[Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Regole del forum
Qui trovano posto le avventure sperimentate e giocate con regolamento Dicescale Expanded.
Ashuur Saggio
Avatar utente
Messaggi: 454
Iscritto il: ven 30 mag 2008, 16:33
Località: America

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Turpino » mer 16 nov 2016, 7:34

LUOGO: Nella selva
GIORNO E ORA: 22 Kerandol - Le sette e mezza di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido e brumoso
PG: Nana

parte 1

Il passo è normale. Non c’è nessuna necessità di mandare al galoppo il cavallo. Si dice che la verità non ha nessuna fretta e così operano coloro incaricati e onorati di divulgarne il verbo. Hanno fatto due nomi Muninn e Lorien e dovrebbe conoscerne ogni specie della seconda, giudicata un’eretica ma ha passato molto tempo lontano dalla Torre di Alas, in ritiro spirituale presso il santuario eretto a nome della vergine Cassia Legrand nella remota desolazione dei monti Brumadorata.
I ricordi a distanza di anni restano impressi, marchiati a fuoco nella mente. Nello spirito.

È tutta una copertura, se avessero voluto trovarli lo avrebbero già fatto e il Sacro Maglio già starebbe loro infliggendo tanto dolore da non aver nemmeno la forza di gridare. Le hanno ordinato di seguire le tracce di un essere ben più prezioso. Un unicorno. Le proprietà magiche si dice siano incredibili eppure Nana è combattuta. Una bestia. Da quando la via dell’unico abbraccia il sentiero della perversione? Ne ha già avuto abbastanza di animali che parlano anni fa eppure qualcosa in lei sembra sia cambiato durante tanto tempo passato in raccoglimento.
Bestie. Questa parola le rimbomba in testa, come il batacchio di una campana.
Sono passati cinque anni dalla spedizione. Un gruppo di eretici a nome di una empia supposta divinità avevano profanato la cattedrale. Non si domandi il nome ne i dettagli perchè Nana ha voluto cancellarne il ricordo. Si erano insediati nei sotteranei. Padre Lobert aveva chiesto aiuto e Nana era parte della spedizione a il cui ufficiale era Ugbald De Tourens con il cuale aveva condiviso più delle canoniche ore di preghiera.

Quello che trovarono mano a mano che l’oscurità dei sotterranei andava inghiottendoli era ben lungi dalla logica, dagli insegnamenti e dall’esperienza non solo del drappello, del quale facevan parte un paio mercenari straordinariamente ingaggiati, ma anche dello stesso Ugbald. L’orrore contro cui dovettero confrontarsi avrebbe spinto alla pazzia anche i più del mestiere e così accadde. Nana potè vedere resistendo anche se vacillando nella ragione i compagni più giovani rimanere paralizzati dal panico prima e mangiati poi, vivi, urlanti. I mercenari si diedero alla fuga, non si sa dove.
Malgrado il coraggio dei grifoni in quella lotta senza quartiere, il destino non fu differente.
Raggiunti alla cieca un’uscita Nana dopo aver ceduto il passo a due dei compagni ancora in vita, con sgomento e dolore, perchè la disperazione in lei era già stata eradicata tanti anni sotto la dura istruzione, vide Ugbald dopo averle gridato “Dopo di te!” spingerla fuori chiudendole la porta alle spalle, restando dentro con quegli abomini già alle loro calcagna.
Fuori da quei tunnel dove i rinnegati eran stati mutati da chissà quale fonte perversa di malignità stava piovendo. Una pioggia forte e battente che già da qualche ora stava imperversando.
Infreddoliti e provati vennero sorpresi da un gruppo di banditi cercando di guadagnare le luci di quel piccolo villaggio. Furono depredati e i suoi due compagni uccisi. L’equipaggiamento dei grifoni è di primo ordine e al mercato nero c’è da ricavare una notevole somma. Nana, in ginocchio presa per i capelli fu risparmiata dalle parole del capo “Io non uccido una donna”. Un violento calcio la scaravento con la faccia nel fango e li rimase incosciente fino a che, una volta dileguatosi i banditi, non fu soccorsa da una figura che aveva visto tutto.

