Fantasy di destra o di sinistra?

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Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Turpino » ven 16 giu 2017, 7:22

Dire "da sempre" è un po' esagerato e forse stucchevole, eppure se mi guardo indietro non stona tanto. Dagli albori delle mie considerazioni sul fantasy, genere che apprezzo molto ma che ho letto poco (parlando di libri), non riesco a togliermi dalla testa che il fantasy viva sotto il tirannico e dittatoriale retaggio della destra, o almeno degli stereotipi per antonomasia attribuiti alle figure della destra, dove padroneggia il bello, il grande, il conosciuto, il muscoloso, il meglio armato e il cattivo è il più cattivo e i mostri sono i più brutti. I buoni son sempre buoni, sopratutto belli (pure Guccini lo dice ne "La Locomotiva") e mai omosessuali perchè la virilità è importantissima in un eroe.
È inutile negarlo, il luogo comune ha vinto. Scaldare la minestra o mettere nella pentola una bustina di minestrone in polvere è più rapido e comodo che pelare e verdure e magari il sapore è anche meglio dato che gli aromatizzanti e coloranti fanno miracoli.
Io stesso lo accuso a modo mio, mi irrita tantissimo quando in un videogico ad uccidere uno dei miei personaggio è nemico comune, di basso livello, perchè chiaro se chi ci fa tirare le cuoia è un boss tutto cambia, la uccisione è più che giustificata. Ma perchè? Chi lo dice?
Anche quando scriviamo succede, è raro che personaggi non comuni vengano uccisi (già è raro questo avvenga) da nemici che non si possano equiparare. La storia insegna ed è ricca di situazioni dove grandi condottieri muoiono in misere condizioni ben poco eroiche. Questo non vuol dire che quando cade un grande eroe lo deve fare sempre in disgrazia ma di certo significa che se ciò accade non è un male.

In questo "Lo Hobbit" lo trovo un libro pregevole. Chi ha avuto modo di leggerlo avrà notando che oltre ad esser una fresca e avvicente grande fiaba, è una storia molto equilibrata, dove il vero eroismo se c'è, si può trovare nell'umiltà di un piccolo hobbit che fa ed è solo quello che è nel suo piccolo. Gli elfi non sono certamente un baluardo di nobiltà e nemmeno i nani dimostrano tanta lungimiranza a conti fatti.

Questo io critico al fantasy che normalmente si mastica. La debolezza è bandita, non c'è spazio per la sconfitta e solo i cattivi -grandi, brutti e cattivi- conoscono il fallimento.
In questo rendo merito alla prima trilogia di Liliana Bodoc "La saga de los confines" dove durante i tre libri i personaggi crescono, soffrono, lottano e alcuni inesorabilmente muoiono, anche ingiustamente però con coerenza. Mi ricordo che Silvina si era addirittura messa a piangere perchè alcune situazioni ti viene da dire "ma perchè?" siccome è tutto nelle mani della scrittrice, poi realizzi che in una situazione reale molto probabilmente quello sarebbe successo se non peggio, perchè se con connotati fantasy reinterpreti la colonizzazione spagnola sai che vai percorrere un cammino crudele e spietato. Ciò non significa infierire per sadismo ma non snaturare l'atmosfera di quello che potrebbe essere il corso naturale degli eventi.


Io ora l'ho buttata lì. Ho tirato il sasso nello stagno e mi piacerebbe approfondire il tema se ne avete voglia e tempo
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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Hashepsowe » lun 26 giu 2017, 23:00

Il tema è vasto e complesso, ma vale la pena di approfondirlo, cercando se possibile di trattarlo con cognizione di causa e non per sentito dire e soprattutto senza scadere in inutli faziosità partitiche... che non sono tra l'altro tematicamente coerenti con la nostra Ashura.

Cio precisato, mi tolgo il cappello obbligato dell'owner-moderatore, e vado ad esprimere il mio pensiero.

Innanzi tutto a mio avviso il fantasy è... e basta. E' semplicemente uno dei tanti generi letterari che si può scegliere di leggere, ma in quanto tale, nella purezza del tema trattato, NON è di destra o di sinistra: il mito da cui deriva è antichissimo, assai più antico del concetto di "destra" e "sinistra" come oggi li conosciamo. Sono gli autori, con le loro idee, i loro valori morali e le loro ideologie partitiche e/o religiose che danno ai racconti la loro impronta più o meno velatamente, più o meno volontariamente, più o meno faziosamente.

