Tiempo de Dragones

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Tiempo de Dragones

Messaggioda Turpino » dom 10 apr 2016, 7:03

Pubblico col titolo in spagnolo perchè il film è annunciato e non ho idea se arriverà in Italia. Essendo però legato ad una nuova saga fantasy in corso in Argentina, è in attesa il secondo volume, chissà non avremo altre avventure nel grande schermo, sperando se sì, che non abbiano la triste fine di Eragon che, come tutti sappiamo è rimasto troncato lì.

Per fare una cosa fatta bene, mi son cimentato nella traduzione dell'intervista all'autrice Liliana Bodoc, di qui già scrissi nella sezione libri. Il fantasy proposto è diverso da come lo conosciamo noi, essendo abituati ad uno stampo mitologico nordico a sfondo medievale. Non mi dilungo in dettagli perchè l'intervista abbraccia gli aspetti principali del tema molto meglio di come io potrei esprimerli

A voi l'intervista :-D

La scrittrice argentina Liliana Bodoc, una dei riferimenti della letteratura fantastica latinoamericana, sta lavorando intensamente con l’artista plastico Ciruelo nella versione definitiva della sceneggiatura di “Tiempo de Dragones”, il primo film argentino di genere epico che si girerà a Hollywood con direzione dell’argentino Pablo Helman, con i draghi dell’America Originaria da protagonisti.


Sebbene “Tiempo de Dragones” nacque come sceneggiatura cinematográfica composta tra Ciruelo e Bodoc (Santa Fe 1958), la storia prese piede e tutti sentimmo fisiologico permetterle di crescere prima di ridimensionarla a formato sceneggiatura, racconta l’autrice a Telam sopra questo progetto che diventerà pure un libro.
Dopo la pubblicazione della trilogia epica “La Saga de los Confines”, che si concluse nel 2004, la carriera della Bodoc acquisì notorietà, la sua opera fu tradotta in varie lingue ed ebbe importante riconoscimento in Europa, Stati Uniti e America Latina per la sua poetica destrezza narrativa e la portata del suo fantastico universo.
Fu questo sviluppo creativo che la unì a Ciruelo (Buenos Aires,1963), i quali credettero possibile “trasporre le nostre parole ed immagini per raccontare un’altra epica fantasica che posizioni i draghi nell’America originaria. La storia al fine arriverà al cinema prodotta da Nomad VFX, che ha già lanciato in rete un “teaser” del film con imponenti effetti speciali.
Questa è la prima volta che creatori argentini portano i draghi al grande schermo e la trama, anticipa la Bodoc, si basa ne “l’esistenza di una profezia forgiata da diciassette monaci sbronzi; una profezia che, nel principio, non sembra piú che un delirio, ma che poi inizierà a prender vita. Questa profezia parla dell’arrivo di un tempo di fratellanza tra i draghi e gli uomini e dell’arrivo di un eletto”

Télam: Come venne l’idea di questa sceneggiatura insieme?

Liliana Bodoc: È stato a partire delle coincidenze e gli spazi in comune tra il lavoro e la cosmogonia che Ciruelo installa nei suoi libri e la mia, nella Saga de los Confines. Una creazione meticcia potrebbe essere una parola possibile. Raccontare come i draghi giunsero a questo continente, lavorare sull’idea di un’unione tra draghi, alchimisti e sciamani.

T:Quali situazioni hanno coinciso per portare avanti questo progetto

LB: Inizio dal rispetto ed affetto reciproco tra Ciruelo e me. Continuo dall’amore che entrambi proviamo per il magico come un concetto rigeneratore della realtà. Siam tutti e due di queste terre e ci interessa far decollare in America la nostra immaginazione. Dopotutto, è stato anche l’interesse dei produttori portare avanti questo grande sogno.

