[l'Allocco Bianco dei Ghiacci] Riassunti giocate

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

[l'Allocco Bianco dei Ghiacci] Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » sab 8 ott 2011, 1:26

STRANIERI E OSPITI DI RIGUARDO

E’ una giornata strana quella che vede un’insolita agitazione, lungo i corridoi del Tempio dei Sogni Nuovi.
Molti novizi corrono da una parte all’altra del giardino per terminare i preparativi, mentre i sacerdoti di rango sono per lo più affaccendati intorno al personale di servizio perché tutto sia pronto a tempo debito.
E’ infatti atteso un ospite di riguardo, il cui arrivo è stato preannunciato da messaggi, giunti a volo d’uccello, provenienti dal Castello dei Ghiacci, nell’estremo nord di Ashura.
La Decana del Tempio Adrinhad sovrintende alle cucine ed al servizio: tutto deve essere pronto per ricevere degnamente un ospite di riguardo e si sa che un buon pranzo favorisce il dialogo tra i commensali ed aiuta ad alleggerire persino i discorsi più gravi e impegnativi.
Adrinhad è agitatissima e sorveglia attentamente il lavoro degli sguatteri, degli inservienti e soprattutto dei cuochi: il pranzo dovrà essere prelibato e servito impeccabilmente a mezzogiorno in punto. C’è un forte odore di bruciato e la Decana se la prende con Bramblerose, una giovane hobbit dotata di grande abilità culinaria, che i sacerdoti hanno assunto come capocuoca del tempio.
La hobbit sopporta di buon grado i rimbrotti della sacerdotessa e corre da una parte all’altra della grande cucina per risolvere i problemi : la torta in forno, che rischia di bruciare, il minestrone di verdure, che non si deve attaccare, e naturalmente il pesce in padella, che deve essere cotto a puntino.
Sembra che tutto sia sulle sue spalle, ma la giovane se la cava benissimo, soprattutto quando la Decana si allontana dalle cucine, per andare ad accogliere l’ospite.
L’ospite, che nel frattempo è stato condotto fino al Naos dell’Ascolto dall’affascinante sacerdotessa Hashepsowe, è un centauro, tal Rhocus Cavalcavento dei Ghiacciai dell’Arcobaleno, abile alchimista e combattente di chiara fama.
L’arrivo di un centauro dal Nord è un fatto decisamente eccezionale, poiché i rappresentanti di tale razza non amano allontanarsi più di tanto dal territorio di residenza e men che meno attraversare il mare!
Eppure Rhocus, dopo aver raggiunto con mezzi di fortuna l’isola di Jurinn, si è imbarcato in gran segreto nelle stive di un vascello mercantile diretto alla Valle dei Sogni. Naturalmente ha viaggiato in incognito, protetto dagli sguardi indiscreti degli altri viaggiatori grazie ad un ingegnoso travestimento, che gli ha permesso di farsi passare per un cavallo, al seguito di un cavaliere, che in realtà era soltanto un uomo dei ghiacciai pagato per scortarlo fino alla Valle dei Sogni. Al momento dell’approdo, avvenuto alle prime luci dell’alba, il capitano Tempest, adeguatamente remunerato, ha garantito al centauro la possibilità di scendere per primo dalla nave, al seguito del suo sedicente “cavaliere”, cosicchè nessuno potesse dubitare del suo travestimento e gli fosse possibile attraversare il molo ancora semideserto, per poi separarsi dalla sua scorta e dirigersi al Tempio.
Adrinhad raggiunge l’ospite nel Naos dell’ascolto e, dopo le presentazioni di rito, invita Hashepsowe ad accompagnarlo fino al grazioso padiglione appositamente allestito nel giardino per ospitarlo durante il suo soggiorno. Il buon Rhocus avrà così modo di rinfrescarsi e riposare un poco prima del pranzo.
Tornata in cucina, la Decana decide di affidarsi a Bramblerose per il servizio tavola e, per garantirsi la sua discrezione, mostra con aria melliflua una graziosa ampollina, che la hobbit aveva più volte tentato di farsi rimanere “attaccata alle dita”, senza mai riuscirci.
La giovane cuoca, che nel frattempo ha terminato di preparare il pranzo, molto allettata dall’idea di possedere la famosa ampollina, accoglie di buon grado la richiesta di servire a tavola e di tenere a freno la lingua su quanto le capiterà di vedere ed ascoltare. Naturalmente è assai curiosa e non vede l’ora di sapere chi mai sia l’ospite di riguardo.
Così, quando Rhocus fa il suo ingresso nel refettorio, la hobbit viene chiamata a servire in tavola ma, non appena scopre l’identità del famoso ospite, si blocca di colpo, facendo oscillare il pentolone, da cui si rovescia un poco di minestra. Ma il suo stupore non è nulla, paragonato a quello delle sacerdotesse, quando il famoso ospite di riguardo corre incontro alla piccola hobbit salutandola affettuosamente.
Il centauro è infatti un amico di vecchia data della famiglia di Bramblerose, che prima di trasferirsi nella Valle dei Sogni, ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza nella cittadina natale di Arcoville, nei Ghiacciai dell’Arcobaleno.

Nel frattempo, giù al molo di Caer Ys, gli altri passeggeri del vascello cominciano a sbarcare, sciamando sulle assi traballanti del pontile.
Uno dei primi a scendere è il giovane Malek, un uomo snello e slanciato, che subito si confonde discretamente tra la folla e si allontana in cerca di una locanda in cui prendere alloggio.
L’unica locanda di Caer Ys è la Taverna dell’Ultimo Vikingo, un grande edificio decadente, che deve aver conosciuto tempi migliori. La Taverna è però pulita e vi si serve cibo gustoso e ottime bevande, per lo meno quando l’oste Bjornè di buon umore e non annacqua la birra!
Non appena il nostro Malek mette piede in taverna, gli si fa subito incontro Mamy, locandiera e matrona del locale bordello, che gli propone i suoi “servigi” oppure quelli di una delle “sue ragazze”. Il giovane rifiuta cortesemente gli “extra”, ma ordina il pranzo, chiedendo alla donna di conversare con lui e di fornirgli informazioni a pagamento.
Mamy sorride e dice che è per lei un piacevole diversivo pranzare con un bel giovane che non chiede altre prestazioni!
Fuori dalla taverna intanto, un altro passeggero scende dal mercantile: si tratta di un dracoide di nome Nodrak, che passeggia indolentemente sul molo, guardandosi intorno con curiosità. Il dracoide cammina lentamente, ancora indeciso sulla direzione da prendere, spaesato e straniero, ma ben deciso a trovare un lavoro ben retribuito, che gli consenta di sbarcare il lunario. Dopo la sua ultima impresa, alle Isole dei Draghi, non è più aria, almeno per qualche tempo!
Il molo è assai stretto ed il viavai di mercanti, viaggiatori, pescatori e semplici curiosi è sempre piuttosto sostenuto, ma il dracoide , immerso com’è nei suoi pensieri, non si rende conto che la sua andatura tranquilla impedisce ad altri il passaggio. Dietro a lui, un pescatore con una carriola carica di pesce fresco scalpita per passare, ma la mole di Nodrak fa da tappo. Quando Nodrak si ferma a riflettere, il pescatore, esasperato, lo apostrofa in malo modo. Il dracoide gli risponde per le rime e ne nascerebbe di certo una rissa, se un certo Rufusnon intervenisse a sedare gli animi, a suon di moneta sonante per il pescatore e di sorrisi cordiali all’indirizzo di Nodrak, a cui propone una bella birra fresca in taverna… a sue spese naturalmente.
Nodrak accetta ed i due si incamminano verso la taverna, passando accanto ad un tale con un cappello a larghe tese. Il dracoide nota alcuni cenni di intesa tra il suo interlocutore ed il tipo ma, temendo di essere messo in mezzo a qualcosa che non comprende, reagisce in malo modo, apostrofando irosamente i due. Da una parte gli dispiace rinunciare ad una birra gratis, ma è fermamente determinato a farsi rispettare, facendo ben intendere ai due uomini che non hanno a che fare con uno sprovveduto!
Rufus si scusa e si affretta a rimediare presentandogli l’altro uomo: si tratta di un tal Lomellino, di professione mercante, che afferma di aver bisogno di un uomo fidato per un certo lavoretto; Rufus aveva appunto avvicinato Nodrak per parlargli a nome suo, ma tanto vale andar tutti in taverna chè davanti a un boccale di birra si parla meglio!
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » ven 14 ott 2011, 1:00

MISSIONI INCROCIATE

Nella Taverna dell’Ultimo Vikingo, Malek si accomoda ad un tavolo e dopo pochi minuti viene raggiunto dalla locandiera Mamy, che siede di fronte a lui e si versa da bere, dichiarandosi pronta a rispondere alle sue domande.
Malek afferma di chiamarsi Ehlan, ma lascia chiaramente intendere che non ha piacere di esser chiamato per nome e la donna, pur avendo compreso che si tratta di un nome fittizio, annuisce compiacente: il suo mestiere è fatto di discrezione, se si vuole campare a lungo!
Il cibo è abbondante e di buona qualità, ma ciò che davvero preme al nostro avventuriero è sapere dove e come possa procurarsi un lavoro che gli consenta di sbarcare il lunario.
Mamy gli suggerisce di presentarsi a Lomellino, un mercante, proprietario del locale emporio, che si occupa di diversi traffici, oppure di cercare l’aiuto di Rufus, il cittadino più stimato e rispettabile di Caer Ys.
Proprio mentre Malek sta per chiedere maggiori ragguagli, le porte della taverna si spalancano, per lasciar entrare un tizio panciuto, con abiti sgargianti ed un cilindro in testa, che parla in continuazione con un tizio che subito attira su di se gli sguardi di tutti gli astanti: si tratta infatti del dracoide Nodrak e non è davvero frequente vederne in giro per la Valle dei Sogni.
A chiudere la fila, entra un personaggio vestito elegantemente, con un cappello a larghe tese in testa, baffi castano chiari ben impomatati ed un sigaro acceso in mano. Alcune ragazze del bordello gli squittiscono incontro, fin troppo desiderose di assecondarlo.
Mamy indica discretamente a dito i nuovi entrati e comunica al sedicente Ehlan che si tratta proprio dei due di cui gli ha appena parlato: il mercante Lomellino ed il rispettabile Rufus.
Malek ringrazia la donna per il suo aiuto e le allunga 5 drim di mancia, dopodiché, si affretta incontro all’elegantone, a cui sibila discretamente il proprio nome e senza mezzi termini quel che più gli interessa: “Se avete drim da spartire, potrei esservi utile… Mi trovate a quel tavolo laggiù.
Lomellino, che nel frattempo era impegnato ad esplorare le grazie di una biondina, sembra infastidito dalla sfacciataggine del giovane, ma lo segue con lo sguardo e, quando infine Rufus riesce a farsi servire le birre dall’oste, lo manda a chiamare al loro tavolo.
Mentre Rufus conversa amabilmente con il dracoide, che peraltro ancora non si è presentato, Lomellino ascolta divertito l’eloquente elogio di se che il sedicente Ehlan gli esterna, affermando che chiunque lo assoldi è certo di fare un vero affare.
Il mercante decide allora di metterlo alla prova, insieme al dracoide, e chiede ai due di indagare al Tempio dei Sogni perché gli è giunta voce di uno strano scambio di messaggi tra i sacerdoti e i Cavalieri del Castello dei Ghiacci: sembra che stia accadendo qualcosa di strano ed il mercante vuole esserne informato perché di solito i movimenti dei sacerdoti hanno ripercussioni su tutta la Valle dei Sogni e spesso c’è anche occasione di guadagno per chi è pronto a trovarsi nel posto giusto e al momento giusto! Un mercante come Lomellino non può certo lasciarsi sfuggire l’occasione e pertanto è fondamentale per lui conoscere in anticipo ciò che bolle nella pentola dei sacerdoti.
In cambio di quella facile indagine, il mercante è disposto ad offrire a ciascuno dei due avventurieri la possibilità di scegliere dal suo emporio uno degli oggetti pregiati che tiene nel retrobottega. Inoltre, se si riterrà soddisfatto del loro operato, lascia intendere che ci potrebbero essere altri “lavoretti” ben retribuiti per loro.
Per parte sua, messer Rufus, pur essendo agiato di suo e non avendo interessi diretti da mettere in campo, è curioso per natura e da qui nasce il suo sodalizio con Lomellino, che è sempre una gran fonte di notizie attendibili: se succede qualcosa di importante, nella Valle dei Sogni, solitamente è lui il primo a saperlo ed il buon Rufus si accontenta di essere il secondo!
Così, giusto per incentivare i due stranieri ad attivarsi per indagare al tempio, il rispettabile cittadino si offre di pagar loro vitto, alloggio ed eventuali “extra” in taverna e vi aggiungerà 10 drim a testa quando i due torneranno con le notizie.
Tanto Malek che Nodrak speravano in una paga migliore, ma le prospettive a lungo termine sembrano allettanti e pertanto accettano l’ingaggio e si apprestano a partire l’indomani sul far del giorno.
Il patto viene suggellato con una buona birra ghiacciata, ma questa volta Rufus raccomanda all’oste di portar loro quella buona e non annacquata, che tiene sotto al bancone: tanto è tutto a sue spese!
Prima di prendere congedo dai suoi nuovi detectives, Lomellino consegna loro una mappa della zona ed una rudimentale piantina di Caer Ys, che li aiuterà ad orientarsi nel loro imminente “giretto”.

