DOOM ROLE STORY: Regole e perplessità

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Le regole per discutere in questa sede sono quelle generiche della netiquette e quelle relative al rispetto per le persone specificate nella Costituzione delle Oasi di Ashura.
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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Hashepsowe » mar 5 lug 2011, 21:53

Non ho ancora ritoccato il regolamento ufficiale perchè prima vorrei testare le varie opzioni per vedere se funzionano.

Leggerò (nel we spero) il regolamento che citi e vediamo se mi ispira qualcosa di buono... ?ange*

Quanto alle osservazioni che fai, potrebbe essere una buona idea quella di affidare a chi chiude il tempo anche il compito di verificare se vi sono incongruenze... eventualmente anche su segnalazione dei giocatori in sede di coordinamento.
Oppure potremmo affidare questa verifica al PS... :roll: :roll: (e forse sarebbe meglio in quanto "super partes") . Le incongruenze possono però essere anche segnalate dai giocatori in sede di coordinamento oppure in pvt al PS.

Cosa ne dite? Quale variante preferite sperimentare per prima al fine di scegliere il partito migliore?

Invece per quel che attiene alla regola del pg blindato, sinceramente sono piuttosto perplessa perchè vorrei lasciare ai giocatori la facoltà di scegliere.
Anche perchè la mia (poca) esperienza mi insegna che se da un lato è molto bello identificarsi nel proprio pg, è altrettanto vero che in tal caso ben difficilmente si accetta a cuor leggero di vederne travisata la natura o peggio il modo di comportarsi e di agire in caso di interazione...
D'altro canto, non sempre è così... e non tutti i pg che ho giocato avevano una relazione così intima e profonda con me stessa... e in quei casi ho trovato decisamente divertente scoprire come gli altri vedevano il pg ed adattarmi a quella visione. In realtà Hashepsowe è l'unico pg che mi è stato così "caro al cuore" da rimanerci male quando gli altri ne travisavano la natura... tutti gli altri miei pg sono più o meno sullo stesso piano di interpretazione con un minimo di distacco, pur nell'inevtabile coinvolgimento emotivo che un buon master può talvolta generare.
Inoltre c'è il caso non ultimo di un Team di Ruolo in cui si venga a creare quella perfetta sintonia tra giocatori che permette a tutti di interagire liberamente senza travisare lo spirito dell'altrui pg... ed è ad esempio questo il caso del mio giocare con Kronall nella story "in viaggio" con il pg di Aldebaran: abbiamo sviluppato tra noi un tale affiatamento narrativo che non sussiste possibilità di travisamento e nel caso avvenga comunque, la semplice segnalazione dell'altro basta a risolvere il momentaneo equivoco che si potrebbe generare... e questo è davvero molto bello... oserei dire che è addirittura esaltante scrivere in un interscambio così fluido e reciplroco... e da buona idealista convinta mi piacerebbe molto che lo spirito del DRS conducesse i giocatori a vivere una tale armonia narrativa fluida...
So che non è facile raggiungere "per regolamento" un tale ambizioso obiettivo e che bisogna forse togliere ogni margine di equivoco e mettere tutti sullo stesso piano perchè l'equivoco è sempre dietro l'angolo e basta una piccola inezia per vanificare il divertimento di tutti...
Ecco... non so se sono riuscita a spiegarti perchè mi piacerebbe con questa regola facoltativa provare a salvar capra e cavoli... ma forse c'è un modo migliore... e forse - al di là dell'Utopia che io amerò sempre profondamente - la regola del pg blindato e del consenso reciproco all'interazione è la miglior formula applicabile per tutti...


... ciò detto... alla fine credo che tu abbia ragione anche su questo... ma mi piacerebbe prima di modificare ancora la regola sentire anche cosa ne pensano gli altri.
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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Kestrel » gio 7 lug 2011, 17:37

