VINCITORI DELLA DISFIDA "SONETTI E PAESAGGI"

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VINCITORI DELLA DISFIDA "SONETTI E PAESAGGI"

Messaggioda Finn » mar 13 lug 2010, 1:11

Ecco a voi i risultati di questa disfida abbastanza complessa............

La penna della fenice va a ....Nolorin con "Tre cime innevate" !!!
Il paesaggio sembra veramente crearsi davanti agli occhi.. e i versi sono fluidi e gradevoli! Ottima prova! ?ange*

Hanno incredibilmente ottenuto lo stesso identico punteggio gli altri sonetti in gara che quindi vengono proclamati secondi a pari merito:
Ode alla Toscana di Syon
Viaggiare per il mondo - io il Ramingo Pellegrino di Nolorin
Ghiacci Piangenti di Feanor
Complimenti! :-D

Seguiranno i commenti della sacerdotessa potessa... :cool:

Alla prossima!!
tha am foghar ann

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Re: VINCITORI DELLA DISFIDA "SONETTI E PAESAGGI"

Messaggioda Hashepsowe » mar 13 lug 2010, 22:24

(invito al commento anche te, caro Finn... please)

Comunque ecco i miei commenti ai brani di questa disfida
Partiamo com'è giusto dal brano vincitore.
Nolorin ha scritto:Tra cime innevate vola 'l corvo
seguendo 'l chiar canto della neve.
Vedo, rimembro della vita breve
Tra nevi perenni, che vola lui torvo.

Oscuro presagio di vita greve
vaga per il sentier d'aere ricurvo,
solitaria maschera dal becco curvo,
quas' incurante della tempesta lieve.

Veloce cammino verso la cima,
la man del freddo l'occhi socchiude.
Il ner corvo vien, d'alzar braccio m'intima

e là si posa con unghia rude.
Di ghiaccio verso una lacrima.
E'l cielo, or chiaro, mi si dischiude


Il corvo: simbolo potente che tradizionalmente viene associato alla morte e alla guerra, ma anche alla magia del cambiamento. Buono il contrasto tra il nero del corvo e il candore abbagliante della neve, che a tratti par di vedere grazie all'evocativa descrizione poetica del bravo Nolorin. Buono anche l'intreccio musicale che gira intorno all'endecasillabo pur senza fermare meccanicamente il ritmo sulla metrica.

Syon ha scritto:Ode alla Toscana

Il pensiero respira da lontano
l'aria delle verdi, dolci colline.
Dipingo un sogno vagando piano
tra monti, valli e coste marine.

Viaggiar sul tuo ventre toscano:
un piacere; invito senza fine.
E che goduria posare la mano
su vino e pietanze sopraffine.

Sempre grato saro`, ti voglio dire,
per gli affetti che mi hai donato
e le storie che hai fatto fiorire.

Questa ode da tuo innamorato
che per la vita dovea partire
ma nel cuor non ha dimenticato.

Molto suggestivo questo canto che Syon dedia alla nativa toscana, sempre vicina al suo cuore, con il calore delle sue passioni, con la dolcezza delle sue colline e con la gratitudine per gli anni verdi ivi trascorsi. La tempra passionale e calda del capitano riesce ad esprimersi ardente, commovente e sciolta nel ricordare la sua terra lontana per tutto il dipanarsi dei versi, per poi inciampare un poco nella chiusa, che quasi si affretta a mettere un punto fermo alla nostalgia: il cuore non dimentica, ma l'innamorato dovea partire e non vuole indulgere nel rimpianto!

Feanor ha scritto:Ghiacci piangenti

Mostra la roccia il Grande Padre Bianco,
neve disciolta è la perduta altezza,
che preme qual ferita al capo stanco
franato a valle, perso nella brezza.

L'aquila stride il suo monito greve
sorvola il ghiacciaio non più perenne.
Nel suo nido impervio con frullo lieve
Maestosa ora guarda la parte indenne

di quel candore che ieri era ghiaccio.
Cristalli iridati d'azzurro e rosa,
lacrime piante nell'ultimo abbraccio,

che il lago condensa in acqua brumosa.
La veste fatata come uno straccio
sull'argine giace, ora inutile cosa.


Un canto che è quasi lamento, grido dell'anima, che è al tempo stesso sgomenta e in lucida osservazione remota di fronte al fenomeno dello scioglimento dei grandi ghiacciai. Versi da cui trapela tutta l'impotenza dell'uomo che ritrova troppo tardi la consapevolezza della natura in cui risiede ogni possibile magia. Impeccabile la struttura... forse un po' frettoloso nel finale.

