Radici in fumo

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Radici in fumo

Messaggioda lavinia » lun 17 lug 2017, 11:38

Stamani mi bruciano ancora gli occhi, non per le lacrime anche se la voglia di piangere è stata tanta, ma per il male che mi fa vedere ciò che si è scatenato ieri all’ora di pranzo: il vasto incendio che ha distrutto i boschi della mia infanzia e ancora non è domato.

I boschi dove andavo con mio nonno subito dopo aver imparato a camminare, dove mi ha portato quando ho avuto la pertosse perché c’era un piccolo tabernacolo scolpito da suo fratello morto in guerra e si diceva che facesse guarire dalla tosse, dove mi portava quando c’erano le esercitazioni di militari per insegnarmi che il bosco è di tutti e non bisogna mai obbedire a qualcuno perché ha una divisa, dove mi indicava le strade dei partigiani, il luogo dove si è fatto catturare per non tradire i compagni, i posti dove trovare i funghi, le erbe o gli animali e come prenderne il giusto; in quei boschi ho visto il primo lupo che era tornato, adesso c’erano due branchi.

I boschi dove facevo il bagno in estate, dove andavo a fumare le vitalbe con gli amici delle scuole medie, dove ho cercavo le libellule da fotografare o i grilli canterini, dove conoscevo il sapore diverso dell’acqua di ogni sorgente, dove c’era un ponte di pietra altissimo sul fiume e sugli alberi, dove ho provato la prima guida fuori strada. In quei boschi c’era la storia della mia famiglia, gli alberi mi raccontavano la loro lunga vita e potevo sentire la saggezza che pervadeva quei monti.

Negli ultimi anni mi sono allontanata dal mio paese di nascita, la distanza non è cresciuta tanto di chilometri quanto di esperienza e vita, ma quei boschi erano un punto fermo, le radici forti sulle quali poter contare. Ora se ne sono andati e il mio equilibrio è precario: il fuoco ha bruciato senza dare possibilità di rinascita.

Il vuoto viene riempito solo da rabbia verso chi ha commissionato di appiccare l’incendio, verso chi lo ha fatto dimostrando di non avere una coscienza propria, verso chi costruirà case e strade anziché avviare un programma di rimboschimento, verso chi il giorno dopo se ne sarà dimenticato, verso chi non ha sentito la magia e l’anima di quei boschi, verso chi ha ucciso la magia e l’anima di quei boschi.

Stanotte ho sentito gli alberi dei boschi dove abito ora gridare di paura e dolore: sono straziati e tenuti male da uomini poco attenti e ora anche spaventati.

Nella mia utopia vedo boschi vissuti dall’uomo e che crescono rigogliosi.

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Re: Radici in fumo

Messaggioda Hashepsowe » lun 17 lug 2017, 14:35

Cara Lavinia,

Ti comprendo e so cosa significa purtroppo veder bruciare in pochi istanti la natura rigogliosa e selvaggia che ti accoglieva benevola tra le sue braccia fino al giorno prima...
Anch'io, nella mia terra d'adozione, ho visto più volte la furia scatenata degli incendi divampare e distruggere... ho sentito l'acre odore del fumo che mi prendeva alla gola tanto vicino era il rogo.
Ho visto la terra nera del dopo e i crinali spogli con quelle dita scheletriche che restavano protese verso il cielo... quelle dita nere e spoglie che un tempo erano state alberi verdi e brulicanti di vita...
E come te ho provato il medesimo sgomento, il medesimo rimpianto, la medesima rabbia...

E dopo anni di terra riarsa ho visto nuovi teneri virgulti spuntare dal terreno, nuovi piccoli alberi nati dai semi di quei pochi che non erano morti durante l'incendio ma solo dopo qualche mese, trascinati via dalle pioggie e dal vento, ma solo dopo aver regalato al vento quelle piccole perle di speranza. E nuovi uccelli tornare a costruire i loro nidi tra le novelle fronde.

Questo il mio augurio per i tuoi boschi: che giunga anche per loro il tempo della rinascita, nella magia della natura che sopravvive nonostante tutto... nonostante noi umani...
E agli animali che vi dimoravano rivolgo un pensiero di speranza: che la maggior parte di essi abbia potuto scappare e portarsi in salvo prima che fosse troppo tardi...

Ti sono vicina... e per quanto poco serva, piango con te la perdita di un altro pezzo dell'antica magia.
Sono ciò che gli altri vogliono vedere in me!

