RITORNO AD AVALON: Diario di Viaggio

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Re: RITORNO AD AVALON: Diario di Viaggio

Messaggioda Hashepsowe » lun 16 dic 2013, 16:03

Lunedì 11 Giugno – Il Chalice Well

Il Rito del Breakfast inglese apre piacevolmente la mia ultima giornata di viaggio: assaporo senza fretta i funghi, le uova, il pane nero tostato, il burro salato, la marmellata fatta in casa, il thè “earl grey” ed il succo d’arancia.
Prima di chiudere le valigie e lasciare la stanza, passo a saldare il conto con le sterline accantonate ieri, dopo aver prelevato dal bancomat. Alla cassa, però, ho la sgradita sorpresa di constatare che ho erroneamente scambiato una banconota da dieci euro per una da venti sterline.
Fortunatamente ho ancora nel portafoglio poco meno di duecento euro e posso recarmi al vicino ufficio postale per cambiarli. Detto fatto: ne esco con trentadue sterline e rotti. Mi affretto a saldare il conto, prima di recuperare il bagaglio e caricarlo in macchina.
I padroni di casa mi salutano cordialmente e la micia mi accompagna al portone: mi sono trovata molto bene e tornerò senz'altro in questa simpatica locanda, prima o poi.
Ormai sono padrona della guida a sinistra e senza troppe difficoltà ingrano la retromarcia e manovro per uscire dal posteggio. Ho ancora in tasca quattordici sterline e rotti e dunque posso tranquillamente godermi la visita al Chalice Well.
All’entrata incrocio Mirella, Alessio ed alcuni altri giovani del gruppo italiano, ma subito ci perdiamo di vista ed è giusto così, poiché questo luogo trasporta in una dimensione mistica di cui ciascuno può avere un personale riscontro fintanto che rimane centrato nell’intima solitudine della propria anima.
L’acqua rossa sgorga dalle vene della terra: acqua del pozzo sacro, acqua che nel mito si confonde con il sangue, raccolto nel mitico Graal, il calice della Vita, simbolo del calderone di Ceriddwen e del grembo materno; il medesimo simbolo che i cristiani hanno fatto proprio, associandolo al sangue salvifico di Cristo.
Cammino nel parco, sull’erba verde e grassa, intrisa di pioggia, acqua che cade dal cielo per incontrare la fonte che sgorga dalla terra. Fonte Rossa, ricca di ferro e di argilla. Alberi secolari: imponenti tassi dai tronchi nodosi e contorti, querce frondose e tanti fiori colorati, che esaltano il loro profumo nella fresca nebulizzazione della pioggia.
Cammino sotto alle gocce e sono lieta di non avere un ombrello, ma un semplice cappuccio che lascia comunque intatta la visuale. Osservo e ascolto, abbandonandomi ai profumi ed ai suoni d’acqua.
In prossimità dell’ingresso, due millenari alberi di Tasso formano un portale, che varco con reverenza prima di sostare presso la famosa fontana, costituita da due vasche circolari che si intersecano l’una nell’altra disegnando un grande otto sul terreno. Si tratta di una rappresentazione Per raggiungere l’invaso, l’acqua scorre in una canalizzazione a spirale doppia, che attraversa sette bacini comunicanti sovrapposti, nell’antichissima rappresentazione del mistero della vita codificato attraverso il DNA.
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Si tratta di costruzioni relativamente recenti, ma la fonte era presente nelle viscere della terra fin dalla più remota antichità e questo spiega la suggestione mistica che permea l’intero parco.
Il secondo viale che percorro conduce alla vasca delle abluzioni: forse un giorno mi immergerò anch’io nelle due fonti sacre di Glastonbury, quella rossa e quella bianca, ma non adesso. Oggi voglio dedicarmi alla contemplazione di questo piccolo universo ricco di leggenda e di vita.
Il terzo viale conduce alla fontana del leone, dove un bicchiere è lasciato a disposizione dei visitatori per bere l’acqua ferrosa della sorgente. Prima di proseguire, ne bevo anch’io levando al cielo il bicchiere per onorare gli spiriti del luogo.
Archi intrecciati di foglie e rami sormontano dondoli di legno e nicchie nascoste, atte alla silente contemplazione della natura. La vegetazione è ricca e lussureggiante e i fiori aggiungono bellezza all’incanto.
Lo sguardo si posa sulla radura del pozzo, che vedo però circondata da troppe persone estaticamente assorte nella loro meditazione.
Decido di prendermi tempo e di attendere pazientemente il mio turno e proseguo lungo il vialetto che sale sulle pendici della Chalice Hill. Abbraccio la quercia i cui rami si protendono a riparare il sentiero dalla pioggia, poi raggiungo un prato verdissimo da cui si gode la vista del Tor. In posizione panoramica c’è un dondolo di legno sovrastato da una tettoia: mi siedo e mi lascio cullare per alcuni minuti. Socchiudo gli occhi ed ascolto il canto dei merli che saltellano qui accanto. Assaporo ogni istante con gioia, consapevole dell’imminente partenza eppure totalmente immersa nel “qui e ora”.
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Infine ritorno sui miei passi e finalmente trovo spazio per sostare in solitudine davanti al pozzo e specchiarmi nella scura superficie dell’acqua, increspata dalle gocce di pioggia.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: RITORNO AD AVALON: Diario di Viaggio

Messaggioda Hashepsowe » ven 3 gen 2014, 16:36

Lunedì 11 Giugno - You are blessed

Lascio il Sacro Pozzo alle mie spalle, portando negli occhi il verde smeraldino della natura che lo circonda, e riprendo la via del centro.
Ora non mi resta che un’ultima missione da compiere, ma devo prima fare i conti con le mie attuali finanze: dopo la visita al Chalice Well, mi rimangono poco più di dieci sterline, ma il famoso mazzo di tarocchi ne costa dodici e cinquanta.
Frugo accuratamente nella borsa e in tutte le tasche ma, dopo aver contato tutte le monetine che vi trovo, non racimolo più di undici sterline e settanta centesimi: non bastano.
Ho ancora cinquanta euro nel portafoglio, ma non voglio cambiarli perché mi serviranno in Italia per pagare il parcheggio della mia auto vicino all'aeroporto. Chissà se mi cambiano i cinque euro in moneta che ancora possiedo: mi manca poco più di una sterlina e forse così ci arrivo.
Entro speranzosa nell'ufficio postale, ma l'impiegato al banco scuote la testa e risponde "sorry". Niente da fare: cambiano solo banconote.
Eppure, non poter soddisfare il desiderio di portare un dono ad un amico per un così piccolo ammanco, mi pare assurdo!
Non mi risolvo ad andarmene e continuo a gironzolare nella via principale, cercando disperatamente una soluzione.
Potevo chiedere aiuto agli altri italiani, quando li ho incontrati stamattina al Chalice Well, ma ormai ci siamo persi di vista.
Magari la padrona del negozio è disposta a farmi un piccolo sconto. In fondo, non chiedo niente per me e comunque posso provare a domandarglielo.
Intanto varco la soglia del Green Man ed aspiro a pieni polmoni l’aroma acre e corroborante dell’incenso. Mi dirigo subito verso lo scaffale in cui, ieri, ho visto il mazzo dei tarocchi e subito lo scorgo: ce n’è soltanto uno e sembra che sia rimasto lì proprio per me. Lo prendo e me lo rigiro tra le mani, cercando dentro di me il coraggio di affrontare fino in fondo la mia mancanza di risorse: ho un'unica possibilità ed è quella di aprirmi con fiducia alla persona che ho di fronte, mettendo serenamente ed umilmente nelle mani della Dea l’esito della mia richiesta.
La solita vocina della mia mente cerca di dissuadermi: “Farai una figuraccia – mi ripete – Non conosci quella donna e per lei sei una perfetta sconosciuta.. potresti essere persino una delinquente. Sicuramente ti opporrà un diniego e forse ti guarderà anche con disprezzo!
Lotto per alcuni minuti contro la mia parte razionale e alla fine emerge una voce più forte dell’altra che mi esorta a seguire il cuore.
Ho deciso: ci provo!
Aspetto che alla cassa non ci siano più clienti e mi accosto a mia volta al bancone, senza ancora sapere cosa dirò.
E poi le parole mi salgono spontanee alle labbra, vibranti e sincere. Esprimo la mia richiesta umilmente ma con la dignità di chi sa di meritare il favore, guardando dritto negli occhi la mia interlocutrice e parlandole da cuore a cuore, così come si conviene ad un'apprendista bardo: “Vorrei queste le carte per portarle in dono ad un amico, ma non ho abbastanza soldi: per favore, mi potrebbe fare uno sconto?”.
La donna mi restituisce lo sguardo con la medesima intensità: da cuore a cuore. Mi legge dentro l'anima e si commuove.
Senza lasciare il mio sguardo, prende le carte e confeziona il pacchetto regalo, conta gli spiccioli che le porgo e me ne restituisce alcuni indietro: ha gli occhi umidi e nel salutarmi mi regala il più prezioso dei sorrisi, mormorando "you are blessed" (=ti benedico).
La ringrazio di cuore e sorrido a mia volta: mi sento incredibilmente leggera, avrei voglia di cantare e di abbracciarla, ma altri entrano nel negozio e reclamano la sua attenzione.
La benedizione mi accompagna fuori dal negozio e mi commuove fino alle lacrime.
Stringo al petto il pacchettino e aspiro il profumo che lo avvolge: l'essenza del Green Man!
Riprendo l'auto e lascio che il nodo di commozione si sciolga in singhiozzi di gioia e gratitudine: ora sono felice di aver chiesto aiuto; sono incredibilmente e meravigliosamente consapevole di quanto l'amore cosmico lavori in modi perfetti e stupendi, ma chi non chiede non ottiene, chi non bussa non può farsi aprire la porta e chi non si affida all'esistenza, non saprà mai quanto sia bello sentirsi immersi in un tutt'uno che ci vede tutti correlati, al di là delle ipocrisie e degli inganni, delle paure e dei dubbi, dell'orgoglio e della prepotenza.
Ora so di aver fatto tanta strada per quest’unico, incredibile appuntamento con la Vita. Tutto il mio cercare ha avuto riscontro e ho infine sperimentato e toccato con mano la potenza della fiducia e dell’intento, una conoscenza che fino ad oggi era stata soltanto teorica, ma della cui effettiva applicazione non dovrò mai più dubitare in futuro!
Pioggia e lacrime si mescolano nel mio campo visivo, mentre guido in direzione dell'Aeroporto: il viaggio volge al termine, ma il senso di appagamento e di gioia che mi ha regalato mi accompagnerà a lungo nei giorni a venire.

Fine del Viaggio... che continua nella Vita.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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