Nolorin ha scritto:Viaggiare per il mondo: io, il Ramingo Pellegrino.


Solitario Falco su di un pino,
Così osservo il mondo cambiare.
Il monte veloce sembra calare.
Ciò vede il mio sguardo pellegrino.

Come nero Ramingo Peregrino,
Desidero per la terra viaggiare
Sconosciuto, nuovi volti incontrare.
Grotte di ghiaccio quasi cristallino

Vidi. Sui monti ero piccolino,
E gigante nella giungla a cacciare.
Nel deserto volevo disperare,
Mancavami d'acqua sol un goccino

Sol mi manca da sperimentare
lo spettacolo del purpureo mare


Nolorin trova la grazia e la forza del volo del falco in questo suo sonetto ben costruito e particolarmente musicale, con buone immagini evocative, forse un poco ingenue sul finale, con quel goccino d'acqua che fa tornare conti e rime, ma che rimanda al fremito lieve di ali ancora innocenti e bambine.

FUORI GARA

Finn ha scritto:Yesod *

Luce notturna ch’invadi la quiete
di questo sogno di estate nuovo
che mi consola - bambino o uomo? -
mostrando ombre già oltre la siepe

In questo buio che la vita miete
sorseggio gli attimi di un vuoto
ch’emergon come sull’acqua il loto:
stanno nel sonno le ore più liete?

Inconscio come il sordo dolore
dell’adepto ancora accecato
dal suo avido guardare il cielo

Essenza pura, della vita feto
che crea nel dubbio il significato:
l’antro oscuro celato dal sole


* Nella Cabala – antica tradizione esoterica di matrice ebraica – Yesod è la sfera dell’inconscio e del subconscio che agiscono in noi in modo inconsapevole. In verità in Yesod possiamo sperimentare anche le dimensioni oniriche e astrali che ci possono dare intuizioni divine superiori. Nel buio la luce si intuisce più facilmente. Oggi è il Solstizio d’estate: la luce non è mai stata così tanta. Il buio è poco ma prezioso. Buon inizio di estate a tutti.


Yesod rimanda anche alla figura dell'Eremita dei Tarocchi Egiziani, che associano ai simboli tradizionali degli Arcani Maggiori i simboli esoterici della cabala ebraica. Solo nell'oscurità si può apprezzare la luce e tutti comunque ci ritroviamo immersi nell'acqua oscura e primeva dell'utero materno, prima di "venire alla luce". Ed ecco che tutto il brano rimanda ad un trionfo della luce che già è presago dell'avanzata delle tenebre, nella consapevolezza del ciclo fatto di morti e rinascite. Straordinario affabulatore, evocatore di trame d'infinito, il nostro Finn non si smentisce mai... riuscendo anche questa volta a stupire con la sua magistrale arte.

Hashepsowe ha scritto:Le coste d'Armorica

Nelle remote terre d'Occidente,
quando d'estate tarda l'imbrunire
nella marea che sale incontro al sole
l'antica Pietra canta una canzone

Pensieri strani avvolgono la mente:
ti narrano nel Cerchio in divenire
le assopite memorie di parole
che tu credevi fossero illusione.

Lucenti stelle prendono per mano
Le azzurre ali di giocosi gabbiani
Svanisce nel grigio il moto dell'onda

La magica bruma ricopre d'un velo
Le tue certezze scolpite nel marmo:
Sol chi smarrisce il se potrà trovare


Invece di commentarmi, mi spiego... ;-)
E ritorno con struggente nostalgia alla memoria della mia terra d'elezione: la Bretagna, con i suoi mutevoli giochi di maree, con le sue brume sfuggenti e gli stridi dei gabbiani: è da troppo tempo che non ne assaporo l'intensa e magica essenza che mi riporta agli albori del tempo. Devo presto organizzare un nuovo Viaggio.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: VINCITORI DELLA DISFIDA "SONETTI E PAESAGGI"

Messaggioda Finn » mer 14 lug 2010, 21:58

Grazie per questi commenti mia cara sacerdotessa! ci volevano!!
E grazie soprattutto per l'apprezzamento su Yesod, complessa ed enigmatica come la tradizione cabalistica pretende ... ma che hai compreso perfettamente!
è sempre un piacere avere a che fare con sacerdotesse dotate di una psiche evoluta come la tua! ^phar=?
tha am foghar ann

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