Spostiamoci ora nel refettorio del tempio dei Sogni, dove le sacerdotesse sono intente ad ascoltare Bramblerose e Rhocus, che affermano di essersi conosciuti ad Arcoville, un villaggio hobbit dei Ghiacciai Arcobaleno, quando Rose era piccolina ed il Centauro, molto affezionato alle specialità culinarie della mamma di lei, si recava spesso e volentieri a trovare la sua famiglia. I due si erano poi persi di vista, quando la famiglia di Bramblerose si era trasferita al sud, ma l’amicizia era rimasta e lo stesso centauro dichiara di volere la giovane cuoca con se nella missione che lo ha condotto al tempio.
Si tratta di una faccenda molto delicata, su cui i Cavalieri del Cielo (i paladini del castello dei ghiacci che viaggiano sui cavalli alati) lo hanno incaricato di indagare: il Bosco dell’Allocco Bianco, uno dei luoghi più sacri dei Ghiacciai Arcobaleno, rischia infatti di scomparire, se non si troverà il modo di salvare gli alberi, che da qualche tempo deperiscono e muoiono uno dopo l’altro.
Il bosco è un luogo magico, in cui si celebrano i raduni rituali del Calendario dei Sogni: secondo una leggenda delle Ere Antiche, l’allocco bianco che da il nome al bosco sarebbe in realtà uno dei Sapienti dell’Antichità e proprio in quelle gelide lande avrebbe avuto origine la Festa del Perdono, che gli uomini del Vecchio Popolo ancor oggi festeggiano il 25 Morghuliebre, il mese che chiude l’anno.
Adrinhad è sconvolta, nell’apprendere la notizia: si tratta davvero di un evento funesto poiché, se sono venute meno le energie mistiche che hanno sempre protetto quel bosco, lo squilibrio non tarderà a dilagare in tutta Ashura e non soltanto al nord.
Hashepsowe suggerisce a Rhocus di recarsi a sentire il parere del saggio Flammarion, che è uno dei Custodi dell’Equilibrioe dimora nella vicina Valle dei Centauri.
Adrinhad invece decide di rendersi utile alla causa, recandosi in biblioteca per consultare i migliori trattati di botanica ed alchimia ivi custoditi: se esiste una cura capace di salvare gli alberi morenti, o qualche profetico indizio sull’evento in atto, forse in qualche libro antico se ne potrebbe trovare traccia.
Rhocus, che è lui stesso alchimista, si offre di aiutarla, ma pensa che sia anche importante parlare con Flammarion , così, dopo una breve riflessione, decide di partire alla volta della Valle dei Centauri dopo un giorno di riposo, in cui potrà prestare aiuto alla Decana e prepararsi adeguatamente per la partenza.
Se permettete, vorrei che Rose diventasse il primo membro del gruppo che debbo reclutare – afferma però con decisione – Naturalmente, col vostro permesso: vi assicuro che riferirei all'ordine dei cavalieri del cielo che affidandomi Rose mi avete già dato metà dell'aiuto di cui necessito!
La hobbit però stranamente tentenna e afferma di essere al servizio della Decana e desiderosa di compiacerla: non ha infatti dimenticato la famosa ampollina. Di fronte a quella palese adulazione, anche Adrinhad rammenta la sua promessa, e lancia al volo la boccetta alla hobbit, ridacchiando.
Non ti dirò quel che contiene – afferma però con una punta di malizia - e dovrai scoprirlo da sola, mia cara Bramblerose, ma hai senz’altro il mio permesso di partire con il nostro amico centauro.”
Bramblerose afferra al volo l’ampollina e se la rigira soddisfatta tra le dita, senza più ascoltare ciò che Hashepsowe va dicendo: ora è troppo curiosa di sapere cosa sia quella sostanza profumata e quali gli effetti che produce e si ripromette di farla esaminare al più presto proprio dal suo amico centauro.
Hashepsowe si offre di partire con loro per guidarli fino allo sbocco del passaggio segreto che immette nella Valle dei Centauri: una volta giunti a destinazione, toccherà a loro cercare Flammarion ed ottenerne il consiglio.
Prima del calare della notte, i falchi del tempio, portano messaggi di speranza al Castello dei Ghiacci per conto del centauro.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » ven 21 ott 2011, 17:56

RICERCHE ED INCONTRI

Facciamo ora la conoscenza di un’altra importante protagonista della nostra storia: dama Jarsali …., una maga elfica dei Giardini d’Argento, studiosa dell’Arte Arcana, giunta al Tempio dei Sogni su suggerimento del suo maestro per consultare un antichissimo volume che pare essere custodito proprio nella bibliotecatemplare.
Jarsali ha atteso alcuni giorni, prima di essere ricevuta dal custode spirituale del tempio: il burbero Ossian, che, dopo aver esaminato le sue credenziali e soprattutto la lettera di presentazione del maestro, le accorda il permesso di consultare a proprio piacimento i volumi della sezione segreta.
Ansiosa di trovarsi da sola a tu per tu con i libri, la dama decide di alzarsi prima dell’alba, quando i primi tremori dell’aurora si stiracchiano ancora, senza fretta, tra le nuvole e il cielo.
Percorrendo il giardino, nota l’elegante padiglione in cui alloggia il centauro Rhocus, ma non vi fa troppo caso, immersa com’è nei suoi intenti.
In biblioteca viene accolta da Ishtan, un sacerdote di aspetto atletico, con il volto squadrato e due guizzanti occhi blù che la fissano con una certa diffidenza da sotto alle sopracciglia cispose (si tratta di un uomo decisamente attraente, che si muove in maniera fin troppo scattante per essere un semplice sacerdote).
Jarsali si sente vagamente a disagio, in quel tempio così lontano dalla sua terra e dai volti a lei noti, ma quando il sacerdote si presenta, si rilassa un poco (d’altronde la sua altezza di 1,75 le consente di guardarlo direttamente negli occhi senza dover troppo allungare il collo) e con educata cortesia, chiede di essere, senz’altri indugi, condotta alla sezione dei volumi segreti.
Ishtan lascia intendere che si tratta di un grande privilegio e che Ossian non è solito concedere a tutti la possibilità di consultare le opere più preziose custodite nel tempio.
Di nuovo il disagio si apre un varco nei pensieri della dama, che subito però lo accantona, distratta dalla moltitudine di pergamene e volumi che vede sfilare intorno a se, allineati sugli scaffali polverosi della biblioteca. Alcuni titoli attirano vagamente il suo interesse e l’elfa ne annota mentalmente la posizione, con l’intento di consultarli eventualmente un altro giorno.
Ishtan la precede fino all’ultimo scaffale, addossato alla parete di fondo, dove sfiora con le dita un congegno nascosto, che, scattando, rivela l’ingresso di uno stanzino segreto.
L’eccitazione sale, mentre il sacerdote apre il grande armadio di legno scuro, in cui sono allineati i volumi più antichi: trovare quello giusto in mezzo a tutti quei tomi rilegati in pelle scamosciata e damascata non sarà certo impresa rapida, ma infine la pazienza non manca a Jarsali, che, prima di congedare il sacerdote, gli chiede soltanto se ci sia un limite al tempo di consultazione concessole da Ossian.
Nessun limite, tranne quello di non poter portare i libri fuori da questo stanzino – le risponde il sacerdote - Se vi stancherete prima di aver trovato quel che cercate, dovrete riporre i volumi e tornare a riprenderli in un altro momento... la biblioteca rimane aperta fino all''ora di pranzo e poi riapre nel primo pomeriggio, fino al tramonto. Nessuno può rimanere in biblioteca di notte: è la regola e non si fanno eccezioni.”
Detto ciò, si allontana, lasciando finalmente la dama da sola tra i preziosi volumi.
La sua solitudine è però di breve durata perché di li a poco, al di là della parete che separa lo stanzino dal resto della biblioteca, Jarsali sente che Ishtan saluta l’ingresso in biblioteca della Decana, venuta di buon ora a consultare i trattati di botanica, per cercarvi notizie utili per curare il bosco dell’allocco bianco.
Dalle parole scambiate tra i due sacerdoti, sembra che Adrinhad voglia esaminare alcuni particolari volumi custoditi nella sezione segreta, ma Ishtan è restio a disturbare Jarsali, anche se l’urgenza e la gravità delle ricerche della sacerdotessa gli sono ben note.
E’ la stessa Jarsali a togliere il sacerdote dal dilemma, affermando di non avere alcun problema a condividere con qualcuno lo spazio angusto dello stanzino e l’armadio dei libri: in ogni caso lei cerca una cosa specifica e non pensa ci saranno interferenze.
Adrinhad la ringrazia con calore e per un paio d’ore le due donne si immergono nelle loro ricerche, senza più scambiare parole.

