LA MIA AVALON

Proponete le vostre opere poetiche e commentate quelle degli altri.
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LA MIA AVALON

Messaggioda Hashepsowe » mer 16 lug 2014, 23:52

Apro questo topic per inserirvi le poesie nate dal mio ultimo Viaggio a Glastonbury, in occasione del Gathering estivo di quest'anno, in cui - tra l'altro - si è celebrato il cinquantenario dell'OBOD e il venticinquesimo anno di Philip Carr-Gomm come capo carismatico dell'Ordine.
Ci sono stati molti eventi speciali, tra cui la celebrazione di Stonehenge che mi ha di nuovo permesso di toccare la Storia con mano.
Ma andiamo con ordine e cominciamo dal giorno dell'arrivo.... anzi dal giorno prima e dalla condizione di dubbio pesante e soffocante da cui sto faticosamente uscendo proprio dopo quel viaggio.
Le poesie sono tutte scritte in Italiano e tradotte in Inglese... chiedo ai nostri esperti linguisti e poeti Finn ed Elyse di rilevare eventuali imprecisioni (trattasi di traduzione "libera" cioè che cerca di rendere il significato profondo piuttosto che il concetto così com'è letteralmente espresso), avanzando i vostri suggerimenti per migliorare la forma metrica.

Andiamo a incominciare dunque...

DUBBI E DOMANDE
La mente insegue dubbi, domande,
contrasto di umori e paura del nulla.
Dal Viaggio, il cuore cerca risposte,
nella gioia ritrovata
di una Terra che consola.
La Saggezza richiede il distacco,
ma come posso trovare la via
senza una bussola d'Emozione?
La strada che dalla testa
conduce dritto nel centro?
Pulsioni e scosse sono esperienza,
ma i racconti sono solo parole,
che parlano d'altri Viaggiatori.
Son degni di fede, forse,
ma non lo tocco con mano!
Se la voce che sento, e credo mia,
non appartiene a questa mia essenza,
cosa dunque può essere vero?
Mondi alieni mi attendono,
per libero arbitrio di altri?
Non mi conquista quel crudo strappo,
che ha violentato la mia ricerca,
per chiudere il ciclo dei ritorni.
Non sono pronta a lasciare
le orme antiche dei miei Avi!
Ma lieta accolgo ancora pensieri,
per traguardare nobili intenti,
nel crogiuolo d'anime randage,
che dona senso a parole,
tatuate nella memoria.
Rinnovo dunque il mio antico patto.
Qual solitaria sacerdotessa,
torno a levare la Spada al cielo:
Non voglio dimenticare
le cose che imparo in vita.
Chiamo a testimoni gli Elementi,
gli Alleati ed ogni Direzione,
per legarmi al presente e irradiare
Gioia, Armonia, Giustizia e Rispetto,
nel ricordo di ciò che sono e sono stata!
Mi sostengano Salute e Abbondanza,,
da ora e per sempre, fino alla fine del Tempo!

DOUBTS AND QUERIES
My mind is filled with doubts and queries,
collision of moods and fear of emptiness.
My heart is questing for answers,
there, on that soothing Land,
where I can find again some joy.
The Wisdom involves a cold clarity,
but how can I find my way
without any compass of Emotion?
That path which, from my head,
drives straight to the center?
Pulses and shocks are nothing, but experience,
but some tales are nothing but words,
telling about other Travellers'.
Maybe they are worthy of faith,
but I cannot touch that with my hands!
What can then be true,
if the inner voice I thought was mine
is not pertaining to my true essence?
Is there any alien plane waiting for me,
under the will of someone else?
I am not fond of that raw split,
violating my own path and quest,
that puts an end to the returning tide.
I am not ready to leave
my old ancestors' footprints!
But I still embrace with joy
the noble aims of thoughts
coming from the stray souls' crucible.
These thoughts sound happy to me,
as they are deeply engraved in my soul.
Then I renew my ancient vow.
A lonely priestess I am,
when once again I wield my sword to the sky.
I don't want to forget
the lessons learned during this life.
I call all Elements, Allies and each Direction,
for confirming my promise.
and binding myself to the here and now
radiant with Joy, Harmony and Justice,
remembering what I am and have been!
Let me be blessed with Health and Wealth,
since now and for ever, till the end of Times!


