[Il Cromlech di Bran] capitolo 4 - prologo

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[Il Cromlech di Bran] capitolo 4 - prologo

Messaggioda Hashepsowe » ven 30 ott 2015, 16:42

La Leggenda di Marthen la Maga-corvo

I Bardi della Foresta della Dimenticanza, nelle lunghe veglie invernali intorno ai focolari, narrano storie talvolta cupe e spesso inquietanti a proposito della caduta di Myrd Wavair, il primo insediamento elfico di cui si abbiano notizie nel continente di Ashura.
Una di queste leggende riguarda colei che passò alla storia come fondatrice dell'Ordine esoterico dei Vairash: Marthen, la maga-corvo.
Marthen era un'elfa del ceppo etnico Elathiel, discendente di uno dei tanti rami cadetti della famiglia reale di Myrd Vawair. Si dice che la sua bellezza fosse tale da offuscare ogni altra elfa delle terre di Ashura. Vaporosi riccioli di chiome corvine incorniciavano un ovale perfetto e un collo da cigno dall'incarnato color del bronzo, per poi ricadere come un manto sulle spalle e sui seni svettanti, fino a raggiungere i fianchi morbidi e sensuali. Lo sguardo dei vellutati occhi neri, dal taglio obliquo, era ipnotico e suadente e la sua camminata era come una danza che quasi non sfiorava il suolo. Ella era anche assai versata nello studio delle arti arcane, tanto che giunse a padroneggiare sortilegi potenti e terribili quali mai gli esponenti della sua razza avevano osato esplorare.
A contanti doni del corpo e della mente faceva però da contraltare un carattere arrogante ed altero; la sua brama di potere non conosceva limite né vergogna e, pur di perseguire i propri scopi, Marthen era disposta a ricorrere ad azioni di dubbia moralità.
Il principe Shyborn fu la prima preda attorno a cui ella distese la sua ragnatela di seduzione: perdutamente innamorato fin dal primo sguardo, il giovane corse dal padre e domandò il permesso di sposarla. Ma il re degli elfi si oppose con forza alle nozze senza peraltro fornire spiegazioni. In realtà, egli stesso concupiva la bellissima maga, dacchè le leggi di Myrd Vawair non imponevano alcun obbligo di fedeltà e i coniugi potevano avere concubine ed amanti a loro piacimento, fermo restando che il diritto di successione al trono era comunque riservato ai soli figli legittimi della coppia regale.
Marthen giocò le sue carte pescando da entrami i mazzi: al giovane si negò, affermando che non poteva sopportare l'idea che sposasse un'altra e che era meglio rimanere buoni amici. Invece si concesse senza pudore al sovrano, con la segreta mira di regnare in sua vece.
Per alcuni anni la sorte le arrise e Marthen divenne la più intima e fidata confidente del re. Non vi era legge, editto o decisione in cui ella non avesse parte, spesso anche contro il parere degli anziani del Consiglio. In breve, la sua capacità di manipolare gli animi, unitamente agli occulti incantesimi di cui era depositaria, le garantirono potere di vita e di morte sugli abitanti della città. Nulla le era precluso e non vi era segreto che non le fosse svelato poiché sapeva mutare le proprie forme in quelle di un qualsiasi animale e così riusciva a spiare chiunque senza destare sospetti. Le sembianze che preferiva erano quelle del corvo reale: lucide penne color blu notte, insinuanti occhi scuri e ali ampie e robuste che le consentivano di percorrere grandi distanze nel breve volgere di poche ore.
Il principe Shyborn, sinceramente innamorato di Marthen ed ignaro delle torbide passioni e degli intrighi di corte, non sospettava nulla della tresca tra suo padre e colei che ancora voleva per moglie. Era semplicemente disperato e perciò confidò alla regina madre le proprie pene d'amore, cercando in lei una valida alleata per perorare la sua causa con il padre. Ma la regina Layreen era elfa di mondo e già molte voci erano giunte al suo orecchio. Non ignorava – ad esempio – che Marthen, con la benedizione del re, era a capo di un misterioso ordine di Elfi Stregoni: i Vairash. Il vago scopo che costoro affermavano di perseguire era lo studio delle Antiche Arti Arcane, per mettere tali conoscenze al servizio del Regno.
Non essendo gelosa del marito, Layreen aveva volutamente ignorato l'assidua presenza a corte di Marthen e dei suoi accoliti. Certo le era noto il rapporto intimo esistente tra i due, ma fino a quel momento non si era mai resa conto che dietro ad ogni decisione regale c'era lo zampino dell'astuta maga. L'accorata richiesta del figlio le aveva aperto gli occhi di colpo: non si trattava di un semplice gioco amoroso, ma di un vero e proprio gioco di potere. E la stessa regina sapeva giocare molto bene a quel gioco!
Layreen praticava assiduamente la magia e, nel corso degli anni, aveva fatto installare un magico Specchio di Ossidiana tra le impervie rupi della foresta. Quell'artefatto – oltre ad evocare innumerevoli altri incantesimi - permetteva di svelare le verità celate sotto agli inganni. Seppe così che le arti arcane praticate dai Vairash altro non erano se non quelle oscure della necromanzia e della distruzione: le medesime coltivate dai rinnegati Drow. Finalmente consapevole della maledizione che i Vairash rappresentavano per Myrd Vawair, Layreen si affrettò a rivelare al re le vere intenzioni della sua concubina.
Deluso ed infuriato, il Re decretò l'immediata soppressione dell'ordine dei Vairash e bandì per sempre Marthen dal suo regno.
La maga si trasformò allora in corvo e sotto a quelle sembianze continuò a spiare la famiglia reale, con l'intento di suggellare la propria vendetta. Poi si recò alla Rocca Nera, dove si dice che strinse un patto di sangue con i Drow e gli Urk.
Fu un vero massacro e soltanto i Vairash – che nel frattempo avevano continuato ad evocare in segreto i loro incanti – riuscirono a fuggire dalla città in fiamme.
I membri della famiglia reale caddero tutti, uno dopo l'altro, sotto ai colpi sicuri delle orde urk ma la regina Layreen, prima di morire per proteggere il più piccolo dei suoi figli (che grazie al suo sacrificio riuscì poi a fuggire), pronunciò questa maledizione:
nero il tuo cuore come l'ala di un corvo,
corvo sarai per tutti i giorni a venire!

Da allora Marthen non potè mai più indossare le splendide forme di cui era stata padrona, ma in forma di corvo volò a nascondersi tra gli intricati rami della Foresta della Dimenticanza. Si mormora però che – avendo scoperto il segreto dell'immortalità – ancor oggi
ella si aggiri sulle rive malsane del Lago dei Vapori o tra le rovine di Myrd Vawair, costretta suo malgrado a custodire i tesori maledetti che ancora giacciono abbandonati nel palazzo reale.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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