Si svegliò non seppe quando. Era caldo e confortevole l’ambiente e non indossava la canonica e pregiata tunica ma abiti ben più umili, come umile era la stanza che la ospitava.
L’uomo la osservava con espressione benevola e rincuorata e, nascosto tra la folta barba e i segni del tempo riconobbe fratello Galviero, ora comunemente conosciuto come Galviero l’esiliato. Non sapeva se dare adito a questo o imputarlo al trauma, così che sola e spontanea uscì in un mormorio la parola “Galviero...”
-Sono io figliuola- E la stanchezza ebbe ragione di lei trascinandola nuovamente in mondo di oscurità, questa volta piacevole e ristoratrice.
Immagine
unghie di gatto

Ashuur Saggio
Avatar utente
Messaggi: 454
Iscritto il: ven 30 mag 2008, 16:33
Località: America

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Turpino » lun 19 dic 2016, 6:47

LUOGO: Nella selva
GIORNO E ORA: 22 Kerandol - Le sette e mezza di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido e brumoso
PG: Nana

parte 2


Aprendo gli occhi Galviero non aveva cambiato di posto, continuava a guardarla con fare paterno e lei vedeva tra le tante cose, ora più lucida, il rammarico, ma non era pena, o almeno non dettata dalla pietà, eran occhi vissuti nei quali poter leggere la saggezza di un uomo passato per tanto dolore e certamente altrettanti conflitti interiori.
-Tutti ti credevano morto- Gli disse sedendosi nel giaciglio.
-È quello che è successo- Rispose con un sorriso pacato –Ma non è morta la mia fede. Lo stesso non potrei dire dei maestri dei tuoi maestri. Il volere dell’unico è indecifrabile e chi si mette nei suoi panni è il vero blasfemo. Non lo avevo capito e quando successe e cercai di trasmettere le mie perplessità... lo vedi tu stessa, magari se fossi stato un sacerdote qualunque il Sacro Maglio mi avrebbe messo a tacere ma così non fu. Solo questo dovrebbe bastarti per capire che a volte le monete che poniamo sulla bilancia non hanno lo stesso peso-

Queste parole lasciarono Nana confusa e interdetta. Non sapeva cosa rispondere. Capiva e allo stesso tempo sentiva sgusciare sulla sua razionalità quello che le aveva appena detto Galviero. Galviero l’esiliato, da sempre conosciuto come Galviero l’indissolubile.
-L’occhio dell’unico vede la verità figliuola e se oggi ci siamo incontrati e se io posso continuare a professare la mia fede e tu sei qua, non è opera di nessun sortilegio occulto come qualcuno magari vorrebbe farti credere, è solo il volere dell’unico. Non angustiarti quindi di capire se non ti riesce. Continua nella tua fede e in ciò credi, continua a credere nell’unico e il tuo cammino non s’infangherà nella menzogna-
-Perdonami Galviero- Parlò Nana –Però io ti sento pronunciare le stesse parole dei maestri, per meglio dire dei maestri dei maestri come tu li hai definiti-
-Non confondere le parole con le azioni figlioula. Chiunque può riempirsi la bocca di sermoni. Io non ti dico che sono nel giusto ma cerco di seguire gli insegnamenti e resto fedele alla dottrina dell’unico che appreso e che tutti conoscono, la stessa che conosci tu-
Nana fece per riprendere il discorso ma Galviero la fermo con un lieve gesto della mano.
-Ora però immagino sarai affamata- Ed era vero –Per questi noiosi discorsi ci sarà tempo. È ora di mangiare-

Nana non volle rimanere molto tempo ospite di Galviero. Non che le molestassero le idee, infatti parlarono parecchio e a lungo, ma qualcosa in lei si stava muovendo. Era uscita non si potrebbe dire traumatizzata ma segnata sì, nel corpo e nell’anima ma la fede no, in ciò che credeva non aveva dubitato un istante e per assurdo i lunghi discorsi con Galviero avevano maggiormente temprato la volontà dell’inquisitore. Eppure qualcosa mancava.
Si congedò accettando un piccolo fagotto con un poco di cibo e prese cammino direzione monti Brumadorata presso il santuario di Cassia Legrand, la vergine. Fu Galviero stesso a dirle “Se hai delle domande e ti mancano le risposte, cercale al santuario della vergine Cassia” e lo fece senza che Nana dicesse nulla. Sulla soglia l’abbraccio e salutandola proferì quelle ultime parole.
Lungo fu il tempo che Nana passò al santuario, tanto che perdette la cognizione del passare dei giorni, che si fecero mesi e poi anni vivendo delle offerte di viaggiatori e popolani che ormai la consideravano come una guida spirituale. Ella accettava di parlare con chi volesse farlo astenendosi sempre dal dare consigli perchè non aveva scelto di ritirarsi per insegnare e lunghi furono i periodi a digiuno, spesso per scelta, dovuti a profondi raccoglimenti che la portavano a lunghissimi ritiri nella preghiera.
Infine un giorno ritornò e alcuni l’accolsero come una santa altri non si espressero ma era evidente un certo sospetto.