In questo brano descrivo i pensieri che si agitano in me prima della partenza e durante il viaggio.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: LA MIA AVALON

Messaggioda Hashepsowe » gio 17 lug 2014, 18:30

GIORNO D'ESTATE
Là, sotto alla verde collina,
che il Tor incorona di vento,
gli Antichi aspettano,
nel pigro letargo del sogno.
Spazia lo sguardo, in lontananza,
sui Giganti di Pietra, in cerchio.
La bruma scolora,
nel lucore incerto dell'alba.
Le lepri saltellano liete,
fuori dalle tane d'inverno.
L'erba verde è dolce,
nel caldo abbraccio dell'estate.
Le nubi disegnano in cielo,
mutevoli forme di luce.
Nere ali di corvo
si stagliano sull'orizzonte.
Poi, mente il fuoco incendia l'aria,
torna all'occaso il carro ardente.
La coltre opalina
dal suolo l'avvolge, qual lago.
L'ombra snella del Tor s'allunga,
nell'indaco perso, alla sera.
Poi s'alza la luna,
che in silenzio inargenta il colle.



SUMMER DAY
Under the green hill,
crowned of wind by the Tor,
the Ancients are waiting,
in the lazy hibernation of a Dream.
My gaze is sweeping far from here
on the Stone Giants in circle.
The mist is fading,
while dawn is glimmering .
The happy hares are jumping
out from the winter burrows.
The green grass is sweet,
warm is the summer's embrace.
The clouds are drawing in the sky
changing shapes of light.
The black crows' wings
stand out above the horizon.
Then, while the fire is burning the air,
the blazing chariot is back to the West.
The opal blanket of the land,
is wrapping it like a lake.
The Tor's slim shadow is stretching,
in the evening fading indigo.
Finally, the moon is rising,
silently silvering the hill.



In questo brano celebro la gioia del mio arrivo a Glastonbury, immaginando come in un sogno il trascorrere delle ore sulla magica collina del Tor, dall'alba al tramonto.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: LA MIA AVALON

Messaggioda Hashepsowe » dom 20 lug 2014, 20:15

LA TEMPERANZA
Nel cuore un dolore che lento consuma
Sul viso il sorriso si tinge di bruma
La spira dell'ira mi accende di rosso
E grida la Morghul nel petto vendetta:
Per tutta la rabbia repressa sul fondo,
Per questa ingiustizia che domina il mondo,
Per questo mio corpo che non mi appartiene
e senza controllo
divora
il puro cristallo
dell'essenza..
La mente demente divaga nel vuoto
L'incontro è uno scontro che scuote l'immoto.
Ristagna del ragno la tela d'inganno.
E sogna l'Antico, nel bosco più fosco.
Intreccio di rami, di foglie e radici,
Profumo di pioggia, che lava la terra.
Un fulmine acceso in distante bagliore
con grande fragore
si abbatte
sul pallido fiore
della coscienza.
Costanza e distanza son folle rincorsa.
La caccia e l'abbraccio cruento di un morso.
Sorride e mi irride il selvaggio rancore.
In lenta agonia, la preda mi osserva,
trova il midollo, sotto alla scorza dura,
per scioglier le lacrime a lungo represse.
La morsa si allenta nel dolce rimpianto
di quel che ho perduto.
Sorride,
dal limbo del sogno,
la Temperanza.

THE TEMPERANCE

A sneaking pain within my heart.
A mist wraps the smile on my face
Anger coils switch on my red light.
The Morrighan is shouting her revenge
inside my breast.
because of wrath locked under the bottom
because of Fools who rule the world
because of my body not belonging to me
because of this unfair grinding
in the pure crystal of life.
The mind demented wanders in the void.
The meeting is a shaking crash.
The spider web is a stagnating trick.

But the Old Man is dreaming inside the Wood.
Weaving branches, leafs and roots.
A smell of rain cleans up the land.
A far lightning glows in the night
A thunder roar is smashing down
the frail flower of consciousness.
The hunt and the bloody embrace of a bite
A crazy race between weakness and will
A wild bitterness is laughing at me
My slowly agonizing prey looks at me
And finds out the pith, under the hard bark.
For melting my tears, so far denied.
The loosened clamp becomes sweet regret
of my Mother's loving face.
From the threshold of Dream,
now I can see the hieratic smile
of the Temperance-Woman.



In questo brano, ho voluto rappresentare i sentimenti che si agitavano in me la prima mattina del mio soggiorno, quando la mia personale insoddisfazione ha trovato sfogo sui miei compagni di viaggio. La linea del magnetismo terrestre aveva portato in luce tutte le mie personali contraddizioni del momento: il contrasto tra un dolore cocente a cui ancora non avevo dato il giusto spazio nella mia vita, la rabbia per un cambiamento vissuto nel peggiore dei modi e d'altro canto la voglia di guarire e riprendere in mano le redini della mia esistenza. La carta dei Tarocchi n. 14 “La Temperanza” parla dell'equilibrio degli opposti e dell'integrazione alchemica delle diverse parti che compongono il se, attraverso la mitigazione degli eccessi. L'ho vista nei recessi della mia mente, proprio quando rischiavo di farmi sopraffare dalla parte insoddisfatta e rabbiosa. Allora ho ripensato alle parole dette e ho cercato di fornire spiegazioni al mio stato d'animo, provando a trasformare la mia precedente esplosione in un liquido frizzante e sferzante, capace di riflettere e far riflettere su ciò che deve essere lasciato indietro per permettere alla linfa vivificante dello spirito di tornare a scorrere in armonia con il ciclo della terra e delle stagioni.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: LA MIA AVALON

Messaggioda Hashepsowe » gio 31 lug 2014, 13:46

SE...
Di terra, di vento e d'acqua, io canto,
soave balsamo al cuore ormai stanco,
che impavido palpita ancora in petto,
rubando al Nulla altri attimi di vita.
Compresa nel dolce inganno del bianco,
dipingo arcobaleni di parole
con i colori del fuoco e del sole.
Spalanco le braccia per accogliere
la gioia rinnovata dell'estate.
Danzo a piedi nudi sul prato verde,
nel gioco innocente delle maschere.
Non chiedo al Fato null'altro che Amore
da irradiare al mondo e al cosmo Infinito.
Se questa è la mia sola esistenza,
che sia piena e radiosa e vivace.
Se d'altre essenze io sono strumento,
che sia per la Giustizia, quella vera.
Se devo impugnare ancora la spada,
ch'io sia Guerriera contro il prepotente.

Se poi chi grida più forte ha ragione,
scelgo il silenzio di un fiocco di neve!

IF...
I'm singing the Land, the Wind and the Water,
aiming to cure my tired heart,
that fearless heart who still beats within my chest,
stealing another instant of life to the Nothingness.
Filled up with a sweet trick of White,
I paint rainbows through my words,
with the colors of fire and sun.
I open my arms for embracing
the renewed joy of the Summer.
I'm dancing barefoot on the green meadow,
playng an innocent game with my masks.
Nothing else, but Love, I'm asking to the Fate,
love for this world and for the endless universe.
If this one, is my only one life,
let it be filled with joy and shining beauty.
If I'm the vehicle for different spirits,
let me be fighting for the real Justice.
If I have to wield once again my sword,
let me be the Warrior who defeats the bully.

But if the one who screams higher is right,
I'm choosing the silence of a snowflake.


In questo brano ho cercato di rappresentare lo scorrere dei miei pensieri, durante la mia silenziosa meditazione nel Tempio della Dea. Non mi è stato facile fermare la smania frenetica del mio corpo, che cercava la distrazione nel movimento, nel prurito improvviso del naso o di un dito del piede, nel richiamo sensoriale dell'udito che si concentrava sui suoni provenienti da fuori piuttosto che sul silenzioso interno. Poi, nella penombra del Cerchio interno, là dove una rappresentazione della Dea in procinto di partorire accoglie l'essenza del femminile, sono finalmente riuscita a trovare un momento di pace interiore, breve ma intenso, che ha dato vita all'ispirazione per questo brano.
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Re: LA MIA AVALON

Messaggioda Hashepsowe » mer 6 ago 2014, 10:52

CANTARE IL VUOTO
Nel canto risuona un'armonia profana,
la voce disegna la trama arcana
di intenti sottili, antico mistero,
che alfin manifesta in vero il pensiero.
Che sia mantra, salmo, o nenia ancestrale,
vibra nell'aria un potere speciale,
che plasma la forma, vana, nel vuoto,
rendendo vivido pure l'immoto.
Si sciolgono i nodi di ogni rancore,
fioriscono come corolle al sole
note che accendono in cuore il colore,
Nell'eco risuona accordo di viole,
cembali ed arpe, nel terso chiarore
d'infiniti arcobaleni di parole.