La faccenda del personaggio blindato è l'unica che mi solleva perplessità. Crea disparità tra i pg e anche tra i giocatori (il classico: non vedo perchè il tuo pg debba essere blindato e il mio no. Allora lo blindo pure io. E io. E io. Clik tutto chiuso = impossibilità gestire i dialoghi). Comprendo l'intento di "salvare capra e cavoli" ma talvolta se le scelte vanno in una direzione non possono contemplare anche la via opposta.
DRS si differenzia sostanzialmente dal DM (ma anche qualsiasi altro gioco di ruolo by forum) dal fatto che si possono gestire i dialoghi e non si deve attendere sempre la risposta dell'altro giocatore o del master. Se ben fatto la storia risulta più fluida negli avvenimenti e può prendere delle direzioni inaspettate. Quindi è proprio questione della tipologia di gioco: o si possono muovere gli altri personaggi oppure no. Poterne muovere alcuni e non altri rende confusa la faccenda (es. se mi trovo ad interagire con un personaggio blindato devo sempre cambiare scena o inventarmi che sto facendo altro).
Il feeling tra giocatori è una cosa che si conquista con il tempo, una caratteristica appresa nell'esperienza di gioco e non c'è regolamento al mondo che possa pianificarla o anche solo agevolarla. Quindi non è assolutamente una pecca del DRS se si sta ancora imparando a come muoversi in questo contesto.
Io penso sia una questione di gusti, ed ognuno è libero di scegliere secondo i propri.
Il DRS è un gioco narrativo senza master (sostanzialmente) in cui tutti portano avanti il racconto secondo le regole date, e si differenzia dagli altri. Se non piace ... amen. Si va a giocare a qualcosa d'altro. Se preferisco il baseball non vado in una squadra di calcio cercando di modificarne le regole per farlo somigliare al gioco che sento a me più affine. Gioco a calcio OPPURE a baseball.
;-)
Ragazza mia, se la vita non ti ha insegnato che nulla è come appare, allora ti è stata cattiva maestra.

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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Hashepsowe » lun 7 nov 2011, 23:45

Bon... dopo aver definitivamente rinunciato alla regola del pg blindato, riprendo questo topic questa volta per porre all'attenzione dei giocatori alcuni nuovi problemi che le due story in atto hanno evidenziato.

1) RINUNCIA DI UN GIOCATORE
2) PARZIALE (e temporanea) ASSENZA DI UN GIOCATORE
3) RIENTRO DI UN GIOCATORE DOPO LUNGA ASSENZA
La situazione 1) è capitata diverse volte nel corso della Story Progenie di Morte e la soluzione individuata "sul momento" è sempre stata direttamente proporzionata all'importanza che il pg del giocatore rinunciatario si era ritagliato nell'ambito del Team di Ruolo. Ad esempio, quando Barimoor ha comunicato di non riuscire più a seguire la story, ho personalmente provveduto a "congelare" il suo pg in una situazione di stallo da cui gli fosse facile ripescarlo in caso di eventuale ritorno. Allora però non giocavamo ancora con il regolamento attuale e così, quando anche Davamros è scomparso senza manifestare alcuna intenzione, ho chiesto a Draco di fare altrettanto per il pg di Ra'zael, che Dav allora interpretava. Quando invece fu pandemyc a dare forfait, si rese necessario agire diversamente, poichè Anima Nera è troppo importante ai fini della storia per poterlo congelare in stallo e decidemmo così di farlo interpretare dal PS coerentemente con la story. Avevamo già varato il regolamento DRS, ma effettivamente la parte relativa alla rinuncia risulta vaga e lacunosa e ora che anche Nolorin ci ha fatto sapere che non riuscirà più a seguirci almeno fino a che non riesce a laurearsi (cosa che non si presume a breve scadenza), ci si ripresenta il problema dell'assenza di un pg strettamente correlato alla trama che si andava delineando. Potremmo ricorrere di nuovo al PS, ma rischiamo di far perdere ai giocatori coinvolgimento diretto nella trama.
Nella story "in viaggio per le oasi" si verifica invece il caso 2), poichè Silmarien in realtà vorrebbe poter continuare, ma con un ritmo meno pressante, in cui lei stessa deciderebbe la cadenza dei propri post, proporzionandoli alle sue disponibilità di tempo. Al momento abbiamo gestito la situazione lasciando che la stessa Silmarien scrivesse un post di "inizio storia collaterale" in cui il suo pg si immerge e che occasionalmente porterà avanti, senza più interagire con gli altri ruolatori in scena, almeno fino a nuovo ordine.
Progenie ci presenta anche due casi in cui si è verificata la situazione 3) e si tratta di due differenti situazioni: la prima, verificatasi quando pandemyc decise di rientrare in gioco, vide una certa continuità di azione poichè la gestione che il PS fece di Anima Nera era stata parecchio coerente con le caratteristiche salienti del pg e pandemyc non ebbe troppe difficoltà a rientrare nei suoi panni (correggimi se sbaglio). Credo che anche nel caso che si presenta oggi, con la lieta nuova del ritorno di Barimoor, non ci dovrebbero essere problemi di continuità narrativa... poichè sono certa che il buon Barimoor saprà giustificare benissimo tanto l'assenza che il ritorno di Wa'el.