Non poteva non passarle davanti agli occhi tutto questo, ora che è di nuovo in missione ed il passato ritorna. Faccia a faccia. Non tarderà molto a doversi confrontare con questi fuorilegge e a risolvere la faccenda dell’unicorno.
Sa dove trovarli ed è probabile che qualcuno l’abbia già sentita arrivare ma non da peso affatto a questo e con calma, accarezzando il cavallo, continua verso il suo obiettivo.
Immagine
unghie di gatto

Ashuur Affidabile
Avatar utente
Messaggi: 54
Iscritto il: gio 8 ott 2015, 3:53

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Aurelicornus » mar 20 dic 2016, 4:49

LUOGO: Sponde del Lago di Nemesis - Altare della Dea
GIORNO E ORA: 22 Kerandol - Le otto di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido e brumoso
PG: Muninn/Erin

L'Unicorno disse, non senza un accenno di scherno nella voce «Sentiamo quale piano avete».
«Piano?» rispose Muninn irritato. «Non servono grandi cose, contrariamente a quanto molti si aspettano», per rinfacciargli la frecciatina.
Erin lo guardò facendole capire quanto stesse suonando ridicolo, ma quando l'Unicorno capì che le intenzioni dell'umano erano seriamente minacciose vedendolo prendere la balestra in mano, cercò di dissuaderlo:«Non vorrai ucciderlo?»
«Perché no? Se serve...»
«Non hai nessuna idea di chi sia: e se fosse un viaggiatore bisognoso di aiuto?»
Muninn rimase impassibile:«Siamo in mezzo al nulla, cavalla; solo i briganti e vagabondi stanno in mezzo al nulla e viaggiano da soli. La mia esperienza con i vagabondi è che sono pronti a tagliarti la gola per un tozzo di pane mentre stai dormendo, e io preferisco tagliarla a lui prima che lo faccia con me», poi si girò fece per allontanarsi.
«Ma siamo anche in mezza dozzina!» insistette Erin, che venne ignorata dall'umano; allora ella guardò gli altri e supplicò:«Fate qualcosa! Non vedete che è pazzo?»

Muninn si sarebbe nascosto per preparare una imboscata e colpire con la propria balestra il malcapitato intruso in arrivo... ma Erin, invece, non era intenzionata a lasciarglielo fare, se nessun'altro avesse mosso un dito, lanciando sull'umano una fitta coltre di nebbia che gli avrebbe impedito di vedere il suo bersaglio.

Spoiler: show
Se nessun personaggio interviene (PG o NPG - vedi tu Hashepsowe se qualcuno dei NPG agirebbe), l'Unicorno lancia l'incantesimo "foschia" su Muninn. Non c'è niente di meglio che intralciare i propri stessi PG :lol:

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1304
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Hashepsowe » gio 12 gen 2017, 18:18

LUOGO: Sponde del Lago di Nemesis - Altare della Dea
GIORNO E ORA: 32 Kerandol - Le sette di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido e brumoso... ma non per tutti
PG: Tutti

Hanno camminato, costeggiando il lago per tutto il giorno, in silenzio.
Poi, a sera, hanno deciso di fermarsi e preparare la trappola per chi li segue.
Hanno acceso il fuoco e chiacchierato ad alta voce.
Poi Munin si è nascosto in un cespuglio con la sua balestra carica, pronto a stendere il malcapitato, chiunque esso sia!
Ma ha fatto i conti senza la magia dell'unicorno ed Erinn non pensa che uccidere sia una buona soluzione.
Il suo sortilegio ha successo e Munin si ritrova sospeso in una sorta di limbo brumoso, dove le uniche percezioni visive che riescono a raggiungere la sua mente provengono dalla liquida distesa del lago, da cui salgono volute di spessa consistenza nebbiosa. Ben presto soltanto il cespuglio in cui si è acquattato con la sua balestra ha un indistinto contorno a cui dare un senso.

Le voci degli altri lo raggiungono, invisibili e ovattate.

A giudicare dai loro discorsi, pare che nessuno si sia accorto della nebbia.

Lorien replica con una certa reticenza alle domande di Erin: "Sono da poco con loro e so soltanto che siamo diretti a Dum Amethyst... io mi ero smarrita tra le rovine di Myrd Wavair e così ho deciso di unirmi a loro, ma non conosco le loro ragioni... meglio essere discreti di questi tempi. Piuttosto... se ci segue qualcuno, non pensi che sarebbe meglio tacere?"

Kynon si porta un dito sulle labbra ed indica gli alberi al limitare della radura: "Noi tre mezzelfi potremmo salire sugli alberi e prepararci a stordire l'inseguitore per poi interrogarlo... E tu piccoletto - indica lo gnomo Unsen - potresti cercare di avvicinarti saltando da un ramo all'altro per vedere di chi si tratta... e poi tornare a riferirci... Lorien stai vicino al fuoco con i cavalli e l'unicorno... puoi sembrare un cavallo anche tu, Erinn... a patto di startene in silenzio, naturalmente... Oh... perdona la mia scortesia - aggiunge poi scorgendo il gesto di sdegno dell'unicorno - ma sono un soldato e devo badare alle cose pratiche più che alla forma!"