ENCHANTING THE VOID
A secular harmony vibrates with the chant.
The voices draw the arcane wyrd,
interweaving an old mistery with the fine minds,
who at last are creating the truth from their thoughts .
Let it be a mantra, a psalm or an ancient song,
but the air is filled up with a magic power.
a spell for shaping the useless matrix in the void;
the inhert stuff now is painted with colors.
Any bitter knot is loosened,
the flowers are blooming under the sun ,
while the notes are glimmering within the hearts.
The chord of a viola resounds in the echo,
cymbals and harps sounds, under the bright sky,
endless rainbows of words are running after one another


In questo brano ritorno con la mente alla bella esperienza del canto collettivo guidato dai Druidi-sciamani JJ e Adrian Rook, con il solo accompagnamento ritmico del bodhran e dei sonagli. Parole semplici e ripetute in frasi armoniche scandite seguendo la cadenza delle percussioni. Un momento piacevole e giocoso, capace di riconciliare gli individui con se stessi e con il mondo.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: LA MIA AVALON

Messaggioda Hashepsowe » gio 14 ago 2014, 21:12

L'ADUNANZA
Se qualche sorriso cela indifferenza,
pazienza!
Se, dietro agli abbracci, c'è qualche coltello,
peccato!
Se il valore acclamato cela il potere,
lo vedo!

Ma resta intatta la magia del momento,
nel cuore.
Commuove la stretta di amico sincero,
per sempre.
Se cedo potere in cambio di Giustizia,
lo accetto!

Purezza d'intenti, impeccabile onore
io cerco.
Riscatto di lacrime, sangue e sudore,
per l'uomo.
Compagno di strada, dal fragile sangue,
mio specchio.

Per lunghi giorni, cammino solitaria,
nel vento.
Calpesta il piede la polvere del suolo
deserto.
Per lunghe notti, la pioggia del dolore
mi bagna.

Per poco, la mano ritrova altre mani,
nel fuoco,
che trasforma e consuma l'usato legno,
in brace.
Ma quando, a sera, mi cullo nel riposo,
sorrido
e penso al giorno del prossimo raduno,
insieme.


THE GATHERING
I'm patient,
if ever a smile should conceal carelessness.
What a pity,
if ever a knife should arise from embrace.
I can see,
when the pretended value is nothing but a trick.

But, within my heart,
the magic of this moment is still untouched.
For always and ever
I am moved by the true friend's handshake
I accept,
to yield my power in exchange of true Justice.

I am searching
a sharp purpose for me and perfect Honor
And for the human race,
Redemption from tears, blood and sweat
My mirror
is my fragile mate, met on the way.

Against the wind,
I was walking alone, for the long days.
Desert soil,
dust and sand under my feet.
For the long nights,
I was cleansed by the rain of sorrow.

For a little,
my hand is shaking other hands.
The wood
is transformed in cinder by a burning fire.
But I smile,
when, in the evening, I rest in peace.
Thinking about
the next gathering day, together.


Questo brano, prendendo spunto dallo spirito ideale del “Raduno” che contrassegna la mia attuale partecipazione alle attività dell'OBOD, si focalizza sul contrasto tra lo stato d'animo di molti, che appaiono sereni, gioiosi e pronti ad aprirsi a tutto ciò che verrà dal luogo e dalle quattrocento e più persone che si sono date convegno sotto al padiglione eretto all'interno del meraviglioso parco dell'Antica Abbazia di Glastonbury e le più o meno aspre divergenze che si percepiscono latenti e sotterranee in seno a qualcuno dei gruppi, ivi compreso quello italiano.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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