Nel frattempo, in un’altra area del Tempio, Rhocus e Bramblerose, che la sera prima hanno tirato tardi a scambiarsi confidenze nel padiglione del centauro, si risvegliano e si ritrovano presso il refettoriodel tempio per far colazione. La hobbit si affretta verso le cucineper preparare lei stessa le vettovaglie per se ed il suo amico, ma sulla soglia incontra Hashepsowe, che sorridendo le comunica di aver già provveduto lei stessa a preparare tutto: infatti su un tavolo del refettorio fanno bella mostra di se ceste di frutta e di pane fragrante di forno, alcune brocche fumanti e vasetti di miele e confetture varie.
Mentre consumano la colazione, Bramblerose chiede all’amico se può ricorrere alle sue abilità di alchimista per svelare la natura del liquido contenuto nella famosa ampollina donatale dalla Decana.
Il centauro conferma la propria disponibilità ad assecondare il desiderio della hobbit, ma prima vuole recarsi in biblioteca per aiutare Adrinhad nelle sue ricerche.
Hashepsowe sa che lo spazio in biblioteca è assai ridotto e dubita che la mole ingombrante del centauro vi si possa muovere agevolmente: sarebbe davvero increscioso se mai dovesse arrecare danni ai libri!
Però non può certo esprimere apertamente un tale timore, per non offendere un ospite di riguardo, così cerca di tergiversare con diplomazia, tentando di dissuadere il centauro con altri argomenti:
La biblioteca dovrebbe essere... un po' tanto frequentata in questo momento. Adrinhad sarà senz'altro in cerca dei suoi trattati di botanica e inoltre Ishtan mi ha informato che Ossian ha concesso ad un'altra ospite il permesso di consultare i volumi rari: sembra che non voglia essere disturbata da nessuno...."
Il centauro però non sembra cogliere il sottinteso e, dopo aver prelevato dalle ceste un po’ di pane e di frutta, si china allegramente accanto a Rose, esortandola a montargli in groppa per condurlo fino alla biblioteca. La hobbit si schermisce, non volendo apparire presuntuosa agli occhi dei sacerdoti: cosa mai si potrebbe pensare nel vedere una sguattera che cavalca un ospite di riguardo? Così i due si allontanano ridendo, in direzione della biblioteca, lasciando inascoltato il consiglio di Hashepsowe.

Spostiamoci ora un po’ più indietro nel tempo, alle prime luci dell’alba, nella cittadina di Caer Ys, dove troviamo i due avventurieri assoldati da Lomellino che si apprestano a partire alla volta del tempio.
Il sedicente Ehlan, che ha trascorso una sobria notte di riposo, si presenta con lucidità al dracoide e senza preamboli chiede il suo consiglio per passare inosservati al tempio: è infatti alquanto improbabile per gente come loro farsi passare per pellegrini devoti agli dei!
Nodrak, pur essendo più sbattuto del compagno, dopo una nottata di bagordi con le ragazze del bordello, ha comunque la prontezza di spirito di escogitare un piano semplice ed efficace: si presenteranno per quello che sono, offrendosi di lavorare al soldo dei sacerdoti. Un tempio ha sempre cose preziose da proteggere e due uomini decisi possono sempre far comodo. Magari ci scappa pure un guadagno extra!
La giornata si preannuncia brumosa, ma il sentiero dietro alla taverna è ben tracciato ed i due si mettono in marcia, inerpicandosi sulle pendici dell’Altipiano della Rimembranza. Dopo una mezz’ora di cammino però, realizzano che il sentiero è attraversato da numerose biforcazioni e mulattiere secondarie, che li inducono a fermarsi per consultare la mappa. Nodrak è convinto di dover proseguire sempre dritto, ma Malek, che è dotato di un buon senso dell’orientamento, non sembra dello stesso avviso.
Se prendi quello, finirai in qualche buco sperduto – ribatte infatti senza staccare gli occhi dalla mappa - dobbiamo proseguire ad ovest. A quanto pare arriveremo ad un'altra biforcazione e a quel punto, imboccare la via in salita. Gambe in spalla.
Il dracoide si adegua di buon grado e i due camminano per un’ora ancora, senza ulteriori discussioni. La nebbia comincia ad addensarsi intorno a loro e confonde i contorni delle cose, rendendo più difficile la marcia. Malek continua però a camminare con decisione nella giusta direzione e i due riescono ad evitare di smarrirsi: in lontananza si odono ululati sinistri, accompagnati dal gracchiar dei corvi sopra alle loro teste!
Nodrak sta giusto pensando che non è certo un ambiente allegro, quando dalla nebbia si materializza la sagoma di una fragile vecchietta appoggiata ad un bastone, che avanza verso di loro.
Malek e Nodrak la osservano per alcuni istanti, sorpresi di vedere una vegliarda aggirarsi da sola in un sentiero così scosceso.
Malek esamina minuziosamente l’aspetto della vecchia e giunge alla conclusione che, pur essendo di fatto decrepita, nasconde strane energie: inoltre, è probabilmente ancor più vecchia di quanto già non appare!
Abbiate pietà di una povera cieca… - dice loro la donna – Vi prego, datemi qualcosa da mangiare… per carità.”
Malek si rivela di buon cuore e subito allunga alla vecchina una delle sue razioni di cibo, mentre Nodrak si limita a qualche parola gentile e soltanto in un secondo momento decide di seguire l’esempio del compagno di viaggio, quando vede che la donnina, con uno sgangherato sorriso ringrazia e si china a sussurrare qualcosa nell’orecchio del sedicente Ehlan.
La donna è infatti una visionaria (la famosa Veggente Cieca) e le sue parole celano importanti ammonimenti sul futuro di chi ha la ventura di ascoltarla.

Nel frattempo, nella scura stanzina segreta della biblioteca del tempio, sta accadendo qualcosa di molto strano: la sacerdotessa Adrinhad, dopo aver scorso un paio di libri, annotando nei suoi appunti i passaggi utili alla sua ricerca, decide di consultare un particolare volume ma, non scorgendolo negli scaffali a portata di mano, ricorre all’aiuto di Ishtan, chiedendogli di cercare per lei un certo “testo antico scritto da quel famoso mago dei Giardini d’Argento”.
A quelle parole, Jarsali, che non ha ancora trovato il tomo desiderato, ha un sussulto .
Quello di Samovandes forse? E' il testo che cercavo anche io – ammette infine.
Adrinhad conferma che si tratta proprio di quel volume, in cui sono contenute molte nozioni di botanica, alchimia e notizie sulla regione nordica.
Ishtan è assai stupito di constatare che ben due persone siano alla ricerca del medesimo libro nello stesso momento, quando per molti anni è rimasto a prender polvere, senza che nessuno mai domandasse di sfogliarlo. Lui stesso ricorda bene di averlo consultato, alcuni anni addietro, al tempo dell’arrivo ad Ashura della paladina Eowyn, a cui Hashepsowe decise di affidare la spada Justice, rinvenuta nei sotterranei del tempio proprio in seguito alla lettura di una certa profezia contenuta in quel volume!
Sono le memorie del maestro del mio maestro. - li informa pacatamente Jarsali - E’ Il pezzo mancante della mia istruzione – aggiunge infine, emozionatissima al pensiero di avere presto tra le mani l’oggetto della sua ricerca.

Ma una brutta sorpresa si disegna sul volto pallido di Ishtan, quando riemerge dallo scaffale più basso a mani vuote: il volume è scomparso!
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » ven 4 nov 2011, 1:42

IL SAMOVANDES SCOMPARSO

Le parole di Ishtan raggiungono le orecchie dell’elfa Jarsali e della sacerdotessa Adrinhad con la violenza di un pugno in pieno petto: il libro scritto dal maestro del maestro della maga, in cui Adrinhad sperava di trovare la formula segreta per guarire gli alberi morenti non è più al suo posto, nella sezione segreta della biblioteca del tempio. Per alcuni istanti, nessuno riesce a dar voce allo sgomento per quella notizia, ma è lo stesso Ishtan il primo a parlare: la biblioteca è infatti sotto alla sua custodia e sua è dunque la responsabilità dell’accaduto.
“Sono costernato – commenta infatti il sacerdote - E’ un fatto di gravità inaudita. La biblioteca è un tempio del sapere e mai nessun volume era andato perso prima d’ora. Ossian andrà su tutte le furie quando lo saprà…”
Adrinhad tenta di formulare ipotesi che non contemplino la sparizione del libro: forse è stato riposto erroneamente da qualche altra parte… o forse qualcuno autorizzato da Ossian lo ha prelevato per consultarlo. Ma Ishtan scuote mestamente la testa: da molti mesi nessuno ha più avuto accesso alla sezione segreta e l’ultimo a consultare il Samovandes era stato proprio lui, alcuni anni addietro. I movimenti dei libri e delle consultazioni sono d’altronde tutti rigorosamente riportati nei registri della Biblioteca e comprovano quanto afferma il sacerdote.
Dal canto suo, Jarsali assiste attonita alla discussione tra i sacerdoti, decisamente a disagio sotto allo sguardo indagatore e diffidente di Ishtan. Ma la Decana, memore della gentilezza dell’elfa nei suoi confronti, le chiede aiuto e consiglio: certo prima di comunicare ad Ossian la scomparsa del volume, occorre fare ricerche sul posto per comprendere la dinamica del furto… e magari anche chi sia il ladro.
Jarsali si offre allora di usare la sua arte magica per indagare: la magia di Percezione Luoghi, che lei padroneggia piuttosto bene, permette infatti di percepire le energie presenti in un determinato luogo semplicemente sfiorandone le superfici, che sicuramente “ricordano” gli accadimenti di cui sono state teatro. L’incantesimo riesce e la visione che si affaccia dietro alle sue palpebre chiuse le mostra un individuo di bassa statura che, non appena Ishtan ha chiuso la biblioteca per la notte, sgattaiola dalle ombre in cui era rimasto nascosto e preleva il libro dall’armadio in cui è custodito, per poi dileguarsi attraverso una breccia nel muro dello stanzino segreto. La maga non riesce a vedere il volto del ladro, ma deduce che si tratti di uno hobbit, a causa dei piedi pelosi e della taglia minuta, caratteristiche univoche di quella razza.
La reazione di Adrinhad a quella rivelazione non si fa attendere e i suoi sospetti si focalizzano immediatamente sull’unica hobbit che frequenta abitualmente il tempio: la cuoca Bramblerose!