Il fantasy in se è un genere in cui sono presenti elementi fantastici più o meno fantasiosi, creature tratte dall'immaginario e dall'onirico, tratte dai bestiari e dalle fole popolari, mostruose e magiche, bellissime e demoniache... tutto ed il contrario di tutto... e non è neppure escluso che alcune di queste creature non siano davvero esistite in un'era talmente remota da essere ormai dimenticata dall'umanità e relegata alla sola dimensione del sogno... o dell'incubo.
Gli antichi miti greci, egizi, celtici, romani, assirobabilonesi, eccetera eccetera eccetera sono di fatto i primi esempi di fantasy che si conoscano nella storia!
E con molta probabilità è davvero esistito un popolo di giganti, così come sono esistite le amazzoni... e il Piccolo Popolo forse esiste ancora, così come le Fate, gli Elfi, gli Gnomi... magari non sono proprio uguali a quelli delle storie fantasy, ma non tutto ciò che è invisibile non esiste e spesso ciò che vediamo è esattamente quello che la nostra mente VUOLE vedere!

Tornando ai nostri autori più o meno contemporanei, allo stesso Tolkien sono state attribuite idee di destra e di sinistra - a seconda di come faceva comodo presentarle da parte del critico di turno.
In realtà leggere Tolkien è sempre una grande avventura, soprattutto spirituale e profonda e - come spesso ripete il buon Gandalf - aiuto inatteso può venire proprio (guarda caso) dalle mani dei piccoli!
Laddove Stregoni, Elfi, Nani e grandi uomini hanno fallito e falliscono, sono gli Hobbit che infine si fanno carico del peso più oscuro. Nella loro ingenuità quasi per caso trovano il coraggio per andare avanti, giorno dopo giorno, nella semplicità del buon senso di Samvise o nella temeraria incoscienza di Pipino, nei dubbi e nella fragilità di Frodo e infine persino nell'ambiguità di un cattivo che a sua volta è vittima e carnefice, buono e cattivo insieme e infine estremamente umano nel suo continuo conflitto con se stesso: Gollum che è un tutt'uno con il suo tessoro...
Nella vita reale, Tolkien ere un conservatore ed era profondamente cristiano.
Ma era innanzi tutto uno studioso, un professore di Storia che dalla Storia (antica) aveva imparato a comprendere le dinamiche della Storia moderna e che nel conflitto che opponeva il suo Paese al Nazismo non poteva certamente esprimere nelle sue storie concetti "di destra"... ha espresso però un profondissimo ed altissimo senso dello spirito... ha tratteggiato l'allegoria dell'uomo che nato nella luce diviene preda delle tenebre quando si lascia sopraffare dalla sete di potere e dall'egoismo!
Lo Hobbit è una fiaba bellissima, che tratteggia la progressione personale di Bilbo, che in fondo è una persona semplice... eppure nelle peripezie del Viaggio si scopre coraggioso e altruista e trova infine il proprio vero se interiore!
Per contraltare, nel Signore degli Anelli, la figura di Frodo fa il percorso inverso e dall'eroico, generoso e coraggioso nipote di Bilbo della partenza progressivamente si involve fino a trasformarsi nel nevrotico, pavido ed egotico Portatore dell'Anello della fine e se non fosse per Sam (e per Gollum) fallirebbe miseramente!
Ma dunque il Signore degli Anelli è di destra o di sinistra? Ne l'uno ne l'altro... E' un'opera epica, che affonda le sue radici nelle leggende antiche... e gli Elfi non sono affatto "belli e buoni"... al contrario: la loro bellezza esteriore cela spesso arroganza, presunzione e intolleranza... inoltre non tutti gli elfi sono uguali, come non tutti gli uomini (e i Nani) lo sono... e può persino nascere un'amicizia profonda tra le due razze, come quella che unisce Gimli a Legolas... e che rammenta tanto le figure epiche di Glauco e Diomede nell'Iliade o quelle di Eurialo e Niso nell'Eneide.

Comunque Tolkien fa storia a se... e del fantasy - a mio avviso - è l'espressione più alta e come tale ineguagliabile, anche se ha avuto schiere di imitatori e di altri che hanno a più riprese distorto la sua opera per creare... spesso degli aborti!


Sul tema fantasy a destra o a sinistra potrei citare inoltre l'esempio di due Saghe dichiaratamente contrapposte: le Cronache di Narnia e Queste Oscure Materie (da cui hanno tratto la Bussola d'Oro), la prima di destra e la seconda di sinistra.
Personalmente trovo che la seconda saga (quella dichiaratamente "laica") sia decisamente più profonda e spirituale rispetto a quella dichiaratamente cattolica... il che rafforza la mia personalissima convinzione: ci sono Opere e opere... e spesso gli autori sono bugiardi e non mantengono ciò che promettono... o si prefiggono di portare come messaggio.

Ma qui si apre un nuovo capitolo che è la percezione del lettore... e il mondo si allarga a dismisura!

Per ora la chiudo qui... sperando di non aver annoiato chi mi legge.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Finn » lun 3 lug 2017, 12:00

Sono troppo ignorante per partecipare con cognizione ci causa al dibattito.
Ho letto troppo poco fantasy.

La mia passione è la mitologia. Che in effetti è stata spesso utilizzata politicamente nella storia come fondamento di una sorta di cultura pura che ora non c'è più ecc....

Discorso immenso.

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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Turpino » ven 7 lug 2017, 1:20

Credo, e mi pare, non aver esercitato bene il mio intervento. Che Tale scrittore sia stato nazionalista liberale o sia stato un combattente partigiano della seconda guerra mondiale a me non importa. Il nesso è fortemente oggettivo. Ossia immaginare di porre la maschera degli stereotipi tipici che vengono associati a condotte tipiche, a due modi di vedere le cose.

Poi è chiaro che ci sono milioni di sfumature ma entrare in questo contesto significa aver voglia di fare del blablabla un po' fine a se stesso, credo. Anni fa lessi su un quotidiano un articolo che parlava proprio di come ci vestiamo e ci portiamo addosso la destra o la sinistra e terminava con una domanda, se fare la doccia era di destra e di sinistra. Son cose a mio avviso interessanti ma da prendere per gioco. Come è il post e lo spirito del sito.

L'idea era discutere un po' su questo per farla breve e grezza. Fantasy di destra perchè gli elfi che per antonomasia son gli esseri perfetti in quanto immortali, son alti, snelli e belli. Perchè se in un racconto di ciò che si definisce fantasy io scrivo di un elfo brutto e che non è il figo di turno qualcuno arriccia il naso.
Oppure fantasy di sinistra perchè se uno entra su Ashura vede che in mezzo alle più classiche creature presentate come la sacra e tradizionale regola impone ci trovi una locomotiva e dei pistoleri che aiutano i nostri classici eroi. Un segno di ribellione agli schemi e di progresso. L¡ho tirata lì perchè giusto mi è venuta in mente la locomotiva.

Questo è l'obiettivo. Giocare, diciamo pure a individuare tanti luoghi comuni che ci condizionano e parecchio nello scrivere, anche se non vogliamo. Perchè quando vogliamo un personaggio dal passato nobile non pensiamo per esempio a impersonificare il principe degli gnomi ma il principe degli elfi. Perchè se pensiamo ad un irascibile, amante della birra e della rissa non ci viene in mente la figlia del capitano delle guardie ma magari un nano coi capelli rossi e il naso grosso.
Perchè se deve morire qualcuno non sono mai i nostri personaggi, ai quali raramente concediamo il nobile privilegio di chiudere un ciclo.
E ancora, perchè abbiamo sempre i cavalli migliori e la birra che beviamo alla taverna è la più buona o la più forte.

Che sia di destra o di sinistra forse non importa. Il fantasy pecca di umiltà. Poi è chiaro che ci sono scrittori e opere che sfatano questa affermazione. Non c'è bisogno di riferirsi sempre a Tolkien che diciamolo pure è ormai cosa comoda e stancante, come se ci fosse solo lui o il fantasy fosse solo ciò che ha i connotati del Signore degli Anelli, perndiamo i libri di Terry Pratchett o il meno conosciuto Walter Moers e perchè no, anche Stefano Benni, perchè pure Benni ha fatto del fantasy. Ebbene in questi tre autori vediamo avventure fantastiche e rocambolesche dove finalmente tutto si mescola e si confonde e ci sorprende. Perchè sappiamo che se il mago cattivo rapisce la principessa, sappiamo già che sarà l'eroe senza paura ad ammazzare il drago.
Entrare nei dettagli mi porterebbe via ora molto tempo, così per adesso cedo la palla.

Ciao ciao
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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Finn » ven 7 lug 2017, 13:41

Effettivamente se parli di contenuti stereotipici, il fatasy spesso ne è pieno.
Poi spesso lo stesso autore fa continue autocitazioni, incrementando la questione.
Certamente, la cosa bella del fantasy, secondo me, è però la possibilità di ogni autore di creare un mondo nuovo, in cui - perché no - trasgerdire tutte le regole classiche.

Eh sì, l'ultimo di Benni secondo me è proprio un fantasy!
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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda slauni » dom 9 lug 2017, 23:40

Mi rifaccio chiaramente alla mia esperienza con il genere.
E mi sentirei di strizzare l'occhio anche alla fantascienza, che comunque a mio avviso è fortemente connessa con il fantasy: e la loro suddivisione in due generi distinti ha poco motivo di esistere... ma questo è un altro discorso, e magari potremmo affrontarlo in un altro topic.

Il fantasy che amo è troppo di sinistra: protagonisti drogati, omo o bisessuali, malati e deboli, albini, orchi intelligenti che non accettano di servire una strega, principesse dei goblin bellissime ed astute, principi dei demoni leali e valorosi, vampiri non adolescenti (anzi per tutto il libro non si parla mai di vampiri, lo si può intuire da certi comportamenti, ma mai niente di esplicito), trappole lisergiche, un nano commilitone di una squadriglia di orchi, intrighi familiari dove il tradimento o l'incesto sono all'ordine del giorno, protagonisti storpi e deformi, ma dotati di grande acume, profeti orcheschi...

Tuttavia, per quanto possano sembrare idee originali rispetto al luogo comune, molte di esse sono comunque stereotipi del periodo in cui sono stati scritti.
Difficile immaginare che negli anni settanta si possa considerare interessante un personaggio che non si droghi o che non sia omosessuale.
Così come è difficile immaginare dopo Martin un intrigo familiare che non preveda l'incesto o qualcosa di simile... (più difficile essere consapevoli che Martin non è stato il primo, ma uno dei tanti).

Lo stereotipo tutto sommato è uno strumento molto valido per comunicare con il lettore in maniera rapida e funzionale certe situazioni, condizioni, emozioni, etc... che sono strettamente coinvolte in quel modello.

In fondo non importa se un autore per primo abbia avuto un'idea o l'abbia sviluppata ispirandosi ad altri autori; rifacendosi a stereotipi tipici del genere o dell'epoca in cui scrive. La grandezza dell'autore sta nella capacità di andare oltre tale stereotipo.
Comprende la futilità della vita e ne coglie l'aspetto divertente, il gioco che c'è dentro tutto.
Non prende mai troppo seriamente i suoi compiti. È la risata che risuona nei boschi.
Forse per questo, alcuni lo chiamano il Diavolo.

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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Finn » mer 26 lug 2017, 13:05

Osservazioni molto interessanti, Slauni.
Certamente, una volta che lo stereotipo si è radicato, seguirlo fa comodo: facilita la scrittura e rende lo scrittore "meno solo", oltre ovviamente ad attirare lettori.
Andare oltre lo stereotipo è un viaggio nell'ignoto.
Poi c'è tutta la questione degli "stereotipi inconsapevoli"... quelli incamerati da piccoli che a volte vengono fuori nello scrivere... vi è mai capitato?
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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Turpino » mer 26 lug 2017, 15:05

Mi sembra che stiamo raggiungendo il cuore, il centro del tema. Scavare e scavare e vedere cosa ne viene fuori, perchè la scrittura è ricerca ed è nel caso nostro, nel caso della creazione narrativa, anche un mondo che vive e si basa su "stereotipi inconsapevoli". Io non ci avevo pensato fino adesso, o almeno non avevo dato un volto ad una cosa che messa sulla tavola è anche banale da quanto sia ovvia, ma la trappola è proprio lì, come sempre la verità la teniamo sotto al naso e ci rompiamo la testa cercandola altrove. Tutto deve essere lontano :mrgreen:

Se penso a come imbastistico quello che scrivo, a quello che c'è prima di mettere in azione le dita dico che sì. Alla fine ho come una cintura da muratore con tutti i miei attrezzi che a seconda delle situazioni uso, perchè mi piacciono e perchè sì, mi aiutano.
Sarebbe ancor più interessante esplorare perchè si formano certi stereotipi personali (ma in questo caso si potrebbe scendere anche nel privato) e non.
Pensiamo solo al cinema e alla disinformazione che può creare un prodotto di fiction che, visto che ti viene sul tavolo e vince un premio e piace a tutti deve essere vero. Punto.
Quando si parla d'Italia cosa viene in mente? Mafia. Chiaro, dopo che l'industria del cinema USA ha per più di cinquantanni dipinto l'Italia come un polo di mafiosi poi la gente ci crede. E così per l'oriente. I cinesi fanno tutti kung fu e i giapponesi karate.

Poi ci sta anche bene. Si pensi se per esempio a Ciudad Oeste i ribelli invece dell'Avalanche sarebbero stati i ribelli della Koppokagure o se invece il leader anzichè Valance Lejano sarebbe stato Cheng Po.
Condivido che la grandezza sta nell'andare oltre lo stereotipo però questo significa il rischio d'entrare in un campo minato :mrgreen: perchè è facile scrivere quanlcosa di "diverso", meno facile dar poi un corpo e un senso. Come suonare uno strumento.
Ti prendo a martellate la chitarra e ti dico "guarda che originale che sono!" :lol:
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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Turpino » mer 26 lug 2017, 15:26

Aggiungo una cosina, che mi è venuta in mente poco aver cliccato invia :mrgreen:


Han regalato a Vicente un libro illustrato che mi pare in Italia non è stato tradotto. Si può comunque trovare su IBS ed è The Monster’s Monster di Patrick McDonnell.
Una storia molto bella e anche tenera che rompe a misura di piccoli certi luoghi comuni.
Si va per l’appunto oltre lo stereotipo o meglio dire si cavalca e si trasforma e la storia è molto divertente. Io mi sono commosso ma non faccio testo perchè mi commuovo anche vedendo un tipo che beve un bicchiere di vino.
Il succo della storia è semplice. Ci sono questi tre piccoli mostri che vivono in un oscuro castello in cima ad una mostruosa montagna che se la passano tutto il tempo a brontolare e a pensare cosa possono fare di mostruoso e malvagio, perchè sono mostri. Fino a che, non contenti di tanta malvagità creano un mostro grandissimo, un simil Frankenstein il quale, una volta che si è beccato il fulmine e prende vita la prima cosa che fa è dire “Grazie”. Qui inizia tutta la storia :-P

Ci vediam :arrow: :sad: :-o :shock:
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Re: Fantasy di destra o di sinistra?

Messaggioda Hashepsowe » ven 28 lug 2017, 14:01

beh... certo concordo in pieno con quanto afferma slauni e io stessa l'ho in qualche modo tentato di esprimere nel mio lungo post precedente... solo che mi rendo conto che qualcuno potrebbe non averlo afferrato perchè spaventato dalla lunghezza del testo lo ha vagliato un po' "a volo d'uccello" senza addentrarsi in quelle che erano le mie personali riflessioni.

Ci sono autori immensi che pur restando nello stereotipo sanno portare una storia nel cuore del lettore e ci sono autori scarsi ma dotati di grande fantasia che provano a sperimentare trame diverse ma finiscono comunque con lo scrivere spazzatura!

E naturalmente se vogliamo tornare al tema "fantasy a dx o fantasi a sx?" ci ritroviamo a fare i conti con tutti quei concetti che con meravigliosa ironia esprimeva il grande Giorgio Gaber nel brano "destra e sinistra".

Ma quel che io volevo appunto puntualizzare è che il genere in se non è a mio modo di vedere legato a questo tipo di stereotipo politico, soprattutto perchè il genere muta con il mutare degli autori e naturalmente assume per forza di cose la visione personale dell'autore che magari potrebbe essere di dx o di sx.

Se poi piace giocare con i concetti di "elfo bello, immortale, buono e colto = destra" "nano irascibile, alcoolizzato e mugugnone=sinistra" temo sinceramente che ci si addentri in un ginepraio che porta lontano dall'essenza della relazione autore-lettore.

A me personalmente non piacciono le definizioni stereotipate così come non amo troppo la satira di genere... semplicemente non mi fa ridere e non mi appassiona... ho letto un bel po' di spazzatura appassionante però... mica libri eccelsi: concetti stereotipati eppure mi hanno preso totalmente, mentre in linea di massima quelli che hanno esplorato sentieri apparentemente fuori dagli schemi spesso mi hanno lasciato del tutto indifferente... parere mio, soggettivo naturalmente...
So bene che il grande cinema non è certo quello dei pirati dei caraibi o delle vecchie pellicole di cappa e spada... o i fumettoni romantici alla via col vento... eppure a me continuano a piacere quei generi di film.
So bene che film come ad esempio l'ultimo King Arthur uscito nelle sale sono tutto fuorchè grandi film... eppure a me piacciono... e per contro non mi piacciono capolavori conclamati come il Padrino e i mille altri film sulla mafia... giacchè qualcuno ha tirato fuori l'argomento italiani=mafiosi. L'unico che un pochetto tollero è "Gli Intoccabili"...

Gusto mio che nella semplicità talvolta si perde... e rido ancora delle comiche di Stanlio e Ollio viste e riviste migliaia di volte mentre non mi strappano neppure un casuale sorriso ad esempio i nostrani cinepanettoni natalizi che tanto riempiono le sale.

Ma anche chi legge/guarda ha il suo personale gusto e in questo forse sono u po' controcorrente poiche' non faccio molto caso allo stereotipo e non coltivo il mito dell'originale ad ogni costo: se qualcosa che ricade nello stereotipo più bieco mi piace, me la godo e non mi sento neppure in colpa! :ugeek:
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