Didagus e Arduino senza ulteriori parole, danno seguito alle istruzioni del capitano e si arrampicano agilmente sui due alberi più alti al limitare della radura: due fronzute querce.

Unsenn scompare tra i rami e, dopo un tempo che pare eterno, saltella sulla spalla di Kynon (che nel frattempo si è arrampicato sul salice sopra al punto in cui è ancora acquattato Munin) e gli sussurra all'orecchio: "E' una donna... non ho visto il suo viso perchè indossa un cappuccio ed un mantello... ma la bardatura del cavallo è contrassegnata da quel simbolo: la stella a nove punte!"

Poi non c'è più tempo: la donna raggiunge la radura e si arresta guardinga scrutando le nebbie che all'improvviso la circondano ipedendole di scorgere la realtà che la circonda.
Erinn muove graziosamente la coda ed ammicca a Lorien, decisamente soddisfatta degli effetti magici che è riuscita a creare!

I tre mezzelfi sono lesti a profittare del vantaggio e rapidamente circondano ed atterrano l'inquisitrice, prima che Munin e lei stessa abbiano il tempo di formulare un sol pensiero.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Affidabile
Avatar utente
Messaggi: 54
Iscritto il: gio 8 ott 2015, 3:53

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Aurelicornus » gio 9 feb 2017, 6:20

LUOGO: Sponde del Lago di Nemesis - Altare della Dea
GIORNO E ORA: 32 Kerandol - Le sette di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido e brumoso... ma non per tutti
PG: Erin e Muninn

Muninn era pronto a puntare la sua balestra, ma la nebbia mandò all'aria le sue intenzioni. Restò spaesato per qualche momento, sorpreso dalla densa muraglia impalpabile che lo rinchiudeva, spiacevole memoria del Lago dei Vapori che aveva sperato di aver lasciato alle spalle, per rendersi conto subito dopo che il lago era ben lontano e nella sua mente la causa apparve chiara...
«Quella dannata cavalla! Appena mi capita tra le mani faremo i conti...». Stinse con forza la balestra quasi facendosi male, spinto dalla rabbia, e solo la consapevolezza che fare rumore lo avrebbe messo in pericolo con lo straniero gli impedì di gettare via l'arma con uno scatto d'ira. Cambiò idea: estrasse la spada, e poi appena vicino avrebbe aggredito alla schiena il visitatore. Non poteva vederlo, ma poteva sentire i passi cadenzati del cavallo farsi vicini.
Se solo gli altri non fossero stati più veloci di lui si intende: prima che lui potesse fare una mossa, gli altri piovvero dall'altro con tutta la sua sorpresa prendendo il viaggiatore, lasciandolo stupefatto con la spada in mano. Tra sè e sè, potette solo commentare: «Dannazione».
Usciti dal banco di nebbia, Muninn si avvicinò alla prigioniera, e riconoscendo quelle vesti, si lasciò sfuggire un altro "Accidenti" a denti stretti.

Era fastidioso per Erin sentirsi dare dell'animale, ma tralasciò l'irritazione per dare un piccolo sorriso, quasi sornione, alla pratica preoccupazione di Kynon. L'orgoglio per un Unicorno era sempre esigente, ma non sempre la dignità veniva lesa. L'Unicorno si allontanò lasciandoli fare, avvicinandosi al fuoco e brucando graziosamente l'erba.
Il suo incantesimo era un piccolo trucco, ma la grandezza di una magia si valutava nei risultati, più che nella sua grandiosità, ed Erin fu più che soddisfatta nel vedere che tutto si svolve nel modo migliore. Masticando con calma dei sparsi fili d'erba, assistette alla cattura dell'estranea: non era il momento per lei di prendere parte all'interrogatorio, non almeno se un Unicorno non fosse stato davvero necessario alla situazione.

Ashuur Saggio
Avatar utente
Messaggi: 454
Iscritto il: ven 30 mag 2008, 16:33
Località: America

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Turpino » ven 10 feb 2017, 7:12

LUOGO: Sponde del Lago di Nemesis - Altare della Dea
GIORNO E ORA: 32 Kerandol - Le sette di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido
PG: Nana Chain



