Italia che fu

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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » gio 6 giu 2013, 18:55

Ehilà...
Il pesto argentino sinceramente.... :shock: me lo risparmio :mrgreen:
Però' intanto di scrivo dalla terra di Albione, dove all'ombra del Tor, mi godo il sole caldo che in Italia tarda a venire....
A presto rileggerti spero.
Un abbraccio.
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Re: Italia che fu

Messaggioda Elyse » ven 7 giu 2013, 20:47

E' il caso di ribadire: "Ashura potenza nel mondo"! :lol: eheheh siamo un piccolo popolo di viaggiatori :cool:

p.s. domani mangio il pesto home-made con il basilico di casa anche per te, Turpe! Ma dato che non hai problemi con il cibo, goditi la cucina argentina ;-)
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » mar 3 set 2013, 19:56

Buondì, già che si parla di luoghi lontani aggrego una recente parte di un mio giornale di brodo al fine che possiate bervela tutta:-)

28/08/2013 Verso il sud

Il vuoto. Il niente più assoluto. Ovunque io possa guardare vedo solo campi sterminati di bassa vegetazione. eppure tutto questo mi soddisfa. Non passano automobili. O almeno non ne ho viste fino ad ora. Solo camion o autobus di larga distanza. Si può vedere in lontananza qualche animale a volte, tra i cespugli. C'è come una specie di recinto ai bordi della strada. Migliore al mio lato destro. E' basso, e credo l'utilità sia dissuadere gli animali dal passare in strada. A volte s'incontra una sterrata che taglia il campo ed io ancora ancora non son riuscito a capire che strada sia. Ovvero il numero della Ruta Nacional. Sono le 9.00 e l'arrivo a Puerto Madryn è previsto per le 14.00. E' un giorno di sole e all'interno dell'omnibus ci sono 26 gradi che mi permettono di stare in maglietta. Siam partiti ieri sera alle 21.00 circa da Liniers.
Questo è il nostro viaggio di nozze.
Abbiamo deciso per il sud. Per poter vedere le balene. Ora l'ho vista, è la RN 251. Entrambi avevamo questo desiderio in comune. Per la precisione siamo diretti a Puerto Piramide che dista circa 100km da Madryn, il che significa prendere un altro omnibus. Il servizio non tiene una gran frequenza e se non riusciamo a viaggiare dovremo cercare un alloggio a Puerto Madryn per passare la notte. L'idea è un paio di giorni a Puerto Piramide, in tranquillità. Avvistare le balene e rilassarci. Come attrattiva si dice offra di più Puerto Madryn, ma ho imparato che è come bere il vino. Un vino è buono quando piace. Di certo le sterrate che s'incrociano portano a fattorie. Chissà se esistono ancora. Chissà se questa traccia del percorso dell'uomo a tutt'oggi conduce a se stesso. Ho quasi caldo. Abbiam preso bene col tempo. Gli ultimi giorni son stati piuttosto freddi. Siamo in inverno dopotutto. La stagione fredda è stata decisamente clemente, alternando giorni freddi ad altri decisamente primaverili.
Il verde del campo e l'azzurro del cielo. Vedo solo questo. Ed è meraviglioso. Mi sale una grandissima voglia di percorrere questa strada in macchina. Per questo dovrò aspettare. Vorrei, anzi vorremmo poter vivere fuori dal caos urbano. Vorremmo tante cose ma per ora facciam tesoro della pazienza


Ecco:-) Un paio di cose scritte durante il viaggio mentre guardavo fuori dal finestrino la sterminata steppa della Patagonia :mrgreen:

Saluti!
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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » gio 5 set 2013, 15:38

Amico lontano, che bello leggerti su queste pagine virtuali... che bello sentirti così vicino anche da lontano!

Spero che un giorno non solo tu abbia abbastanza danaro per un'auto, ma magari anche per una vacanza italiana... giusto per riabbracciarti e per conoscere la tua signora...

Mi manchi e ci manchi... ma siamo contenti di sapere che hai trovato la tua dimensione.

Con tanto tantissimo affetto.
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » dom 8 set 2013, 3:08

Guarda, se non fosse che abbiamo un pc a pedali configurerei skype. Anzi, vedo di farlo appena ho un poco di spinta, ma solo per la questione chat, nonostante la discreta differenza oraria, posso sempre lasciare il num. di cell argentino gli sms dovrebbero arrivare senza problemi. Purtroppo l'altro ha fatto una fine poco onorevole.
In teoria il pc dovremmo cambiarlo a breve ma ora si affacciano spese ben più importanti.
Stiamo compiendo gli ultimi passi per aprire una gelateria eh!eh! Alla fine ho intrapreso un sentiero professionale nuovo.