Suppongo sia però utile inserire nel regolamento qualcosa che dia indicazioni anche sulla gestione di tali situazioni.
Riporto di seguito quanto a tal proposito hanno scritto pandemyc e Draco nel topic di coordinamento di Progenie di Morte.
pandemyc ha scritto:Nel caso del DRS prevedo queste possibili soluzioni

1. Il Master Super Partes lo interpreta come in un tradizionale gioco portandolo a una situazione ove potrà essere poi escluso dalla trama in modo logico.

2. I giocatori lo interpretano a turno, sembra complicato, ma credo che nell'ottica del DRS dove comunque tutti noi possiamo in qualche modo muovere i personaggi altrui non dovrebbe rappresentare un problema. In tal caso questa soluzione potrebbe però costringere ciclicamente ogni narratore a giocare diciamo due volte e in questo caso si sbilancerebbe il concetto della chiusura del tempo poiché giocandolo ciclicamente la matematica del gioco cambia di brutto.

3. Per utilizzare la soluzione 2, ma rendere la medesima matematica forse basterebbe che un giocatore per ogni capitolo della story includa delle vicende di Nolorin dentro il proprio post di turno regolare.

Non so se mi sono spiegato. Forse no.

Forse sarebbe necessario anche un minimo decidere dove far vertere la trama del giocatore che lascia per portarlo coralmente a un punto di esclusione dal contesto che sia di accordo collettivo.

Sicuramente chi lascia i giochi, a mio avviso, qualunque sia il motivo non deve avere rimostranze per la sorte del proprio personaggio. Finché un giocatore può muoverlo è doveroso ma quando abbandona la sorte del gioco di chi rimane ha la priorità. Altrimenti si arriverebbe ad avere ennemila personaggi congelati con una trama assolutamente insulsa.

Almeno questo è il mio personalissimo pensiero.


dracodraconis ha scritto:Per quanto riguarda la gestione dei PG di giocatori che lasciano mi piace la soluzione 3 di Pan,

Con un piccolo accorgimento anti zavorra, ovvero ogni giocatore si prende la responsabilità d'inserire il Pg del giocatore mancante , ma sino ad un certo e definito lasso di tempo deciso o dal master ad inizio gioco o inserito nel regolamento DRS.
Questa soluzione potrebbe essere ottimale nei casi in cui un giocatore dichiari che non riesce a stare dietro alla story ma non vorrebbe mollare o, se preferite, di giocatori tendenti alla dimenticanza.
Anche qui con degli opportuni correttori.
1-Il giocatore che dichiari la sua difficoltà deve poter riprendere in mano il gioco entro un periodo di tempo ragionevole
2-Non si può sostituire per più di tre volte il giocatore sbadato.

Nel caso di Silmarien si potrebbe aprire una specie di story nella story, in cui lei o altri casi del genere, possano postare con i propri ritmi ed in seguito, valutate le opportunità, decidere di rientrare nella story principale od interrompere definitivamente.

La differenza tra il giocatore sbadato e il caso di Silmarien si presta in modo differente, in quanto il primo è solo sbadato ma ha la volontà di continuare nella story principale, il secondo è se non un vero abbandono, sicuramente una situazione di stacco

Ovviamente, per far si che la story principale non si perda, il giocatore lasciante non può avere pretese di sorta.



Trovo molto interessanti entrambi gli spunti... e concordo con draco che le due diverse casistiche dovrebbero comunque essere gestite in modo diverso, perchè diverso è il caso di chi semplicemente scompare come ha fatto Davamros, rispetto a chi comunque avverte e ancor diverso è il caso di chi avverte che "si distacca" e chi invece chiede "di rallentare".
Personalmente vedrei meglio una gestione del pg assente a cura del PS (soluzione 1 di pan), il quale, a seconda della casistica dell'assenza, potrebbe:
a) interpretare per tre turni il pg mantenendo comunque la sequenza matematica del turno di gioco, coerentemente con il capitolo e con le propensioni del pg fino a quel momento espresse dal ruolatore che si allontana. I tre turni servono al PS per far scomparire il pg dell'assente dalla story in maniera narrativamente coerente.
b) far scomparire subito il pg seguendo il Responso della Sorte (interpretazione di una carta dei sogni): questo sarebbe il caso da applicare a chi semplicemente sparisce e non comunica nulla a chi resta.
c) congelare il pg assente in un'azione collaterale, di cui il giocatore stesso dovrà poi narrare gli esiti nel caso faccia ritorno, previa consultazione delle Carte dei Sogni. Questa direi che è la soluzione migliore per coloro che dichiarano di volersi prima o poi riaccostare al gioco, a patto che non abbiano un pg troppo immerso nella trama, nel qual caso si rimanda alla soluzione a).

Infine, trovo che la soluzione proposta da Draco ed applicata al caso di Silmarien possa essere congeniale per coloro che si assumono comunque l'impegno di continuare la storia seppure con cadenza più rallentata rispetto al normale.

SEcondo voi sto di nuovo tentando di salvare capra e cavoli?
Pensate che io debba dare un taglio più netto alla cosa, che non contempli le diverse casistiche e che sia uguale per tutti?
Fatevi sentire...
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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Kronall » mar 8 nov 2011, 14:01

Hashepsowe ha scritto:1) RINUNCIA DI UN GIOCATORE


Secondo me la soluzione più semplice e logica è lasciare al PS il compito di stabilire la sorte del Personaggio.
Non vedo perché attendere tre Turni, semplicemente il PS interviene e narra gli eventi che porteranno il Pg definitivamente fuori dal gioco.

Hashepsowe ha scritto:2) PARZIALE (e temporanea) ASSENZA DI UN GIOCATORE


Come sopra, soltanto che il PS trova un escamotage per congelare il Pg (malattia, imprigionamento, scomparsa misteriosa...). L'escamotage avviene subito, a dispetto della turnazione in corso e senza perdere altro tempo.
Portarlo avanti ad inerzia sarebbe scorretto nei confronti dell'assente e non farebbe che rallentare il gioco.

Hashepsowe ha scritto:3) RIENTRO DI UN GIOCATORE DOPO LUNGA ASSENZA


Se il Giocatore aveva avvisato che sarebbe rientrato, allora può riprendere in mano il Pg che era stato precedentemente congelato (vedi sopra). A lui il compito di reintrodurlo nella storia in modo narrativamente coerente.
Se il Giocatore aveva rinunciato invece (vedi punto 1), nel caso in cui dovesse cambiare idea e rifarsi vivo gli si chiederebbe di creare un nuovo Personaggio, visto che il vecchio era stato eliminato dal gioco.

Hashepsowe ha scritto:Nella story "in viaggio per le oasi" si verifica invece il caso 2), poichè Silmarien in realtà vorrebbe poter continuare, ma con un ritmo meno pressante, in cui lei stessa deciderebbe la cadenza dei propri post, proporzionandoli alle sue disponibilità di tempo. Al momento abbiamo gestito la situazione lasciando che la stessa Silmarien scrivesse un post di "inizio storia collaterale" in cui il suo pg si immerge e che occasionalmente porterà avanti, senza più interagire con gli altri ruolatori in scena, almeno fino a nuovo ordine.


Francamente, non sono d'accordo... un Giocatore, se decide di partecipare, deve farlo secondo i ritmi prestabiliti dalle regole (come tutti gli altri); se sente di non potercela fare, rinuncia.
Non possiamo mettere su un racconto coerente se io te e Draco postiamo una volta a settimana, mentre Silmarien una volta al mese (per ipotesi). E' un pò come se noi tre procedessimo per una strada comune, mentre lei per un'altra... in questo modo va a farsi benedire tutta la coerenza narrativa e i tempi sarebbero tutti sfasati. Noi potremmo reagire reciprocamente con una certa rapidità sugli spunti che concernono i nostri Pg, ma se decidessimo di introdurre uno spunto che riguardi Elisa, non sappiamo se e quando verrà notato da Silmarien.
Sarebbe meglio allora se Silmarien in questo caso iniziasse un nuovo racconto incentrato esclusivamente sulle gesta e i retroscena riguardanti il suo Pg, che proceda su una strada differente da 'In Viaggio'.
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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Aldebaran Centauri » mar 4 set 2012, 1:17

Proposta di modifica per far fronte al caso in cui non si riesca ad individuare un Padrone della Sorte per una determinata Story (ad esempio nel caso in cui tutti i master di Ashura siano impegnati come giocatori in quella story).
Il giocatore che compie l'azione controversa pesca da solo la sua carta e indica in spoiler di che carta si tratta e quali note di divinazione sono ad essa associate… e chi scrive dopo di lui tiene conto della carta pescata per chiudere l'azione lasciata in sospeso dal giocatore precedente, narrando il felice esito dell'azione in caso di carta positiva e la difficoltà che ne ha impedito il successo in caso di carta di segno negativo.
Per rendere la consultazione più agevole, potrebbe essere inserito nel sito un pdf con la rappresentazione del mazzo completo di note di divinazione. Ogni carta viene associata ad un numero da 1 a 70, cosicchè sia possibile procedere al lancio di un d70 tramite tiradadi del sito www.invisiblecastle.com e individuare facilmente la carta associata al numero estratto fornendo evidenza agli altri giocatori dell'esito della sorte.
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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Hashepsowe » mer 5 set 2012, 16:29

[quote='Aldebaran Centauri']Il giocatore che compie l'azione controversa pesca da solo la sua carta e indica in spoiler di che carta si tratta e quali note di divinazione sono ad essa associate… e chi scrive dopo di lui tiene conto della carta pescata per chiudere l'azione lasciata in sospeso dal giocatore precedente, narrando il felice esito dell'azione in caso di carta positiva e la difficoltà che ne ha impedito il successo in caso di carta di segno negativo.
Per rendere la consultazione più agevole, potrebbe essere inserito nel sito un pdf con la rappresentazione del mazzo completo di note di divinazione. Ogni carta viene associata ad un numero da 1 a 70, cosicchè sia possibile procedere al lancio di un d70 tramite tiradadi del sito www.invisiblecastle.com e individuare facilmente la carta associata al numero estratto fornendo evidenza agli altri giocatori dell'esito della sorte.[/quote]

Aspetto di sapere cosa ne pensano i giocatori... se la cosa vi piace la applichiamo senz'altro così ci rendiamo più facile la vita.
Intanto sto preparando il pdf delle carte dei sogni e l'articolo di presentazione. :cool:
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Re: [GdR - Discussione] Parliamo del Doom Role Story

Messaggioda Kronall » gio 6 set 2012, 13:38

A me la regola piace, perchè è elegante e semplice al tempo stesso; lascia molta più libertà ai players di controllare il corso della storia (prima l'interpretazione delle carte era affidata al solo Padrone della Sorte).

Problemi potrebbero sorgere qualora i due players coinvolti fossero in combutta tra loro, ma ci si aspetta un minimo di maturità... che comunque dovrebbe essere 'di base' in un gdr narrativo.

Invece, vorrei esortarvi (ed esortarmi) a sfruttare più frequentemente le regole del DRS.
Nessuno di noi infatti ha ancora usato Punti Quantum e le Azioni Controverse (così importanti nell'economia di gioco) sono state dichiarate solo da Hash... è un peccato: tanto per cominciare, è come mangiare la buccia di una mela per poi buttar via la polpa e secondo poi, se non proviamo questi meccanismi come facciamo a capire se sono corretti oppure se portano ad abusi ?
Ovviamente Lavinia è più che giustificata essendo l'ultima arrivata e non avendo preso ancora familiarità con le regole.

Per parte mia mi impegno a sfruttare il regolamento quanto più possibile da ora in poi... cercherò di abusarne proprio per verificare se e come è possibile farlo e successivamente correggere i meccanismi che hanno portato a ciò.
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Re: DOOM ROLE STORY: Regole e perplessità

Messaggioda Hashepsowe » gio 13 feb 2014, 17:01

Allora...

Eccoci qui, con un regolamento sulla carta bello da giocare, ma che trova i suoi (enormi) limiti in alcuni aspetti fondamentali, che meritano a mio parere di essere sviluppati maggiormente.