Un senso di angustia sente accarezzarle l’animo, flebile e tremolante come la luce di una candela. Le parole di Galviero l’accompagnano ogni momento e, nonostante il tanto tempo passato da eremita, non hanno limato una condotta fin troppo segnata dal duro addestramento sottoposto alla Torre di Alas.
Se cercava risposte ha trovato dubbi. Il dubbio, una cosa strana che viene estirpata con la forza dal cuore degli iniziati.
Nana non rinnega nulla e, sempre fedele al dovere, nonostante senta che qualcosa in lei è cambiato o vuole cambiare prosegue, sempre piú vicina, verso la meta.
Avanzando Nana s’imbatte in un banco di nebbia. Deve aver lasciato l’intrico della boscaglia ingressando in un’area aperta essendo scomparse le sfocate figure degli alberi.
Procede lenta e sente che il cavallo da segni di inquietudine poi delle mani la disarcionano con violenza e il respiro le viene a mancare sbattendo inaspettatamente a terra.
Capisce immediatamente di esser caduta in un’imboscata, magari da cacciatrice si è convertita in preda, anche se il nome cacciatrice non le suona bene, oppure è solo finita nelle mani di banditi ma in questo caso invece di cercare di neutralizzarla avrebbe avuto più senso eliminarla direttamente.
L’afferrano cercano di immobilizzarla, la presa non è forte, non sono braccia possenti e si muovono in fretta. Poi ha la conferma, sente pronunciare parole in Nor’ Gar. Come entrano nella sua testa già escono.
La prima parte della sua missione è stata compiuta. Invece di aver trovato i fuggitivi sembra i fuggitivi abbiano trovato lei ma non importa.
Nana non oppone resistenza. È in netto svantaggio e spalle a terra. Devono essere stati due o tre ad assalirla ma non ha certezza ce e siano altri nascosti, inoltre non è giunta con intenzioni ostili. La sua è la via della ragione. La via della verità. Il pugno di ferro è compito del Sacro Maglio o dei più giovani e zelanti Grifoni.

La strattonano con fare celere, forse eccessivo, c’è foga nelle braccia che la sollevano e la immobilizzano. La nebbia si dissipa e le stesse braccia la spingono a terra. Questa volta però può controllare la caduta e non rovinare come in precedenza.
È un gruppo molto più numeroso di quanto si aspettasse.
-O siete voi dei codardi o sono io troppo importante- Commenta, quasi pensando a voce alta scorrendo lo sguardo tra i presenti. Riconosce i ricercati però la sua attenzione viene catturata da un soggetto ben più prezioso. Infatti sotto i rami di un albero con espressione tranquilla e curiosa un equino dall’inconfondile corno la sta osservando.
Nana ricambia il gesto dimenticandosi del resto. Delle armi puntate contro di lei e di tutta l’ostilità rivoltale. Una domanda semplice e cristallina si forma nella sua mente e forse domanda non è bensì affermazione. Così è questo l’unicorno.
Immagine
unghie di gatto

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1304
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Hashepsowe » mer 5 apr 2017, 17:18

I tre mezzelfi circondano ad armi spianate la donna, ma per un lungo istante sospeso nessuno di essi profferisce verbo.
Il primo a rompere il silenzio è Muninn, le cui imprecazioni in lingua No'gar sono ben chiare anche a chi non conosce quell'idioma!
Dama Lorien è lesta a comprendere il messaggio dell'uomo e, accostandosi ai tre mezzelfi, riconosce a sua volta la donna che li seguiva: "E' Nana Chain, la cacciatrice dei Nove. Sono quasi certa che cercasse me… e forse anche lui - indica Muninn"
Le labbra di Nana si increspano in una specie di sprezzante sorriso: "Siete ben poca cosa voi due… ma la gloria di A'an mi accompagna dal momento che seguendo voi, ho trovato anche la creatura della Bestia che da molti mesi vado cercando!"
Così dicendo, la donna si rialza senza perdere di vista l'unicorno.
Kynon e Arduino le sono subito addosso, minacciandola con le spade.
"Non muoverti… - il tono di Kynon non ammette repliche - Non vogliamo farti del male, ma non ti permetteremo di nuocere a nessuno di noi."
"E cosa intendete fare di me? - per nulla intimidita, la cacciatrice affronta a viso aperto quello che è il vero nocciolo della questione.
"Giusto… cosa ne facciamo di lei? - domanda Arduino.
"Uccidiamola e basta. - afferma Lorien - Se la lasciamo andare presto o tardi tornerà con un'intero battaglione di Grifoni. - poi soggiunge, rivolgendosi direttamente a Nana, con una punta di gelida ironia - Nulla di personale, naturalmente…"
Munin si schiera immediatamente dalla sua parte: "Lasciatela a me… non la farò soffrire e non lascerò tracce!"
Le spade di Arduino e Didagus sono leste a sbarrare il passo al No'gar: "Nossignore! Non ti permetteremo di farlo!"
Intanto Erinn si è accostata alla prigioniera e ricambia senza alcuna timidezza il suo sguardo indagatore.
"Lasciamo che sia l'unicorno a decidere - la vocetta querula di Unsen costringe tutti ad alzare gli occhi verso il ramo più alto di una quercia - E' quella che più di tutti noi deve temere le persecuzioni della Chiesa dei Nove!"
Nana sussulta e osserva a sua volta lo gnomo con malcelato stupore: "Un altro abominio… che la misericordia di A'an mi protegga!"
"Ebbene se devo decidere io - la voce di Erinn è dolce e suadente, ma non ammette repliche - Non le torceremo un capello. L'Essenza Cosmica della Dea è presente in lei come in tutto quello che ci circonda. Non voglio che il Cerchio della Vita sia spezzato. L'armonia deve essere preservata, altrimenti il nostro viaggio si muterà in un incubo."
Kynon annuisce pronto: "D'accordo… hai ragione. La porteremo con noi. La sorveglieremo a turno. Voi due - indica Arduino e Didagus - legatele le mani! - si volta poi verso Lorien e Muninn - Quanto a voi due, non credete che sia ora di essere finalmente sinceri con tutti noi?".
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Affidabile
Avatar utente
Messaggi: 54
Iscritto il: gio 8 ott 2015, 3:53

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Aurelicornus » ven 5 mag 2017, 5:33

LUOGO: Sponde del Lago di Nemesis - Altare della Dea
GIORNO E ORA: 32 Kerandol - Le sette di sera
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido
PG: Erin/Muninn

Il resto del gruppo mi guardò con una folta gamma di espressioni, ma tutte esprimevano vari gradi di dubbio. Noi unicorni conoscevamo quanto potesse essere feroce la gente del North'gar, ma non avevo motivi per farle del male.
O almeno, non ancora.
Mi sentii imbarazzata; rimasi in silenzio evitando discretamente gli occhi degli altri, anche se l'umano Rudolph mi salvò dopo poco da quella situazione. Dietro al suo volto impassibile non riuscii a leggere cosa stesse veramente pensando, finché non commentò: «Sei fortunata donna, l'unicorno ti ha salvato la vita. Mi domando chi sarà la prima di voi due a pentirsi di questa scelta». Poi si girò e si allontanò per i fatti suoi.
Guardai la nuova compagna. L'attenzione degli altri mi rendeva impacciata, e goffamente dissi: «Sembra che tu stessi cercando me, non è così? E' strano perché sono davvero pochi quelli che sanno della mia specie e credono tutti che siamo solo una favola, e...»
Ebbi una intuizione fulminea: «... un momento. Come faceva quella donna a sapere che io sono qui, prima di tutto! Per loro incontrare un unicorno non è un evento comune, ancora meno cercare me di proposito...»
La mia voce si fece ferrea: «... e soprattutto chi ti ha detto che io mi trovavo qui? Non sono molti coloro che conoscono di noi, ancora meno quelli che cercano uno di noi in particolare, nella fattispecie: me». Mi avvicinai all'umana, abbassando leggermente il corno come segno di avvertimento: «La mia magia non è fatta ne per gli uomini, ne per gli dei; essa proviene dalla Natura e ad essa farà ritorno, ed io ne seguo umilmente solo la corrente». La guardai negli occhi con determinazione, un monito che avrebbe dovuto essere cauta delle sue decisioni. «Forse ti aspettavi questa risposta, ciò non importa. Tutto avviene secondo quanto la magia dispone, per la mia vita, quanto per la tua».

Nel frattempo, potevo sentire Rudolph discutere con Kynon, ma da quei occasionali stralci di dialogo che potevano cogliere le mie orecchie unicornine, l'umano non era desideroso di sbottonarsi su di sè. «La gente mi chiama in più di un modo, e sono tutti veri. Non è importante». Rudolph lasciò senza risposta la curiosità del mezz'elfo sul suo passato minimizzandolo solo dicendo che era solo di passaggio in quell'oasi e pertanto non aveva motivo di interessarsi a lui: non aveva mai avuto ragione per visitare quell'oasi in passato, ne tantomeno per rimanervi una volta che la loro missione si fosse conclusa. Così come non aveva nessuna idea di chi fosse la donna che li aveva pedinati. Tempo fa venne rinchiuso in una prigione dopo che un suo compito andò male, ma riuscì ad evadere grazie ad un espediente ed a una circostanza fortunata, tuttavia non ricordava di averla mai incontrata ne prima ne dopo l'evasione.
Rudolph guardò Kynon divertito, notando che il mezz'elfo non riusciva ancora a farsi un giudizio su di lui: «Credi davvero che la druida del vostro villaggio non avesse idea di quali fossero le mie esperienze, prima che mi buttasse in questa situazione?»

