I PASSAGGI STAGIONALI

Proponete le vostre opere poetiche e commentate quelle degli altri.
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I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Elyse » ven 4 lug 2008, 17:49

Ecco una sezione dedicata ai passaggi stagionali che si ricollegano al Calendario celtico e alle tradizioni popolari.
*Elyse*
Amazzone Fata

Immagine

"Il vostro animo è riflesso nel mio Specchio"

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Finn » ven 25 lug 2008, 11:44

The passage

There was a fairy
A conscious spirit in the dark wood
And she was waiting
For the sunset to write a new song

It was the last light
Of a winter made of false diamonds
She could call new times
With words the human beings can’t know

And the passage showed up
At the light decay
Everything did sing up
The silence of the faith

I am your father
I am a medicine to you!
I am your mother
As the springtime should be!

There was some peace
Into the water of the small lake
Then a big mist
Made the hell coming in the shame

There will be something
We can’t avoid even if crying
The fairies will come in
Again into the lights of springtime

And the passage showed up
At the light decay
Everything did sing up
The silence of the faith

I am your father
I am a medicine to you!
I am your mother
As the springtime should be!

------------

Il passaggio

C’era una fata
Un spirito consapevole nel bosco scuro
E stava aspettando
Il crepuscolo per scrivere una canzone

Era l’ultima luce
Di un inverno di falsi diamanti
Lei poteva chiamare nuovi tempi
Con parole che gli esseri umani non conoscono

Il passaggio si mostrò
Nel momento in cui la luce decadeva
Ogni cosa cantò
Il silenzio della fede

Io sono tuo padre
Sono la tua medicina
Io sono tua madre
Come dovrebbe essere la primavera

C’era un po’ di pace
Nell’acqua del piccolo lago
Poi una grande tempesta
Fece arrivare l’inferno nella vergogna

Ci sarà qualcosa
Che non possiamo evitare, nemmeno piangendo
Le fate torneranno
Di nuovo nelle luci della primavera

Il passaggio si mostrò
Nel momento in cui la luce decadeva
Ogni cosa cantò
Il silenzio della fede

Io sono tuo padre
Sono la tua medicina
Io sono tua madre
Come dovrebbe essere la primavera

----------------------------


Questa canzone è una sorta di racconto mitologico… una favola volendo… scritta per celebrare il passaggio dall’inverno alla primavera… l’inizio di una nuova stagione.. tutti i momenti di passaggio hanno in sé qualcosa di magico.. e di profetico…
tha am foghar ann

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Finn » mar 5 ago 2008, 14:06

Like the crops

I’ve got the time in this hot night to realize
I am a life trying to find something of right
Every moment’s right to change
And to write down a new page
There’s no passage I can use to escape, again

I have just left my preciousness into a nest
There I have met some my old patch to mend my legs
So I start again to run
Also again against the sun
‘cause the piano is so full of dust, again

So in this harvest night
I leave myself out in the garden
My thoughts are like the crops
I cut and pick them when they are ripe
I deserve this so much, I fill all of my lacks

My heart is a cornfield
When I can use my sickle down
I follow my deft heels
Turning me to the sacred sunset
I deserve this so much, I fill all of my lacks

I put hands over the Land and then I bend
Down oh myself to touch with head the element
May be the step made to fall
Or perhaps the one to grow
But the consolation is to live, again

So in this harvest night
I leave myself out in the garden
My thoughts are like the crops
I cut and pick them when they are ripe
I deserve this so much, I fill all of my lacks

My heart is a cornfield
When I can use my sickle down
I follow my deft heels
Turning me to the sacred sunset
I deserve this so much, I fill all of my lacks

---------------

Come i raccolti

Ho il tempo in questa calda notte di realizzare
Che sono una vita che cerca di trovare qualcosa di giusto
Ogni momento è adatto per cambiare
E per scrivere una nuova pagina
Non c’è nessun passaggio che io possa usare per scappare, di nuovo

Ho appena lasciato il mio valore dentro un nido
Là io ho incontrato alcune mie vecchie toppe per rammendare le mie gambe
Così (ora posso) ricominciare a correre
Anche un’altra volta contro il sole
Perché il pianoforte è così pieno di polvere, di nuovo