Prima di far ripartire la nostra unica campagna attiva DRS (l'altra è morta definitivamente per abbandono dei giocatori e non intendo ripescarla perchè ho altre idee al riguardo...), vorrei implementare le modifiche necessarie al regolamento, per evitare di doverci poi trovare nelle medesime canne!

Quali i problemi? Vado ad esporli, cercando di essere breve, ma non so se ci riuscirò...

1) Lo Scopo della Storia e gli Scopi dei Personaggi: occorre dare maggiore chiarezza a questa parte delle regole, perchè si rischia non solo di non essere chiari, ma addirittura di generare confusione.

2) Non è facile trovare master super partes disponibili e dotati di buona conoscenza della nostra ambientazione. Quindi dobbiamo - a mio avviso - provare a fare un salto di qualità rendendo il gioco "masterless" e lasciando interamente nelle mani dei giocatori lo scettro del comando. Eventualmente si può studiare un meccanismo che dia potere ai lettori (gli utenti non giocanti di Ashura), similmente a quanto avviene su "the incipit". E naturalmente ci sono le Carte dei Sogni, il cui giudizio è inappellabile, ma deve essere interpretato e sta al giocatore farlo nel migliore dei modi, coerentemente con la sua visione della storia e con gli scopi dichiarati del suo pg.

3) Assenza dei personaggi: in ogni caso, si ricorre alle Carte dei Sogni e il personaggio di turno - seguendo lo spunto fornito dalla carta che ha pescato - ha il diritto di far muovere e dialogare i pg di coloro che non giocano da diverso tempo. Sempre che si tratti di personaggi che hanno giocato assiduamente fino ad assumere un ruolo centrale nella storia. Lo scopo dovrebbe comunque essere, in tal caso, quello di lasciare andare i pg degli assenti al loro destino, fuori dalle vicende che si continueranno a narrare. Basta quest collaterali per gente che stacca adducendo le più svariate scuse ma non è affatto interessata a rientrare in gioco ad emergenza finita. Semmai un giocatore dovesse ripresentarsi animato da intenzioni di assiduità, lo valuteremo al momento... eventualmente potrà sempre crearsi un nuovo pg, oppure ripescare quello congelato con un qualche aggancio narrativo... anche in questo caso le carte dei sogni forniscono senz'altro una valida fonte di ispirazione e suggerimenti.

Comunque non ho ancora le idee molto chiare e chiedo pertanto il consiglio di tutti coloro che avranno voglia di discutere con me di questo regolamento per farlo infine finalmente funzionare!
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Re: DOOM ROLE STORY: Regole e perplessità

Messaggioda Kronall » gio 13 feb 2014, 20:50

Hashepsowe ha scritto:1) Lo Scopo della Storia e gli Scopi dei Personaggi: occorre dare maggiore chiarezza a questa parte delle regole, perchè si rischia non solo di non essere chiari, ma addirittura di generare confusione.


D'accordissimo, e spero di trovare il tempo per dare il mio contributo... purtroppo non penso di averne abbastanza oggigiorno.
Ad occhio e croce, direi che Scopi e Storia devono essere correlati alle meccaniche di gioco e influire sulle qualità dei PG per poter funzionare, ma devo rileggere bene quella sezione prima di sparare a zero.

Hashepsowe ha scritto:2) Non è facile trovare master super partes disponibili e dotati di buona conoscenza della nostra ambientazione. Quindi dobbiamo - a mio avviso - provare a fare un salto di qualità rendendo il gioco "masterless" e lasciando interamente nelle mani dei giocatori lo scettro del comando. Eventualmente si può studiare un meccanismo che dia potere ai lettori (gli utenti non giocanti di Ashura), similmente a quanto avviene su "the incipit". E naturalmente ci sono le Carte dei Sogni, il cui giudizio è inappellabile, ma deve essere interpretato e sta al giocatore farlo nel migliore dei modi, coerentemente con la sua visione della storia e con gli scopi dichiarati del suo pg.


In questo credo che sia bene trarre spunto dalla miriade di Boardgame attualmente in circolazione, che sono quasi tutti masterless, perché ritengo che alcuni propongano dei meccanismi interessanti per gestire questo problema.
Tanto per dirne una: il meccanismo delle 'aste alla cieca' ad esempio (chi punta di più ha il potere decisionale), ma bisogna prima introdurre della 'moneta' da impiegare per questo scopo (Punti Potere, Punti Bonus, ecc. ecc.).

Hashepsowe ha scritto:3) Assenza dei personaggi: in ogni caso, si ricorre alle Carte dei Sogni e il personaggio di turno - seguendo lo spunto fornito dalla carta che ha pescato - ha il diritto di far muovere e dialogare i pg di coloro che non giocano da diverso tempo. Sempre che si tratti di personaggi che hanno giocato assiduamente fino ad assumere un ruolo centrale nella storia. Lo scopo dovrebbe comunque essere, in tal caso, quello di lasciare andare i pg degli assenti al loro destino, fuori dalle vicende che si continueranno a narrare. Basta quest collaterali per gente che stacca adducendo le più svariate scuse ma non è affatto interessata a rientrare in gioco ad emergenza finita. Semmai un giocatore dovesse ripresentarsi animato da intenzioni di assiduità, lo valuteremo al momento... eventualmente potrà sempre crearsi un nuovo pg, oppure ripescare quello congelato con un qualche aggancio narrativo... anche in questo caso le carte dei sogni forniscono senz'altro una valida fonte di ispirazione e suggerimenti.


Io invece suggerirei di gestire l'utilizzo dei PG degli assenti come un vantaggio, che va acquistato con punti (o vinto in un Contest, se altri Giocatori vogliono arrogarsene il diritto al par nostro). In quel caso essi diverrebbero png a tutti gli effetti.
Se voglio usare il PG di Draco per portare la storia nella direzione che voglio io e gli altri sono d'accordo, no problem; in caso contrario, si ricorre alle disfide.
Anche in quel caso però credo sia bene imporre un limite, in quanto un Giocatore dovrebbe utilizzare solo un PG alla volta: PNG aggiuntivi dovrebbero essere l'eccezione.
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Re: DOOM ROLE STORY: Regole e perplessità

Messaggioda slauni » ven 14 feb 2014, 1:38

Sono l'ultimo arrivato, è vero, ma mi permetto un suggerimento.

I problemi e le modifiche che Hashepsowe ritiene "necessarie" nascono dalla mancanza di raggiungimento di un certo obiettivo che evidentemente ritieni importante per questo gioco. Prima di affrontarle e di tirare fuori ciascuno possibili soluzioni, posso chiedere qual è l'obiettivo del gioco?

Quando pensiamo a modifiche e soluzioni di problemi credo che il lavoro possa essere più facile se troviamo una comunanza di obiettivi. Quindi la mia domanda è rivolta a Lunastella, ma in realtà anche a tutti i giocatori che intendono partecipare a questa discussione.

Qual è l'obbiettivo del gioco? o se vuoi cosa ti aspetti dal gioco?

Io ad esempio credo che l'obiettivo del gioco sia raccontare insieme una bella storia fantastica ambientata nelle Oasi di Ashura. E mi aspetto che il gioco sia fluido e scorrevole, che sia facile per tutti scrivere (anche per chi non è proprio uno scrittore nato) e che l'ispirazione si autoinneschi durante il gioco (ovvero che si possa trarre ispirazione dai post di chi ha scritto prima di me o da frammenti di testo preesistenti come potrebbero essere gli atlanti, altre storie giocate e tutto quello che esiste di scritto su ashura).

Questo è a grandi linee ciò che mi aspetto dal DRS. Oltre al divertimentimento, che non è mai sottinteso. È ovvio che tutte le proposte che farò saranno indirizzate a quell'obiettivo e a soddisfare le mie aspettative.
Tuttavia non è detto che il mio scopo del gioco sia valido per tutti, quindi a livello informativo vorrei che ciascuno dicesse in poche righe ciò che si aspetta dal gioco, e che Lunastella in qualità di autrice del gioco verificasse l'unità di intenti. Spero di non sembrare saccente, ma le soluzioni ai vari problemi sono migliaia e se non si ha presente il risultato finale che si vuole ottenere, sarà facile generare nuovi problemi con ogni modifica.
Comprende la futilità della vita e ne coglie l'aspetto divertente, il gioco che c'è dentro tutto.
Non prende mai troppo seriamente i suoi compiti. È la risata che risuona nei boschi.
Forse per questo, alcuni lo chiamano il Diavolo.

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