T:Quali ostacoli hai incontrato al momento di trasporre un testo proprio ad un altro formato come il cinema

LB: Primo e fondamentale è che dobbiamo lasciar da una parte la letteratura. Mi piange il cuore! Parlando seriamente, una sceneggiatura deve cedere il passo alle immagini, alla musica, all’azione sottraendolo alla parola. Questo è una grande apprendimento coloro che vengono dal mondo della scrittura. Molto di più per noi che scriviamo in chiave epica perchè lì teniamo un territorio molto vasto per descrivere e narrare. Quando arriva al cinema ci fa shhh...

T:Che caratteristiche cinematografiche avranno i draghi

LB: Senza dubbio Hobsyllwin, la gran draghessa bianca di Ciruelo, la protagonista di questa saga. Riguardo alle specifiche tecniche, non sono la più adeguata a parlare, però sì posso dire che i draghi di Ciruelo ci faran commuovere.

T:Cosa senti nel veder materializzati i tuoi racconti sullo schermo

LB: Lo stesso fascino che esercitano gli dei, i misteri, la morte. I draghi simboleggiano, in molti sensi, l’anima umana, che vuole volare e sputar fuoco. Un drago volando assomiglia ai nostri desideri di immortalità, ad una nostra necessità di trascendenza.
In quanto a me, i draghi son arrivati lentamente nella mia vita. Ho dovuto imparare a conoscerli, ad amarli. Ho letto dell’importanza simbolica in una grande diversità di culture. Ho compreso che il nostro Serpente Pumato è il drago americano.

T:Di cosa si ha bisogno per scrivere letteratura fantastica ed epica in termini di osservazione ed ispirazione

LB: Prima di tutto bisogna prendere il magico molto sul serio. Bisogna sapere che magico non è sinonimo di incoerente, inverosimile o assurdo. Bisogna sapere che la letteratura fantastica richiede una ristretta logica. Alernativa però ristretta!
Di seguito, la unione del magico e l’autoctono è molto semplice. Basta per disfare gli archetipi del cinema e la letteratura anglosassona. Pure qui c’è magia, e di quella buona. Qui non ci sono druidi, però ci sono sciamani; qui non ci sono re, però sì ci sono cacicchi.

T:Qualche mi dissi che se avresti scritto tu La Saga de los Confines a Londra sarebbe come Harry Potter. Cosa ne pensi

LB: Nonostante gradisca il commento, questo non lo so. Eppure, e molto più in là del mio lavoro personale, è certo che le produzioni che nascono nel nord camminano per strade più ampie. Noi che creamo in queste latitudini, dobbiamo accontentarci di sentieri angusti ed intricati. Però per di lì passiamo, a colpi di machete!

Lascio un'anteprima. La stessa pubblicata sul gruppo fb


Fonte dell'articolo è Telam, per farla breve una sorta di ANSA Argentina.
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Ultima modifica di Turpino il lun 11 apr 2016, 15:58, modificato 1 volta in totale.
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Re: Tiempo de Dragones

Messaggioda Hashepsowe » lun 11 apr 2016, 13:39

Grande Turpino!

Grazie per la tua traduzione: l'intervista è molto interessante e credo proprio che mi cercherò i libri della saga.
Il film promette benissimo e spero vivamente che raggiunga le nostre latitudini, ma se così non fosse... beh conto su una copia in dvd... anche in lingua ispanica andrebbe benissimo ;)
Spoiler: show
Sto continuando a studiacchiare la lingua iberica e da poco ho terminato la lettura di un libro che mi hanno regalato a natale in lingua originale: la sombra del viento di Carlos Luis Zafon. L'ho letto abbastanza agevolmente e l'ho apprezzato tantissimo. Non è fantasy ma ha del fantastico e ne consiglio la lettura.



