L'Epopea di Dorn

Proponete le vostre opere poetiche e commentate quelle degli altri.
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L'Epopea di Dorn

Messaggioda Gonat » lun 3 mar 2014, 21:55

Premetto che non mi sono mai cimentato in una cosa simile e le mie esperienze in campo poetico si limitano a quelle scolastiche.
Diciamo che questo sito mi ha ispirato e vorrei provare a lasciarmi influenzare dall'atmosfera che vi ho letto.
Mi piacerebbe quindi provare a narrare in forma poetica e tragicomica (nel senso che potete ridere liberamente dei miei tentativi o piangere per lo scempio che farò della metrica e della lingua italiana :mrgreen: ) le avventure che il mio pg vivrà nel mondo di Ashura.
Iniziando con una semplice introduzione del personaggio.


I
Oggi narrar vorrei l'eroica storia
di tal Segugio, furfante astuto.
Colto da improvvisa idea di gloria
ai suoi un bacio diede ed un saluto.
Grandemente armato e pien di boria
per mare si avviò con far cocciuto.
Oltre il mare oro e fama volea cercare
ma pel momento ebbe solo a vomitare.

Annoiato e scosso dal viaggio in mare
Passava il giorno a ragionar del suo passato
alla gioventù trascorsa tra bere e picchiare
senza scopo alcuno e infine carcerato
magari avrebbe fatto meglio a lavorare
piuttosto che voler viver da sregolato
L'aveva anche avuto un vero mestiere
rammentava ancora i dì da carpentiere

Ora basta, disse allacciando il budriere
mai più picchiar per conto dell'alta gente
non più prima colpir e sol poi sapere
da ora in poi nessuna vittima innocente
Avrebbe si affittato le sue abilità guerriere
ma sol per causa giusta e brava gente
Passato il mal di onda e con nuovo piglio
s'apprestò pronto a sbarcar dal naviglio.
Ultima modifica di Gonat il gio 6 mar 2014, 19:06, modificato 1 volta in totale.
<<Fossi stato San Giorgio me sarei messo n'combutta cor dragone>>

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Re: L'Epopea di Dorn

Messaggioda Gonat » gio 6 mar 2014, 19:06

II
Verde, Blu, Giallo, Viola, Arancio e Vermiglio.
Messer Segugio era rapito da tal meraviglia
non potea voltar lo sguardo nè batter ciglio
Ogni casa splendea, ogni parete e muraglia.
Passato il momento, si mise a cercar giaciglio
In locanda infine conobbe un'altra canaglia.
Masakuk il nome, burlone e reale folletto
Ben presto tra i due spuntò un certo affetto.

Noialtri, è saputo, abbiam sempre un tesoretto
Spiegava il fatato ormai enfatico e alticcio
ma tentar di rubarlo costa qualche scherzetto
e più spesso che no anche qualche serio cruccio.
per viaggiar tra le soglie serve arguzia e rispetto
e anche oro e brillumi e non fare il bravaccio.
Così parlando il folletto dell'uomo accendeva
la sua brama di ori e la sua curiosità primeva.

Partito per lande su cui la neve splendeva
Messer Segugio trovò la soglia tanto agognata
varcandola alfine mentre il sole scendeva
ma in vece del tesoro trovò una strana brigata.
Sulle parole del folletto qualche dubbio nasceva
ma origliando di tesori fece una bella pensata.
Li avrebbe aiutati ad uscire dal mondo fatato
Ma nella loro avventura lo avrebber portato.
<<Fossi stato San Giorgio me sarei messo n'combutta cor dragone>>

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Re: L'Epopea di Dorn

Messaggioda Gonat » gio 13 mar 2014, 12:55

III
In breve discusso l'accordo ed il patto accettato
attirò a sè un folletto per fargli aprire la soglia.
Avrebbe presto tutti salvato e il fatato gabbato
ma ecco apparire due nuovi e la cosa si imbroglia.
Lo strano figuro lo spiritello avea spaventato
e pel nostro eroe la speranza di fuggire si assottiglia.
Con parola soave, ricco ingegno e mano lesta
Mister Segugio per un pelo il disastro arresta.

Il folletto imbroglia con gran mossa maestra
Spacciando per arma sovrana una sottile lama.
Sfruttando del piccolo essere l'avidità manifesta
sulla natura della piccola arma infiocca e ricama.
Si potrebbe anche dire che fu cosa un po' disonesta
ma tale sottigliezza certo non gli rovinerà la fama.
Concluso l'accordo e finalmente aperto un canale
con prontezza fuggono tutti tornando nel mondo reale.

Salvi alfine dai folletti e dal loro mondo sovrannatrale
messer Segugio si appresta a reclamar la sua paga
si sente risponder che è missione povera e mortale
al che in corpo al nostro eroe una furia nera si propaga
finché voce più assennata ferma della rabbia la spirale
e per qualche momento su questioni più pressanti s'indaga.
Deciso alfine sulle slitte di partire tutti compatti e spediti
discutendo d'affari e compensi corron veloci i nostri arditi.
<<Fossi stato San Giorgio me sarei messo n'combutta cor dragone>>

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