LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Forum destinato alla discussione dei regolamenti autoprodotti ed alle proposte di nuovi regolamenti.
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Le regole per discutere in questa sede sono quelle generiche della netiquette e quelle relative al rispetto per le persone specificate nella Costituzione delle Oasi di Ashura.
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LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Hashepsowe » ven 13 mar 2009, 11:11

Si può giocare di ruolo senza un master, senza regolamenti e senza uno schema di gioco obbligato?
La scommessa di Ashura parte proprio da questa domanda, a cui un gruppo di raminghi della rete ha risposto “si”.
Comunemente non si ritiene possibile giocare di ruolo senza seguire uno schema preciso, con regole dettagliate e soprattutto senza essere guidati da un master fantasioso e carismatico, che inventi situazioni di gioco appassionanti e imprevedibili, atte a soddisfare il palato dei giocatori più raffinati e di quelli più grossolani.
Personalmente credo che si possa ruolare e divertirsi, senza dover necessariamente seguire schemi, regole e direttive di gioco.
Nutro immenso rispetto per coloro che da anni fanno il difficile “mestiere” del master gdr, ma talvolta la dimensione ludica e creativa degli individui ha bisogno di trovare spazi più ampi di quelli proposti dai tradizionali metodi di gioco. Spazi che magari si affiancano al gdr vero e proprio, perché la libera ruolazione e il gdr affondano le loro radici nella medesima matrice comune e possono tranquillamente convivere nello spazio ludico di un individuo.
Alcuni master sono persone equilibrate e socievoli, pazienti e chiari nelle spiegazioni, straordinari tessitori di trame, capaci di tenere insieme i gruppi più improbabili dal punto di vista della coerenza narrativa; ma ce ne sono anche altri che, per quanto si sbattano, non sono proprio all’altezza del compito. Indubbiamente non è facile far convivere ad esempio un negromante con un sacerdote, un’incantatrice e un paladino e convincerli a collaborare per la riuscita di un’impresa comune!
I master sono pur sempre esseri umani e non sempre sono dotati, oltre che di fantasia creativa e capacità statistiche, del polso necessario per sedare eventuali dispute. E non tutti sanno farlo col dovuto tatto, così da non urtare la suscettibilità dei giocatori. Per non parlare di quando sorgono equivoci o dubbi nell’applicazione dei regolamenti. Ogni incertezza può essere fatale e rischia di mandare all’aria tutto quello che di buono si è fatto in lunghe serate di gioco.
Le cose si complicano a dismisura quando il gdr si svolge a distanza, attraverso i canali della Grande Rete. Già non è facile comprendersi quando si ha la possibilità di guardarsi in faccia, ma quando le parole sono scritte, improvvisamente ci si accorge che le chiavi di lettura sono assai meno decodificabili di quanto non appaia a prima vista.
L’idea è ben chiara nella mente, ma per far giungere la tua forma-pensiero alle reti neurali dei tuoi simili, devi scendere a compromessi con le parole e cercare quelle più efficaci affinchè, tra le tante immagini possibili, nella mente di chi ti legge, si accenda proprio quella stessa immagine a cui volevi dare corpo. E’ un’impresa tutt’altro che facile, soprattutto quando si ha a che fare con persone che vorrebbero risolvere ogni cosa in quattro e quattr’otto. In un forum che frequento, ho letto una bella definizione di questa categoria di giocatori: EUMATE (acronimo che sta per Entra-Uccidi-Mostro-Arraffa-Tesoro-Esci). Non chiedono al gdr null’altro che la veloce interazione solitamente riscontrabile nei videogames. Il loro modo di giocare è lontano dallo spirito più squisitamente interpretativo dei primi sistemi di gioco di ruolo, ma è un dato di fatto che gli EUMATE sono una categoria in espansione e sono poco propensi alla ruolazione poichè cercano l’immediatezza del gioco piuttosto che lunghe parentesi narrative e calcoli complicati. E dovendo far convivere giocatori che hanno questo tipo di aspettativa con altri che prediligono invece un approccio più tradizionale alla ruolazione, i nostri master gdr hanno vita sempre più difficile. A loro va tutta la mia simpatia, a quelli equilibrati come a quelli più “artigianali”, perchè hanno davanti un lavoro delicato e complesso e non si fanno neppure pagare per farlo!

