Italia che fu

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Italia che fu

Messaggioda Turpino » lun 11 mar 2013, 3:45

Per quanto possa esser irrispettoso verso un popolo che ora come ora potrebbe insegnarci non dico tanto ma di certo a rimetterci in carreggiata solo come persone, come il vivere quotidiano, lascio il titolo del msg cosi' com'e'. E gia' questo e' molto uruguayo, siccome una delle tante somiglianze che abbiam non solo con gli argentini ma e piu' di quello che si creda con gli uruguayos e' metter le mani avanti come introduzione ad un discorso.

Ora vorrei far solo un accenno ad una cittadina rinomata per le sorgenti termali, di cui non ho goduto avendo avuto la fortuna di soggiornare in un hotel nel quale passeri non dico la vita ma sicuramente tantissimo tempo, avendo la possibilita' potrei conertirlo in casa. Il luogo e' Salto e si trova al confine con l'Argentina a nord di Montevideo, diviso dagli argentini dal Rio Uruguay (non vorrei dir castronerie)

Salto e' una cittadina vivace e allo stesso tempo tranquilla e a misura d'uomo. Ovvio, si accusa un poco di campanilismo ma e' una cosa normale fuori dai piu' grandi circuiti turistici e dalle grandi zone urbane, con poco piu' di 100.000 e' la seconda citta' per numero di abitanti. C'è pero' da dire che sta poco a poco diventando una meta universitaria sempre rispettando i limiti e le proporzioni della pololazione.

Questa introduzione per accennare a questo Hotel dal altisonante nome di Gran Hotel Concordia (il costo per una singola e' piu' o meno 30 euro e credetemi e' a buon prezzo) che, oltre ad esser monumento nazionale e vivo centro culturale, e' il piu' antico hotel dell'Uruguay con circa centocinquanta anni sulle spalle. E' normale abbia avuto le sue ristrutturazioni ma a parte questo il sentore dei fasti e' forte e il suo fascino rapisce. Solo la struttura e' meravigliosa, una corte con gli alloggi a vista su una piazzuola che non e' un giardino, ma una sorta mini giungla tropicale urbana con piante che superano il tetto e gli alloggi al piano superiore son tutti a balconata sul giardino. Questo e' il meno, una volta che si procede verso la parte posteriore dell'edificio passando per una sala da the come si direbbe qui muy hermosa con tanto di riconoscimenti oggetti antichi e quant'altro (Il cafe' pomeridiano e' a iosa) si raggiunge un piccolo dedalo snodato tra gazebo, giardinetti, ninfei e tanta vegetazione che il farsi mangiar dagli insetti e' quasi un piacere.

Vi e' pure una sorta di scantinato dal forte odore cavernoso della pietra bagnata che personalmente mi fa impazzire, dove in piccolo han ricostruito una atmosfera da vecchia milonga, questo perche', oltre al fatto che Carlos Gardel soggiorno' li', l'Uruguay ha forti rivendicazioni sui natali del mito del tango che a quanto pare non sarebbe nato in Francia come dice la voce comune ma a Tacuarembo' una cittadina poco a nord di Salto, in piena vita da gaucha.

Nora di merito per il personale, due signore molto e dico molto gentili alle quali ho motivo di dover molta riconoscenza.

Lascio il sito^^

Gran Hotel concordia
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » mar 12 mar 2013, 17:28

C'e' un altro aspetto che mi piacerebbe accennare, e credo se non qualunque italiano, di certo parecchi, noterebbe abbastanza in fretta, specie conoscendo un poco le citta', dove son presenti sempre testimonianze storiche di rilievo, ma anche parlando con la gente.

