[In Viaggio per le Oasi]Background Elisa

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[In Viaggio per le Oasi] Background Elisa

Messaggioda Silmarien » mer 5 mag 2010, 9:36

Nome: Elisa ( ma non è il mio vero nome )
Età: 20 anni
Razza: mista, in parte elfa e in parte umana
Ruolo: sacerdotessa della dea Seline
Residenza: Castello dei paladini
Provenienza: Valle dei sogni

LA MIA STORIA:

Non mi è facile raccontare del mio passato, molto di ciò che è successo è accaduto ormai da parecchi anni ma sono rimasti in me ricordi piuttosto dolorosi.

Provengo dalla valle dei sogni. Li ho vissuto da bambina con quelli che ho sempre creduto fossero i miei veri genitori; non amavo il posto in cui stavo, sognavo una vita diversa, una vita avventurosa, qualcosa che desse emozioni.

Finchè non arrivo il giorno in cui mi vennero aperti gli occhi sulla realtà: mi venne detto che Elisa non era il mio vero nome anche se non vi svelerò quale sia in realtà; vi posso solo dire che in elfico significa "luce della luna".

Scoprì anche che le persone con cui vivevo erano i miei genitori adottivi e mi vennero raccontate le mie vere origini: mio padre era un umano, mia madre un' elfa.
Finalmente i mie sogni si stavano realizzando, ho vissuto una vita piena di avventure.

Il Signore del destino per quanto mi ha fatto percorrere una strada ardua mi ha riservato uno stupendo finale: ho scoperto che colui che realmente amavo mi amava a sua volta.

Tuttavia sono invasa dai sensi di colpa. Nonostante io ami Leo più della mia stessa vita, c 'è però un ombra segreta tra di noi: c'è una cosa che non gli ho mai rivelato.

Ho amato un altro prima di lui, ed è stato questo che mi ha causato sofferenze; è stato lui che mi ha ingannato, lui che si è avvicinato a me con l'obiettivo di consegnarmi al mio peggior nemico.

Ho ricevuto dalla dea della Luna il potere di curare chi sta male. Così mia madre, un'elfa dei Giardini, prima di me. Questa fu la benedizione e allo stesso tempo la rovina della mia famiglia.

Tanto tempo fa un uomo si rivolse a mia madre; suo figlio stava male e nessun sacerdote umano era fin'ora riuscito a curarlo. Il suo male era davvero molto grave e neppure lei riuscì a guarirlo.

Da quel giorno il padre, convinto che la magia degli elfi avesse una soluzione a tutto, le ha giurato odio eterno. Nella sua mentalità diabolica l'unico modo per risarcire una perdita del genere era ripagare una vita con un'altra vita.

Quale miglior obiettivo se non la figlia di colei verso la quale ha giurato vendetta? Fu così che mi procurai il mio primo grande nemico; per un crimine che ne io ne mia madre abbiamo commesso.

Anche questo mi raccontarono i miei genitori adottivi, inoltre a distanza di anni quell'uomo era diventato una persona di grande rilievo e i suoi informatori gli avevo detto dove mi trovavo.

Dovevo fuggire, dovevo mettermi in salvo.

Come una reietta viaggia a lungo, alla ricerca di una madre che non ho mai conosciuto, alla ricerca delle mie origini.
Visitai molti posti, accompagnata solo dai sogni premonitori sul mio futuro, ma ero troppo piccola per comprenderne i significati.

Dopo un lungo pelegrinare ritrovai gli elfi dei Giardini. Furono ben lieti di ospitarmi, ma di mia madre nessuna traccia.

Lì conobbi Leo, solo la dea sa le emozioni che provai; dopo tanto scappare finalmente una persona amica pronta ad aiutarmi.

Ma Leo non fu l'unico uomo che segnò il mio destino; l'oscurità si sa, si nasconde dietro ogni angolo pronta ad avvolgerti e questa volta l'oscurità si nascondeva dietro un semplice uomo: il suo nome era Ehlyan.