Visto quante cose possono cambiare in soli sei mesi o poco più?
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Re: Italia che fu

Messaggioda Elyse » sab 28 giu 2014, 14:06

Caro Turpe e cari Ashuur lettori,
non ricordo più dove sia quel post in cui mi lamentavo dell'Italia e mi chiedevi quindi cosa mi aveva spinto a lasciarla.....Innanzitutto sono appena tornata dalla mia avventura, ma non mi sono ancora ripresa...sono nella fase post-UK (anni fa ebbi la fase post-Giappone) quando torni al tuo Paese e confermi l'odio per alcuni aspetti italiani perché là andava meglio, ma riabbracci e riapprezzi le cose care perdute (in primis il cibo). eheheheh non parlo di golosità ma di salute: non sapevo più cosa mangiare dal mattino alla sera causa alcune intolleranze, cibi UK sono delle emerite porcherie e costano!!!

Ovviamente per motivi lavorativi, l'ultimo impiego non mi permetteva di essere indipendente dal punto di vista economico (ma mi sa che lo devo riprendere se voglio avere qualche entrata, sempre se lo trovo di nuovo....), quindi ho tentato di trovar qualcosa meglio anche in funzione alla mia preparazione, nel nostro Paese non sono valutata come si deve perché non c'è meritocrazia, credo questo sia il problema principale.....
Seconda cosa ho scelto UK perché ho padronanza della lingua, non avrei coraggio a buttarmi a pesce in un Paese in cui non sono in grado di comunicare, almeno son tranquilla in caso di emergenza, no?
Terzo è un'esperienza che volevo vivere da un po' di anni, sono comunque contenta di averla provata ora con maggior consapevolezza, piuttosto che da adolescente, dei miei limiti e delle mie capacità.
Volevo un'esperienza breve solo temporanea, ma non immaginavo così brevissima però. Purtroppo per una serie di motivi personali sono dovuta tornare. Se dovessi tracciare un bilancio sarebbe comunque positivo, un viaggio che ti apre tanto, ti fa crescere e che conferma aspetti personali, come ad esempio mi trovo bene a viaggiare da sola. Ho conosciuto un sacco di gente, in pochi mesi mi sono creata una rete di contatti niente male, persone di diverse razze e culture, è sicuramente un'esperienza di vita non solo linguistica. Chiacchierare in giapponese ed inchinarsi nel centro di Londra non ha prezzo, soprattutto quando gli inglesi rimangono imbambolati a guardarti a bocca aperta hihihihihih

E tu? Cosa ci racconti di bello?

Presto dovremmo chiamarti papà Turpe altro che zio Turpe! ;-)
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » sab 28 giu 2014, 18:02

Buongiorno:-)

Io credo che difficilmente un'esperienza, vivere un poco di tempo anche solo fuori casa senza necessariamente espatriare non faccia bene. Io avevo notato considerevoli differenze solo tra Modena e Varese, pensa te. Sicuramente farsi un poco di tempo fuori dal paese contando di dover iniziare tutto da zero compresa cerchia di amici, contatti, conoscenze e non di meno la integrazione ai costumi e moti locali è un poco diverso.

Dal mio punto di vista chiunque cerchi di migliorare la sua vita fa solo bene, inoltre arricchisce parecchio il proprio bagaglio e, penso sia la cosa migliore, aiuta ad avere una visione più obiettiva e oserei dire giusta della propria cara e bistrattata patria. Vedere casa nostra dall'altro fa molto bene alla salute insomma.
Forse nel tuo caso è durato poco perchè già eri partita con l'idea di restare poco, o forse perchè è andata così:-) Probabilmente è durata il giusto. Io ammetto con son stato fortunato ma, come ho già ripetuto, mi fregio della presunzione dicendo che son partito con un bel po' di audacia nello zaino eh!eh! Tecnicamente era un trolley, che poi mi han rubato lasciandomi con solo quello che avevo addosso. E' molto affascinante restare "senza niente". In termini relativi ovvio, per fortuna l'accesso alle finanze tuttavia mi rimase (in seguito mi rubarono pure la carta di credito, ma questa è un'altra cosa) però i soldi come si dice non sono tutto. Da un momento all'altro tutto il mio avere eran in vestiti che indossavo con quello avevo nelle tasche. Solo ora, che conosco posso dire abbastanza bene le vie burocratiche dell'Argentina posso dire che la più grande fortuna sia stata che non mi rubassero il passaporto. Qui non ti puoi nemmeno comprare il biglietto per una corriera per viaggiare da una città all'altra senza un documento e la carta d'identità italiana non ha valore (mi rubarono pure quella)

Credo che l'Europa sia un paese spento, siamo vecchi e lo vedo bene da qua, dall'oltreoceano. Siamo vecchi ma siamo anche pieni di storia di tradizioni e tante cose da raccontare. Questo dovuto ad una progressione costante della cronologia storica penso. Riguardo all¡Italia non lo avrei mai pensato ma ho pure speso i soldi per appendere la bandiera al balcone! Tutto per una disastroa figura ai mondiali...
Alla fine credo che siamo un grande paese e abbiamo avuto una gran fortuna a nascere in Italia. E' inutile commentare la situazione lavoro perchè sappiamo bene come tira il vento [i]pero bueno[i] è così:-)

Parlando meno da Anacleto, ancora non ho capito cosa facessi per vivere a Londra. Però, lasciami dire una cosa... proprio Londra dovevi scegliere? La Gran Bretagna tutta ha luoghi fantastici e cittadine super tranquille e nella capitale ti dovevi imbucare? Eh!Eh! Non è che sia una nazione con poche possibilità di scelta:-) Comunque avrai avuto le tue ragioni di sicuro. Ammetto che se potessi e avessi le possibilità mi trasferirei subito in Galles, ma questo devo lasciarlo tra i sogni nel cassetto. Ora eh!eh! Mi aspettano pannolini e notti bianche :mrgreen:

C'è da dire che almeno un poco di clandestinità sto cercando di conservarla non ancora fatto l'iscrizione all'AIRE cosa che dovrò fare siccome nemmeno ho registrato il matrimonio e, per lo stato italiano son ancora un modenese sperduto, registrazione che devo fare per dar valore in Italia dell'atto civile, più che altro perchè mia moglie non solo possa avviare le pratiche per un passaporto italiano ma per non incontrare problemi alla frontiera italiana. Non credo qui facciano storie ma quando venne la prima volta in Italia avendo fatto scalo in Spagna non la volevano fare passare perchè essendo argentina doveva esser per forza una pezzente senza i soldi per potersi permettere il soggiorno, ma vi pare? Specie quando la storia racconta di tanti e tanti spagnoli emigrati in Argentina perchè non avevano nemmeno il pane da mangiare. Come si dice, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Qui gli spagnoli non son visti benissimo, al contrario c'è molto rispetto per gli italiani.

Oki, mo vado a mangiare un poco :cool:
Ultima modifica di Turpino il mar 1 lug 2014, 15:04, modificato 1 volta in totale.
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Re: Italia che fu

Messaggioda Elyse » dom 29 giu 2014, 10:03

Non è per niente facile appunto vivere lontano da casa, soprattutto farlo quando si è costretti. Un conto è scegliere di farlo al 100%, ma quando hai una ragione che pesa sul groppone, non è mai piacevole......

Non mi va di raccontare cosa facevo per vivere a Londra, niente di scabroso, ma è personale, quindi racconterei in privato come mi sono andate le cose in merito. Qualcosa ho fatto però ;-)

Perché avevo un'idea di come fosse Londra, parlo a livello pratico. Avevo fatto il sopralluogo pseudo-turistico a settembre realizzando il mio sogno eheheh Forse preferirei città meno caotiche e so che ci sono posti bellissimi in UK, ma l'ho scelta per avere una chance in più e poi come ripeto perché la conoscevo. Andare in una città completamente sconosciuta e da sola, un po' mi inquietava.....e dove trovavo appoggio? E' già tanto che la mia flatmate aveva trovato una stanza per me, altrimenti come avrei fatto?? Non sono un tipo che va all'avventura, anche in questo siamo nettamente opposti....e tanto di cappello! La tua audacia e perseveranza ti hanno ricompensato no?! Bravo!
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » mar 1 lug 2014, 15:06

"Io credo che difficilmente un'esperienza, vivere un poco di tempo anche solo fuori casa senza necessariamente espatriare faccia bene"

Mi son reso conto ora che ho scritto l'esatto opposto di quello che intendevo! Fortuna che ho corretto il grave errore:-) Che non si pensi voglia fare il nefasto und bacchettone!

Empirismo forever :mrgreen:
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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » ven 4 lug 2014, 12:36

Ciao ragazzi,

Bello leggere le vostre storie.
Elyse: purtroppo non siamo riusciti a combinare un incontro quando siamo saliti a Glastonbury... ed è un peccato che tu non sia riuscita a raggiungerci proprio in quella cittadina, perchè si tratta di un posto davvero magico... uno di quelli per intenderci di cui parla il buon Turpino quando afferma che ci si trasferirebbe al volo... io stessa che non ho alcuna intenzione di espatriare, potrei decidere un giorno o l'altro di venire a trascorrere almeno due-tre mesi all'anno in questo incantevole angolo di mondo!
E non credere che vi siano meno opportunità rispetto a Londra, poichè da quello che ne ho percepito, è un posto dove il rispetto per la persona come essere umano è sempre posta al centro di tutto... anche nell'esercizio del commercio e delle necessità di vita quotidiana.
Ci sono opportunità differenti forse... magari il curriculum vale meno e vale maggiormente il "come ci si rapporta", il "feeling" che si riesce a creare con le altrui energie.

Un fatto che mi ha molto colpito nelle cittadine del Somerset, ad esempio, è l'orario dei negozi: aprono tutti i giorni, ma non prima delle nove e mezza/dieci del mattino e chiudono non più tardi delle 17,30/18... in estate e mooolto più presto in inverno. Persino i pub fanno cucina SOLO e RIGOROSAMENTE fino alle 19,30/20, poi al massimo ti servono da bere, ma niente più cibo!
Il buon Generale è allibito nel vedere questo... lui che ha vissuto come uno schiavo in un grande magazzino per molti anni, con orari asfissianti e tempo libero quasi zero.

Per alcune cose che dici, tra l'altro, vorrei puntualizzare un paio di cosucce, giusto per continuare in questo simpatico scambio di idee, con lo spirito di mettere a confronto le diverse esperienze.

Ad esempio parli del cibo UK con una certa repulsione...
Ora, a prescindere dal fatto che la cucina italiana non ha nulla da invidiare a nessuno e che molti anni fa io stessa a Londra non avevo avuto un ottimo rapporto con il cibo, so che le cose sono molto cambiate rispetto ad allora e che vi sono proposte culinarie appetibili a diversi tipi di gusto e di palato... e anche a diverse tasche e possibilità economiche!
Questa almeno la mia esperienza, nel Somerset... dove ho goduto del cibo in maniera diametralmente opposta a quanto mi accadde la prima volta che andai in Inghilterra.
Indubbiamente ci sono in giro montagne di cibi-spazzatura... (ma ci sono anche in Italia comunque), ma le possibilità di scelta sono molto ampie attualmente, soprattutto in una città come Londra che è una metropoli cosmopolita, dove trovi il ristorante indiano, quello giapponese o cinese, la cucina take-away, il fish and chips, i sandwiches, le insalatone e un'ampia gamma di locali esclusivamente vegetariani, vegani e/o macrobiotici di stampo assolutamente salutista... e poi - se disponi di una cucina tua - puoi scegliere tu stessa al supermercato il cibo più salutare e cucinartelo come vuoi seguendo la dieta a te più congeniale.
Per non parlar dei dolci, che saranno anche poco salutari ma decisamente deliziosi!

Più avanti fai un discorso ancora più impegnativo, a mio avviso, riguardo alla meritocrazia.
Purtroppo, nel nostro paese, è meglio che rimanga così perchè quando da noi parlano di "meritocrazia" non si riferiscono mai a quanto un lavoratore sia bravo o preparato nella sua materia, o diligente nel fare il suo lavoro, ma a quanto sia "simpatico al capo", capace di compiacerlo, adularlo ed incensarlo anche quando ha torto marcio... anche quando il suo torto marcio fa andare a rotoli il lavoro... da noi conta più la "tessera del partito" (qualunque partito) piuttosto che la capacità di valutare e risolvere i problemi con buon senso e spirito critico.
Da noi "meritocrazia" equivale a "fedeltà assoluta": se vuoi far carriera, prima ti devi mettere prono e dare la tua disponibilità a rinunciare a tutti quei diritti che altri hanno lottato per conquistare (malattia, maternità, ferie pagate e orario di lavoro ben definito NON SONO privilegi, ma DIRITTI... e bisogna fare molta attenzione quando se ne parla perchè togliendo i DIRITTI a chi ancora li possiede, non si creano maggiori opportunità di LAVORO, ma solo nuova precarietà e soprattutto si riportano le condizioni di lavoro al tempo in cui "il sciur padrun dalli belli braghi bianchi" faceva il bello e il brutto tempo e disponeva della vita e della morte dei suoi dipendenti!
Perchè di lavoro, in Italia, SI MUORE ANCORA... e che alcune delle più gravi malattie che affliggono la nostra società provengano proprio da CONDIZIONI DI LAVORO INSANE, da IPERTENSIONE DA LAVORO e da DISCRIMINAZIONI sono dati di fatto, anche se in Italia appunto... fatta la legge (anche buona) trovano subito l'inganno per nascondere tutto sotto alla sabbia! :cry:

...ma la chiudo qui dai... che credo di essere un pochettino OT tutto sommato... :-|
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