Fatta questa doverosa premessa, e tributato il giusto onore a master, gdr tradizionali e persino ai videogames, la scommessa di Ashura si fonda invece sul concetto di ruolazione libera e si affida alla capacità creativa dei giocatori stessi.
Da quella scommessa sono nati tutti i capisaldi della Community: uno scenario “giocabile” con regioni diversificate e collegate da un comune filo narrativo, racconti collettivi, discussioni tematiche e gdr con regolamenti originali autoprodotti, ambientati nelle Oasi di Ashura.
Qualcuno potrebbe chiedersi come sia possibile ruolare liberamente, ma chi accetta di provarci, spesso scopre in se insospettabili doti creative. La chiave della scommessa è proprio questa creatività, scaturita dalla ruolazione libera e dal gioco, che talvolta sfocia nel più complesso campo della scrittura creativa.
Abbiamo cominciato con l’entusiasmo che distingue i nuovi progetti, in maniera caotica, disordinata e disorganizzata; nessuno di noi aveva chiaro l’intento finale, ma tutti facevano a gara per arricchire l’ambientazione di spunti narrativi, racconti, poesie e burle in ruolazione libera.
Poi gli entusiasmi si sono placati, ma l’idea è cresciuta e ha preso forma, grazie ai contributi creativi di tutti coloro che si sono avvicendati nella Community. Qualcuno se ne è andato ed altri sono venuti. Non sono mancate le dispute, talvolta anche accese, ma un piccolo nucleo di persone può fare molto, soprattutto se è animato da un sogno in cui crede e a cui dedica energie ed entusiasmo.
Così le Oasi hanno trovato coerenza e contenuti e finalmente cominciano ad avere l'aspetto di quello scenario variegato e multiforme che avevamo sognato e che è pronto ad accogliere personaggi originali e fantasiosi, capaci di muoversi autonomamente senz’altro master che il giocatore che li crea e che può muoverli come preferisce “per le strade di Ashura”.
In uno dei nostri forum, i topic sono taverne, uffici postali, arene di combattimento, botteghe, case, castelli e templi ed è qui, in questo luogo virtuale che i personaggi possono incontrarsi, allacciare alleanze, stringere amicizie, lanciarsi sfide e vivere la loro “vita ashuur” come meglio credono. E possono anche aprire nuovi topic per dare vita a nuovi luoghi o situazioni di gioco.
Non ci sono limiti di razza o di ruolo, abilità e penalità e neppure campagne di gioco guidate da qualcuno: nessun limite alla fantasia individuale, nessun limite alle azioni, se non quello della coerenza narrativa con l’ambientazione di sfondo delle Oasi e con il proprio e gli altrui personaggi. Due sole regole bastano per cominciare a ruolare: partecipazione e rispetto.

Partecipare non richiede particolari doti di ingegno e neppure di essere bravi a scrivere: basta un pizzico di fantasia e la voglia di calarsi nei panni del personaggio. In pratica è come quando, da bambini, si giocava a “fare le signore” o “gli eroi del west”, e per il tempo del gioco si credeva davvero che il lenzuolo fosse un abito bellissimo e la scopa un cavallo. Questo è lo spirito del “partecipare” in libera ruolazione: interagire con gli altri personaggi interpretando un ruolo, cioè "diventando" a tutti gli effetti "quel" personaggio per tutto il tempo del gioco. Chi agisce e parla è il personaggio: sue sono le opinioni, le parole, simpatie e antipatie. Senza bisogno di regole, senza bisogno di master. Talvolta l’azione porta allo sviluppo di un racconto, talaltra a disfide giocabili nell’arena, seguendo una delle opzioni di sfida possibili. Altre volte ancora il tutto si limita ad un semplice scambio di battute tra personaggi per poi finire… magari in taverna a tarallucci e vino.

L’altra regola, quella del rispetto, teoricamente non dovrebbe neppure essere menzionata, tanto è ovvio, banale e scontato avere un comportamento educato e civile nei confronti degli altri giocatori, rispettare le opinioni altrui anche quando sono differenti dalle nostre, evitare il turpiloquio, la pornografia ed ogni tipo di propaganda commerciale, politica, religiosa o promozionale.
Sembra ovvio, vero? Purtroppo, l'esperienza insegna che non sempre è così e quindi è bene ribadire, magari aggiungendo che, per rispetto, è anche importante leggere le ambientazioni che sono scenario comune e quanto gli altri ruolatori hanno scritto dei loro personaggi, in modo da evitare incongruenze narrative e motivi di incomprensione.
Se decido di fare andare il mio pg nel deserto, difficilmente potrò “riposare sotto alle fresche frasche degli alberi”, a meno che non si tratti di un miraggio! Se incontro il personaggio di un altro ruolatore che lo ha definito come “un demone gentile e amante della natura”, non sarebbe carino da parte mia farlo parlare o agire come se fosse un velociraptor affamato. In ogni caso, salvo accordi narrativi tra i ruolatori, è sempre meglio evitare di “muovere” i personaggi altrui, inducendoli ad azioni o discorsi che i “master” potrebbero trovare poco coerenti con il loro alter-ego.

Per il resto basta un pizzico di buon senso e… il gioco è tutto da vivere, con briglie sciolte alla fantasia.
Perché mai un elfo deve per forza essere bello, esile, raffinato e pulitino e un demone al contrario distruttivo, sporco e caotico? Certo questo è il modo in cui tali razze vengono dipinte dalla maggior parte degli scrittori e dei creatori di ambientazioni per gdr, ma perchè non dare spazio anche a qualcosa d’altro? Perché non permettere ad esempio a qualcuno di creare un demone affascinante e dedito ad una causa nobile o un elfo bruttino, grassoccio e disordinato?
Entrambi gli approcci a quella tipologia di personaggi sono accettabili e possono persino convivere nel medesimo spazio, dando vita a racconti originali e appassionanti. Che si tratti di fautori dell’innovazione o di tradizionalisti fantasy, c’è comunque posto per tutti. L’importante è non costringere nessuno ad assoggettarsi alla visione di un altro. Non siamo sostenitori del "controcorrente ad ogni costo", ma neppure del "conformismo fantastico", quando questi impediscono alla creatività individuale di esprimersi al meglio.