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Re: Radici in fumo

Messaggioda Sianna » mar 18 lug 2017, 18:39

Quando la terra brucia per mano degli uomini, la terra chiederà presto tributo...sarò catastrofica ma vedrete se mi sbaglio.
I boschi sono sacri e dovrebbero essere patrimonio mondiale; non mera riserva economica da sfruttare.
Non ti fidar di me se il cuor ti manca
poichè in me bivalente danzano dolcezza e crudeltà
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Re: Radici in fumo

Messaggioda Ivana » mar 18 lug 2017, 20:48

È molto tragico sì. Inoltre gli incendi sono sempre devastanti e si aggiunge alla perdita del verde anche il rischio per chi vi abita vicino e ci convive.
Siamo entrati in una fase che ha perso tanti legami con la memoria ed il passato. Sono pronta a scommettere che ognuno di noi ha un nonno o ha avuto uno zio che lavorava la terra e lavorare la terra ti insegna a rispettarla.
Che sia stato doloso o un distratto incidente (che per me è anche peggio) non cambiano molto le cose.
Mi si riempie di tristezza il cuore ogni volta che passano per i telegiornali immagini di catastrofi ambientali. Penso a come si possa distruggere con tanta incoscienza e così rapidamente un ecosistema che ha impiegato anni a svilupparsi e non si ha certezza di se e quando potrà recuperarsi.

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Re: Radici in fumo

Messaggioda Turpino » gio 20 lug 2017, 7:58

Ti sono vicino, a distanza di giorni, ma ti sono vicino sin da quando lessi il messaggio. Condividiamo gli stessi boschi e gli stessi monti, solo una linea irregolare su una cartina pretende di marcare una differenza. Io conosco gli inverni e le estati che passate e voi sapete come sono al paese mio.
In quei boschi ci sono cresciuto e lo dico nel senso più letterale della parola. Mia madre si sposò con mio padre quando io avevo cinque anni e mezzo e ci trasferimmo dalla campagna della pianura romagnola ai campi dell'appennino modenese.
Non c'erano cellulari, non c'era internet, non c'era la playstation. E se c'era tutto questo non lo sapevo. Io avevo il bosco e nel bosco ci vivevo. Passavo ore e dico ore a zonzo nel bosco. Non ricordo quando ho iniziato ad usare il bagno in casa mia e nemmeno la carta igienica. Io andavo nel bosco e usavo le grandi e scivolose foglie di castagno. Non ricordo avessimo mai comprato frutta. Quando c'era la raccolta dei duroni mangiavo duroni, quando cadevano le noci mangiavo le noci, quando c'erano le prugne mangiavo le prugne e quando c'erano i fichi mi arrampicavo e mangiavo i fichi con la paura di cadere, perchè le ferite causate da una caduta da un albero di fico non guariscono.
Mangiavo le polpose nespole e le sorbole che quando sono acerbe ti si lega la lingua.
Il conto dei rimproveri (e le botte) di mia madre si perdono nella notte dei tempi. Perchè tornavo bagnato se pioveva o se c'era la neve. A me faceva poca differenza il clima, anzi se pioveva non perdevo occasione di uscire di casa.
Camminavo con mia madre e camminavo con mio padre per i sentieri e bevevo l'acqua del torrente che la beve il serpente la beve Dio la bevo anch'io e mangiavo delle bacche rosse (non chiedetemi il nome) noi le chiamiamo eloquentemente chègapoi

L'amore per la natura è ancora più forte, è viscerale, quando ci cresci ed è parte di te e con te nella buona e nella cattiva sorte perchè è sempre lì, pronta ad abbracciarti e ad ascoltarti, a rispettare i tuoi silenzi.
Quando tutto questo viene strappato così a basso prezzo fa molta rabbia. Mi ricordo che quando morì mia madre che credo fosse marzo, lasciavo la finestra aperta (un pochino) sebbene facesse ancora freddo. La lasciavo aperta perchè entrassero gli spiriti.
Un abbraccio fisico non te lo posso dare perchè ora vivo molto lontano dall'appennino modenese anche se passate le Ande c'è un paesino montano cileno fondato da coloni pavullesi.
Così ti mando un abbraccio e ti invito ad aprire la finestra ;-) (che la terrai già aperta data la stagione :-P )

È una vitaccia ;-)
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Re: Radici in fumo

Messaggioda Finn » gio 20 lug 2017, 10:40

Cara Lavinia...
comprendo bene quello che scrivi e il tuo dolore.
Io sono legato come te ai boschi del mio Appennino, gli stessi - come faceva notare Turpino - della Toscana e della Liguria.
In un passato non tanto lontano, i boschi di qua e di là dal crinale erano tutto un gigantesco tempio. Una distesa di luoghi sacri.
Oggi invece, siamo così lontani da tutto ciò, da vedere nei boschi solo mere risorse da sfruttare.
Temo Sianna abbia ragione.. arriverà un tempo in cui ci ricorderemo di quanto abbiamo sbagliato. E non sarà un bel momento.

Intanto ti abbraccio e spero davvero quei boschi possano continuare a vivere nella tua grande anima, anche se oggi non ci sono più

Finn
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