Quanto a Eragon, credimi... molto meglio che abbiano lasciato il tutto in sospeso... anche perchè - a parte il pessimo doppiaggio italiano del primo film - i libri vanno via via degenerando... pensa che io non ho neppure sentito l'esigenza impellente di acquistare il quarto (e ultimo spero) libro della saga tanto il terzo mi aveva tediato!
Il secondo era meglio del primo però... ma con il terzo Paolini ha davvero dato il peggio di se...
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: Tiempo de Dragones

Messaggioda Turpino » lun 11 apr 2016, 18:31

Effettivamente parlando di Eragon c'è un po' da mettersi le mani nei capelli. Io lessi il secondo e mi coinvolse abbastanza, molto più del primo, nonostante non mi sia rimasta la voglia di legger un terzo.

Parlando della Bodoc. Guarda, se tanto mi da tanto, cercati le versioni in spagnolo se vuoi leggere la prima trilogia della Saga de los Confines. Ho un gran timore che la traduzione sia stata fin troppo adattata ad un pubblico europeo se pensiamo che il primo libro (come già avevo scritto nella sezione libri) da "I giorni del Cervo" è diventato "Gli ambasciatori del male". A parte che è sparito dai negozi di libri online in Italia. Almeo, su IBS non c'è più.

È interessante da leggere perchè è come una trilogia vergine, ossia l'autrice ammise lei stessa di aver avuto approccio al mondo fantasy solo dopo che il figlio le fece vedere il secondo o terzo film del Signore degli anelli. Interessata al tema decise di intraprendere un suo viaggio dando alla storia connotati amerindi.
Credo sia un punto cruciale e non da sottovalutare scrivere fantasy senza tutto quel bagaglio culturale europeo che tanto ci affascina e inevatibilmente ci influenza, direziona e credo che purtroppo ci vincoli.
La prima trilogia, un ogni tanto si perde un po' per strada nonostante tutto è piacevole e per quanto un avezzo e scafato lettore fantasy in alcuni punti la possa trovare un pochino povera, sicuro per onestà intelettuale non può non ammettere che sta leggendo qualcosa che almeno con umiltà e discrezione esce dal coro.

Il piccolo orchetto pirata si è svegliato, così devo chiudere qui il mio intervento.

A risenterci!
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Re: Tiempo de Dragones

Messaggioda lavinia » ven 15 apr 2016, 16:59

Ho letto l'intervista alla scrittrice Liliana Bodoc e mi ha sollevato un sacco di curiosità perchè qui conosciamo davvero poco del panorama fantasy sudamericano.
Mi sembra di aver capito che è la prima ad esplorare questo genere ma che ora inizi ad interessare.

In Europa c'è una lunga tradizione fantasy e per uno scrittore di questo genere è molto difficile emergere, gli servono sia una gran pubblicità che buone capicità perchè la concorrenza è veramente tanta e il confronto con i grandi del passato (Tolkien, tanto per citare uno tra i più noti) in mancanza di buone idee può essere schiacciante.

Se la Bodoc è la prima a scrivere di fantasy è un'autrice fondamentale perchè inizia un genere nel suo continente, chiunque verrà dopo le dovrà almeno un riconoscimento.
Soltanto chi lascia il labirinto può essere felice, ma soltanto chi è felice può uscirne (Micheal Ende)

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Re: Tiempo de Dragones

Messaggioda Turpino » mer 30 ago 2017, 7:38

Purtroppo sembra che per ragioni e incongruenze di carattere economico il film non verrà a luce ed è un peccato perchè prometteva bene.
È una triste ed ingiusta piega verso un'opera che merita veramente perchè è davvero qualcosa di diverso nonostante il titolo che a noi europei può risultare pacchiano.
Io comprai il libro per l'autrice, altrimenti manco lo avrei toccato un libro con un titolo simile :mrgreen:

È una storia di ricerca e di confronto, di forti legami con la terra e tradizione. Magari noioso per chi ama le saghe simil medievali ma imperdibile per gli amanti delle culture più tribali.

È un peccato ma le cose vanno così :roll:
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