La rete annovera parecchi siti fantasy, dedicati alle più disparate ambientazioni, in cui si gioca seguendo gli schemi classici del gdr. Il nostro sogno è invece quello di dare vita a un sistema in cui possano convivere tutte le variabili di razza, ruolo o mestiere che l’inesplorato, immenso e inesauribile reame della fantasia individuale potrebbe concepire.
Ci siamo riusciti? Lasciamo ai posteri l'ardua sentenza, dal momento che siamo ancora pochi per poterlo affermare a pieno titolo. La scatola è quasi pronta, ma adesso tocca ai giocatori riempirla.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Jarsali » ven 20 mar 2009, 10:56

Quello che tu hai scritto nel tuo articolo, Ileana, palesa il tuo pensiero
ed il tuo punto di vista in maniera esauriente e lampante, mettendo in
evidenza i punti su cui in passato ci siamo “scontrate”, riguardo il tuo
modo di concepire il gioco di ruolo, che tu vedi come libertà totale da
parte del giocatore di interpretare il proprio pg lasciando totale spazio
alla propria fantasia.

Hai sempre dimostrato che le “regole” ti stanno un poco strette (è un
eufemismo XD), non concependo che certe cose non siano ammissibili durante
una giocata, mentre io non concepisco il gioco di ruolo in quel modo.

Il nodo della discordia sta proprio in questo tipo di interpretazione
secondo me, che non reputo sbagliata, ma che considero non facente parte del
concetto di Gioco Di Ruolo vero e proprio, perché vedo il tuo punto di vista
come quello di uno scrittore a mano singola, non come quello di qualcuno che
fa un gioco di società, come è il gdr, che, proprio perché aperto a tutti,
necessita di regole per evitare che saltino fuori giocatori definiti
comunemente (nel linguaggio ruolistico) power players o killer players, e
che, proprio per questo, il giocatore diventa uno scrittore che partecipa
alla stesura di un libro scritto a più mani, dove ci deve essere un terreno
comune su cui muoversi (ambientazione, razza, classi), altrimenti ognuno si
muoverebbe in un mondo a sé, senza essere in grado di interagire con gli
altri.

Tu trovi questi parametri restrittivi.

La mia domanda è: perché mai?

Io gioco da anni a gdr cartacei e online e devo dire che il seguire questi
parametri non ha mai limitato la mia fantasia, perché lo stimolo non viene
solo dal master o dal fato (come viene in genere chiamato sulle land), ma
anche da me stessa e/o dagli altri giocatori.

La soddisfazione sta anche nel ruolare al meglio il pg che si è scelti, non
solo come carattere, ma anche come appartenente ad una razza specifica: io
l’appiattimento dei pg, che diventano tutti uguali come dici tu, l’ho visto
solo in giocatori pessimi, che si giocano, ad esempio, l’elfo come fosse un
umano (non apro un discorso parallelo su questo argomento che davvero ne
verrebbe fuori un trattato a sé) o che pretendono di avere un arcimago che
maneggia la spada come fossero spadaccini d’elite.

Vero è che siamo tutti legati un po’ all’immagine data da D&D, che ha fatto
scuola e le cui tracce si vedono in Dragonlance come in tutti gli altri gdr,
anche di ambientazione non fantasy, ma in fondo tutto è basato su pura
logica: non posso avere un pg che è il top come mago, combattente, chierico,
ranger, cuoco e sarto!

Così il mio pg potrebbe giocare da solo e via (ci sono persone che amano
questo modo di giocare, non è roba mia e della maggior parte dei giocatori
di ruolo), tanto spaccherebbe il mondo in quattro solo battendo le ciglia,
quindi bisogna porre dei limiti per evitare degli squilibri di potenza.

Credimi, anche se ti costruisci un personaggio che segue le caratteristiche
prestabilite, non avrai mai due pg uguali, perché a muoverli ci sono due
persone diverse.

Fantasia ed abilità di muoversi all’interno di quegli schemi fanno parte
proprio del divertimento del giocare, perché si sfidano le proprie capacità
di far vivere la propria “creatura” in modo coerente.

Le regole fanno anche sì che, pur giocando un pg monoclasse (solo
combattente, solo mago, solo chierico, ecc), questi abbia dei limiti nel non
poter compiere all’infinito determinate azioni, a meno che l’esperienza
raggiunta non lo consenta (a D&D si parla di quest e/o pg epici) e,
comunque, anche in questo caso, non è concesso proprio tutto, per ovvie
ragioni.

Questi sì che sono limiti, ma direi assolutamente ragionevoli non credi?

Altrimenti il mio pg, combattente ad esempio, lo potrei far lottare contro
un esercito all’infinito, senza che si stanchi, magari con una mano
sola….ok…Goku lasciamolo stare!

Insomma, per concludere: non vuoi avere nessun limite?

Allora scrivi un racconto, dove tu stabilisci tutto dalla A alla Z, dove
nessuno può metter becco, ma scrivilo da sola, perché in due già i limiti ci
sono e sono dati dall’altro autore, che ha il proprio modo di vedere ed
interpretare, che vorrà gestire i propri pg o le proprie ambientazioni e le
proprie tracce in modo diverso dal tuo.

Ma a pensarci bene, non ritieni che anche quando si scrive da soli, dando
pieno sfogo alla propria immaginazione, non ci siano delle regole?

Direi proprio di sì, altrimenti non si avvince il lettore e si rischia di
perdersi in un bicchier d’acqua (altra mega parentesi che si potrebbe aprire
ma di nuovo si devierebbe dal filone centrale).

Questa però è narrativa, non gioco di ruolo.

Ed ecco il nodo di cui ho parlato all’inizio: la definizione di gioco di
ruolo.

Tu lo vedi come una branca della narrativa pura, seppur con ascendenze
nobili come la psicologia (fatto che io non nego assolutamente, anche perché
il gioco di ruolo viene usato ancora oggi dagli psicologi in seduta).

Io posso anche concordare parzialmente, spesso infatti descrivo ai profani
il gdr come un modo di scrivere un libro a più mani, dove ognuno muove un
singolo personaggio, ispirato da un narratore esterno alla storia (master),
ma le similitudini terminano lì: il gdr è un gioco, con delle regole che
riportano il più vicino possibile alla realtà mondi fantastici, per renderli
più plausibili, ma non meno divertenti, né, tantomeno, meno fantasiosi,
visto che al contrario questi giochi stimolano fortemente la nostra
immaginazione (vabbè, lasciamo ancora una volta da parte i malati di
videogames, che ruolano solo per ottenere l’oggettino figo o salire di
livello).

Nel gdr, secondo il mio modo di vedere (mio, e per questo non assoluto),
deve regnare il rispetto, insieme alla coerenza: rispetto verso gli altri
giocatori, verso le loro descrizioni ed il loro agire, coerenza perché non
solo ci si deve muovere senza azioni schizofreniche (sia per personalità che
per spostamenti veri e propri), ma si deve rispettare la natura di pg e
ambiente, ricordandosi che, anche se ci si muove in un mondo fantastico, con
fate, demoni, draghi e compagnia briscola, non tutto è concesso e deve
essere verosimile.

Ultima mia convinzione riguardo il gdr è che il master è sacro: se il master
ci dice che si può o non si può fare qualcosa, c’è poco da discutere.

Lui conosce tutti i retroscena, ha le sue trame, e non sta al giocatore
sindacare, il che non vuol dire che non si può discutere, ma lo si fa alla
fine e se il master risponde “ho fatto così perché ho i miei motivi, legati
alla storia ed alle regole” allora non resta che aspettare e vedere.

Chi non ha mai fatto reale gioco di ruolo, né come giocatore, né tanto meno
come master, non può davvero capire quanto sia difficile quel tipo di ruolo.

Bien…vi ho tediati abbastanza e, magari, sono pure uscita dal seminato, ma
poco male, ho passato una bella oretta a scrivere XD

Hash, ovviamente la mia non è una critica al tuo modo di vedere, spero sia
chiaro, ti ho unicamente “usata” come altro esempio, contrapposto al mio
(almeno per come ho inteso io il tuo intendimento) perché tuo è l’articolo.


Jarsali

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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Kronall » ven 20 mar 2009, 12:16

Sono due interessantissimi punti di vista in effetti, anche se secondo me non siete in 'antitesi': infatti nessuna di voi due, a mio modo di vedere, estremizza eccessivamente verso l'una o l'altra corrente.
Oggi si parla di narrativisti, gamisti e simulazionisti... i primi amano interpretare e pongono l'accento sulla storia e sulla trama; i secondi adorano 'giocare', quindi pensano molto ai numeri, agli oggetti del proprio pg, e a potenziarlo il più possibile, senza temere risultati poco realistici; i terzi, invece, ricercano tramite sistemi e regolamenti complicati un'esatta riproduzione della realtà.
Io credo che ben pochi ricadano totalmente in una delle tre categorie sopracitate. Nella mia esperienza, e in questa includo anche voi partecipanti del play by chat, la stragrande maggioranza dei giocatori di ruolo è un mix più o meno omogeneo delle tre scuole di pensiero... ho visto Hashepsowe ragionare sulle varie tattiche in combattimento, ponderare sui numeri scritti sulla sua scheda, preoccuparsi della salvaguardia del proprio pg facendosi fare una coraza magica da uno dei Kharasta (comportamento tipico dei gamisti), e ho visto Jarsali dimenticarsi completamente dei propri tratti e caratteristiche/oggetti e giocare d'istinto, oltre che godersi diverse numerose sessioni incentrate solo sull'interpretazione a Riverhall (e questo ricade nel narrativismo).
Comunque, tornando in tema, sono d'accordo con Jarsali quando dice che la Ruolazione Libera non è 'gioco di ruolo'... un concetto tra l'altro che ho ripetuto io stesso più volte in passato.
Ashura è Ruolazione Libera, ossia interpretazione pura e semplice di un personaggio; l'accento e il divertimento sta tutto nell'interazione tra i personaggi, e nelle storie che si vengono a creare come conseguenza di questo... un giocatore di ruolo 'hardcore' si troverebbe senz'altro spaesato, non potendo contare su altre regole che non siano quelle della grammatica italiana e dei limiti della propria fantasia; non può contare su oggetti magici, tesori da ritorvare, 'livelli di potere' da raggiungere; soltanto il piacere di partecipare alla stesura di una bella storia e di interpretare una personalità fittizia.

Jarsali ha scritto:Ultima mia convinzione riguardo il gdr è che il master è sacro: se il master
ci dice che si può o non si può fare qualcosa, c’è poco da discutere.

Lui conosce tutti i retroscena, ha le sue trame, e non sta al giocatore
sindacare, il che non vuol dire che non si può discutere, ma lo si fa alla
fine e se il master risponde “ho fatto così perché ho i miei motivi, legati
alla storia ed alle regole” allora non resta che aspettare e vedere.

Chi non ha mai fatto reale gioco di ruolo, né come giocatore, né tanto meno
come master, non può davvero capire quanto sia difficile quel tipo di ruolo.


Questa secondo me è una delle basi per la riuscita di una campagna di gioco di ruolo; è un patto tra giocatori e Master, un compromesso. E dovrebbe esserci a prescindere...
Stabilito infatti che ognuno di noi ha la propria testa, le proprie preferenze e il proprio 'stile', é necessario eleggere qualcuno che faccia, come dire, da 'mediatore'; questo qualcuno ha la grossa responsabilità di risolvere contenziosi e casi dubbi, oltre che a creare le storie. E non è per niente un ruolo 'di comando'!
Si può non essere d'accordo, si può reclamare e discutere - anzi, penso proprio che molte delle regole personalizzate nascano dal confronto tra giocatori e master - ma l'importante è non prenderla troppo sul serio... si tratta di un gioco, e molti giocatori purtroppo hanno in sé il gene della polemica: polemizzano su ogni decisione del master, convinti del fatto che si tratti di un 'noi contro loro'. Nella categoria io ci metto anche quelli che sanno i regolamenti a memoria, citando oscure clausole (solo quando queste vanno a favore dei loro pg, naturalmente) e in pratica tentando in tutti i modi di togliere autorità al master.
Queste persone dimenticano che, tanto per cominciare, il Master ha sempre e comunque il coltello dalla parte del manico, quindi insistere non serve... se non a farlo arrabbiare ancora di più (e anche gli altri giocatori, costretti a sorbirsi i battibecchi tra le due parti in causa).
Queste persone dovrebbero invece imparare a fidarsi del loro master, e ad accettare le sue decisioni, all'insegna del divertimento; l'avventura deve proseguire e il master non fa altro che mettere 'toppe' qua e là, improvvisare regole provvisorie (qualora ce ne fosse bisogno) per impedire che il ritmo narrativo si blocchi; ci sarà tempo per discutere e reclamare una volta che la sessione sarà conclusa.
Tutto ciò che il master decide è rivolto alla salvaguardia del divertimento e del coinvolgimento dei partecipanti. Viceversa, un master che usa questi strumenti per imporre la propria volontà ai giocatori, decidendo per i loro personaggi, 'forzandoli' eccessivamente in determinate direzioni o, peggio ancora, cercando in tutti i modi di ucciderli senza dar loro possibilità di slavezza... beh, costui non merita l'appellativo di 'master'.
E' soltanto un avversario che i giocatori devono combattere...
"Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!" - Faccia a Faccia, 1967

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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Hashepsowe » ven 20 mar 2009, 13:48

La discussione si fa MOOOOOLTO interessante.
E di questo ringrazio di cuore Jarsali, con la quale ho avuto anche modo ieri sera in chat insieme anche a Bers di discutere di questo argomento e di capire certamente quanto afferma Kronall e cioè che le nostre posizioni non sono in antitesi, ma due differenti visioni, che trovano anche dei punti di incontro.

Sono infatti assolutamente d'accordo su certe affermazioni di Jarsali, prima tra tutte il fatto che chiunque si sbatta per fare da master ad una campagna di gioco debba essere rispettato, ascoltato e accettato da tutti i giocatori come insindacabile giudice unico di ogni controversia, malinteso o evento dubbio.
Se non si accetta questo, inutile giocar di ruolo. E se non si ha fiducia in QUEL master, tanto vale astenersi dal sedersi a QUEL tavolo di gioco... non si divertirebbe e si farebbe del danno a chi invece gioca tranquillamente in quel contesto.
Invierò a tal proposito una traduzione che ho fatto di recente proprio inerente ai consigli per giocare bene e divertirsi.
Così magari avremo modo di ampliare la discussione.

Non trovo i parametri che indica Jarsali affatto restrittivi, anche se ho naturalmente dovuto comprenderli ed imparare ad adattarmi ad essi, perchè è pur vero che ERO abbastanza anarchica rispetto alle regole.
Ora ho capito molte più cose, grazie anche al gdr by chat di Kronall, ma anche ad altre esperienze extrashura. E seppur rimango fondamentalmente una "narrativa", ho capito che un gioco è tale se lo si prende con lo spirito giusto... cioè quello del sano divertimento e tale deve essere per tutti i giocatori. E senz'altro condivido la necessità di parlarsi e chiarirsi quando un giocatore si sente in qualche modo defraudato del suo diritto a divertirsi dal modo di giocare di un altro. Naturalmente le discussioni devono sempre avvenire in maniera civile, pacata e serena, quando tutti sono ben disposti all'ascolto e non esasperati dalla stanchezza o dai problemi propri.

Dipende molto dalle persone che muovono i personaggi e su questo non posso che concordare con Jarsali... ma questa è una cosa che vale tanto per il gdr che per la ruolazione libera. Perchè purtroppo ci saranno sempre anche nella ruolazione libera persone capaci di adeguarsi alle trame dell'altro che scrive "insieme" ed altre invece che andranno avanti per la tangente, senza la minima considerazione per quanto scritto dagli altri. Credo di non ricadere nel secondo caso ed ho infatti al mio attivo diversi racconti giocati a più mani con piena soddisfazione e divertimento mia e dei miei "compagni di penna"... poi ho approfondito anche da sola, ma senz'altro convengo che anche lo scriver da soli è un gioco che ha regole da non sottovalutare perchè se qualcuno vuole convincere un lettore a proseguire nella lettura deve innanzitutto rispettare il suo diritto a divertirsi quando legge. E su questo non ci piove... è fondamentale mettersi sempre in discussione perchè tutti abbiamo sempre tanto da imparare da chiunque e credo che la chiave comune tra gdr, ruolazione e narrazione sia proprio questa capacità di "mettersi in gioco" totale e a tutto campo, che è prerogativa di persone e non di personaggi.

E' vero, Kronall: Ashura è nata dalla libera ruolazione che poi sfocia spesso nella scrittura a più mani. Lo stesso gdr by chat proviene in fondo da quel concetto, anche se per forza di cose Kronall lo ha dotato di regolamento più complesso... proprio per trasformare la ruolazione libera in gdr ma "a modo nostro"... anzi "a modo suo" chè gli riconosco una genialità straordinaria sia nella stesura dei regolamenti che nell'invenzione di situazioni di gioco appassionanti e coinvolgenti.

ok... vi ho tediati pure io... chissà se il buon Bers ci vorrà onorare di un suo intervento!
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Kronall » ven 20 mar 2009, 15:02

Hashepsowe ha scritto:Non trovo i parametri che indica Jarsali affatto restrittivi, anche se ho naturalmente dovuto comprenderli ed imparare ad adattarmi ad essi, perchè è pur vero che ERO abbastanza anarchica rispetto alle regole.


E infatti... così come io, giocatore di ruolo 'da tavolo' ho dovuto adattarmi alla ruolazione libera e senza regole.
Penso comunque che la differenza più evidente tra la visione di Jars e la tua sia insita nell'osservazione da lei fatta a proposito dei personaggi da interpretare.
Prendendo ad esempio D&D: Jarsali (come ha scritto lei stessa) sceglierebbe magari una razza/classe particolare e su questo costruirebbe una storia, background, personalità ecc ecc... in questo caso le regole e i manuali sono un punto di partenza per creare qualcosa che poi starà al giocatore rendere personale e originale tramite le giocate e l'interpretazione. Non tutti i guerrieri infatti sono uguali solo perché hanno le medesime abilità! E' il cervello di chi li interpreta a renderli differenti! C'è chi prediligerà il classico bestione guerrafondaio (alla Bers), o chi invece si affiderà alla tattica e alla strategia (alla Jars), o chi ancora cercherà di far valere il suo carisma per mettere su una specie di piccolo esercito...
Laddove invece Hash partirebbe con un'idea già pronta, una concezione di personaggio già delineata nella sua mente, e cercherà di trovare qualcosa che si adatti a quell'idea nelle regole... naturalmente è molto più difficile questo approccio, perché le regole sono al 90% dei casi scritte da altri, e rappresentano archetipi che per forza di cose riflettono le figure, personalità e concezioni tipiche del fantasy... che non sempre combaciano con le nostre. Questo è l'esatto opposto della visione di Jarsali: si parte dalla fantasia per poi trovare riscontro nelle regole... il vantaggio è quello di non lasciarsi abbindolare da abilità o poteri, ma pensare in termini di 'cosa ci appaga di più' a livello di interpretazione: in questo modo diamo vita ad un personaggio originale e fuori dagli schemi che, sebbene debba affidarsi a regole scritte in fase di creazione, non è detto che sia definito totalmente da esse: la nostra rappresentazione mentale infatti renderà il pg comunque diverso e differente da qualunque altro... non è un semplice Elfo Guerriero, ma Elbrindel, Spadaccino e Suonatore d'Arpa!
Analizzando la cosa secondo quest'ottica, è chiaro che sia tu che Jars mirate esattamente allo stesso scopo, ma partendo da presupposti diversi.

Hashepsowe ha scritto:Dipende molto dalle persone che muovono i personaggi e su questo non posso che concordare con Jarsali... ma questa è una cosa che vale tanto per il gdr che per la ruolazione libera. Perchè purtroppo ci saranno sempre anche nella ruolazione libera persone capaci di adeguarsi alle trame dell'altro che scrive "insieme" ed altre invece che andranno avanti per la tangente, senza la minima considerazione per quanto scritto dagli altri.


Vale più per la Ruolazione Libera secondo me, proprio perché le regole sono 'sottintese' le classiche regole non scritte lasciate al buon senso e rispetto dei giocatori nei riguardi del prossimo.
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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Turpino » mar 2 giu 2009, 16:56

Guardate non ho letto tutto anche se avevo tempo, però son fatto così..non scrivo per ribattere, ma per dire come la penso sulla questione, quindi, magari ripeto qualcosa, magari no.

Credo che la parola Gioco di Ruolo già in se si spieghi, le possibilità non per forza "pilotate" dai paletti di una classe esistono già da tempo in numerosi contesti a dirla tutta, quindi non è che abbiamo scoperto l'acqua calda...esistono molti giochi..io conosco solo quelli per pc et similia...purtroppo da giovane come già scrissi non avevo amici a cui interessassero giochi di ruolo, così mi limitai ai librogame...che cmq sono un'ottima esperienza ed una buona scuola...cmq tornando al discorso esistono giochi che magari non si conoscono, e lo dico in difesa contro affermazioni parassiomatiche...ovvero di chi è un pò troppo convinto di avere la verità in bocca, e di gente ce ne sta troppa così...per esempio Lionheart, un gioco di ottima ambientazione, dove come mentore avremo nientemeno che Leonardo, che ci guiderà nella Barcellona ai tempi di soliti disastri con mostri vari che non mancano mai, incontrando Galileo...Cervantes che addirittura potrà unirsi a noi, volendo potremo entrare nell'inquisizione al servizio di Torquemada per dar la caccia ai catari e cose simili...un viaggio tra ricerche di reliquie e mali da sgominare, magari un pò un minestrone storico, ma tutto ben amalgamato...in questo gioco per esempio non esiste una scelta di classe...si hanno una serie di abilità base...le classiche di ogni gioco...ovvero attacco a una mano a due mani, attacco a distanza, borseggio, furtività ecc...fino a passare a quele magiche...pure esse in categorie e sottocategorie...inoltre tutta una lista di talenti, in modo da customizzare al massimo il pg. Fino a qui tutto bene, nessun veto nessun limite al decidere come crescere. Formidabilmente proprio in questo sta il tallone di Achille. La poca competenza o solo la poca esperienza di settore può portare a farci creare un pg che a lv 20 è capace solo di fare mezze cose, che le prende perchè ha un attacco medio come la difesa...e non ha armi abbastanza potenti perchè non possiede i requisiti...allo stesso tempo non può contare su un buon supporto magico, perchè si sa, le magie sono lame a doppio taglio, ad un certo punto dell'avventura o hai magie che fanno veramente il culo, o lì te lo prendi.