Così in questa notte di raccolto
Io mi lascio stare fuori nel giardino
I miei pensieri sono come i raccolti
Io li taglio e li colgo quando sono maturi
Ne ho così tanto bisogno, riempio tutte le mie mancanze

Il mio cuore è un campo di grano
Dove posso usare il mio falcetto
Seguo i miei talloni svelti
Che mi fanno girare verso il sacro crepuscolo
Ne ho così tanto bisogno, riempio tutte le mie mancanze

Io metto le mie mani sulla Terra e poi mi chino
Per toccare con la testa l’elemento
Forse è il passo per cadere
O forse quello per crescere
Ma la consolazione è quella di vivere ancora

Così in questa notte di raccolto
Io mi lascio stare fuori nel giardino
I miei pensieri sono come i raccolti
Io li taglio e li colgo quando sono maturi
Ne ho così tanto bisogno, riempio tutte le mie mancanze

Il mio cuore è un campo di grano
Dove posso usare il mio falcetto
Seguo i miei talloni svelti
Che mi fanno girare verso il sacro crepuscolo
Ne ho così tanto bisogno, riempio tutte le mie mancanze

------------------

Nel calendario celtico la notte fra la fine di luglio e l’inizio di agosto corrisponde alla festa di Lughnasadh, la festa del raccolto. Lugh era l’antico dio gaelico del sole. Seguendo il ciclo della luna, la festività sarebbe dovuta cadere ieri notte (tra l’uno e il due agosto), notte di luna nuova. Il sole ha fatto maturare i primi frutti: raccoglierli significa celebrare il momento di maggiore forza nel ciclo della natura e allo stesso tempo iniziare a prepararsi alla fine dell’estate, e all’avvento della stagione fredda. Durante il raccolto appare evidente ciò che si è fatto durante l’anno e, allo stesso modo, sono evidenti le mancanze e le perdite. Per questo è un momento delicato e spesso doloroso, oltre che eminentemente festoso. Con Lughnasadh si apre il terzo e ultimo quarto dell’anno celtico, che si concluderà per Samhain (31 ottobre).
tha am foghar ann

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Finn » sab 31 gen 2009, 19:18

Kylkhor*

Sotto gl’occhi del tempo
accendiamo ancora
la sacra fiamma bianca

Nel disprezzo splendido
nel fradicio amore
per l’orgogliosa vita

Come un barlume bianco di ossa
che acceca le tenebre occulte

Acqua immobile, grigia, opaca

L’ombra degli alberi spogli sul nulla
indica la via per l’assoluto



* Nell’occultismo tibetano “Kylkhor” indica la proiezione psichica di un’idea, un’entità simbolica nata dalla volontà, più o meno cosciente, di una mente. Nell’accezione più blanda il Kylkhor è un cerchio di protezione aperto prima della preghiera, il luogo del mandala, la forma del pensiero sacro . Per questo Imbolc, vorrei creare un Kylkhor dentro di me, una luce bianca e sempre accesa.

(Imbolc è una delle quattro feste celtiche più importanti, si trova esattamente a metà fra il solstizio di inverno e l’equinozio di primavera e apre il secondo quarto dell’anno sacro. In gaelico, Imbolc significa “in grembo”: la Natura è gravida della rinascita primaverile. Buon Imbolc a tutti).
tha am foghar ann

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Hashepsowe » mer 4 feb 2009, 13:20

MUTAFORMA

C’è un canto nuovo che sale alla gola,
sogno concepito sotto alla neve,
nuovi pensieri, che prendono forma,
si librano in aria, incontro alla vita.

Nei gorghi profondi
d’antico torrente
ritorna il salmone

E’ stretta la pelle che porto addosso,
ma ancora il corpo, se cede al passato,
coagula il gelo e non scioglie la neve.
Il mio Osservatore aspetta il segnale.

Il vento ora danza,
scompiglia i capelli
disperde la sabbia.

Nel bozzolo il bruco diventa farfalla,
senza rimpiangere i gelsi gustosi.
La roggia disciolta frantuma il ghiaccio
Si spoglia il serpente, prima di uscire.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!
[url]Immagine[/url]

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Hashepsowe » gio 9 apr 2009, 12:24

Questa poesia l'ho scritta tanti anni fa, quando ero ancora adolescente.
Questa settimana sono tornate le rondini e dentro al mio cuore, l'ho trovata ancora valida.

Eccola...

VORREI ESSERE UNA RONDINE

Vorrei essere una rondine,
una piccola, fragile rondine.
Cosa c'è di più libero?
Cosa c'è di più bello?
Vorrei salire in alto nel cielo,
sempre più in alto, verso il sole
e poi scendere di colpo, in picchiata.
Libera di inneggiare alla vita.
Libera di AMARE la Vita!
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!
[url]Immagine[/url]

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Finn » dom 3 mag 2009, 9:53

Aprile postumo
scricchiola la vita.
Lancio i miei occhi tra le nuvole:
so ancora piangere pioggia

Dietro l’erba nuova
sorride il tempo.
Respiro inquietudine astrale
infiammato dall’esistenza

(Beltaine 2009)
tha am foghar ann

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Hashepsowe » gio 2 lug 2009, 11:36

SOLSTIZIO D'ESTATE

Nel profumo dolce del caprifoglio,
la sera tarda a diventare notte.
Nel quaderno del tempo cerca un foglio
per annotare i frutti delle lotte
e dei tuoi sogni di uomo-creatore.

Nel grembo umido della Gran Madre
cantano voci dall'anima antica,
nei giorni splendenti del Grande Padre
matura un germe di storia infinita
e la luce si accende nel tuo pozzo.

Sono velate le stelle del cielo,
ma lucciole d'oro danzano in terra,
tra i faggi, gli abeti e i rami del melo
gocce di rugiada sui corpi in guerra
tra mente ed emozione: conflitto eterno.

giocosi ardono i tizzoni nel fuoco
occhi ardenti di faville.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!
[url]Immagine[/url]

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Finn » gio 23 dic 2010, 18:11

Yeled *

Solstizio di luce sconfitta
e delle speranze risorte
crocifissa la luna nel cielo
oltre il nero oceano

Con le mie unghie ho scavato
il ventre pietroso della vita
ed ho raccolto la polvere
sacrosanta del cambiamento

E dentro la notte più lunga
dei secoli ormai passati
ho udito il pianto sommesso
del bambino della nuova luce

* “Yeled” singnifica “bambino” in ebraico. Il bambino “viene sempre alla luce” nel senso che viene dal buio del ventre materno. Ed è esattamente quello che accade nel ciclo della Terra durante questo momento così particolare: il Solstizio di Inverno. La luce nuova nasce nel momento di maggiore buio. Come succede a noi: il cambiamento avviene quando non abbiamo più speranza di cambiare. Questa volta abbiamo avuto un Solstizio di inverno molto particolare: la notte più lunga dell’anno ha coinciso con la Luna Piena e con un Eclissi totale (Non visibile in Italia ma in America). Cosa ha portato ciò? Abbiamo avuto la notte più buia da più di trecento anni. E se dal buio nasce sempre la luce, non ci rimane che attenderci un’alba incredibile. Vi auguro un inverno di luce nuova. Siate bambini!
tha am foghar ann

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Re: I PASSAGGI STAGIONALI

Messaggioda Finn » dom 27 feb 2011, 11:49

Shàhar

Ho raccolto sacre gocce di silenzio
in questo mattino di penombra fluido:
il chiaroscuro obliquo dei pensieri
e un unico rigagnolo di sole
per dipingere la mia vita a nuovo.

E avrei voluto donare la mia voce
agli antichi Dei muti del deserto
per pregare con il nuovo cantico
delle speranze risorte dalla sabbia
la tombe prematura della fenice.

Arriverà un tempo di rinascita
per la mia vita e per quella dell’uomo
e le stelle avvolgeranno ancora
la terra sterile e l’anime stanche
nell’antica nuova sinfonia del cosmo.

* In ebraico “Shàhar” significa “alba”.
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