Nel frattempo, la hobbit ha convinto il suo amico centauro a rimandare la visita in biblioteca, per analizzare invece il contenuto della sua nuova ampollina nel laboratorio alchemico del tempio. Il buon Rhocus asseconda volentieri il desiderio della fanciulla e, dopo aver annusato la boccettina, ne versa alcune gocce in una ciotola, a cui aggiunge una polvere reagente. Dopo una minuziosa osservazione del composto con la lente d’ingrandimento, sentenzia che si tratta di un elisir di produzione locale, che i sacerdoti chiamano “Eau d’Antheas” che non mancherà di tornare utile alla hobbit, dato il suo mestiere di cuoca. L’elisir cura infatti i malesseri conseguenti ad abbondanti libagioni di cibo e bevande ed è talmente potente che basta ingerirne alcune gocce per annullare gli effetti indesiderati di una sbronza devastante.
Soddisfatta per l’esito dell’analisi, Bramblerose si appresta dunque a condurre il centauro in biblioteca, ma non appena i due giungono in vista della soglia di quell’edificio, ne vedono uscire Adrinhad che, come una furia, si scaglia sulla hobbit, malmenandola ed accusandola di essere una ladra.
Bramblerose, che non si capacita per quelle accuse che sa di non meritare, può solo protestare la propria innocenza, ma la Decana non le da ascolto e la trascina di peso fino al Naos dell’Ascolto, ben decisa a sottoporla ad interrogatorio per farle confessare la sua colpa. Rhocus stesso è talmente allibito che non riesce a reagire in difesa dell’amica e può solo seguirla per cercare di scagionarla dalle accuse infamanti che la sacerdotessa le rivolge. Dato il precipitare degli eventi, lo stesso Ishtan, seguito da una Jarsali decisamente a disagio, si accodano al corteo, curiosi di assistere agli sviluppi della vicenda.

Nel Naos dell’ascolto troviamo invece Malek e Nodrak a colloquio con Ossian, il capo spirituale della comunità monastica del tempio.
I due avventurieri hanno infatti raggiunto la loro meta: dopo l’incontro con la Veggente Cieca, hanno camminato rapidamente lungo l’erta salita che conduce al Tempio, ciascuno intento a rimuginare per proprio conto le parole profetiche che la vecchia ha sussurrato nelle sue orecchie.
All’ingresso, sono stati accolti da una novizia, che li ha informati del divieto di portare armi all’interno del complesso templare, invitandoli a lasciarle in custodia presso l’armeria dell’ingresso. Seppure a malincuore, i due hanno accettato di separarsi dalle armi, accattivandosi la simpatia della novizia, che li ha subito fatti incontrare con Ossian.
Il burbero sacerdote, senza convenevoli ne preamboli, invita i due avventurieri ad esporre le loro richieste.
Nodrak, che tra i due è decisamente il più loquace, va diritto al sodo: in un tempio ci sono sempre oggetti preziosi e i ladri abbondano. Due guerrieri al servizio del tempio possono rivelarsi molto utili, se ben pagati!
Ossian non ha però neppure il tempo di rispondere, poiché proprio in quel momento, la porta del Naos si spalanca e la Decana vi fa letteralmente irruzione, trascinandosi appresso l’inerme Bramblerose contro cui continua ad inveire a gran voce. Dietro di lei, entrano anche Rhocus, che cerca invano di farla ragionare, e naturalmente Ishtan e Jarsali, che si ritira silenziosa in un angolo.
La confusione è al culmine, quando anche Hashepsowe fa il suo ingresso nel Naos dell’ascolto, desiderosa di placare la Decana, dopo essere stata avvertita da una novizia del suo irragionevole accanimento contro la cuoca. Tutti parlano insieme: Adrinhad che accusa Bramblerose chiamando Jarsali a testimone, la hobbit che piagnucola e si dice innocente, Rhocus che chiede ragione di quelle accuse e naturalmente Nodrak, che non perde occasione per esibire il suo umorismo da taverna!
Ossian si erge infine ad arbitro della situazione e domanda a gran voce spiegazioni per quella baraonda disdicevole. Ishtan lo informa allora della scomparsa del volume e Adrinhad gli fa eco, incalzando Jarsali a rivelare la sua visione. La maga non può però far altro che ripetere quanto già detto: uno hobbit, di cui non ha visto il volto e che non saprebbe neppure identificare come maschio o femmina, ha preso il volume per poi fuggire attraverso una breccia nel muro; l’ episodio deve essere accaduto all’incirca tre mesi prima.
Adrinhad mantiene però la sua accusa, affermando che sono anni ormai che nessuno hobbit mette piede al tempio, ad eccezione di Bramblerose.
Ossian tuttavia non pare credere alla colpevolezza della cuoca, di cui tanto Rhocus che Hashepsowe tessono le lodi.
Rassicurata dalla promessa di giustizia di Ossian, Bramblerose farfuglia allora qualcosa a proposito di uno “hobbit tanto gentile e carino, con i piedi ben curati e puliti che frequentava spesso il mercato di Caer Ys”, che – a suo dire - anche Hashepsowe potrebbe ricordare. Aggiunge inoltre che “era una persona a modo e non può essere lui il ladro”.
Hashepsowe sta per interrogare la hobbit a tal proposito, ma viene preceduta dal taciturno Malek, che si riscuote dalla sua silenziosa contemplazione dell’avvenente Jarsali, per chiedere ai sacerdoti quanto sarebbero disposti a pagare per l’informazione che lui afferma di poter rivelare: l’attuale probabile ubicazione del libro.
Le voci si alzano, nuovamente incalzanti, sovrapposte l’una all’altra, in una cacofonia di suoni ben poco adatto per fare chiarezza: Ishtan afferma che i sacerdoti sono poveri e non pagheranno, cosa che scatena l’ilarità di Nodrak e la conseguente stizzita reazione di Adrinhad.
Ossian mette a tacere con un gesto tanto le negazioni del diffidente Ishtan che le proteste di Adrinhad, che in questa circostanza non pare capace di giudicare con il dovuto equilibrio. Si rivolge poi direttamente a Malek, informandolo che se egli è davvero in possesso dell’informazione che pretende di avere i sacerdoti sarebbero senz’altro disposti a dimostrargli concretamente la loro gratitudine, quantificabile in un centinaio di drim e forse anche più. Malek non creda però di poter raggirare i sacerdoti, poiché questi non sono sprovveduti e non mancheranno di ripagare un eventuale inganno con le peggiori maledizioni !
La minaccia non manca di sortire l’effetto desiderato, placando la cupidigia dell’avventuriero: cento drim non sono molti, ma sono senz’altro meglio di una maledizione!
“D’accordo. – ribatte quindi, ostentando a sua volta diffidenza nei confronti delle promesse dei sacerdoti – Accetto i cento drim, ma dovete darmene subito la metà e mi darete il resto dopo aver valutato la mia informazione.”
“Così sia, straniero. – ribatte Ossian, senza troppo scomporsi – Ma la tua diffidenza non merita munificenza e pertanto non ti daremo più cento drim per le tue informazioni.”
Nel silenzio carico di tensione che fa seguito a questa affermazione, Hashepsowe apre uno scrigno e conta cinquanta drim, che consegna a Malek: ora tutti pendono dalle sue labbra, in attesa delle promesse rivelazioni.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » gio 10 nov 2011, 18:35

SUNTO DEL 9-11
RIVELAZIONI E BARUFFE


Malek intasca i soldi soddisfatto, ma prima che egli abbia il tempo di raccontare ciò che pretende di sapere, Bramblerose rivela tutto d’un fiato il suo segreto: per qualche tempo ha intrattenuto una relazione amorosa con uno hobbit conosciuto al mercato di Caer Ys, che la riempiva di gentilezze e di attenzioni e che spesso la raggiungeva di nascosto nella sua stanzetta al tempio, per trascorrere con lei il proprio tempo libero nel migliore e più dolce dei modi. Per mantenere il riserbo sulla propria intimità amorosa, Bramblerose non ne aveva mai fatto parola con i sacerdoti, anche perché in cuor suo spera ancora di rivedere il suo amore, misteriosamente scomparso dal letto al suo risveglio, dopo una strana notte di cui lei non ha memoria.
Dopo quella rivelazione, gli animi si riscaldano e i sospetti di tutti. naturalmente. si spostano sul nominato Sorel, di cui peraltro la hobbit altro non conosce se non il nome e l’aspetto.
Adrinhad è furibonda con la piccola cuoca e non le risparmia urlacci ed aspri rimproveri.
Rhocus protesta a gran voce, mettendo la propria autorità di ospite riverito sul piatto della bilancia: Rose è sua amica e non permetterà a nessuno di insultarla in sua presenza.
Hashepsowe tenta invano di calmare gli animi, da un lato placando le ire della Decana e dall’altro cercando di far ricordare a Bramblerose quanti più particolari possibili riguardo al suo ex-fidanzato.
Malek osserva con ironico disprezzo la scenetta e non risparmia una battuta insolente nei confronti di Bramblerose, dileggiando la strana amicizia che la unisce al centauro, il quale a sua volta si infuria contro il sedicente Ehlan e lo minaccia apertamente, mettendo in mostra la propria tempra di guerriero e gli zoccoli poderosi.
Ossian si erge in tutta la sua autorità e riporta tutti al silenzio: il tempio non è un mercato e per capire come stanno le cose, occorre parlare uno alla volta, a cominciare da quel tale Ehlan, che dice di sapere dove sia finito il libro.
L’avventuriero fa mostra di arrogante sicumera e, forte del fatto che lui soltanto conosce l’ubicazione del libro, rivela di averlo visto nelle Isole dei Draghi, da cui egli stesso proviene.
Ossian chiede maggiori particolari al riguardo, invitando inoltre il sedicente Ehlan a mostrarsi meno insolente nei confronti degli ospiti, chiaramente alludendo a Rose e Rhocus, che dal canto suo minaccia di creare un incidente diplomatico se non otterrà soddisfazione. Ma il furbo Malek non arretra di un passo: se i sacerdoti vogliono conoscere l’esatta ubicazione del libro, devono semplicemente ingaggiarlo come guida e lui stesso li condurrà nel luogo in cui si trova. Quanto al rispetto, i sacerdoti non si devono certo aspettare salamelecchi da lui, visto che si tratta di una semplice questione di affari e se vogliono il suo rispetto se lo devono guadagnare con i fatti e non con le loro parole formali!
La sgradevole risposta dell’uomo non manca di irritare il Capo spirituale del tempio, che dice di non voler mercanteggiare con chi non sa mostrare rispetto e che forse potrebbe ottenere la medesima informazione gratuitamente da altri ospiti interessati al volume, come ad esempio Dama Jarsali, che ha già contribuito a comprendere la dinamica della sparizione.
A questo punto, Malek si fa ancora più intransigente e si appresta a lasciare il tempio, rinunciando persino al resto del compenso: se vogliono essere condotti fino al libro, possono chiedere di lui alla taverna di Caer Ys. Rhocus, offeso più che mai, minaccia apertamente Malek, poi si accosta alla sua amica, invitandola a cavalcarlo fuori dalla sala: ha anche lui qualcosa da dire di importante, ma condividerà le sue informazioni soltanto con Ossian, con Bramblerose e con la Decana, a patto che anche quest’ultima si scusi con la hobbit.
Malek ribatte che se lo uccidono, non sapranno mai dove si trovi il libro, poiché le Isole dei Draghi sono tante e l’unica possibilità che hanno di trovarlo è che appunto lui stesso li conduca al luogo in cui si trova. Ciò detto, nuovamente si appresta a lasciare il tempio, ma prima di raggiungere la porta, un’altra voce si leva dalla sala: quella di Nodrak, che a sua volta afferma di sapere qualcosa a proposito del libro, ma anche lui ha un prezzo naturalmente e – visto che i sacerdoti sembrano propensi a risparmiare sul conto di Malek – il dracoide è pronto a cogliere la sua brava opportunità di guadagno.
La confusione raggiunge nuovamente il parossismo, ma Jarsali, sentendosi chiamata in causa da Ossian, invita tutti alla calma e osserva con particolare insistenza Malek, chiedendogli apertamente di non andarsene, perché lei stessa ha bisogno di conferire con lui. A tutti rivolge comunque parole assai sensate: “Metterci l'un contro l'altro non ci porterà ad ottenere il risultato sperato, ossia rientrare in possesso del libro. Ognuno ha un interesse ben preciso e se riusciremo a farli collimare, allora saremo già ad un buon punto, seppur useremo mezzi diversi per ottenerlo!
Le parole di Jarsali trovano immediatamente terreno fertile nella hobbit, che si adopra per calmare ella stessa le ire del suo focoso amico centauro, invitandolo a non tenere per se informazioni che forse potrebbero essere di fondamentale importanza.
Ossian riconosce la fondatezza di quella proposta e, pur rimanendo freddo nei confronti di Malek, afferma di essere disposto ad onorare la parola data ed a riconoscergli i restanti 50 drim, a patto che risponda a qualche domanda in più, prima di disporre per un’eventuale partenza. Quanto a Nodrak, se effettivamente sarà in grado di aggiungere informazioni utili al ritrovamento del volume, otterrà il medesimo compenso riconosciuto a Malek: 100 drim, di cui cinquanta subito e i rimanenti una volta verificata la fondatezza delle sue rivelazioni.
Il Capo Spirituale del tempio si rivolge poi alla Decana, invitandola a scusarsi con Bramblerose e con il centauro per le accuse ingiuste rivolte alla hobbit. A denti stretti, Adrinhad esegue e la giovane hobbit insiste con Rhocus affinchè condivida con tutti i propri segreti.
"Allora potete ascoltarmi tutti... – si arrende infine il centauro - Se tacete un secondo vi svelerò il mistero di quel volume...ma...mi dovete giurare che mi aiuterete...."
I sacerdoti, commossi dalla foga veemente del centauro, uno dopo l’altro, formulano il loro giuramento: “Ti aiuteramo sul nostro onore e con l'aiuto degli Dei Onirici, amico dei Ghiacci
Nodrak tace, in attesa di capire quando verrà il suo turno di parlare.
Malek, invece, pare non udire null’altro dopo le parole dell’avvenente Jarsali, a cui si rivolge ora direttamente: “Siete qui anche voi per parlarmi di rispetto e menate simili? In caso contrario, dite pure.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » gio 17 nov 2011, 19:31

INDAGINI SEPARATE
Malek e Jarsali escono dal Naos e si appartano a parlare fittamente tra di loro in un angolo del giardino, mentre la riunione prosegue nel Naos dell’Ascolto.
Il Centauro tace, ancora non del tutto rassicurato, nonostante i giuramenti formulati dai sacerdoti: ci sono troppe persone che non conosce in quella sala e di molti non si fida affatto. Rose lo ha convinto a rimanere nell’aula e forse è davvero istruttivo ascoltare gli altri, prima di decidere quale linea di azione intraprendere.
Nodrak si dichiara invece pronto a collaborare, alle condizioni proposte, ma oltre ai soldi, chiede di avere un salvacondotto che gli permetta di agire indisturbato, proteggendolo da eventuali ficcanaso, siano essi schierati con le autorità o con la malavita organizzata.
Il sedicente Ehlan, nel frattempo, rientra nell’aula insieme a Jarsali e prende posto in piedi, appoggiato alla parete prospiciente all’uscita, pronto a guadagnarla al più presto possibile. Ciò che in realtà lo trattiene ancora è una vaga curiosità per quello che potrebbe rivelare il dracoide, ma il volto gelido riflette il fastidio che Malek prova nel trovarsi, suo malgrado, in mezzo a tanta gente.
L’elfa si porta più vicina ai sacerdoti, ma anch’ella si limita ad osservare in silenzio le dinamiche sociali che si dipanano intorno al giallo del Samovandes scomparso.
Ossian si dichiara pronto a concedere un salvacondotto a Nodrak e ad estendere la medesima protezione anche ad “Ehlan”, qualora quest’ultimo decidesse di collaborare, superando le reticenze che poc’anzi ha espresso.
Secondo il sacerdote, è importante che le informazioni disponibili siano condivise da tutti coloro che hanno interesse a recuperare il Samovandes e sarebbe quindi auspicabile che anche Ehlan e Rhocus rivelassero i segreti che ciascuno di essi custodisce. Ma l’esortazione di Ossian cade nel silenzio e le labbra di entrambi rimangono ostinatamente serrate.
L’attenzione si sposta quindi sul dracoide, che, dopo aver intascato i primi 50 drim pattuiti, si presenta senza troppi misteri: ha sempre sbarcato il lunario prestando l’opera delle sue braccia robuste a chiunque fosse disposto a pagare il suo salario, ma l’ultimo suo lavoretto lo ha indotto a cambiare aria per un po’. Nodrak racconta di essere stato ingaggiato da un tizio, il cui viso era nascosto da una maschera, che aveva pagato una discreta sommetta per ottenere un libro custodito nel palazzo di Adam Tel Hoc, il capo della locale malavita organizzata. Quel volume era proprio il Samovandes e, dopo averlo discretamente sottratto dalla sua sede, il dracoide lo aveva consegnato al committente, per poi imbarcarsi subito, senza attendere l’immancabile vendetta dei Tel Hoc!
Le rivelazioni del dracoide non mancano di suscitare curiosità e domande, ma egli afferma di non conoscere l’attuale ubicazione del libro e tuttavia si dice disposto a far parte di una eventuale missione di ricerca, a patto, naturalmente di essere ben pagato.
Ossian ribadisce la volontà di ingaggiare tanto lui che l’altro avventuriero ed assicura che entrambi avranno da guadagnarci, a patto però che si giochi a carte scoperte.
L’allusione a Malek è molto chiara, ma l’avventuriero non è affatto disposto a venire a patti con i propri sani principi e piuttosto che lasciarsi dettare le condizioni dai sacerdoti preferisce rischiare di perdere l’affare.
“Signori… - conclude infine il sacerdote, lasciando affiorare un lieve sorriso tra le labbra sottili – Mi annunciano che il pranzo è pronto e spero vorrete tutti essere nostri ospiti. Continueremo a parlare a tavola: credo che a pancia piena si ragioni meglio!”
Tutti accolgono con entusiasmo quelle parole e si apprestano a seguire i sacerdoti nel refettorio, ad eccezione di Malek, che – ormai stufo di quella compagnia – afferma deciso:
“Come vi avevo già detto, posso portarvi nell'ultimo posto in cui ho visto il libro... ora però se non vi dispiace vorrei mangiare e dormire in santa pace alla Locanda... troppa gente qui.”
Ma, mentre già egli si allontana con lunghi passi veloci, lo raggiunge la non meno risoluta affermazione del sacerdote, nel cui tono aleggia una vaga minaccia.
“Se la mettete su questo piano, siete libero di andarvene naturalmente... ma credo che la nostra relazione di affari si interrompa qui. Per parte nostra, non verremo a patti con chi pretende di lavorare alle nostre dipendenze dettandoci le sue condizioni... e questa è la mia ultima parola!”
Ma l’avventuriero è già lontano e, pur avendo ben compreso l’antifona, non si volta indietro.

A tavola, Bramblerose si stupisce di essere ospite invece che cuciniera, ma la sua timidezza è ben presto dimenticata, quando assaggia i cibi di cui gli altri commensali si servono con dovizia: se avessero lasciato cucinare lei, le pietanze ne avrebbero senz’altro guadagnato.
Durante il pranzo, Hashepsowe fa il punto della situazione: alla luce dei fatti finora noti, tutto pare convergere sulle Isole dei Draghi e probabilmente sarà necessario mettere insieme una squadra per affrontare le ricerche in quel lontano arcipelago.
D’altronde sarebbe anche urgente trovare un rimedio atto a curare gli alberi del Bosco dell’Allocco Bianco e qualcuno dovrebbe recarsi nella Valle dei Centauri per chiedere consiglio al saggio Flammarion .
Rimane inoltre da indagare sul ladro e forse vale la pena cercare ulteriori tracce in biblioteca.
Così, dopo pranzo, mentre Jarsali si ritira a riposare nella sua stanza, un gruppo composto da Nodrak, Bramblerose, Ishtan e Rhocus si appresta ad occuparsi delle indagini in loco, ma Hashepsowe, consapevole di quanto l’ambiente della biblioteca sia poco adatto alla mole di un centauro, chiede a Rhocus di aiutarla con un problema alchemico presso il laboratorio, in pratica inducendo lo stimato ospite a non partecipare all’ispezione.
Nello stanzino segreto, Nodrak perlustra palmo a palmo il pavimento, mentre Bramblerose, grazie alla sua figuretta minuta, sguscia dietro agli scaffali in cerca della breccia nel muro che ha permesso la fuga del ladro.
Bastano pochi minuti al dracoide per individuare un foglietto stropicciato finito proprio sotto all’armadio in cui era custodito il Samovandes. Ishtan lo legge ad alta voce: “consegnare il libro al Capitano Tempest, brigantino "Il Drago Grigio", Molo dei Sogni”. Guarda caso, si tratta proprio della nave su cui ha viaggiato Nodrak, che presumibilmente si trova ancora attraccata al Molo dei Sogni, giù al porto di Caer Ys.
Ishtan interroga ancora il dracoide, ma in quel momento Bramblerose annuncia di aver trovato il passaggio e di essere pronta ad esplorarlo, in cuor suo meditando pensieri di vendetta nei confronti del fedifrago Somel, a cui, semmai potesse rintracciarlo, torcerebbe più che volentieri il collo!
Isthan consegna allora una torcia alla hobbit, raccomandandole prudenza, mentre Nodrak le assicura intorno alla vita una fune, di cui egli stesso tiene il capo.
Bramblerose non ha difficoltà a penetrare nella fenditura e ben presto si ritrova ad osservare due passaggi che si perdono nel buio, uno alla sua destra e l’altro a sinistra. Indecisa sulla direzione da prendere, accosta la torcia alle rocce, che fronteggiano la parete della biblioteca e vi scorge un terzo passaggio, più angusto dei precedenti, che discende tortuoso in un pozzo di cui non si vede il fondo e da cui proviene un forte odore di salsedine. Ishtan, dall’altra parte della parete, le grida di non avventurarsi nei passaggi, ma proprio in quel momento qualcosa attira l’attenzione della giovane: tra le aguzze rocce a livello del suolo, biancheggia un ciuffo di peli lisci e setosi, chiaramente riconducibile ad un piede hobbit.

Nel frattempo, il sedicente Ehlan fa’ il suo ingresso in taverna e, dopo aver ordinato da mangiare e da bere, chiede alla matrona di mandargli una delle sue “ragazze” con cui intende svagarsi. In realtà il suo intento è quello di svolgere per suo conto qualche discreta indagine a proposito della gente di Caer Ys e soprattutto sui sacerdoti, ma se riesca o meno nel suo intento, non è dato sapere, poiché rimane chiuso tra le pareti della sua stanza e le stuzzicanti grazie della graziosa Gina.
Certo è che il suo ritorno non sfugge a Rufus e Lomellino!

Più tardi, al tempio, i sacerdoti tornano a riunirsi con Nodrak, Bramblerose, Jarsali e Rhocus, per fare il punto della situazione e programmare le prossime mosse, sollecitando l’aiuto di tutti coloro che sono coinvolti nella faccenda.
La ricerca del volume scomparso sembra al momento prioritaria, ma non bisogna trascurare la grave vicenda del bosco dell’Allocco Bianco.
Nodrak però è di tutt’altro avviso: la sua prima priorità è infatti quella di assicurarsi un buon ingaggio, perché l’impresa si delinea complessa e rischiosa e i cento drim prima pattuiti sembrano davvero pochi per un impegno tanto ingente. Il dracoide ha però l’accortezza di esporre le sue ragioni senza alterarsi, mantenendo un tono bonario ed amabile, che non manca di far breccia nel pragmatismo dell’austero Ossian.
“Se ci aiuterete avrete un'ottimo ingaggio: vitto e alloggio a nostro carico e se ritroveremo il libro avrete 300 drim. Inoltre ogni volta che ci sarà da combattere o fare azioni particolari e ci aiuterete con la forza del vostro braccio, vi daremo 20 drim”
Il piatto è ghiotto ed il dracoide non poteva davvero sperare di meglio. Tra l’altro, a suo modesto parere, le due vicende – quella del volume scomparso e quella del Bosco morente - sono correlate l’una all’altra e serve solo pianificare bene le mosse per non disperdere le forze.
“Non sono molto bravo a usare il cervello – afferma infatti - ma...se ho ben capito. forse quanto successo nelle terre della bistecca ambulante quì - indicando il centauro - potrebbe essere una conseguenza del furto del libro, quindi credo convenga prima ritrovare quello.. e l'indizio più vicino è il capitano...”
Dal canto suo, Bramblerose non chiede altro che di aiutare, senza alcun compenso: quel ladro è una sua faccenda personale dopotutto e cominciare da Caer Ys è anche per lei il miglior partito, essendo anche il posto più vicino!
Dopo una breve discussione, la decisione è presa: Caer Ys sarà la prima tappa della loro missione e la sacerdotessa Shinna li accompagnerà per aiutarli.
Nodrak ha inoltre anche un altro incarico da parte di Ossian: parlare con il suo “amico” Ehlan e cercare di convincerlo a collaborare senza riserve.
La voce del sacerdote ha un che di inquietante, mentre afferma con placida tranquillità :“Non credo sia un bene averlo contro... e dovreste cercare di convincerlo a stare dalla nostra parte... oppure metterlo fuori gioco... a modo vostro.”
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » sab 26 nov 2011, 2:09

Sunto del 23.11
INCARICHI E PRIME STRATEGIE
Le parole di Ossian rieccheggiano ancora inquietanti nell'aula, quando l'elfa Jarsali si decide infine a prendere la parola: farà senz’altro parte del gruppo di ricerca del volume scomparso, ma in seguito al colloquio privato tra lei e il sedicente Ehlan, ha preso la decisione di assoldare quest’ultimo come sua guida personale. Il sacerdote puntualizza che lei è libera di spendere come meglio crede il suo danaro, ma che per parte del Tempio, la responsabilità della spedizione è affidata a messer Nodrak, a cui tutto il gruppo dovrà comunque riferire. In ogni caso, il buon senso consiglia di collaborare per un fine comune ed il Tempio è ben disposto a ricompensare tutti coloro che intendono collaborare per riportare il Samovandes al suo posto. In tale ottica, è dunque auspicabile che anche Ehlan faccia parte della squadra, a patto naturalmente che sia disposto a lavorare in squadra evitando personalismi e insubordinazioni: Ossian è comunque disponibile ad onorare la parola data e, in caso di successo, è pronto ad erogare all’avventuriero i 50 drim precedentemente contrattati; inoltre, fintanto che farà parte della squadra di ricerca, potrà godere del medesimo salvacondotto degli altri.
In ogni caso, Nodrak dovrà accertarsi che tutti stiano ai patti e, alle prime avvisaglie di tradimento, sarà libero di sistemare le cose nel modo più congeniale al buon esito della missione… e nel dire questo la minaccia affiora nuovamente nello sguardo del sacerdote, lasciando chiaramente comprendere cosa egli intenda quando parla di “sistemare le cose”.
Nodrak si schermisce e non vorrebbe accettare una responsabilità così gravosa, ma l'avvenente Shinna lusinga il suo amor proprio con carezzevole dolcezza e non manca di fare breccia nel dracoide, che infine accetta di guidare la spedizione, nei termini specificati da Ossian.
E' ormai tardi per avviare le indagini a Caer Ys ed il gruppo decide pertanto di pernottare al tempio e di ritrovarsi nella piazza del mercato di prima mattina, con la sola eccezione di Jarsali , che preferisce scendere a pernottare nella cittadina, sperando di incontrare Ehlan e di formalizzare il suo ingaggio.

Al mattino, di buon ora, il gruppetto si ritrova nella piazza del mercato, pronto ad avviare le indagini. Per ottimizzare tempo e risorse, ciascun componente della squadra si dedica ad un compito ben preciso: Rose farà indagini al mercato, cercando informazioni sul ladruncolo Sorel; Rhocus cercherà di ingaggiare un barcaiolo che traghetti al più presto il gruppo fino al Promontorio di Yar, per raggiungere agevolmente la Valle dei Centauri e parlare con il saggio Flammarion. Nodrak raggiunge invece il vascello “il Drago Grigio” con l’intento di fare due chiacchiere con il Capitano Tempest, a proposito del famoso bigliettino smarrito in biblioteca dal ladro. L’avvenente Shinna, che ha il compito di contrattare un passaggio fino alle Isole dei

Nel frattempo Malek, dopo una notte funestata da visite sgradite ed incubi, si sveglia alle prime luci dell’alba e, dopo aver fatto un rapido giro del paese, si accinge a rientrare in taverna, dove spera di essere raggiunto da Jarsali per la formalizzazione del famoso ingaggio di cui la dama gli ha parlato il giorno prima. Naturalmente l’uomo ignora che l’elfa alloggia nella medesima taverna e, avendo incontrato un amico al mercato, pensa di ingannare l’attesa scambiando notizie con lui di fronte ad una bella birra scura.
Quando, di lì a poco, Jarsali fa il suo ingresso nella sala comune con l’intento di parlare proprio con Malek, vedendolo in compagnia, si fa notare con un breve cenno del capo e attende accanto al bancone che l’avventuriero sia solo per potergli parlare.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » sab 10 dic 2011, 1:03

Sunto del 7.12
L'ATTACCO DEI PIRATI
Malek continua a chiacchierare con l'amico e non si accorge della presenza di Jarsali, che infine si dirige decisa al suo tavolo, attirando su di se molti sguardi ammirati da parte degli avventori della taverna.
Finalmente l'avventuriero realizza la sua presenza e, non senza un certo imbarazzo, la presenta al suo amico, che altri non è se non messer Tempest, il capitano della nave che ha condotto lui, Rhocus e Nodrak fino alla Valle dei Sogni.

L'uomo è piuttosto rozzo e, senza sapere che Malek si è presentato in giro come "Ehlan", lo apostrofa col suo vero nome, ma Jarsali non sembra far caso alla cosa e sembra invece piuttosto interessata quando lo stesso Malek le rivela che stava proprio contrattando con Tempest un passaggio per Jurinn a nome suo e dell'elfa
Tempest è alquanto stupito da quella richiesta e non fa mostra di voler abbozzare: come mai, dopo essersela filata alla chetichella da Jurinn, il buon Malek si dispone a tornarvi così presto?
La curiosità dell'uomo non manca di infastidire non poco Jarsali, ma è lo stesso Malek a rimetterlo bruscamente al suo posto, chiarendo subito il concetto che gli affari suoi non lo riguardano.
Tempest non apprezza di certo tutti quei misteri, ma preferisce sorvolare sulla questione; in ogni caso, avrà ben modo di rifarsi sul prezzo e certo quella reticenza non mancherà di sortire un bel rincaro sulle sue abituali tariffe!

Nel frattempo, Bramblerose svolge le sue indagini presso il banco di frutta della Rina, certa che la donnina non possa aver dimenticato quel gentilissimo hobbit che spesso la accompagnava al mercato. In effetti, la fruttivendola rammenta benissimo il simpatico Sorel, ma non lo vede da parecchio tempo. A detta della donnina, lo hobbit potrebbe aver fatto ritorno alla sua cittadina di origine: Astorian, nel Territorio dei Paladini, ma non rammenta neppure di averlo visto partire su qualche nave.
Mentre Bramblerose discorre con la Rina, uno strano tipo si sporge platealmente verso di lei, con una mano all'orecchio e l'evidente intento di ascoltare ciò che le donne si dicono.
L'evidente curiosità non manca di essere percepita dalle due, che improvvisamente tacciono e guardano di traverso l'indiscreto personaggio, il quale tenta di rimediare goffamente alla faccenda, affermando che non era sua intenzione ascoltare, ma che voleva proprio offrire una bella pesca alla graziosa hobbit.
In realtà, il tipo, che si presenta come Paolo Bonolis, è un druido apprendista e pasticcione, che i capi dell'ordine del Karen's Wood hanno mandato volentireri "in missione" a Caer Ys per riposare un poco le orecchie dalle sue continue domande a proposito degli Gnomi.
Bonolis è infatti assai curioso nei confronti di quella razza, di cui non ha mai avuto modo di incontrare alcun rappresentante. Proprio a questa sua curiosità si deve la sua attenzione nei confronti di Bramblerose: non avendo mai visto uno hobbit, aveva pensato che lei fosse una gnoma.
Lungo il molo, intanto, mentre Rhocus discorre con il carpentiere Bacci, Nodrak e la sacerdotessa Shinna si accostano al vascello "Il Drago Grigio", sperando di trovarvi a bordo il capitano Tempest, per contrattare un passaggio sulla sua nave nella rotta di ritorno verso Jurinn.
Naturalmente non trovano il capitano, che si trova in quel momento in taverna insieme a Malek e Jarsali, ma assistono all'attracco di una imponente nave nera, da cui discende un manipolo di brutti ceffi che cominciano ad insolentire la gente del molo, per poi attaccare, armi alla mano, gli inermi mercanti della piazza.
Nodrak raggiunge il centauro per consultarsi con lui, ma il buon Rhocus, sapendo che Bramblerose si trova proprio al centro della piazza, si è già lanciato al galoppo dietro ai pirati, ben deciso a difendere la sua cara mica.
Dal suo canto Rose, vedendo lo scempio che gli uomini fanno tra i banchi, pensa bene di nascondersi sotto al banco della Rina.
Anche Bonolis decide sia più saggio nascondersi, ma la sua taglia non lo aiuta a passare inosservato. Per sua fortuna, la bancarella a fianco di quella della Rina appartiene ad un venditore di stoffe e il druida riesce infine ad occultare se stessso, gettandosi addosso un drappo che lo ricopre interamente.
Gli zoccoli possenti di Rhocus fanno tremare le assi del molo: il suo non può certo dirsi un attacco a sorpresa e difatti il capo dei pirati lo attende a piè fermo e riesce a ferirlo ad una zampa con la sua scimitarra prima di schivare agilmente lo slancio del centauro in corsa.
Ma il buon Rhocus non demorde e, incurante del sangue che sgorga dalla sua zampa anteriore, si impenna sui quarti posteriori e questa volta i suoi poderosi zoccoli vanno a segno ed il pirata subisce una seria ferita.
Nel frattempo, anche Nodrak che, avendo visto il centauro slanciarsi in mischia, non vuole certo essergli da meno, accorre in difesa dei mercanti, brandendo il suo martellone da guerra. Il suo primo colpo colpisce di striscio uno dei pirati che è però lesto a schivare il suo secondo colpo. Il dracoide, sbilanciato dal peso della sua stessa arma si trova così esposto e viene colpito da una sciabolata, che gli apre un largo squarcio nel fianco.
Un ragazzetto intanto si precipita in taverna, dove, oltre a Malek, Jarsali e Tempest, si trova anche il noto mercante Lomellino, il quale, non appena appreso quanto accade al mercato, si precipita fuori dalla taverna con la spada sguainata pronto a difendere i suoi amici mercanti.
Malek, dal suo canto, dopo aver raccomandato a Jarsali e Tempest di non muoversi per non correre pericoli, si accosta alla porta della taverna per osservare la scena.
Lomellino si rivela abilissimo spadaccino e il suo avversario non ha scampo: l'elegante scimitarra istoriata del mercante penetra per ben due volte la difesa dell'altro, che si ritrova a terra, privo di sensi, in un lago di sangue.
Anche la sacerdotessa Shinna partecipa alla difesa del mercato e il suo bastone trova l'occhio di un pirata che però non si da per vinto e continua a combattere strenuamente con la sua spada.
Solo Bramblerose rimane nascosta e tremante sotto al banco della Rina, mentre Bonolis, facendo capolino da sotto il drappo, scorge Malek che dall'ingresso della taverna arma la sua balestra e la punta verso l'unico pirata che ancora spadroneggia indisturbato tra i banchi.
Animato dal desiderio di rendersi utile, il druida pronuncia una formula di maledizione all'indirizzo del pirata, proprio mentre il dardo parte dalla balestra.
Malek è dotato di mira eccellente, ma la maledizione di Bonolis aiuta senz'altro il quadrello a trovare proprio il cuore del pirata, che stramazza al suolo, fulminato.
I difensori di Caer Ys sono ora in vantaggio, ma le sorti della battaglia sono ancora incerte: Rhocus e Berserk sono infatti feriti e dal vascello nero potrebbero scendere altri pirati a dare manforte ai compagni.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » mar 20 dic 2011, 2:11

SUNTO DEL 14.12
L’EROICO VINCITORE


Mentre la battaglia continua ad infuriare nella piazza del mercato, Jarsali si concentra, cercando con la mente il capo dei pirati, con l’intento di percepirne i pensieri e comprendere se altri pirati siano in procinto di unirsi a quelli attualmente ingaggiati in combattimento. Con grande sforzo riesce infine a trovarlo, scoprendo che l’uomo si trova ancora a bordo del vascello nero, intento a scrutare con un cannocchiale le sorti della battaglia. L’elfa percepisce in lui rabbia ed eccitazione, ma – data la distanza che la separa dal punto in cui si trova l’uomo – non può distinguerne chiaramente i pensieri; la sensazione telepatica che comunque ne ricava è quella di un individuo che si appresti ad agire, anche se le sfugge come e dove sarà strutturata la sua azione.
Intanto, Malek scocca un altro dardo dalla sua micidiale balestra, che si conficca tra le scapole dell’avversario di Rhocus, lasciando ai poderosi zoccoli del centauro il solo onere di finirlo.
Dall’altra parte della piazza, in prossimità del molo, Shinna e Nodrak combattono ancora strenuamente, sostanzialmente equilibrati nelle forze. Il dracoide mette in campo tutta la potenza delle sue braccia, ma il suo avversario è più agile e rapido e ribatte colpo su colpo agli attacchi. La scimitarra del pirata ricama arabeschi nell’aria e sfiora il fianco destro di Nodrak, mentre si sposta di lato, evitando di un soffio il colpo di martello diretto alla sua testa, che comunque lo colpisce al gomito sinistro. L’uomo è costretto a brandire l’arma con una sola mano, ma l’esito dello scontro è ancora incerto. Malek avanza allora verso il punto in cui i due si fronteggiano e scocca un nuovo dardo, mirando all’avversario del dracoide.
Nel frattempo, Jarsali ha terminato la sua esplorazione mentale nella testa del capo dei malviventi e si affretta a riferire quello che ha appreso.
State attenti! – grida dalla porta della taverna, rivolgendosi in particolare a Malek - Ci sono altri pirati sul vascello nero e probabilmente si preparano a dare manforte ai compagni. Preparatevi ad affrontarli!
In quel momento, il dardo di Malek raggiunge il braccio destro dell’avversario di Nodrak, che non può far altro che arrendersi, implorando di risparmiargli la vita.
Lomellino, colpito dall’abilità di Malek, non manca di elogiarlo per la mira straordinaria. Ma il sedicente Ehlan – che nutre una forte antipatia nei confronti dello stravagante signorotto – ignora i complimenti e, voltandogli la schiena, afferma sprezzante:
Ho sprecato già fin troppo tempo ad aiutare la gente di Caer Ys. Che ci pensi la vostra milizia a fare piazza pulita degli altri pirati!
Ciò detto, rientra in taverna, ansioso di riprendere la conversazione con Jarsali. I due possono finalmente parlarsi liberamente, approfittando del fatto che il capitano Tempest, alle prime avvisaglie del combattimento, si è discretamente “ritirato nelle sue stanze”, per evitare di trovarsi coinvolto in mischia.
Bramblerose e Bonolis, che dai loro nascondigli hanno potuto sbirciare il succedersi degli eventi, realizzano che non sussiste più alcun pericolo per la loro incolumità e sgusciano furtivamente fuori, azzardando una più ampia occhiata allo scenario. Ciò che vedono li rassicura: il cadavere del pirata ucciso dal primo dardo di Malek giace a poca distanza dal banco della Rina, mentre un altro agonizza ai piedi di Lomellino, che è ora impegnato a dare istruzioni ai suoi uomini, che nel frattempo lo hanno raggiunto nella piazza del mercato e si apprestano a fronteggiare i rimanenti pirati del vascello nero. In prossimità del molo, un altro ceffo giace morto sotto agli zoccoli del centauro, mentre sul fondo della piazza un altro implora pietà ai piedi del dracoide, che sanguina copiosamente da una ferita al fianco. Ormai la battaglia volge comunque al termine e la sola Shinna combatte ancora contro il suo avversario, senza che nessuno dei due riesca a prevalere sull’altro.
Il druido Bonolis, vedendo che Nodrak è ferito, accorre al suo fianco e, grazie alle sue capacità taumaturgiche, la ferita cessa istantaneamente di sanguinare, permettendo al dracoide di tornare a brandire il suo martellone da guerra, che si abbatte con violenza sull’ultimo pirata, fracassandogli il cranio.
Nel frattempo, approfittando del fatto che nessuno bada a lei, Bramblerose si accosta al cadavere di uno dei pirati e, con incredibile rapidità e sangue freddo, lo alleggerisce di una borsa contenente 30 drim: in ogni caso, ai morti non serve il denaro! Una volta terminata l’esplorazione delle tasche del morto, in assenza di altri oggetti interessanti, la hobbit corre incontro al suo amico centauro per accertarsi che sia sano e salvo. Il buon Rhocus, che nel frattempo ha risanato la propria ferita grazie all’ingerimento di una pozione acquistata al tempio, accoglie con un triste sorriso l’abbraccio della fanciulla, comunicandole la sua intenzione di separarsi dal gruppo. Infatti, pur essendo sinceramente interessato al ritrovamento del Samovandes, il centauro non ha dimenticato che lo scopo della sua primaria missione era quello di salvare il Bosco dell’Allocco Bianco. Certo la consultazione del Samovandes avrebbe potuto fornire utili indicazioni, ma il furto costringe a rivedere le priorità e l’unico valido aiuto può ora venire dal saggio Flammarion che, essendo uno dei Custodi dell’Equilibrio, forse conosce qualche efficace rimedio per guarire gli alberi morenti. L’urgenza della sua missione lo induce pertanto a separarsi da Bramblerose e dagli altri per andare alla ricerca di Flammarion. La hobbit si offre di accompagnarlo, ma Rhocus scuote il capo: potrebbe essere pericoloso per lei e l’unico aiuto di cui ora egli ha bisogno è quello della sacerdotessa Shinna, che conosce la strada segreta che conduce alla Valle dei Centauri. Poco prima dell’attacco dei pirati, lo stesso Rhocus ha contrattato un passaggio con un barcaiolo locale, che si è detto disposto a traghettarlo fino al Promontorio di Yar, da dove potrà rapidamente raggiungere i suoi simili, risparmiando un paio di giorni di viaggio.
Altro non rimane alla dolce Bramblerose se non prendere congedo dal suo amico, con la speranza di ritrovarlo presto. Anche Nodrak sembra dispiaciuto di doversi separare dall’avvenente Shinna, a cui raccomanda di essere prudente.
Non preoccuparti per me, amico… - lo rassicura lei sorridendo - Avrei potuto benissimo cavarmela da sola con quel pirata, ma ti ringrazio per l’aiuto che mi hai dato. Ricordati che sei tu il capo della missione e non preoccuparti per le spese: fintanto che ti trovi nella Valle dei Sogni, basterà che tu dica che il tempio garantisce il pagamento per ottenere tutto quel che ti serve. Ah… dimenticavo: questi intanto ti spettano e te li sei meritati
Così dicendo, la sacerdotessa consegna al dracoide una borsa contenente 50 drim sonanti: l’onorario che gli spetta per aver combattuto dalla parte dei cittadini di Caer Ys.
Quanto alle tue spettanze per i prossimi combattimenti – soggiunge poi, sfiorandogli, con una lieve carezza di congedo, il volto squadrato - Bramblerose terrà il conto e salderemo tutto al vostro ritorno.”
Mentre il commovente commiato si conclude, Bonolis acciuffa il pirata ferito e lo trascina al centro della piazza, pavoneggiandosi tronfio come un eroico vincitore, pronto a raccogliere la gratitudine dei mercanti.
Nodrak stesso si unisce al coro dei ringraziamenti: dopo le efficaci cure ricevute dal druido, non può fare a meno di trovarlo simpatico.
Godendosi la popolarità ottenuta, Bonolis apostrofa quindi con voce severa il pirata superstite:
Perché avete attaccato il mercato? Parla se vuoi aver salva la vita!”
L’uomo farfuglia qualcosa di incomprensibile, facendo mostra di non capire la lingua corrente.
Nodrak – martellone alla mano - esorta il pirata ad evitare manfrine: “Prima, quando hai chiesto pietà ti sei fatto capire benissimo… vedi di sciogliere la lingua ora, prima che io perda la pazienza!”
Ma non serve ricorrere alle maniere forti, perché Bonolis, riconoscendo l’idioma a lui noto, interpreta le parole del pirata, a beneficio degli altri: “Vuole che io lo guarisca, in cambio delle sue rivelazioni.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Ashuur Staff
Avatar utente
Messaggi: 1302
Iscritto il: lun 26 mag 2008, 9:21

Re: [l'Allocco Bianco dei Ghiacci]Riassunti giocate

Messaggioda Hashepsowe » mer 4 gen 2012, 13:39

SUNTO DEL 21.12
ADDIO "DRAGO GRIGIO"

Giocatori presenti: Berserk, Fosforico, Kronall, Sianna
Personaggio passivo: Jarsali


Bonolis non ama prendere decisioni e ribalta il problema alla hobbit ed al dracoide: che fare con il prigioniero? Sembra che riesca a parlare soltanto al contrario, ma il druido si dichiara in grado di gestire l'interrogatorio se gli procurano carta e penna. Certo ci vorrà molta pazienza, ma intanto, cosa ne pensano gli altri a proposito della richiesta di guarigione del pirata?
Bramblerose propone di portarlo al tempio e di affidarlo ai sacerdoti, ma Nodrak afferma di averlo sentito parlare nella lingua corrente, quando gli ha chiesto di risparmiargli la vita. Senza troppi complimenti, affronta quindi il prigioniero, minacciandolo di fargli ancora più male se non si deciderà a sciogliere la lingua in fretta.
A quelle parole, il pirata, che ha perfettamente compreso il senso del discorso, si mette a piagnucolare penosamente, farfugliando qualcosa a proposito di uno hobbit che sarebbe prigioniero del loro capo, ma rifiiutando di rivelare altro se prima non viene guarito.
Nel frattempo, in taverna, Malek apprende da Jarsali che, durante l'attacco al mercato, il capo dei pirati scrutava la piazza con un cannocchiale, dal cassero del vascello nero; l'elfa ha chiaramente percepito la sua agitazione e l'intento di impartire ordini ai suoi uomini, ma la distanza era troppa per comprendere di quali ordini si trattasse. Questo le ha fatto pensare che si apprestasse a mandare altri pirati a dare manforte agli assalitori, ma non vi era alcuna certezza al riguardo.
Malek è ammirato e colpito dalle facoltà psichiche della dama elfica, che sicuramente potranno tornar utili a tutti nel prossimo futuro, ma Jarsali si affretta a zittirlo: non è proprio il caso di far sapere a tutti certe cose.
Fortunatamente, il capitano Tempest è ancora nascosto sotto al bancone della taverna e non può aver sentito nulla.
Ma è tempo di parlare di affari: l'offerta di ingaggio della dama soddisfa l'avventuriero, che si dice disposto a collaborare con l'altro party ingaggiato dai sacerdoti e in particolare con il dracoidie, che ha conquistato la fiducia di Ossian ed è stato nominato responsabile della missione.
Ora però è tempo di pensare al viaggio e qui torna in ballo il buon Tempest, che, direttamente interpellato da Malek, finalmente osa mettere il naso fuori dal suo nascondiglio.
"E' finita? I pirati se ne sono andati? - balbetta ancor pallido e tremante, rivolgendosi a Malek - Amico mio... come sai, non sono mai stato un uomo d'armi, io."
L'avventuriero ridacchia e ribatte prontamente: "No, infatti, preferisco vederti impugnare un timone piuttosto che una spada... per questo mi sono rivolto a te per questo compito. Allora, sei della partita oppure no?"
"Veramente stavo contrattando con Lomellino il carico di una partita di arnesi da scavo e vasellame di Lula che il mercante vuole scambiare con la pregiata lana di Anghmul delle Isole… ma forse, se il prezzo che proponete è adeguato e se vi adattate a sistemarvi nella stiva, potrei trasportare qualche passeggero"
La contrattazione viene momentaneamente interrotta dall'arrivo in taverna di Rose, Bonolis e Nodrak, che sollevando il prigioniero come una bambola di stracci continua ad apostrofarlo minacciosamente.
"Detesto essere preso in giro e quindi se non ti decidi più che in fretta a parlare, credo che il coltello della nostra amica hobbit potrebbe presto trovare la tua carne, ammesso che non ti addenti prima io."
E così dicendo mostra le aguzze zanne draconiche che sporgono ai lati della sua bocca.
Il pirata torna a rivolgersi a Bonolis ed alla hobbit chiedendo pietà: come potrà guadagnarsi da vivere se non potrà più far uso delle braccia? Di certo parlerà se lo aiutano a guarire, ma quello hobbit che era prigioniero del capitano era stato catturato ad Astorian ed aveva i piedi ben curati e puliti.
Ma il druido, che ha perfettamente identificato l'oggetto dei discorsi ascoltati al mercato prima dell'attacco dei pirati, risponde piccato che non intende guarire il pirata perché questi gli ha mentito con la storiella delle parole al contrario.
La hobbit, dal canto suo, sentendo parlare del suo amato, monta su tutte le furie e ben volentieri consegna il proprio pugnale a Nodrak perché metta in atto le minacce profferite.
Nel frattempo, una delle cameriere porta in tavola un enorme vassoio di stufato di carne e patate, che la hobbit non manca di apprezzare, mentre Nodrak solleva un gran boccale di birra "alla salute della Rina e dei mercanti della piazza" alla cui munifica gratitudine si deve quel lauto pasto.
Anche Bonolis fa onore al lauto pasto, mentre il prigioniero li guarda tristemente mangiare, sotto l'attenta vigilanza del pugnale di Rose brandito dal dracoide. L'uomo, a quello stato di cose, si irrigidisce e, tornando a parlare al contrario, afferma deciso che non è disposto a dire più nulla, se prima non gli viene formalmente promesso che, dopo la sua confessione, sarà curato e nutrito: in ogni caso da morto non sarebbe di alcuna utilità!
Dopo un breve consulto con gli altri, che declinano ogni responsabilità, Nodrak decide infine di concedere al pirata ciò che chiede, ma non prima di aver ascoltato quanto ha da dire, esposto con chiarezza e senza giochetti strani: il coltello rimane sempre puntato alla sua gola, dopotutto.
Il prigioniero deglutisce e guardando fisso la giovane hobbit, riprende a raccontare.
"Non so molto, signorina, e non ho mai visto quello che pagava, ma il nostro capo ci ha promesso un ricco bottino e noi lo abbiamo assecondato, come sempre. Vi giuro che non so chi sia… non l'ho mai visto ne sentito nominare: il capo si riferiva a lui parlando del "mago", ma il capo ha detto che quel furfantello era la prima pedina. Così siamo approdati a Fart, nel Territorio dei Paladini, dove ce la siamo spassata per due giorni in taverna, cercando qualcuno che conoscesse lo hobbit di Astorian. Poi il capo mi ha mandato ad Astorian con un messaggio e la notte seguente, quando lui è venuto ad incontrarci sulla spiaggia della Lavanda, lo abbiamo preso senza troppi complimenti e caricato sulla nave. Il capo lo ha torchiato per benino e poi ha dato ordine di levare le ancore e fare vela su Caer Ys. Siamo arrivati all'alba e il capo ha comandato di attaccare il mercato: diceva che nessuno ci avrebbe fermato e che cinque di noi erano più che sufficienti per far bottino e scappare."
Il pirata sospira, per poi concludere con una lusinga nei confronti del gruppetto: "Non potevamo sapere che gli inermi mercanti sarebbero stati aiutati da eroi del vostro calibro."
Bramblerose tace, evidentemente sconvolta dalle rivelazioni del prigioniero, mentre Bonolis continua a fare onore alle portate in tavola.
"Non pensare di cavartela così a buon mercato, amico… - ruggisce Nodrak, sollevando di peso il prigioniero in modo da trovarsi faccia a faccia con lui - Non ci hai ancora detto quanti pirati ci sono a bordo, che armi avete e quanto pensi ci possano mettere prima di sferrare un nuovo attacco."
"Ci sono molti uomini sulla nave, bene armati e anche un cannone - dichiara l'uomo con voce lamentosa - ma non so se il capo li farà attaccare. Abbiate pietà… mi avete promesso di farmi curare dal vostro sant'uomo, Vi giuro che non so nient'altro."
"D'accordo… se ne occuperà la milizia di Caer Ys: noi abbiamo i nostri problemi. Ma se ci hai mentito, ricordati che faccio sempre in tempo a strapparti la pelle a morsi! - ribatte Nodrak, rabbonito, per poi rivolgersi al druido che siede al suo fianco - Forza… guariscilo."
Bonolis esegue prontamente, anche se non pare molto convinto.
Intanto Malek, che ha seguito con divertita curiosità la scenetta, si accosta a Nodrak e lo invita ad unirsi al tavolo appartato intorno al quale siedono Jarsali e Tempest, con l'intento di contrattare il passaggio per Jurinn. Il Dracoide si alza per assecondarlo, ma proprio in quel momento le porte della taverna si spalancano per lasciare entrare alcuni uomini della milizia cittadina che ne sorreggono altri laceri e feriti. L'ultimo ad entrare è Lomellino, il cui volto appare segnato dalla fatica e dalla frustrazione.
Mentre le ragazze della taverna si prendono cura dei feriti, il mercante si accosta a Tempest e, con tono grave, annuncia: "Temo che il nostro contratto debba essere rivisto, dal momento che non possedete più una nave. I pirati hanno abbordato il Drago Grigio: evidentemente l'attacco al mercato era solo un diversivo per prendere tempo. Infatti, quando siamo arrivati noi, avevano già messo a ferro e fuoco la nave. Li abbiamo attaccati, ma loro si sono affrettati a ritirarsi a bordo del vascello nero, che era già pronto a salpare. Mentre si allontanavano in mare, hanno anche sparato una cannonata al Drago Grigio e, mentre noi cercavamo scampo, si sono dileguati al largo. La vostra nave è praticamente sventrata e purtropo sta affondando."
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

Prossimo

Torna a EASY FANTASY QUEST by chat

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite