allevate dai Darvati, i cavalli Akal Tek, che raramente gli Uomini Viola cedono a coloro che dimorano in altre oasi e naturalmente i groak allevati dalla gente dell'Oasi di Abdul.
I principali mercati del territorio sono ubicati nel CARAVANSERRAGLIO dell'Oasi di Abdul dove è possibile scambiare praticamente qualunque cosa, anche se spesso a caro prezzo e nella stagione invernale sulle rive del lago Haram, dove è possibile acquistare il sale ed i manufatti prodotti dagli uomini viola e raramente qualcuna delle loro pietre preziose e ancor più di rado uno dei loro cavalli.
Occasionalmente vi sono fiere e mercati ambulanti allestiti temporaneamente dai Darvati nei posti in cui si fermano per qualche giorno: in questi mercati è possibile acquistare filati e tessuti di lana Capriorn, formaggi di latte di capriorn e naturalmente consultare i loro mistici ed indovini per averne consigli e profezie.

La fauna del deserto è in prevalenza costituita da serpenti, scorpioni ed aracnidi comuni, ma vi sono alcune razze tipiche riscontrabili soltanto in questo territorio:
Il GROAK
l'ASPIDE CROTALICO GIALLO
la TARANTOLA VERDE DEL DESERTO
lo SCORPIONE AMARANTO
il CONDOR VIOLA DELLE SABBIE
il COYOTE NERO
l'AKAL TEK o CAVALLO D'ORO
le capre di razza CAPRIORN

Per quanto riguarda invece la vegetazione, essa è praticamente assente, con la sola eccezione delle seguenti piante autoctone:

CACTUS SPADA
PUJA FLAMMARIA
ALOE DI SHAM
Palme da dattero nell'Oasi di Abdul
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1304
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: IL DESERTO DI ASHAHARA

Messaggioda Hashepsowe » ven 6 mar 2009, 13:50

CENTRI RELIGIOSI, TEMPLI E CULTI PREVALENTI

La stessa tipologia del territorio che non favorisce l'aggregazione stanziale, sconsiglia la costruzione di templi e strutture di culto durature, tuttavia nelle ere antiche il culto predominante di quest'area era indubbiamente dedicato alle Divinità Oscure direttamente o indirettamente ispirate dal demoniaco culto dell'entità conosciuta come A'akk-Zul.
Ne sono più che evidente riprova le rovine di Necrodisia, la cui parte meglio conservata è ancor oggi l'antico tempio dedicato all'oscuro NECROS, un dio di chiara derivazione zullica.
Così come è evidente che il rito del Sangue di Pyr che ancor oggi viene praticato dai nomadi Vrulak affonda le sue radici nella medesima origine, come peraltro testimoniano le rovine di SHAN-GRI-BAB tra cui non è raro che si aggirino gli stessi Vrulak.

La spiritualità delle popolazioni di etnia beduina, è per lo più ispirata al culto dell'Equilibrio Universale, seppure differenti siano i rituali, le usanze e le pratiche religiose.
Per la gente dell'Oasi di Abdul, la spiritualità si riduce alla mera osservanza di regole antiche importate dall'originario Ashaharastan, ma di cui si è perso il significato profondo e rituale ascrivibile ad una vera e propria pratica religiosa. Si tratta al giorno d'oggi di semplici gesti ripetuti per abitudine e mantenuti perchè comunque igienici e salutari, come le abluzioni prima e dopo i pasti, il non cibarsi di carni rosse e l'osservanza del digiuno diurno nel mese più caldo dell'anno.

Quanto agli Uomini Viola, il Condor Viola è considerato a tutti gli effetti il capo spirituale, oltre che capo giuridico e gerarchico, e per tutto il periodo in cui rimane in carica, è responsabilie di officiare i riti di battesimo, matrimonio e funerari, nonchè le cerimonie di propiziazione per le differenti attività praticate dalla tribù.

I Darvati sono invece un popolo di mistici, e ad ogni livello della loro esistenza antepongono le leggi dell'Equilibrio Universale che ricercano attraverso la danza e le pratiche ascetiche. Molti Darvati si dedicano allo spirito ben più che alla materia e non è raro vederli digiunare, meditando in posizioni che risulterebbero scomodissime a chiunque altro non abbia la loro preparazione mistica. O danzare vorticosamente in senso orario, fino a cadere stremati al suolo, in preda a visioni che talvolta rivelano anche cose che riguardano il futuro, anche se non vi è un futuro predestinato secondo la comune credenza dei Darvati, ma tanti futuri possibili che interagiscono parallelamente sul piano astrale e si manifestano nell'una o nell'altra forma a seconda delle scelte e delle azioni che compiono gli uomini.
Si dice che l'uomo che li guida, IBRAHIM, viva da millennii e sia uno dei Custodi dell'Equilibrio che ancor oggi agiscono in stretta connessione con i Guardiani dell'Arcobaleno.

Quanto agli Elfi di Azibel, essi hanno certamente il loro culto e le loro divinità, ma sono molto discreti nella pratica e l'unica cosa che della loro religiosità è trapelata al di fuori di Azibel è la contrapposizione agli dei oscuri di derivazione zullica, a cui è peraltro ascrivibile la stessa fondazione di Azibel, in contrapposizione al concetto spirituale di Teunandes - o come lo chiamano altri l'Aindaleth, il Male Primordiale.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Torna a Ambientazione

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite