[POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

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[POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Hashepsowe » mar 6 apr 2010, 13:08

E' stata una disfida forse meno frequentata della precedente, ma la qualità è stata alta ed ha messo a dura prova i giurati.

Siamo comunque finalmente in grado di proclamare la classifica:

Al TERZO POSTO si piazza
"il femminile" di Capitan Syon
Decisamente ungarettiano, ma senz''altro efficace.

Al posto d'onore del secondo posto troviamo:
Un Fiore IRENKA di Davamros
Il Vincitore della scorsa edizione ha difeso con onore la sua Penna di Fenice... ed ha pure rischiato di fare il bis.

Ma il Primo Posto assegna la Vittoria a:
Dedica del cacciator s-cortese Turpino, che si aggiudica la Penna di Fenice fino alla proclamazione del vincitore della prossima disfida.
Con la semplicità dei suoi versi ci ha raggiunti al cuore.

Un grande applauso al Vincitore, ai due piazzati e a tutti i partecipanti.

Prossimamente i commenti alle opere partecipanti.

Presto sarà proclamata una nuova disfida con altre regole strutturali e un nuovo tema.
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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Kronall » mar 6 apr 2010, 14:14

Complimenti al Turpe ;-)
"Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!" - Faccia a Faccia, 1967

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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Finn » mar 6 apr 2010, 14:23

Grande Turpe!
Hai dato immagini bellissime in modo stupendamente semplice!
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tha am foghar ann

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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Elyse » mar 6 apr 2010, 17:04

Devo ammettere che è stata dura...i nostri autori sono molto preparati, raffinati ed eleganti nella loro scrittura....ma questa volta ha trionfato l'immediatezza, la freschezza e la semplicità...Hai visto caro Turpe!!??? Continuate così! ^cin:cin :-D
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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Turpino » mar 6 apr 2010, 18:02

Vi ringrazio...ma il ringraziamento va in primis a Hitomi Takahashi alla quale ho dedicato lo scritto! Purtroppo avendo la tastiera di John Stravolto non riesco a fare le faccine!

Muito obrigado..obrigadissimo!
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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Fyerdost » mar 6 apr 2010, 18:38

Grande Turpino!

Si festeggia adesso... esplosione di versi!

:boiNg :boiNg :boiNg ^cin:cin

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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Turpino » mer 7 apr 2010, 15:16

Giusto...ma ora che ci penso cosa ho vinto? ?jollyr*
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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Hashepsowe » mer 7 apr 2010, 17:18

Il diritto di fregiarti della speciale firma "Penna di Fenice" per un intero mese!

Quando torni dal Japan, ti tocca pagar da bere!!
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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Hashepsowe » sab 10 apr 2010, 9:21

Ecco i miei commenti a tutte le opere della disfida. Ricordo che il commentare è aperto a tutti e che non occorre chissà quale titolo per commentare, ma semplicemente la voglia di condividere i pensieri che la lettura di un determinato brano può aver suscitato.



Turpino ha scritto:Dedica 4

è sufficiente il tuo viso
che non sorride mai
minuto fiore grintoso
a far tremar il mio riso
occhi neri
troppo grandi per le mie parole


Una dolcezza profonda accompagna i versi semplici, diretti e struggenti che il nostro vincitore rivolge alla donna amata, idealizzandola nel profondo del suo cuore. Non possiamo sapere se la donna che ci dipinge sia vera, immaginata o sognata ma egli riesce a farla comunque "vedere" a chi lo legge, con quel volto serio, gli occhioni spalancati sul mondo e una tenace volontà di farcela a dispetto della fatica e della durezza del cammino.

Davamros ha scritto:Un fiore, Irenka

Guardo il Cigliegio fiorito,
in primavera di rosa scandito,
e penso al tuo aspetto,
ai lineamenti graziosi,
Un sogno offerto
ad occhi affamati e curiosi.
Oh, Sensuale Irenka.

Guardo il bianco Callo scoperto,
nel cielo liquido che veloce scorre,
riempi il mio animo deserto,
attraverso un tuo ritratto perfetto
che bellezza s'impegna a riprodurre,
semplice e raggiante.
Oh, Bella Irenka.

Guado il Melograno scarlatto,
che cresce e dolci frutti dona,
osservandoti il mio cuore s'abbandona,
ad una passione che mai aveva provato.
Regalami un solo tuo sguardo,
amore ardente, amore scatenato.
Oh, Passionale Irenka.

Guardo il Cuculo nascosto,
sulla Terra dal cielo bagnata,
un'enigma non ancora stemperata,
permani mistero imprevvisto.
Non scioglire mai quest'incanto,
che a te mi tiene accanto.
Oh, Sofisticata Irenka.

Guardo il Potentilla luminoso,
Le cui foglie lentamente si chiudono
a proteggere il fiore fragile,
come un genitore premuroso
davanti a un figlio gracile,
i tuoi gesti quanta forza nascondono.
Oh, Madre Irenka.

Guardo il Bucaneve puro,
che dal manto bianco appare
a dar speranza alla nuova stagione,
una primavera più dolce,
una primavera più vitale,
per curar tutti i mali sei essenziale.
Oh, Vitale Irenka.

Il più bel fiore sei tu!


Irenka è il femminile idealizzato, che diviene madre, sposa e amante al tempo stesso, che protegge e culla tra le sue morbide braccia accoglienti, che si dona e dona frutti nel profondo grembo della terra, che si accende e seduce nell'estasi sensuale della sua eterna danza. Forse tra tutti i brani, è questo il più inerente al tema del femminile, visto e percepito in tutti i suoi aspetti, quello sacro come quello profano, quello che attrae e quello che infuria. E la cosa bella è che il buon Davamros ci conduce in questo viaggio passando attraverso le stagioni e utilizzando fiori differenti per scandire i diversi momenti della vita - la vita stessa diventa donna, femmina e compagna di viaggio.


Syon ha scritto:
Sogno donato da Dio o Inferno di ogni certezza?


Non spreca di certo parole il buon capitano, eppure riesce a delineare con questa sua sola frase il mistero che l'umana essenza spesso non riesce a penetrare. Il femminile porta interrogativi infiniti a coloro che non vi si abbandonano accogliendo il dono e questo avviene a prescindere che si tratti di una donna reale o di una parte profonda del proprio "se". E in questa sola frase, c'è tutto questo: il dubbio e l'accoglienza, il sospetto e l'abbandono.


Feanor ha scritto:MAREA
Marea sfuggente il tuo corpo
che sinuoso come un serpente
mi avvolge in spire d'incanto.
Ti precede un profumo di miele e di pane:
la culla e il letto, il riso e il pianto.
Non al tuo solo corpo innalzo bandiera,
ma al tuo cuore, all'anima ed anche alla mente,
che acuta mi insegna dove nasce il tramonto.

Feanor non si smentisce mai e accende di passione la sua dedica, arrendendosi completamente alla sensuale dolcezza del femminile. Poi però… quasi a voler compensare la passionalità dell'apertura, ci riporta ad un femminile quotidiano e discreto, che non si nutre di sola sensualità, ma di piccoli gesti d'amore. Sono in fondo le parole che ogni donna vorrebbe sentirsi dedicare dal suo amato, parole che accolgono la donna nella sua interezza fatta di corpo, mente e spirito.

Fyerdost ha scritto:Virtù ninfale

È il più nobile di tutti quel purpureo fiotto
che trangugia lenta la mia sedotta penna
quale oplita valente su un campo di guerra

poiché l'amore di colui che ancora brama
ogni tuo piccolo cenno è così violento
come il getto che il suo nudo corpo disseta
fra mille carezze di docili creature d’acqua;

sfiorata la propria guancia come una ferita
al semplice tocco di straordinario incanto,

morsa la carne dall’adunco becco di rapace
al semplice protender di labbra, in segno d’un bacio,

come incendiata la mente nelle fucine di Efesto
sotto le percosse d’incudine e martello,
finché stride e urla il metallo sotto i suoi colpi
nel forgiare in quel buio antro un cocente delirio.

Tale è la funesta magia d’una Ninfa
la cui passione non vien corrisposta.