Ashuur Saggio
Avatar utente
Messaggi: 454
Iscritto il: ven 30 mag 2008, 16:33
Località: America

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Turpino » mer 10 mag 2017, 7:57

LUOGO: Sponde del Lago di Nemesis - Altare della Dea
GIORNO E ORA: 32 Kerandol - Verso la notte
TEMPO METEOROLOGICO: un crepuscolo umido
PG: Nana


-Uccidiamola- Questo hanno udito le sue orecchie. Vigliacchi, questo ha sentito il suo cuore. C’è pace dentro di lei e sa che qualche anno prima non sarebbe stato così. Vada come vada è ben consapevole di non esser lei persona ostile, di non esser lei a temere il giudizio. Chi fugge da esso lo teme e chi lo teme sa di avere sporcizia da occultare. Spazzando lo sporco sotto al tappeto non è lo stesso che pulire, è solo nascondere.
Sente che le legano i polsi dietro la schiena. Sente il dolore e sente il sadismo recondito di chi ha sete di una giustizia della quale non ne conosce nemmeno il viso.
Viene strattonata e sente parlare e parlare fino a che non interviene l’unicorno e le parole di questo “animale fatato” come suole chiamarlo il folclore popolare le chiama l’attenzione. Ascolta isolando i vari commenti, anche quelli nella sua lingua.
-Non credevo ci fosse più saggezza nella bocca di un cavallo che parla che in tanti uomini o “quasi uomini” messi insieme- Completa la frase ingoiando dolore.
-Nessuno ti ha detto di parlare!- Queste parole in Nor’ Gar accompagnate da un colpo ai reni l’hanno messa in ginocchio. Respira a fatica.
-Che nessuno la tocchi!- Una voce, nella lingua comune, sembra correre in suo aiuto. È una voce maschile e l’aiuta a sollevarsi.
Erigersi le duole e stringe i denti. Gli occhi dell’uomo la fissano qualche secondo, come a cercare, investigare chi abbia davanti.
-Sarà una lunga notte per te- Pare sentenziare allontanandosi –Prima però prendi posto, qualcosa da mangiare è rimasto. Domattina saremmo tutti felici di ascoltarti-
-Non dividerò il mio cibo con questa!- Parla e lo fa perchè tutti possano capire chi pocanzi la colpí, uno dei fuggitivi
-Sicuro non viene sola! Facciamola fuori ora prima che ne arrivino altri! Sappiamo bene come sono questi bastardi!- Fa eco l’altra ricercata.
-Un vecchio druido un giorno mi disse che sono le buone maniere a fare la differenza- Interviene l’unicorno quasi pensando a voce alta.
-Effettivamente un altro boccone io lo mangerei!- Questa volta è il mezzo uomo che parla.
-Non molestatevi- Interrompe Nana. C’è autorità nella sua voce ma non arroganza –Piuttosto occupatevi del cavallo e ditemi dove devo dormire-
-Uff! A me era rimasta fame...- Bofonchia triste l’ometto rintanandosi in una tenda.
-Io mi occcuperò di lei, dopotutto mi sembra una saggia decisione- Interviene un tipo alto e snello dalle orecchie a punta –Farò il primo turno di guardia. Sei ben equipaggiata vedo. Dormirai a lto di quell’albro con la caviglia legata al tronco, per evitare qualsiasi sciocchezza-

Nana viene accompagnata le legano la caviglia al tronco come promesso e le slegano i polsi. Poi le tirano le sue cose perchè possa prepararsi un giaciglio.
Tutti si ritirano tra mille commenti che nemmeno le entrano nella testa. Quando rimangono soli Nana, già coricata, si gira in direzione di chi la sta vigilando. È seduto con la schiena appoggiata ad un albero poco distante dal suo, avvolto in una pesante coperta. Fissa il fuoco e nei suoi occhi non c’è traccia di stanchezza. Immediatamente capta l’attenzione dell’inquisitrice.
-Non faccio la guardia perchè ti temo. Quei due ti taglierebbero la gola nel sonno. Non che mi stia particolarmente a cuore la tua incolumità ma i morti non parlano e domani dovrai darci delle risposte-
-Legate una persona per il vestito che porta e non vi preoccupate di compagni dei quali non vi fidate nemmeno-
-Il tuo vestito parla da solo donna-
-L’oscurità è gravida di incubi maggiori di una donna sola a cavallo- Queste ultime parole le escono spontanee e sente che vengono da lontano, non le appartengono. Lei non è stata addestrata a parlare spontaneamente, lei NON parla spontaneamente. Qualcosa sembra turbarla e pare che l’altro l’abbia notato, come un’ombra che per un istante si sia riflessa e fuggita negli occhi di Nana. Nana, che senza aggiungere nulla si volta e si lascia abbracciare dal sonno con una parola nella testa. Galviero.
Ultima modifica di Turpino il mar 20 giu 2017, 6:48, modificato 1 volta in totale.
Immagine
unghie di gatto