No...io resto dell'idea che non c'è nulla di più bello di sapere di essere che ne so...per me la classe numero uno è quella del Bardo. Amo giocare con i bardi, amo il loro sviluppo e tutto il contesto che sta attorno e amo ancora di più non poter indossare supercorazze o usare spadoni, per quanto volendo sputtanando la crescita del pg si potrebbe fare in alcuni contesti o giochi. Cioè...mi piace così...mi piace sapere che quando gioco ho un tipo che solo a guardarlo può rendere l'idea di chi sia...io per esempio sono il classico giocatore che preferirebbe che ne so alla cuffia di cuoio super potente un cappello a larga tesa con la piuma seppur di inferiore qualità...e sono io che scelgo. Ma forse l'esempio non è molto pertinente, proverò di meglio.

Ruolare è come recitare, e recitare significa indossare i panni di qualcuno, cosa c'è di più bello nel fare che ne so il barbaro con tutti i vantaggi e le limitazioni del caso? Intanto s'impara meglio a giocare e lo si fa con più chiarezza, e sopratutto si evita il discorso che alla fine tutti fanno tutto. Uno può come dire "chiudersi" in una classe e "aprire" un mondo fantastico fatto di storia e di leggenda...fantasia limitata? Ma dove? Un Bardo può raccontare di mille leggende, decidendo se essere un donnaiolo, un vagabondo, un poeta o anche un'attaccabrighe e quant'altro...anche un prestigiatore, un uomo di conoscenza, come un chierico potrebbe stare una settimana a disquisire di tutto l'ambaradam di religione e cose varie, poi, forte di questo che ne so tira fuori la storia del dio del fuoco perchè magari è un argomento che piace a chi lo muove e racconta quello che vuole...tutti i personaggi dei miei racconti sono estremamente inquadrati in quello che sono e quello che fanno...eppure hanno un mondo da raccontare...

Sinceramente penso che questa ruolazione libera....sia come dire...un falso modo di giocare, se ho capito bene l'antifona...ognuno può fare quello che vuole e costruirsi la storia che vuole pur avendo la come dire classe rigida, a mio avviso si rischia di snaturare ciò che rende interessante il gdr ovvero le differenze...le differenze ci fanno scegliere, ci fan sentire e riconoscere diversi e uguali, e quindi anche più utili. O almeno...io la vedo così...sicuramente questa ruolazione libera da come vedo è solo un nome e da tempo remoto...siccome penso che aprire un topikz con scritto "buondì messere..." e tutte le cose del caso non sia per nulla sufficiente...ma questa è discussione vecchia e non credo vada bene in questa sezione.
Ultima modifica di Turpino il mar 2 giu 2009, 21:24, modificato 2 volte in totale.
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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Kronall » mar 2 giu 2009, 18:19

Io sono d'accordo con le tue osservazioni Turpino, e infatti credo che quello che Hashepsowe volesse dire è che anche lei stessa è giunta a questo tipo di conclusione, ossia che in determinati ambiti (in questo caso parliamo di GDR) bisogna adattarsi a categorie (Classi) predefinite che come fai notare tu, non limitano affatto la libertà.
Sta a te giocatore rendere il tuo Bardo 'originale' e non per forza adeguarti a quello che c'è scritto sui manuali... è la tua testa e le azioni che gli fai compiere a renderlo vivo.

Questo però, lo sappiamo io, te , Jarsali, e chiunque altro abbia avuto una certa esperienza di gdr; Hashepsowe semplicemente non ha avuto modo di comprenderlo finché non ha potuto toccare con mano e valutare situazioni e meccanismi tipici di questo genere, nel Play By Chat... che anche se non ha 'classi rigide' , si basa comunque su un sistema di regole che va seguito.

Il punto qui è un altro, la Ruolazione Libera non ha nulla a che vedere col GDR classico, né mi sembra che Hashepsowe voglia in qualche modo far collidere i due 'mondi'.
Io sono convinto che Ashura possa ospitare entrambe queste categorie: Ruolazione Libera per chi ama scrivere, non ama le restrizioni dei gdr e non vuole leggersi pagine e pagine di regole; GDR per chi ama giocare e rischiare, ed è meno interessato all'aspetto narrativo.
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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Turpino » mar 2 giu 2009, 21:15

Sì infatti ma resto convinto che ci sia la possibilità di applicare il sistema dei punti esperienza e dell'avanzamento di livello all'intero sito, come una maschera, una cosa che come già spiegai, non andrebbe a influire minimamente sul modo che uno avrebbe o non avrebbe di voler far vivere il suo alter ego...è ovvio che dovrebbero esserci alcuni accorgimenti, ma avrebbero una funzione come da tutore...e son sicuro che alla fine ci sarebbe una crescita vera del personaggio, cosa che ora non c'è...cioè...Turpino è sempre lui, e non è censito da nessuna parte quale sia il suo effettivo valore o potere ne l'equipaggiamento posseduto..una crescita ragionata e alla fine anche tutelata...perchè è vero, ci sono i topikz relativi al commercio (e già commercio è una parola grossa) ma non ci sono prezzi, non ci sono soldi, e poi chi mi dice che tizio ha veramente comprato questo? Quando? Io potrei ogni giorno saltare fuori con armi speciali, rendendone conto ipotizzando chissà quale storia...così è tutto troppo facile e veramente poco controllabile...col sistema xp invece avremmo una cronologia vera delle azioni dirette dei personaggi...perchè se per esempio uno si prende carico di gestire il commercio...ok Turpino compra l'arco per 20 drim...bene, in un apposito topikz viene notificato...uno si prende carico della gestione dell'avanzamento dei pg? Benissimo...Turpino è avanzato di lv? In una storia ha ottenuto un oggetto speciale? Che ne so...viene morso da un lupo mannaro? Verrebbe notificato nella scheda che è affetto da licantropia...ufficialmente...magari si potrebbero utilizzare i colori...che ne so...si fa un colore unico per tutti i pg...e magari se ne usa uno per lo status malattia..affinchè si sappia subito almeno genericamente delle condizioni di un pg...e credo sia un sistema perfettamente complementare alla ruolazione libera, che prevederebbe pg attivi praticamente sempre...solo con l'aggiunta di assegnazione px per quando un ruolo è giocato bene...e anche per racconti e spunti culturali...assegnazione che ripeto andrebbe gestita da chi un sa come funziona veramente un gdr....siccome ci sarebbe bisogno di competenza, e la competenza non la si acquisisce mettendo la parola "admin" sotto il nome dell'utente come magari hash pensa ?jollyr* o almeno in ml mi ha risposto in questa maniera :roll: e sinceramente penso che metterla su un piano gerarchico a sto punto sia solo controproducente....non vuole che lo faccia io perchè non ho il nome in rosso? Se non erro Jarsali è stata fatta admin...bene Kron...te e Jar...non ne vedrei altri, io credo molto in questo sistema, mi sto ripetendo e non lo farò più perchè già ci avevo messo una pietra sopra, ma oggi mi son messo dietro a buttar giù una specie di avventura stile librogame...così...una specie di prova e spero di portarla in fondo, così mi son dato un'altra possibilità...non voglio gufare, ma come ho già scritto più di una volta...Ashura ha bisogno di una ventata di freschezza, di una brusca virata...in pratica deve essere presa per le corna, e non per mano ?jollyr*

Son sincero..se c'è da esserci ci sono...ma non nel modo in cui stanno andando le cose...io vedo un sito quasi morto, quasi senza speranze, sopratutto considerando quello che può offrire la rete...abbiamo una bella grafica, tante belle cosine...e ci stiamo perdendo in un bicchier d'acqua...in ogni caso, cmq vada, nel caso dovesse decollare, suggerisco di dare un taglio netto a tutto il parlamentare del più e del meno, che sinceramente già da adesso mi puzza di obsoleto...le cose come stanno le sappiamo, non si iscrive nessuno, non c'è pericolo...azzz Kron...siamo praticamente degli spammer ]groan*

Occhei! Ciao Ciao!
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Re: LA RUOLAZIONE LIBERA DI ASHURA

Messaggioda Hashepsowe » ven 2 apr 2010, 13:55

Riprendo questo topic a distanza di tempo, per cercare di fare il punto della situazione, alla luce del lavoro fatto in questo periodo e del nuovo assetto di Ashura che sta finalmente prendendo forma e trovando spazio per decollare come auspicato.
Siamo in fase betatesting dell'intero meccanismo e credo che, al di là delle polemiche discussioni e delle accese incomprensioni del passato, lo sforzo per mettere assieme le due "anime" di Ashura sia stato fatto e cominci lentamente a crescere.

Turpino suggeriva un meccanismo per far crescere i pg capace di premiare la presenza attiva, legandola alla ruolazione ed è così che nasce l'idea della BANCA DEL TEMPO e dei QUANTI.
Suggeriva anche di dare un minimo di regole alla libertà ruolata e anche questo è stato fatto.
Chi ama scrivere liberamente ha ancora lo spazio per farlo se lo desidera e anche i poeti hanno il loro spazio per giocare e per fare sul serio, sperimentando nuove forme di scrittura, ma senza prendersi troppo sul serio.

Kronall ha scritto:Io sono convinto che Ashura possa ospitare entrambe queste categorie: Ruolazione Libera per chi ama scrivere, non ama le restrizioni dei gdr e non vuole leggersi pagine e pagine di regole; GDR per chi ama giocare e rischiare, ed è meno interessato all'aspetto narrativo.


E' quello che stiamo facendo: due anime per un'unica ambientazione. GdR con regole "classiche" (il play by chat e il playbyforum in fase di betatesting) e ruolazione narrativa con un meccanismo semplificato e più libero.

Riporto in auge questo topic perchè ci terrei, al di là delle discussioni passate, ad ascoltare voci nuove e fresche... quelle dei nuovi amici che recentemente sono giunti nelle nostre Oasi, perchè in questo spazio possano esprimere il loro pensiero, le loro preferenze e aiutare noi dello Staff a capire come crescere e migliorare sulla base del gradimento di chi ha accettato di sperimentare insieme a noi il meccanismo.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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