Di fronte a tal sortilegio,

vorrei fluire come pieghe in quel rorido letto
presso il tuo umido fianco, a mo’ di calice
perché io raccolga d’ogni tuo spasmo i tenui singulti
quali pudichi boccioli appena stropicciati dall’alba;

codesti affluenti io comando al pari di Poseidone
trainato da possenti ippocampi, con muso duro,
oltre la superficie del mare Egeo
poiché signore delle acque,

carezzando ogni tuo lembo di pelle condita,
ogni tua madida perla nelle forme di labbra
altresì soffregate dal tocco degl’anemoi gentili
onde il proprio emisfero complice riflette
di quell’arcadica bestia, gl’occhi cerulei.

Resisti al mio ardore di eterno poeta
cosicché io possa della tua femminilità
ricucire ogni lacero tessuto
divelto con una penna dal bieco aculeo
poiché, oh Psiche, venefica è quella linfa
che il tuo ninfale orgoglio stilla poco a poco
lungo il trasparente peplo dai ricami d’argento;

primo a resistere sarà il tuo piglio audace
onde il buio cela l’origine della propria colpa
d’indomita serva d’amore,
fino a lenire al protrarsi dell’Ombra
di ogni gravida doglia la nascita di un frutto acerbo;

ed io, un sol morso darò a quel frutto proibito
finché l'albero non si pieghi alla nuda illusione!

Fyerdost utilizza parole preziose e una forma strutturale libera e complessa al tempo stesso. Si perde nelle leggende dell'antichità e ci racconta una storia che è la storia dell'amore passionale, visto attraverso gli occhi di un dio che pure alla virginale freschezza di una ninfa si arrende, deponendo l'intero universo ai piedi dell'amata, con il trasporto e la passione che sono proprie degli uomini. Una lunga cavalcata di parole che corteggiano e invitano, per poi fermarsi e allontanarsi dopo un solo morso, per non dover soffrire la disillusione di un sogno realizzato che nel momento stesso in cui diviene realtà perde ogni incanto agli occhi del poeta.


Finn ha scritto:Gravida d'ignoto

Oh vita sterile di eternità
attendi sempre l’avvento del sogno
per ritrovarti gravida d’ignoto?

Nei labirinti dell’intuizione
senza inizio e privi di fine
raccoglierai presagi ed emblemi

Oltre gli oceani della mente
troverai una città antica
eretta sulle parole mai scritte

Rinascerai con le braccia adorne
come rami di mandorlo in fiore
(e) occhi di zaffiro colmi di gnosi


Trovo semplicemente incantevole questo brano, che viaggia nel se profondo, per trovarvi quel femminile fatto di intuizioni e di fluire armonico all'unisono con la Gran Madre che è insito in ciascuno di noi. Il femminile diviene allora preziosa consapevolezza del se, capace di raggiungere le sublimi altezze della Conoscenza.


Finn ha scritto:Diamanti sbriciolati

Il diavolo si nasconde
nella pioggia sonnolenta
di un pomeriggio vuoto

Nei suoi occhi la bellezza
dei diamanti sbriciolati:
lussuria delle iridi

Nella sua ombra oscura
il ricordo del tuo corpo:
desiderio apocrifo

Nel suo specchio l’apparenza
inadeguata del mondo:
il grido dell’uomo solo


Ed ecco infine - nel grido di dolore di un ricordo inappagato - il femminile come oggetto inarrivabile e inafferrabile del desiderio umano di possedere ed essere posseduto. La mancanza, la solitudine e la paura di essa rimbalzano contro la lucida superficie di uno specchio che sempre rimanda la stessa immagine deformata.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: [POESIA] I VINCITORI DISFIDA "FEMMINILE IN VERSI LIBERI"

Messaggioda Turpino » sab 10 apr 2010, 15:48

Vera Vera! Scrissi proprio poco sopra alcune considerazioni in merito! Una delle bellezze della poesia, credo possa essere proprio il massimo omaggio a quello che possa essere effimero, ma cmq proprio per questo nel suo piccolo indelebile! Azzz che paroloni!!!! ?jollyr*

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