Mi piacerebbe introdurre e sto parlando ora dell'Argentina, dicevo mi piacerebbe introdurre questo breve pensiero mettendo sul banco una parola molto bella che si usa qui ovvero compartir che bene o male si puo' tradurre con "condividere" usata spesso per offrire un bicchiere di birra, una sigaretta o che. Il termine differisce un po' dal nostro "ne vuoi un pó?" essendo la nostra forma fin troppo neutra e per tutte le buone intenzioni che ci posso esser dietro e' un gesto limitato nella forma espressiva a dare un po' del proprio e poi si vedra'. Compartir invece suona un po' come "vuoi condividere assieme a me questo?" e mi piace molto come sentimento. Ovvio, ogni cultura e ogni lingua ha espressioni del genere che significano molto piu' di quello che appare, pero' mi piace molto questo verbo e qui ho deciso di condividere un minimo.

Tornando sul discorso che avevo iniziato, mi ha affascinato moltissimo qui in Argentina il poter parlare, il sentire, ed entriamo in una sfera politica, l'attaccamento alla bandiera, l'amor patrio e l'orgoglio di esser argentini unito al forte senso di giustizia, di diritti umani e anche di pace.
In Italia sappiam bene che e' impossibile. Ne parlavo giusto l'altra sera lasciando sorpresi due argentini, che se in Italia parli del tricolore e dalla patria di bollano come fascista mentre se accenni al pacifismo e ai diritti umani con tutti i principi e crismi di uguaglianza se subito etichettato come comunista.

Mi duole molto che il nostro paese ancora non abbia superato la seconda guerra mondiale perche' effettivamente e' cosi'. La Germania potra' esser recriminabile di tutto cio' che si vuole, che ce' un quarto reich finanziario che l'euro in Germania e' praticamente a costo zero pero' una cosa bisogna concederla. Alla fine della seconda guerra mondiale si disse: Nazisti? Comunisti? Via dalle palle. Cosa in Italia non avvenne e ancora oggi si pare sempre nei fascisti contro partigiani e credetemi, veder come concetti che in Italia sian tanto distanti vederli omogenei ha il suo perche' e ammetto che mi stupisce piu' di una volta mi son chiesto come fosse possibile.

Bueno, mo ci do un taglio e alla prox^^

Lascio una pics^^
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Anzi... altre due così da complementare^^

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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » mer 13 mar 2013, 18:44

Grande viaggiatore... ti leggo e ti seguo... ti seguo e ti leggo.
...e un poco viaggio anch'io con te, con la fantasia e attraverso i tuoi racconti.

Continua a condividere... :)
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » gio 14 mar 2013, 19:05

Cià!

Oggi parto per San Miguel De Tucuman proiettato nel nord, già in zone più montane e che si danno piu' verso le Ande e proseguendo più a nord al confine con la Bolivia. San Miguel è importante per la dichiarazione d'indipendenza dell'Argentina nonchè per tutta una serie di paesi che si snodano in tracciati montani più o meno isolati. Da questi luoghi si puó arrivare alla rovina di Quilmes, nome che appena si approda in Argentina uno impara in fretta essendo la birra più consumata o se non, la birra nazionale per eccellenza.

Quilmes è profondamente importante perchè, ovviamente stando alle informazioni recepite parlando con la gente, è come dire il popolo originario argentino che a suo tempo quando l'Argentina fu colonizzata, riuscirono a conservar la propria indipendenza con un esodo da Buenos Aires fino a queste remote e nascoste zone del nord e tutto questo a piedi. Questo significa farsi a piedi praticamente metá Argentina, che non è poco.

Per il momento sto viaggiando di città in città e giustamente si potrebbe criticare perchè con tutto quello che si può vedere, fare e visitare le mie estadas, ogni tanto mi piace inserire un termine locale, son così metropolitane, non so, ma così ho avuto modo d'imparare un poco della storia di questo paese e dei personaggi che han lottato per esso. Ora non so, in Italia si dice che più grande è il monumento più delinquente era il tipo, non vorrei fosse lo stesso ma non credo, penso lo sviluppo della storia sia diversa, in Europa l'intrigo politico è più vecchio della notte dei tempi, qui si tratta di un continente cui è stata spazzata via la tradizione e la cultura locale e penso che il lasso storico si sufficientemente breve perchè la voglia di riscatto e indipendenza fosse più pulita rispetto alla nostra, non so, ma non importa, è una lacuna storica che un poco riempo e questo mi basta. Io poi son molto sensibile a questi movimenti storici d'indipendenza e dei suoi personaggi, e non è che in Italia manchino credo che il nostro risorgimento sia un momento meraviglioso e anche romantico e tutto questo un poco si rievoca nella mia mente quando di monumento in monumento si inizia ad aver un'idea delle persone che coinvolte nel combattere per i diritti e l'indipendenza di uno stato.

Ora so chi sono persone come Artigas o Lavalleja per quanto riguarda l'Uruguay, oppure sempre per quanto riguarda l'Uruguay io non sapevo che fosse un uruguayo, Liber Seregni, il padre della conosciuta frase "Un pueblo unido jamás serà vencido" in un discorso del 1971.http://www.montevideo.com.uy/notnoticias_11365_1.html

So che se esistono persone come il San Martin, Rivadavia, Mariano Moreno e quante altre che han fatto l'Argentina, che son solo nomi e non conoscendo nulla del loro passato posso solo limitarmi a questo, ma per quel che è il mio di vedere le cose da una certa soddisfazione, poi si sa dietro alle persone ci son sempre le ombre, è indubbio.

In questo momento sono mezzo malaticcio, vedrem come fare:-)
Ultima modifica di Turpino il lun 18 mar 2013, 15:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » lun 18 mar 2013, 11:28

Ma non ci dici niente della festa per il papa argentino?

(se vuoi, ho aperto un topic apposta per discuterne insieme QUI... sarebbe davvero molto interessante sentire le testimonianze degli argentini che ora tu pratichi... ;) )
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » mar 19 mar 2013, 0:13

Oggi mi trovo a Tafì del Valle, un paesino a quasi duemila metri nella parte più montana del Tucuman. Il tempo non è clemente, la sera scende la bruma e una pioggiarella molto fastidiosa però oltre ad andar verso l'autunno, il brutto tempo si è affacciato prematuro abbassando la temperatura più del solito.

Il luogo non c'è bisogno di dire sia tranquillo, ora pare disabitato, molte delle case che si possono incontrare poco fuori la via principale del paese che vive sulle spalle del turismo estivo son per l'appunto case da affittare durante la temporada, ovvero la stagione di maggior flusso che riempie il paese. La sierra qui è in faccia, basta una ventina di minuti a piedi dall'ostello che gia' di suo è sito fuori dal centro e si può incontrare il sentiero che ci farà inerpicare per il monte. Domani ho in mente di farlo. Altra cosa, questo è un meraviglioso luogo per escursioni a cavallo, il tempo del viaggio è da definire a seconda della voglia.

Ora ha un aspetto un poco desolato Tafì, è grigia, umida e freddina, la bruma copre i monti già ai loro piedi e di certo non migliorerà nella notte. Confido in domani mattina.

Ora credo me ne andrò in bagno, il mate sta facendo effetto:-)

Saluti!
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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » mar 19 mar 2013, 11:59

Viaggiatore fermati un momento a leggere la tua posta personale nella casella e-mail.

Ci sono missive MOLTO URGENTI ED IMPORTANTI per te, di cui io sono il tramite... chiamatemi pure piccione viaggiatore d'ora in avanti! ;)
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » gio 28 mar 2013, 14:05

Qui Salta,

Salta capitale, la città dell'omonimo stato, celebre oltre che per l'offerta naturalistica e storico-culturale, dicevo celebre per la produzione del vino, specie in Cafayate dove le produzioni son tutte d'alta quota e devo ricredermi totalmente dai miei pregiudizi e non solo per quel concerne il rosso ma anche per il bianco.

Cafayate ha l'aria della cittadina del far west, molto a misura di turista perchè è un ottimo punto per decidere di partir per qualche escursione, ha la sua tranquillità e certamente non ultima tiene la ruta del vino, tutto un percorso che si snoda tra un consistente numero di aziene vinicole dove, oltre che visitare in alcune c'è pure la possibilità di mangiare e l'atendencia come si dice qui, almeno dove siam stati noi fu pregievole, senza contare che il signore appassianato di Giappone e di ninja, si sorprese di buon gusto con un "no me digas!" quando confessai di aver praticato ninjutsu e non solo, questa e`la ciliegina sulla torta, immaginate una azienda vinicola in una cittadina del nord argentino tra vigneti ad alta quota in un ambiente arido e costellato di cactsu circondati dalle montagne, il casolare antico il signore in abito, pantalone nero e camicia bianca con gilettino locale che, di punto in bianco, tira fuori da non so dove un minuto borsello con tanto di ideogramma contente due shuriken! Cioè questo tipo lavora con degli shuriken dietro! Incredibile.

Tornando al vino a Cafayate si puó bere oltre ad un buon rosso, è ovvio, va a gusti e ad uva, a me per esempio le produzioni in Cabernet Sauvignon non dicon nulla quelle che ho bevuto, gradisco molto di più il Malbec, ma dicevo oltre ad un buon rosso, ho bevuto un vino bianco eccezionale, tipico da aperitivo estivo all'aperto, il vino è un Torrontes, tipico e penso prodotto solo in Cafayate a circa 1700-1800 metri. Un bianco frizzante, non eccessivo con un buon gusto. Marcato, forte e deciso eppure non invasivo, elegante e accogliente.
Altro vino eccezionale lo bevvi ad Amaicha Del Valle, un paesino abbastanza perduto, conosciuto ma preso normalmente solo di passaggio sia per la possibilità di raggiungere abbastanza comodamente la Ruina de Quilmes (in taxi o in bus che ti lascia sulla strada poi scarpini 5km sotto un sole fatale in mezzo ad una specie di deserto di cactus, bassa vegetazione e terra arida) oppure per il museo della Pchamama che, salvo l'edificio che è fatto bene, come tutta la struttura, di originale ha ben poco, una attrattiva turistica e poco più, ci son tele e quadri molto belli e altrettante sculture ma grossomodo è tutto non autentico. Quello che c'era di originale e proveniente dalle rovine fu rubato e venduto al mercato nero.
Tornando al vino, ad Amaicha bevvi un vino rosso che mi encantò come si dice qui, dal nome per l'appunto Amaicha ma prodotto in Salta, Amaicha è ancora in Tucuman, la regione che confina a sud. Lo bevvi la sera seguente a una notte di peña. Peña è il termine che si usa per una serata di muscia popolare e ad Amaicha la musicia popolare è popolare e non così turistica come si può trovare nei luoghi più battuti.
Tipica della zona è la Chacarera, una musica molto briosa con tanto di danza molto particolare ma che bene o male si somiglia alle danze di paese di tutto il mondo dove, a mio avviso, un po' si esprime il corteggiamento, il desiderio, tutto in sapor paesano ma senza toccarsi, è come se la donna invitasse l'uomo a corteggiare ed egli cercasse con la sua danza di apparire il migliore, il più capace, il più virile. Per questo la danza maschile è composta da passi più difficili.
La danza in se non è complicata, è il senso, il sentimento che si trasmette a farla da padrone.

Ora fuggo perchè il tempo stringe.

Saluti!
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Re: Italia che fu

Messaggioda Hashepsowe » sab 30 mar 2013, 23:14

Il Generale è colpito dalla tua storia del ballo di paese e da tutta l'atmosfera del tuo racconto.

Un grande saluto ed un abbraccio forte dalla nostra piovosa liguria... di cui in altra sede lascio però un bel ricordo.... guarda le foto in calce agli auguri pasquali.

:-D
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Re: Italia che fu

Messaggioda Turpino » mer 3 apr 2013, 17:51

Qui Cordoba.

Non mi piace come città, per la verità volevo restare un paio di notti e andarmene per la sierra che si dice sia molto bella però questa notte me ne torno a Buenos Aires. Uno può dire, hai ancora più di un mese ma queso ho deciso. Come già dissi con altri, viaggiare ho viaggiato, ora vediamo di provare a far qualcosa seriamente. Quello che ne verrà fuori non si sa.

Non ho molto da aggiungere per adesso, quindi tanti saluti e baci:-)
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