Ashuur Saggio
Avatar utente
Messaggi: 454
Iscritto il: ven 30 mag 2008, 16:33
Località: America

Re: [Il Cromlech di Bran] capitolo 4

Messaggioda Turpino » mer 31 mag 2017, 6:55

Parte Due

Sente il palpito della notte quando apre gli occhi, riversa. A guardia ora c’è il piccoletto che la scruta curioso. Ogni traccia di sonno è sparita o almeno messa da parte.
-Credo tu sia abituato a vedere persone intere-
-Nana Chain- Dice l’ometto. Pare non abbia nemmeno sentito le parole della donna.
-Ti conosco, o meglio, conosco storie su di te. Un bardo ha scritto una canzone su Nana la santa. Che esagerazione non credi? In fondo tutti sanno che è un pò svitato, io lo conosco bene è mio cugino!-
A metà tra un sorriso e una smorfia di disgusto Nana richiude gli occhi. Non ha minimamente la voglia di parlare, tanto meno con empie creature. Un tempo la disgustavano, ora li considera solo degli sfortunati perduti e dal disprezzo è passata la pena. Eppure le fluide e bonarie parole del piccolo uomo si mescolano al nuovo sopore.
Non le presta attenzione ma le sente come penetrare educatamente. Le secca ammetterlo ma le danno una pace antica.
-Ah sì! Mio cugino Crepin! Solo lui poteva scrive una ode ad un inquisitore dei Nove. Sembra anche abbia fatto delle ricerche, gli deve essere simpatica. Che strano no? Tanto blasone e tanti fronzoli e sotto quella nobile armatura c’è una piccola e umile orfana di una dimenticata terra di minatori- Addenta una mela che appare per magia – Non sian insicuri i tuoi passi nell’oscurità, la mia voce indicherà il cammino- Intona masticando soddisfatto il succoso frutto.
-È un po’ tragica la canzone. La prima volta mi sono quasi messo a piangere. Deve esser stato terribile perdere tutti quei compagni. Se le cose sono andate veramente così è peccato essere su due fronti opposti. Devi esser stata di sicuro molto valorosa-

Continua e continua a parlare fino a che i suoni svaniscono lentamente. Silenzio, ma è un silenzio non come si aspettava. Nana apre gli occhi e vede che la spensieratezza si è fatta maschera di pietra sul volto dell’ometto, ora rigido, teso.
Aleggia una fragranza dolciastra, un’aroma spesso e denso che rapidamente si fa disgustoso. Un rantolio basso, roco, proviene dalle tenebre, sembra accarezzare l’erba e le foglie. Son più di uno e irregolari. Sono spasmi.
Con l’aumento del fetore e dei rantolii oltre l’area illuminata dal fuoco prendono forma paia di puntini luminosi rilucenti di bagliori sinuosi.
Il grido dall’arme del piccolo uomo chiama l’intervento del resto del gruppo. Se sia ragione o istinto Nana lo ignora ma la sua guardia si trasforma in salvatore. Un piccolo pugnale compare tra le sue dita e rapidamente è libera della sua costrizione.
Ha già raggiunto la spada e nel crescendo di olezzo anche l’ultima tenda è rimasta vuota.
Ognuno armato dei suoi ferri la rovente attesa è scorsa da rapide occhiate che volano di faccia in faccia.
-Carne d’unicorno- Ode Nana, ma è troppo tardi per riconoscere la voce che il rantolio si trasforma in un profondo grugnito e le creature son su di loro.
L’area si copre improvvisamente di una cortina di luce. Il bivacco è illuminato quasi a giorno e la luce infonde una sensazione di purezza e calore.
Più di uno degli avventurieri si permette di sorprendersi. L’istinto è girarsi verso l’unicorno poi ogni dubbio si dissipa notando Nana terminare di recitare parole che non distinguono.
La lotta infuria confusa eppure le bestie vengono contenute e lentamente stanno soccombendo. Son quattro in tutto, ma molto resistenti e vigorose e solo il valore e l’esperienza dei difensori ha permesso loro di non subire perdite. O forse no.
La pregiata lama di Nana penetra nella carne una e più volte. Poi, brandendo il colpo letale sente la carne, la sua, lacerarsi e venir penetrata.
La spada le cade di mano. Non vacilla un centimetro. Porta la mano all’addome, è piena di sangue. Davanti a se vede due volti, sorridenti e offuscati, un maschio e una femmina. Ora sì. Le forze le vengono a mancare e non oppone resistenza concedendosi all’oblio.
Immagine
unghie di gatto

PrecedenteProssimo

Torna a Campagne di gioco

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite