[Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

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[Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Kronall » mar 28 feb 2012, 14:19

L'ACCADEMIA DI AGUA - UNO SCENARIO DI PROVA -

E' una mattina come tante all'Accademia di Agua, in quel del Picco Iridian; la luce del sole attraversa le vetrate variopinte e ragnatele di colori cangianti si dipanano sul pavimento, che state pulendo con più o meno convinzione.
Un'occhiata ai campi verde smeraldo che si stagliano sotto un cielo limpido come una pozza d'acqua sorgiva vi fa rimpiangere di trovarvi rinchiusi tra quattro mura... siete giovani e impetuosi: bramate l'avventura, il rischio e l'azione.

Sfortunatamente per voi, piuttosto che spade e lance, siete costretti ad impugnare strofinacci e scope; invece degli scudi, trasportate enormi secchi di acqua calda; i nemici non sono goblin e demoni, ma piastrelle sporche e mobili impolverati.

- Piantatela di cianciare e datevi da fare con quegli strofinacci ! - gracchia Miryela, che è la studente più anziana... anche se solo di poche primavere. Qualche anno fa era nella vostra stessa posizione, chinata sulla pietra, raschiava via la sporcizia; ora sembra quasi non riconoscervi più...
Lontani sono i tempi in cui vi rincorrevate nel cortile dell'Accademia, lanciandovi contro pomodori maturi e arance.
Tuttavia non avreste mai pensato che Miryela potesse un giorno trasformarsi in un essere così odioso.

L'Accademia raccoglie orfani e 'indesiderati' (così li chiama il Tutore Mesnerick) da tutta Ashura. Li istruisce, li forgia... qualcuno dice che li 'indottrina'. Essi non possono lasciare l'organizzazione finché il Gran Maestro non stabilisce che siano degni: gli esami finali sono durissimi e in alcuni rari casi i candidati hanno addirittura perso la vita. Al compimento della ventisettesima primavera comunque, il candidato (se non si è ancora dimostrato 'degno') viene gentilmente cacciato a pedate... il mondo diverrà la sua Accademia da quel momento in poi, perché altri prenderanno il suo posto (e, si spera, più meritevoli di lui).
Per tutto il periodo che trascorrono all'Accademia i candidati sono sottoposti a rigida disciplina e addestramento. Vengono sviluppati e affinati i talenti naturali di ciascuno, al punto che persino molti nobili richiedono i servizi dei più abili (dietro pagamento... l'Accademia viene sostenuta finanziariamente proprio da questi mecenati).

Questa è la vostra ventesima primavera; ognuno di voi ha raggiunto un'abilità ragguardevole ma ancora non vi sentite pronti a sostenere l'esame finale.

- Avanti, pelandroni ! Quei pavimenti non si puliranno da soli e quant'è vero che ho due gambe e due braccia, se non potrò specchiarmici su quelle superfici quando avrete finito, salterete i pasti per tre giorni ! -

La voce stridula di Miryela vi penetra nel cervello come un punteruolo affilato; stringete i denti e continuate col vostro lavoro... finché la porta si spalanca con un botto e la figura, alta e imponente, del Tutore Mesnerick fa il suo ingresso nella Sala delle Riunioni.

- Magister... - sussurra Miryela, con un inchino di deferenza.
La faccia di pietra, spigolosa e scavata, del Tutore, vi mette i brividi. Le sue spalle sono così larghe che a malapena riesce a passare dalla porta del salone; i suoi occhi sottili vagano per la stanza, penetrano tra le crepe delle pareti, violano ogni angolo, e vi gelano il cuore.
Quando quegli occhi da avvoltoio si posano su di voi, vi pare quasi di svenire.

- Siete convocati. Ora. -

Queste sono le uniche parole pronunciate da Mesnerick; l'imponente figura vi volta le spalle e si incammina fuori dalla stanza.
Eh già, la Convocazione... quel termine è sinonimo di terrore tra i candidati !
Convocati, ma per cosa ?
Per una punizione (molto probabile) o per un elogio (molto improbabile) ?
Oppure... oppure... un Incarico !

Al solo pensiero di potervi finalmente impegnare in qualcosa che non siano boriosi allenamenti e studi, il cuore sembra uscirvi dal petto.
Nella vostra testa vanno già disegnandosi scene di eroismo e avventura.
Si, sarà certamente così !
Un nobile (e il suo ricchissimo seguito) vi staranno già aspettando dabbasso, pronti ad ingaggiarvi come guardie del corpo oppure messaggeri oppure... le possibilità sono infinite, ma tutte egualmente allettanti !
Lo sguardo carico di invidia sul volto di Miryela è impagabile !

Abbandonate così gli stracci, i secchi d'acqua e le fantasie di grandezza. Ora stanno per tramutarsi in realtà.
Scendete gli scalini di corsa, urtando i Candidati e i tutori che incontrate durante il tragitto... altri pensieri si affollano nella vostra testa: se porterete a buon fine l'Incarico assegnatovi, riceverete Note di Merito e ciò potrà aiutarvi quando affronterete l'Esame Finale !

Ma giunti al pianterreno, proprio mentre state per dirigervi nella Sala degli Ospiti (che per tradizione è dedicata alla pianificazione degli Incarichi) la massiccia sagoma di Mesnerick vi sbarra la strada.

- Di là. - dice, puntando il mento largo e rettangolare verso l'esterno.
Forse, vi chiedete, l'aristocratico e il suo seguito hanno preferito restare all'esterno, anche se il motivo vi sfugge.

Non potete credere ai vostri occhi quando, all'ombra del portico, scorgete la figura solitaria del Gran Maestro... proprio lei, in carne ed ossa ! E sta aspettando voi !!
Mesnerick si accorge della vostra sorpresa ed esitazione e vi sospinge verso la donna.

Nessuno ha mai visto il Gran Maestro in volto. Ella lo nasconde abilmente dietro maschere di ogni foggia e colore, oppure tra le ombre di un ingombrante cappuccio.
Mesnerick incrocia le braccia e vi osserva con aria severa e diffidente, come se si aspettasse da voi qualche marachella.

- Siete stati celeri - esordisce il Gran Maestro, e la sua voce vi pare quantomai umana - per cui, bando agli indugi. Ciò che vi dirò dovrà restare tra noi; se verrò a sapere che avete spifferato la faccenda in giro, verrete puniti, severamente. Oltre a ricevere quattro Note di Demerito ciascuno.

La donna si interrompe per far si che assimiliate bene l'informazione, prima di continuare.

- Si tratta di Demetra, una delle candidate. Ho saputo da fonti certe che ella si è resa responsabile di una grave infrazione: ha fatto entrare un giovane nelle sue stanze, nottetempo. Voglio che scopriate chi è costui: chiedete in giro, esaminate la stanza di Demetra in cerca di indizi, non mi importa come procederete. Ma è di fondamentale importanza che gli altri candidati non sappiano qual'è il fine delle vstre ricerche. Se si venisse a sapere che nell'Accademia si intrattengono rapporti carnali, la nostra reputazione ne uscirebbe demolita. Spero vi rendiate conto della responsabilità che grava sulle vostre spalle e dell'onore accordatovi... ho scelto voi per il vostro alto grado di integrazione nell'Accademia. Nessuno sospetterebbe che siete spie al mio servizio. Se avete domande sull'accaduto, fatele ora, perchè da questo momento in poi vi incontrerete con me soltanto quando vi manderò a chiamare io stessa, per evitare sospetti. -

La donna resta quindi in attesa, braccia conserte, lo sguardo (che non potete vedere) presumibilmente fisso su di voi. Mesnerick si schiarisce la gola, come ad avvisarvi di comportarvi bene e di non essere impudenti: la disciplina è tutto.

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Layra » mer 7 mar 2012, 21:51

La giovane mezzelfa fece un lieve inchino e, dopo aver chiesto il permesso, iniziò a parlare.
"Gran Maestro" iniziò con voce melodiosa "potreste darci maggiori dettagli? Ad esempio quando pensa che sia avvenuto questo incronto, in che circostanze... Cosa sapete in merito che possa indirizzarci nelle nostre ricerche?"
Layra tenne gli occhi bassi, pudica, in un'espressione di rispetto e anche soggezione nei confronti di quella donna così temibile e potente.
Monta adesso l'orrore se ci si guarda intorno, mentre rigano il cielo nuvole sanguinose. Si è certo colorata, l'aria, di sangue umano, se le vestali di scontri riescono a cantare.
Abbiamo ben cantato per il giovane re più canti di vittoria. Salve, a noi che cantiamo. Ma chi l'ha ascoltata raccolga la canzone delle donne con le lance e la ripeta in giro.
E adesso balziamo sui nudi cavalli a spade sguainate lontano da qui.
"Gli scaldi. Poesia cortese d’epoca vichinga"

Porterò follia e desolazione ove intralciato sarà il mio passo... io che non son né paladina né servitrice oscura... ma soltanto una Valkyria... decaduta ma non arresa... e finché vivrà il mio ardore non perirà la mia leggenda!

Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Hashepsowe » gio 8 mar 2012, 16:54

Brunilde ascolta eccitata le parole della Magistra, in cuor suo crogiolandosi ancora nel piacere di aver visto lo scorno sul volto di Miryela: quella boriosa pretendeva addirittura di farla inginocchiare sul pavimento per lustrarlo meglio... senza tenere in alcun conto il fatto che un centauro fatica il triplo di un bipede per piegare i suoi quattro arti inferiori al livello del suolo! Ora dovrà pulirselo lei il pavimento e Brunilde eviterà di cedere alla tentazione di sferrarle un calcione con i suoi poderosi zoccoli.
Inoltre, è un grande onore essere finalmente coinvolta in una missione "vera" prima ancora di aver completato gli studi all'Accademia... un onore che non a tutti gli studenti viene concesso!
La centauro fatica a rimanere attenta, mentre la Magistra parla, tanta è la sua incontenibile voglia di fare.
Ma quando Layra infine da' voce alle domande, si riscuote da quello stato di sognante leggerezza, per riportare la propria attenzione al momento presente.
Certo le rigide leggi dell'Accademia suonano alquanto ingiuste alle orecchie di un giovane cuore palpitante come quello della giovane Demetra... e tuttavia non è certo il caso di metterle ora in discussione... non di fronte alla Gran Maestra.
Una domanda però bussa alle sue labbra e Brunilde non riesce a trattenerla tra le labbra, anche se cerca di rivestirla di un tono neutro, che non riveli la vera natura dei suoi sentimenti ed il disprezzo che non può fare a meno di provare per le spie invidiose che hanno tradito la povera Demetra.
"Magistra... vi chiedo perdono per il mio ardire, ma... sarebbe forse utile conoscere almeno i fatti che il testimone vi ha riferito... e magari se possibile il suo nome, giusto per essere certi della sua effettiva attendibilità... sapete: l'invidia è una brutta compagna, che però spesso alberga nei cuori degli esseri... e soprattutto di quelli umani."
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda dracodraconis » dom 11 mar 2012, 19:26

Non è stata un’infanzia felice quella di Janus, come molti suoi compagni dell’istituto.
Trovatelli, abbandonati, fuggiaschi e quant’altro, una vera coalizione di miserabili e reietti di tutte le razze appartenenti ad Ashura.
La Reggia dei miserandi come la chiamava lui, ottenendo spesso l’irritazione e l’antipatia degli altri giovani ospiti.
Non erano tutti coetanei, in quel luogo erano giunti in vario modo e molti non con le loro gambe.
Per Janus il fato che lo aveva condotto lì, accompagnato da un pio monaco, era tinto di scarlatto: il colore del sangue della sua famiglia, originaria di una zona costiera di Nor’gar.
Massacrata, come molte era successo agli oppositori o eretici del regime teocratico.
Nulla aveva d’importanza l’essere dei pacifici abitanti la cui unica richiesta era di vivere con le tradizione degli avi nativi.
Si era ritrovato in quel luogo, dall’atmosfera austera a condividere gli studi, le esercitazioni ed i momenti di svago con perfetti sconosciuti.
Unico legame la sorte che li aveva fatti incrociare e aveva imposto loro di legare.
E Janus, ci aveva provato a legare con gli altri , in verità con scarso successo.
Il passato non si può cancellare con un colpo di straccio, come se fosse un pavimento sporco, ad esempio quello che stavano pulendo sotto gli ordini di quell’odiosa di Myrela, fino a qualche giorno prima nella loro situazione.
Ruffiana, parachiappe del tutore, ma l’avrebbe pagata.
Janus, aveva adocchiato in giro, al momento non si ricordava il posto preciso, se in qualche giardino attorno l’edificio, o ad un prato incolto, delle pianticelle di ricino, ma avrebbe cercato, per gli dei, o se avrebbe cercato fino a trovarle, ed allora, come dice il detto: Ride bene, chi ride ultimo ….
Bisognava attendere con pazienza, e Janus, all’occorrenza, abbondava di perfida pazienza.
Di tanto in tanto alzava gli occhi e incrociava lo sguardo di Brunilde e Layra.
Povera Brunilde, faticava ad inginocchiarsi, lei centaura aveva difficoltà, ma la malefica infieriva.
Si, avrebbe vendicato anche lei.
Brunilde e Layra, erano tra le poche creature del luogo che riteneva amiche e sembrava che lo ricambiassero.

Ecco che il monotono ritmo di quella mattina viene spezzato: entra nel salone il tutor, messer Mesnerick ,
la ruffiana s’irrigidisce di terrore, e sembra che abbia già in anticipo i sintomi del decotto che Janus gli farà bene.
In modo sbrigativo, come di sua consuetudine, ordina ai giovani allievi di seguirlo.
Una volta nei pressi di un’altra stanza, comunica loro, che incredibile, la misteriosa (per gli studenti) Gran Maestro, vuole discorr4ere con loro.
“Che novità è questa, cosa vorrà mai, la illustre, che in tutti questi anni ci ha sempre evitati? Oggi è una giornata certamente rognosa”
Con la solita aria burbera e gli occhi torvi, si prepara comunque all’incontro con la “illustre”.
In breve lei, che era il capoccia, la più alto in grado, chiedeva loro aiuto.
Incredibile!.
Ancora più incredibile, per le orecchie di Janus, il motivo di quella richiesta: dovevano fare le spie per i monaci, contro una loro coetanea che se la spassava piacevolmente.
Ricordando bene la tipetta in questione non era male di corpo: aveva un paio di tette che potevi scambiare per dei girasoli, e un sedere che faceva parrocchia. Diciamo che una bottarella glie l’avrebbe data anche lui.
Che fare? Obbedire senza riserve, oppure provare a farsi da parte.
Quest’ultima soluzione portava svantaggi evidenti: di certo il tutor, quel cerbero, l’avrebbe strapazzato come un sacco di patate e rifilato alle cure di Myrela, chiedendogli maggiore solerzia a sorvegliarlo.
Brunilde e Layra avevano accettato di buon grado, “Ma si, accodiamoci. In fondo è la prima missione, sgradevole, ma tant’è …”
Non fece domande, ascoltava quelle formulate dalle due compagne, le quali sembravano prendere a cuore la situazione.
Se non altro tutte e tre, alla faccia di quel cagnaccio rognoso che li stava aspettando, da quel giorno avrebbero smesso di fare corvè.

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Kronall » mer 21 mar 2012, 13:06

Layra ha scritto:"Gran Maestro" iniziò con voce melodiosa "potreste darci maggiori dettagli? Ad esempio quando pensa che sia avvenuto questo incronto, in che circostanze... Cosa sapete in merito che possa indirizzarci nelle nostre ricerche?"


Hashepsowe ha scritto:"Magistra... vi chiedo perdono per il mio ardire, ma... sarebbe forse utile conoscere almeno i fatti che il testimone vi ha riferito... e magari se possibile il suo nome, giusto per essere certi della sua effettiva attendibilità... sapete: l'invidia è una brutta compagna, che però spesso alberga nei cuori degli esseri... e soprattutto di quelli umani."


- L'infrazione è stata commessa una settimana fa. Ne sono venuta a conoscenza tramite una delle allieve, alla quale per l'appunto avevo dato l'incarico di sorvegliare gli studenti più... indisciplinati. Ella mi ha riferito di aver udito dei rumori inequivocabili provenire dalla stanza di Demetra, e grazie ad un rito di Chiaroscienza ha avuto la conferma di ciò che sospettava: l'impudente e il suo amante erano avvinghiati in un intrico di membra, come animali... l'allieva non ha potuto scorgere altro che la lunga chioma del giovane, nera come la notte. Date le sue scarse abilità non ha potuto mantenere il Rito per più di qualche minuto e questo è tutto ciò che ha saputo dirmi. Se volete potete interrogare costei, sebbene l'abbia già fatto io stessa naturalmente e non penso che abbia altre informazioni da rivelare. Il suo nome è Chidne, se intendete parlarle Mesnerick vi condurrà da lei.

L'Illustrissima fa una breve pausa prima di continuare e stavolta le sue parole sono rivolte direttamente a Brunilde, la quale sente tutti i peli del suo corpo rizzarsi, come se nei pressi fosse caduto un fulmine.
Tuttavia, il tono della donna è gelido e apatico.

- La tua acutezza è ammirevole; ma posso assicurarti che non è questo il caso. Ho scelto personalmente Chidne proprio perché sono certa della sua imparzialità; il suo cuore è impervio come le fortezze imperiture dei Nani, la sua mente è limpida e scevra da qualsivoglia pregiudizio. Quando ti troverai di fronte a lei, ne converrai con me.

Un leggero 'tap tap' proveniente dal piede destro di Mesnerick che batte in modo cadenzato contro il terreno, vi fa capire che il tempo a vostra disposizione è scaduto ed è ora di muoversi...

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda dracodraconis » dom 25 mar 2012, 12:51

Janus ascolta un poco svogliate le ultime parole della Gran Maestro e, incredibilmente, è sollevato dal tip tap del cerbero.
Era stufo di quella conversazione, che riteneva eccessivamente severa.
Sapere che vi erano spie della illustre in giro per l'istituto non lo rendevano felice.
I ruffiani abbondano in certi ambienti tendenzialmente paranoici e votati ad una severità ... teologica "
A lui degli dei ed affini non gli importava niente, "Dov'erano quando la mia famiglia veniva massacrata da teocratici?".
Peggio ancora quando qualcuno si permetteva di snocciolare la solita formuletta del piano divino e del fato, allora rasentava anche la violenza fisica, oltre quella verbale.

Fuori dallo studio, mentre accodati seguivano il tutor, Janus si volge verso le due compagne:

-"Beh, sorelle, non che la cosa mi piaccia, ho accettato per convenienza, non perché senta il problema. Scoprire se quella disgraziata abbia ceduto ai piaceri di una sveltina o, insieme, al suo ganzo, abbia inscenato una bella tresca sessuale-sentimentale.
Tra l'altro quella Chidne mi fa schifo per principio, le santarerlle tutta verginità, o sono represse gelose o rami secchi che non daranno mai frutti.
In buona pace, giusto per cominciare a fare qualcosa, interroghiamo la spia, poi si vedrà.
In seguito potremmo interrogare le compagne o le amiche più care della giumenta: non è possibile che non sappiano niente.
Del bello di notte abbiamo una vaga identificazione"

Quindi parlando direttamente a Brunilde, le dice:

"Conduci tu l'indagine, ti lascio volentieri il compito dell'inquisitore della moralità perduta. Inutile che la bersagliamo tutti, noi, stando alle tue spalle, in silenzio ed ascoltando, potremmo captare qualcosa che suona storto. Ti va?"

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Layra » lun 26 mar 2012, 23:15

Layra non sapeva cosa pensare.
Era molto tempo che non donava il suo corpo a qualcuno e l'ultima volta che era successo ci era rimasta scottata.
Questo non significava che fosse sterile alle senzazioni provate in certi momenti, la nostalgia spesso e volentieri si faceva avanti... non c'era più stata occasione di incontrare qualcuno capace di farle battere il cuore all'impazzata.
Da un certo punto di vista capiva Demetra: quando si è giovani i fuochi della passione ti colgono d'improvviso e ti travolgono.
Che fosse solo l'avventura di una notte o qualcosa di più serio, non la riguardava: ogniuno doveva essere libero di fare ciò che voleva.
L'unica cosa era che per quel momento doveva fare buon viso a cattivo gioco, capire quello che realmente c'era dietro a quella storia e poi decidere.
La cosa strana era che erano stati convocati per una sciocchezza, il Gran Maestro disponeva di poteri abbastanza grandi da capire con uno schiocco di dita cosa fosse successo.
Per quale motivo scomodarli per una cosa così da nulla? Forse c'era qualcosa di serio sotto, o meglio era quello che sperava.

Gli occhi color ambra e verde smeraldo erano posati sul pavimento.
La fanciulla camminava con passo leggero e le braccia erano incrociate sui seni sodi e morbidi.
Indossava i colori dei boschi: pantaloni di pelle scamosciati marrone, degli stivali alti sin sopra i ginocchi, una tunica verde smeraldo ricamata con filo d'argento a motivi floreali.
La sua figura era slanciata ed elegante.
I capelli castani erano sciolti e le ricadevano in pesanti onde fino alle ginocchia.
Lo sguardo si alzò, prima in direzione di Brunilde, poi verso Janus.
Sì, quelle erano le persone con cui aveva più legato: per quanto ricambiasse un sentimetto di amicizia, Layra si mostrava sempre schiva e riservata.
Mai aveva confidato i suoi segreti e i suoi problemi ad uno dei due.
Preferiva tenere per sì i suoi problemi, Janus e Brunilde ne avevano già abbastanza per conto loro: non voleva creare ulteriori fastidi.
La giovane poteva sembrare spesso distaccata e fredda, una maschera sotto cui si celava un animo fragile.
Tuttavia, la mezzosangue non lesinava mai di mostrarsi gentile e disponibile con il prossimo, specialmente con Janus e Brunilde: per loro c'era sempre, era disposta ad ascoltare i loro problemi e a consolarli.
Spesso un sorriso poteva valere più di mille parole.

Layra annuì alle parole di Janus "Concordo" disse in tono pensieroso "la prima cosa da fare è parlare con Chidne..."
Avrebbe voluto dire di più, ma non di fronte allo scagnozzo del Gran Maestro.
"Brunilde, se vuoi posso darti una mano nel porre domande... non ci sono problemi!" disse gentilmente.
Monta adesso l'orrore se ci si guarda intorno, mentre rigano il cielo nuvole sanguinose. Si è certo colorata, l'aria, di sangue umano, se le vestali di scontri riescono a cantare.
Abbiamo ben cantato per il giovane re più canti di vittoria. Salve, a noi che cantiamo. Ma chi l'ha ascoltata raccolga la canzone delle donne con le lance e la ripeta in giro.
E adesso balziamo sui nudi cavalli a spade sguainate lontano da qui.
"Gli scaldi. Poesia cortese d’epoca vichinga"

Porterò follia e desolazione ove intralciato sarà il mio passo... io che non son né paladina né servitrice oscura... ma soltanto una Valkyria... decaduta ma non arresa... e finché vivrà il mio ardore non perirà la mia leggenda!

Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Hashepsowe » mar 27 mar 2012, 23:05

Brunilde ascoltò in silenzio i commenti dei compagni, vagamente imbarazzata dall'ingombrante presenza del "cerbero" Mesnerick, che mentre li scortava non perdeva una sillaba dei loro commenti, nè una singola movenza dei loro muscoli facciali atta a rivelare i loro veri sentimenti.
Schermare le emozioni era uno sport abituale nell'Accademia e, ben più che una scelta, era in realtà una questione di sopravvivenza: in un ambiente in cui tutti più o meno avevano la facoltà di leggere o percepire gli altrui pensieri, la privacy era bandita e tuttavia non di rado era necessario tenere per se informazioni o segreti, formule magiche o visioni, che - se divulgati a chi non era pronto a farne un buon uso - potevano seriamente compromettere l'Equilibrio del Cosmo!

Inoltre - e di questo Brunilde aveva già più volte la riprova - all'Accademia nulla era mai davvero come appariva e l'apparente semplicità di una struttura fin troppo spesso celava un infinito dedalo di variabili e di materie complesse concatenate l'una all'altra come tante scatole cinesi. Certo era strano che l'augusta persona del Gran Maestro si abbassasse a preoccuparsi di punire la semplice scappatella sentimentale di una studentessa. No! C'era sicuramente qualcosa d'altro che bolliva in pentola e - se ben aveva imparato a conoscere l'Accademia - quella missione era solo una scusa per metterli alla prova: Janus, Layra e Brunilde.
La centauro avrebbe voluto condividere quella sua forte percezione con i compagni, ma già Janus aveva fin troppo esplicitamente espresso le proprie pulsioni emotive e - per quanto lei stessa non avesse in simpatia il ruolo giocato da Chidne in quella faccenda - non una sillaba le sfuggiì dalle labbra a tal proposito.
Quanto pacatamente affermato dalla Gran Maestra non aveva affatto dissipato i suoi sospetti sulla delatrice, ma naturalmente era necessario giocare quella partita con diplomazia e discrezione, dal momento che costei pareva godere dell'incondizionata fiducia di tutti.
Brunilde d'altronde non avrebbe mai mostrato a nessuno la propria debolezza emotiva: l'avrebbero senz'altro derisa, se avessero saputo del suo amore idiota... quell'amore a senso unico che per alcuni mesi aveva coltivato nel petto, forse illudendosi di poter conquistare il cuore di un uomo... si proprio un umano con due sole esili gambe invece delle quattro robuste zampe che caratterizzavano i centauri!
Per questo non si sentiva di biasimare Demetra, ma non avrebbe forzato le cose poichè - se davvero quella era una prova - non voleva rischiare di fallire.

"Si, sono d'accordo con voi... - rispose infine con tono volutamente neutro, rivolgendosi a Janus e Layra - Mi pare logico cominciare le indagini interrogando Chidne: d'altronde se lei gode della fiducia dei nostri illustri docenti, penso che sarà ben lieta di ripeterci parola per parola tutto quello che ha già riferito su questa faccenda, ma giustamente non è il caso di pressarla: se nasconde qualcosa, in ogni caso sarà più facile che si rilassi e si tradisca se si sente tranquilla e se noi le mostriamo fiducia. Janus... nel frattempo, tu potresti cercare di capire chi fra i ragazzi è al corrente di questa storia: voi uomini spesso vi vantate delle vostre conquiste femminili e forse non ti sarà troppo difficile conoscere i pettegolezzi e gli umori del corridoio."

Ciò detto, mi rivolgo direttamente a Mesnerick: "Messere... volete per cortesia condurci da madamigella Chidne presentandoci per quel che siamo e raccomandandole di aiutarci nelle nostre indagini? Naturalmente, dato il riserbo di questa missione, credo che troverete il sistema per farci incontrare al riparo da occhi e orecchie indiscrete. Nel frattempo Janus svolgerà per conto suo indagini discrete nella camerata maschile: poi ci ritroveremo come se niente fosse al prossimo nostro turno di pulizia del parco e mentre ci occupiamo di questa umile mansione potremo parlare e decidere insieme le prossime mosse da fare."
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Kronall » dom 1 apr 2012, 17:39

Il massiccio Mesnerick rivolge una frettolosa occhiata al'indirizzo di Brunilde e, senza aggiungere altro, si avvia verso il portone principale dell'Accademia.
Alle vostre spalle, l'Illustrissima si allontana verso il lato opposto con andatua simile a quella di una statua di pietra o ad una di quelle bambole di terracotta con cui eravate soliti giocare quando eravate bambini.

La 'terribile soglia', così viene denominato, con timore reverenziale, il portone d'entrata dagli studenti dell'Accademia, è un esempio di architettura totalmente aliena al contesto di Ashura. Nessuno è stato mai in grado di far risalire quello stile ad una cultura specifica del continente: qualche studioso ha azzardato una connessione con i Rau, ma l'ipotesi è stata scartata fin da subito per via della palese incongruenza tra le figure melliflue e plastiche della porta e i complessi motivi geometrici che rappresentano il marchio distintivo di tutta l'arte dei Mentali. La rigirosa astrattezza di questi ultimi cozza decisamente con il coinvolgimento emotivo che le sculture della porta esprimono...
L'edificio stesso che ospita l'Accademia sembra essere stato realizzato in un epoca fuori dal tempo e dallo spazio; è così familiare e, al tempo stesso, così estraneo.

Varcate così la soglia d'ingresso tra gli sguardi incuriositi di fauni e demoni di pietra, per ritrovarvi nell'androne principale. Due scalinate portano ad un soppalco balaustrato, sul quale si affacciano tre porte; il tutore si dirige verso quella a sinistra, mentre fa cenno a Janus di avviarsi a quella di destra (in quanto gli studenti maschi non sono ammessi ai dormitori femminili, e viceversa).
Le vostre strade si dividono qui.

BRUNILDE E LAYRA
Il granitico tutore vi precede all'interno del dormitorio femminile, poi vi fa cenno di attendere mentre si allontana verso il fondo del corridoio principale, invaso dall'odore di lavanda e incenso profumato.
Mentre aspettate, un capannello di studentesse molto giovani (avranno visto si e no dieci primavere) si riversa nel corridoio: il cicaleccio che emettono è insopportabile, com'è evidente la loro voglia di divertirsi e scherzare nonostante il duro addestramento.
La moda del momento consiste nell'intrecciare piccoli monili di legno ai capelli; le studentesse fanno a gara a chi riesce a produrre il monile più bello e più originale. Di solito, quando un particolare monile riscuote un certo successo, la sua creatrice viene assediata dalle studentesse invidiose ed è costretta a scolpirne uno simile per ciascuna di loro; ciò aumenta di gran lunga il prestigio dell'interessata, che diventa ben presto una celebrità all'interno dell'Accademia. Stranamente, questo fenomeno non viene osteggiato dai Tutori.
Le voci dicono che la moda dei monili sia ispirata alle donne di Dorthavenn, in quel di Nortgarthen; si dice che i loro monili siano fatti di un legno talmente pregiato da restare sempre lucido e levigato come un sasso di fiume.

Mesnerick non si fa attendere troppo, e poco tempo dopo lo vedete riemergere da uno dei passaggi laterali del corridoio. Le studentesse si sparpagliano come topi non appena l'imponente ombra del tutore si staglia sul pavimento mosaicato.
Come al solito, senza dire una sola parola, si volta con uno svolazzo delle lunghe vesti color terra e oliva, e dopo avervi fatto cenno di seguirlo, procede a passo rigido verso il passaggio da cui era appena emerso.
Vi indica quindi la terza porta a destra, aggiungendo brevemente:

- Quella è la sua stanza. E' il posto più sicuro: viceversa, daremmo troppo nell'occhio. Se vi vedessero dirigervi verso un luogo isolato accompagnate da me, le vostre compagne si insospettirebbero. Andate pure, Chidne è stata avvisata del vostro arrivo e vi aspetta nella sua stanza. Fate come se vi steste recando a visitarla semplicemente per trascorrere del tempo insieme... ma una volta dentro, tenete gli occhi e le orecchie aperte.

Mesnerick non attende oltre e si affretta verso l'uscita senza prestarvi attenzione.
Non indugiate oltre e vi introducete nella stanza della 'spia'... la luce abbagliante del sole mattutino inonda la camera, che ai vostri occhi appare candida come pelo di agnello. La stanzetta non è arredata diversamente dalle altre: due piccole brande in un angolino, un armadio, un comodino. Niente arazzi o tappeti.
Chidne siede a mani giunte su una della brande, le esili braccia poggiate delicatamente sulle coscie; i suoi capelli legati a coda hanno il color del grano, il suo volto pallido è spruzzato di lentiggini.
La ragazza non vi guarda, eppure sorride debolmente non appena mettete piede nella stanza, e vi accoglie con voce flebile come il vento di mezz'estate.

- Benvenute, amiche. Ho allontanato la mia compagna di stanza cosicchè noi si possa dialogare in tutta tranquillità. Vi prego, chiedetemi pure ciò che dovete, senza remore...

Vi basta una semplice occhiata per capire che Chidne è cieca, ma più che dal suo sguardo, che vi pare vispo e lucido, lo intuite dal fatto che non si volta verso di voi mentre pronuncia quelle parole.

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Re: [Neo-Dicescale] L'accademia di Agua

Messaggioda Hashepsowe » sab 7 apr 2012, 10:32

Osservo stupita il viso dolce e delicato di Chidne e quel suo sguardo vivace eppure vacuo, che non mette a fuoco ciò che la dimensione del presente offre alla vista.
Non avrei mai creduto che la famigerata delatrice (che in cuor mio già avevo in antipatia) fosse una ragazza non vedente...
Rimango per alcuni istanti interdetta, poi avanzo nella stanza, badando però di farlo in modo quanto meno rumoroso ed invadente sia possibile ad una della mia razza...
Naturalmente urto subito nello spigolo della branda della sua compagna di stanza, con tanti saluti alla discrezione ed al silenzio.
Imbarazzata mi schiarisco la voce e saluto a mia volta la nostra ospite.

"Ahem.... scusa... spero di non aver danneggiato niente... io sono Brunilde ed appartengo alla razza dei centauri. Purtroppo le celle dell'accademia non sono fatte a misura di centauro... Comunque piacere di conoscerti e... insomma perdonami se vado subito al nocciolo della questione che ci conduce a te. Ci hanno riferito la storia di Demetra... e che sei stata tu a scoprirla e denunciarla al Gran Maestro. Hai voglia di raccontare anche a noi quella storia?... - poi, nonostante il tentativo di trattenere in gola parole che potrebbero suonare sconvenienti, la domanda che più mi brucia sulla punta della lingua esce tutta di un fiato dalle mie labbra, troppo sincere per trattenere l'irruenza dei miei pensieri - No... guarda... già che ci sei, toglimi una curiosità? Come hai fatto a sapere quella storia e soprattutto.... perchè hai sentito il bisogno di denunciare l'innocua scappatella di una nostra compagna ai superiori?"
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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