Ricorderò per sempre il momento in cui lo incontrai. Sbucò dal nulla, non avevo mai visto un umano nel territorio degli elfi, ancora oggi mi chiedo come sia riuscito ad arrivarci.

Fu un colpo di fulmine, e quando lo sconosciuto mi disse che si era perso e che voleva una guida per tornare a casa lo accompagnai fuori.

Nacque un' attrazione e ci incontrammo ogni notte segretamente. Ehlyan era l'uomo che avevo sempre sognato accanto a me.

Un giorno Leo ci scoprì; lui era diffidente nei suoi confronti, temeva che un esterno avesse potuto rivelare dove mi trovavo all'uomo che mi cercava: c'era una taglia sulla mia testa.

Non gli diedi ascolto e continuai a vederlo, ma quando lui me lo proibì mi infuriai; gli dissi che la sua era solo gelosia, che non sopportava di vedere un'altro uomo accanto a me.

Ho fatto tanti sbagli nella vita: conobbi l'amore ma non seppi riconoscerlo, ingannai e fui ingannata a mia volta, ma tra tutti quello per cui ho i più grandi rimorsi è stato quello di non dare ascolto a coloro che mi erano sempre stati vicini.

Scappai con Ehlyan, l'amore per lui mi accecò. Lui stesso mi ingannò; mi disse che non avrei mai trovato mia madre, gli elfi l'avevano uccisa, disse che Leo tra tutti era stato l'artefice di un complotto, mi avrebbero consegnato all'uomo che mi cercava.

Ancora oggi mi chiedo come ho fatto a credere a simili assurdità. Ma si sà, l'amore ti prende l'anima e il cuore e non ti permette di dar ascolto alla testa.

Di ciò che successe poi non scenderò nei dettagli, dirò solo che capì troppo tardi la realtà dei fatti, la capì solo nel momento in cui mi ritrovai con in mano una spada sanguinante china sul corpo di Leo.

Fu quello il momento in cui rinsavii, davanti al gesto che avevo appena compiuto fu come se si ruppe quell' incantesimo che non mi aveva permesso di capire la verità.

Ma non era ancora finita, dovevo chiudere i conti con Ehlyan, nonostante fossi divisa a metà, la rabbia e la vendetta mi gridavano di ucciderlo, l'amore mi pregava di risparmiarlo.

Il mio cuore era ancora annebbiato, la vendetta prevalse.
Ehlyan si lasciò trafiggere da dopo un paio di colpi della spada, non volle combattere.

Le nebbie nel mio cuore si dissiparono, e la dea mi sussurrò all'orecchio quello che dovevo fare: dovevo salvarli entrambi.

Portai Leo in salvo nei Giardini; nel momento in cui stavo per perderlo avevo capito di provare per lui qualcosa di profondo, un legame che si sarebbe rafforzato nel corso del tempo, lui era il mio destino, ma ciò che avevo provato per Ehlyan non era del tutto svanito.

La dea mi diede il potere di curarlo così lo portai lontano. Egli avrebbe dimenticato tutto quello che era successo, ma sarebbe stato salvo.

Mi rifugiai nel tempio della dea per parecchi anni. Le dovevo tutta la mia fede, fu così che diventai sua sacerdotessa.

Tornai dagli elfi quando seppi che l'uomo che mi cercava era morto, e così pure il suo seguace, Ehlyan appunto. Una parte di me lo avevo sempre saputo.

Mai nessuno avrebbe mai dovuto sapere che con il potere della dea mi era stato concesso di guarirlo, nemmeno Leo.

Con il tempo tutto ritornò alla normalità. Grazie a Leo ritrovai il mio vero padre, ma di mia madre ancora non ho avuto notizie.

Questo è ciò che mi è successo, ora vivo con Leo al castello di mio padre e prego ogni giorno la dea che mi dia la forza per continuare questa mia particolare vita: sono per metà elfa ma non possiedo la loro immortalità.

Un giorno la dea mi accoglierà tra le sue braccia.


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