Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

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Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Turpino » mer 8 nov 2017, 8:15

Da poco ho iniziato a passare a formato digitale le memorie del mio arrivo in Sudamerica ed ho deciso di condividerle mano a mano.
Ho cercato di restare il più fedele possibile all'originale anche se con qualche piccolo accorgimento ;-)


11/02/2013 Lisbona
Saranno circa le 21.30 e il volo c’è tra due ore. Avrei potuto evitare di passare subito al gate ma non sapevo che fare. Il volo da Milano a Lisbona non ha avuto problemi, qualche balletto qui e là, ma tutto nella norma. L’unica cosa che un po’ mi ha infastidito è aver subito un controllo in aeroporto dalla polizia, manco fossi un delinquente, sarà prassi ma è una prassi a parer mio piuttosto mirata, va bene così. Il tabacco costa esagaratamente poco ma ho preso solo un pacchetto di Lucky Strike, ci pensero poi in Sudamerica. A parte che non avrei avuto spazio. Devo trovare un modo per sbarazzarmi della giacca. Vedremo come oramai in Brasile. Non so se bere una birra o andare direttamente al gate. Siamo ancora in Europa e non mi piace essere guardato con troppa attenzione solo perchè sono piuttosto informale come abbigliamento. È vero che avrei potuto farmi la barba ma non ne avevo voglia. Credo mi avvierò al gate. Aspettare qui non mi piace tanto e l’aeroporto di Lisbona non è certamente tra i miei preferiti. Vediamo come fare. Mi trovo davanti al gate , il 44. Proprio di fronte a me c’è un chioschetto con un’asiatica che si sta chiaramente rompendo le cosiddette, seppur con simpatia. Lo si vede dalla voglia di parlare con la clientela. Stavo pensando di prendere un cafè, sicuramente non è nativa del Portogallo oppure al contrario dei lisboeti cerca di parlare un portoghese comprensibile. Poco alla volta la gente aumenta. Vedremo. A uno sportello automatico mi è stato giocato un brutto scherzo. Ho inserito il bancomat. Circuito Visa e mi han chiesto sei cifre, cosa che mi ha lasciato allibito conoscendo solo il codice a cinque cifre, altri non me hanno dati. Se in Uruguay si presenta lo stesso problema sarà un disastro, sarà un disastro non sapendo come prelevare denaro. Mi auguro sia dipeso da una questione aeroportuale. Son le 22.15, a Lisbona c’è bel tempo e 10 gradi. Quasi quasi mi faccio un cafè.

12/02/2013

Siam a crica una ora e mezza da Sao Paulo, il volo è stato totalmente in notturna e arriveremo per le 7.30. Ho dormicchiato tutta la notte, sicuramente mi ha aiutato la musica zen che c’era nel terminale del sedile. Ammetto che sto iniziando a rompermi un po’ le palline, ma sono sicuro sia dovuto alla prossimità dell’arrivo. Se non erro dovrò ritirare i bagagli per sdoganarli, e anche lì un’oretta si potrè perdere. Chissà, son così vicino all’Uruguay e inevitabilmente mi sorgono un sacco di dubbi ma son sicuro che una buona notte di sonno e una doccia come si deve mi faran di certo bene. Oka, servono il cafè.

Sao Paulo

Sono in attesa in aeroporto. Sarà un’attesa lunghissima, non posso nemmeno di uscire dagli imbarchi, in questo modo non posso nemmeno fumare. Non è che nemmeno l’aeroporto di Sao Paulo mi piaccia più di tanto, sarà perchè mi ricorda molto quello di Lisbona, più che altro per i colori delle segnaletiche e la forma dei cartelli. Han chiamato un volo per Montevideo ma non è il mio, o almeno spero. Il numero di volo non è quello ma le cose cambiano sempre troppo in fretta a volte. Più viaggio e più non posso farmi l’idea che il mondo è progredito mentre stavamo a guardare. È come se l’Italia avese avuto un ictus. Però chi lo sa, sarà perchè sono italiano ma in fondo sto bene in Italia, mo comunque, vediamo cosa succede in questi tre mesi. Colgo l’occasione per trarre qualche conclusione e qualche conferma. Partiamo dalle conferme, un luogo va visitato, che se ne dica quanto si vuole in un libro, in una guida e a volte tra le persone. Lasciando perdere questa dissertazione arrivo al punto primo. Credo di essere uno degli ultimi al mondo a non avere il touch screen, inoltre penso sarò l’unico italiano per Montevideo. Chissà quanto possa essere chiaro che non sono di qua. Credo che ci sia una differenza sostanziale che “divide” il latinoamericano dall’europeo, come credo ci sia comune denominatore latino ad escluderlo dai tratti anglosassoni, poi si sa, siam talmente tanti che il mondo è pieno di eccezioni. Inizio a sentire fame ma non prelevo denaro solo per qui. Ho il brutto presentimento che mi toccherà usare dollari americani in Uruguay, cosa che non voglio fare. Vedo qui all’aeoroporto, dove i prezzi son tutti in dollari, capito il turismo? Però almeno il doppio prezzo penso sia fondamentale quando la valuta ufficiale è un’altra. L’area di azione qui è contenuta e ammetto che mi sto un po’ rompendo ma non ci si può fare niente. Forse il clima non è poi così estivo come stimavo ma a Montevideo dovrebbe fare più caldo. In tutta fede almeno per adesso, di aeroporti mi sono un po’ rotto il caXX*, tanto per chiamare le cose con il loro nome.

Montevideo

Siamo qui, al famigerato Montevideo Hostel, quello prenotato. L’aria all’aeroporto e anche qui era piuttosto afosa, a sprazzi qualche pioggiarella. Come temevo ho avuto problemi con lo sportello automatico e questo mi ha costretto a usare solo la carta di credito e non mi piace, perchè la carta ha un limite mensile di utilizzo e questo mi porterà a dover far conto delle spese salvo ulteriori sviluppi. Il clima dell’ostello è proprio quello da ostello. L’ambiente è molto bello, ci son musicisti e bene o male è un luogo da cosiddetti backpacker. La prima persona con cui ho parlato è un musicista spagnolo di cinquantasei anni che sta in Argentina e si sposta anche lui come può. Ma credo sia solo di passaggio. Si è parlato dei vari problemi che mettono sullo stesso piano le due nazioni, poi si è unito un ragazzo argentino. Han tutti mangiato ma io non ne avevo voglia e stasera salto. Provvederò domani. C’è movimento, più di quanto pensassi. Non mi dispiace. Sono solo io un po’ orso e non socializzo molto. Potrei anche smentirmi. Ho parlato un po’ con un ragazzo argentino, Agustin. È un insegnate e molto simpatico pure. Abbiam diverse cose in comune, sono le tipiche di chi ha una certa visione della vita. È di Rosario. È una persona solare e padre di un bellissimo bambino. Sono usciti lui e la compagna, che non so se è la moglie, e col bimbo a farsi un giro. Qui fuori sono tutti in piene chiacchiere e non ho voglia di intromettermi ne di partecipare a dirla tutta. Sinceramente sono un po’ stanco, fuori sboccia e scocca l’euforia. Ah! Giovane euforia. Non ho nemmeno tutta questa voglia di dormire. Magari esco a fumare un altro po’. Domattina vorrei vedere il monumento di Artigas, l’eroe dell’indipendenza uruguayana. Ora che ci penso stasera mi hanno addirittura scambiato per il gestore dell’ostello, è che stavo scrivendo su un tavolino e sembrava avessi un’aria professional. Il gruppo si sta scompattando, magari avremo un po’ di quiete. Ammetto di essere curioso del vino locale.
Mi brucia un po’ la gola, sintono di aver fumato troppo, ho mente scriverò parecchio e farò ben poche foto.
Come immaginavo è un po’ degenerata a la discussione, magari un bicchiere di troppo e voglia di essere simpatici, ma in fondo si divertono e va bene così. Io al posto loro farei lo stesso. C’è il ventilatore acceso e comunque sudo.

13/02/2013

Stamane ho conosciuto Ale, ovvero Alejandro, il mio compagno di stanza. Siam stati in giro per Montevideo, è un cuoco. Uno che ama la vita comoda e pacifica e ci siam trovati bene. Ammetto di essere stanco e dovrei fare un pisolo, magari dopo lo faccio. Siam stati lungo la rambla, c’era piuttosto caldo ma il clima era ventilato e bene o male si sopportava.
Per fortuna la colazione è compresa nel prezzo. Non abbiamo pranzato. Solo ho bevuto una birra fresca per sfizio, vedrò di cenar stasera e compensare con una ricca colazione domattina.
Devo prenotare per Colonia, vedo se posso farlo qui in ostello. Questo inconveniente della carta di credito non ci voleva, ma in fondo amo un po’ per natura come certe situazioni possano mettersi male. Devo solo vedere se nella guida ci sono ostelli economici di quelli che mi offrono.
Alla fine Montevideo mi piace, è quieta e pare che a nessuno vada di prendere le cose di corsa. Mi ha telefonato Manino! Che Matto. Vado a fare un Check.
Credo la capa dell’ostello mi abbia preso un poco in simpatia. Il problema è che si parla un buon spagnolo, castigliano in Sudamerica, che comunque è un po’ complicato farsi intendere, senza contare che parla molto svelto, ma in quello si può sempre provvedere. È giunto un tipo in camera che ha molto del pellegrino. Calmo, calmo, tipo pacifico, un po’ in contrasto con la mia esuberanza italiana di fondo.
Oggi mi sono appisolato. Ne avevo bisogno perchè non essendo abituato a questo sole mi sono un poco rincoglionito. Chissà che storia c’è dietro ognuno di noi. Dietro ogni persona. Sentire la storia dietro ogni persona, senza dover per forza conoscerla. La ragazza al banco comunque è un po’ acida ma non penso sia una cattiva persona. Di certo deve essere un po’ alientante starsene come in guardina. Tutto lì. Di buono c’è che abbia diverse libertà. Infatti spesso ascolta musica a stecca ed è una buona ascoltatrice di rock. Ha molto gusto. La musica racconta molto della gente oltre quello che si può vedere sul loro volto. Questa è la prima volta che mi commouovo. Che mi commuovo in Uruguay. Prima o poi doveva accadere e quando questo avviene nel luogo e nel momento giusto, è un prodigio. Come sentire le vibrazioni del mondo e capire che esiste. Quante sciocchezze romantiche, però mi piacciono queste sciocchezze.
È appena tornata una ragazza olandese, che è simpatica ma, nonostante sia secca come un chiodo deve avere due polmoni così, perchè quando inzia a parlare non smette più.
Credo che il tipo spagnolo, magari sbaglio è solo una mia opinione, credo che sia un po’ sotto sotto uno di quei vecchi comunisti incalliti diventati orsi per tutto l’odio che hanno verso il mondo.

14/02/2013

Ieri sera non ho scritto perchè le cose sono andate per le lunghe. Abbiamo mangiato una pizza preparate da Ale che è tornato alle 22.00 e infine abbiam mangiato a mezzanotte. Prima di tutto questo ho, tramite la “ricezione” se non ne ho già parlato, prenotato per Colonia. Sette giorni. Sto pensando di andare a Buenos Aires ma non è ancora sicuro. Intanto però ho fatto il biglietto per il bus e presto, stamattina.
Tornando a ieri sera. Verso le 19.00 – 19.30 ho fatto il mio primo giro a piedi in solitaria. È una città parecchio da girare a parte ci sia questa contraddizione, perchè nonostante sia innegabile che l’economia si muove, è altrettanto innegabile che ancora persiste un certo degrado.
Successivamente dopo il ritorno ho parlato di nuovo un poco con Carlos, il tipo spagnolo. Si è discusso così, un po’ della Spagna, delle differenze locali e altro, anche per ammazzare il tempo in attesa del ritorno di Alejandro.
Una volta arrivato poi c’è stata una lunga dissertazione (si scrive così?) sulla cucina, terminata con una cena a mezzanotte su in terrazza dove Carlos ha tirato fuori una bottiglia di vino dal frigo. Non so se sia giusto o meno. Per me il vino, specialmente se ha 12.50 gradi andrebbe tenuto fuori, però con questo caldo vai a sepere se non era meglio così?
Oggi è una giornata calda invece. Fiacchissima. Abbiam di nuovo mangiato pizza e credo sia stato un pranzo pesante. Se è uso per i latinoamericani mangiare così a mezzogiorno e con questo caldo, allora è ben chiaro il motivo della siesta.
È una di quelle classiche giornate dove ci si sente liquefatti, poltiglia. Ho appena fatto un pisolino e mi pare di essere più rincoglionito di prima. Non so, forse tornerò a sdraiarmi. Magari più tardi esco. Ora no. Non ne tengo* proprio voglia. Devo decidermi a comprare la schiuma da barba.
Cambiando discorso, c’è una pace lenta, quasi stanca, sopita, che aleggia qui nel hostel. Parecchi sono addormentati anche se il “parecchi” è ridotto a poche persone, quelle tuttora presenti. È una sorta di breve letargo estivo. Ha un suo fascino. Penso mi farò un’altra doccia per riprendermi un poco. Devo anche sistemare le mie cose ma ci penso dopo. Dimenticavo, stamane prima di andare alla stazione Tres Cruces per fare il biglietto ho regalato la mia giacca ad Alejandro, cavandomi così l’incomodo di come fare. Perfetto. Ho appena parlato un po’ con quella che penso sia la proprietaria o chi comunque fa parte dei gestori. È una brava donna. È bello vedere il piacere di appartenere ad un popolo. Da una parte mi spiacerebbe non tornare. Se è bello vedere come una persona sia felice del proprio suolo, dell’amor patrio e come possa essere positivo, perchè io non potrei essere lo stesso del mio? Potrei tornare con questo desiderio di rinnovare e spolverare l’appartenenza e la voglia di far splendere le mie origini, ma è anche vero che noi siamo un popolo di emigranti, di viaggiatori. E un’altra cosa, che bellezza vedere gente che magari non conosce le capitali europee ed è felicissima di essere al mondo e altra che sa tutto e non riesce ad esserne felice della metà.
La proprietaria non è la proprietaria, è una che lavora, ma è molto simpatica e oggi si è parlato un poco.
Stasera ho fatto un giro per la rambla, che è la litoranea. Il sole stava scendendo e c’era un’aria fresca. Un venticello molto gradevole. Molto bello tutta la gente seduta a bere mate in tranquillità, gente che corre facendo esercizio, chi passeggia, chi amoreggia e chi gioca coi bambini. Tutto nel rispetto della quiete. Mi è piaciuto molto. Credo debba essere molto tonificante passare una serata in questo modo, terminare la giornata di luce in modo così salutare col mare, anzi no l’Atlantico, a due passi sotto i tuoi piedi. Sono contento ora di aver scelto di non comprare nessun netbook. Credo, o almeno per il momento non ci penso, di non far foto. Almeno non a Montevideo.

*Non ne tengo da testo originale anche se può suonare come un errore dovuto dall’uso comune dello spagnolo dove, “non ne ho voglia” si traduce “ no tengo ganas”.
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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Finn » ven 10 nov 2017, 20:11

Mi piacciono i diari di viaggio!
Quanto tempo è già passato.. è bello che tu abbia conservato tutti questi dettagli. Poche foto e scrivere tanto: è il bello del viaggio.
Quanto è splendido addormentarsi a un passo dall'oceano?? ;-)
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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda slauni » ven 10 nov 2017, 23:51

Fantastico questo mix di vita quotidiana e di emozioni che trapelano dietro gesti paesaggi e personaggi.
Non vedo l'ora di leggere il seguito. ;-)
Comprende la futilità della vita e ne coglie l'aspetto divertente, il gioco che c'è dentro tutto.
Non prende mai troppo seriamente i suoi compiti. È la risata che risuona nei boschi.
Forse per questo, alcuni lo chiamano il Diavolo.

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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Turpino » sab 11 nov 2017, 7:42

15/02/2013 Colonia del Sacramento

Oggi sono partito per Colonia. Il viaggio in autobus è stato piacevole e si è disegnato lungo una zona di grande campagna punteggiata qua e là di qualche piccola fattoria e tante casupole abbastanza di precario ordine, però non mi sento di giudicare, perchè in ogni caso, seppur alla stregua di baracche di pietra, vedo in esse la voglia comunque di voler fare, crescere, costruire.
Colonia sì, è una città carina. Forse mi aspettavo di più ma in fondo è piacevole e campa esclusivamente sul turismo. Credo che mantenga però il suo fascino un po’piratesco anche nelle stagioni meno di punta.
Per prima cosa appena arrivato mi son subito diretto verso la zona opposta a quella della città vecchia. Erroneamente è ovvio, ma ho potuto vedere la spiaggia che da verso una zona chiamata se non erro Real San Carlo. Mi è piaciuta alla fine e credo che ritornerò per vederla meglio. Mi è gustata un sacco la strada, una sorta di avenida che si disegna sopra il fiume. Ha un sentiero in terra battuta che costeggia la strada e sotto, dove finisce la spiaggia, si ha poi solo una fitta macchia mista a palme e tutto un incolto dove dovrebbe esserci la sabbia. Si aveva l’impressione che sbucasse di ounto in bianco un qualche bucaniere col pappagallo sulla spalla.
Ho visitato pure la parte vecchia. Una bella borgata dall’aria marinaresca. Mi son piaciuti molto i numeri civici perchè son delle composizioni di azulejos, questo dovuto alla colonizzazione portoghese a suo tempo della zona.
In poche parole quello che c’era da vedere l’ho visto, però tengo tempo e ho intenzione di riposarmi. Intanto ho fatto conoscenza col mio compagno di stanza per una notte, un architetto argentino. C’è pure una ragazzina bionda che non parla ma secondo me è timidetta e anche in imbarazzo.
Mi piace molto la ragazza che era alla reception, Caterina.
Ora credo che dormirò però sono appena arrivate tre persone. Tre cilene e un cileno. Chissà se riposerò o meno.
Ora stanno facendo il letto, a dirla tutta non ho gran voglia di attaccar pezza. Per il momento fermiamoci qui.
Sono tornato dal mio giro serale, ne avevo già fatto uno di prova andato a male, ma mi piaceva l’idea di fondo. Magari un’altra volta.
Prima di uscire ho chiaccherato un po’ con le due ragazze e da quello che sembrava un interesse legato al fatto che fossi italiano, secondo me mi han preso poi per un pirla per le cose che ho risposto alle loro domande, però ci sta, in fondo sono studentesse e la loro vsione della vita è diversa, una di loro però mi piace, mi sembrava una ragazza molto dolce.
Colonia di sera mi piace, c’è un’aria fantastica, leggera e fresca, al contrario ora in camera pare di essere in un forno. Il quartiere vecchio è molto affascinante, mi ha colpito la quiete nonostante gli avventori che, comunque, stimavo di più. Forse era presto, non so. Avrò tempo di indagare. Mi sono sparato una birra prima di rientrare, alla fine ho ceduto, volevo non spendere nulla e invece no! Mi piace imparare, non godere di alcune cose mi permette di godere di altre. Domani mi piacerebbe passare un po’ di tempo a Real San Carlos, mi pare una spiaggia tranquilla. Mi piace tanto anche il mare, nonostantein questo caso sia un fiume. Mi manca Lisbona ora che ci penso. Ora però pensiamo all’Uruguay. Grande meta turistica. Penso e credo che terminerò i tre mesi e me ne tornerò, ma non so. Di tempo ce n’è. Chissà se mi ricordo di chiedere alle due tipe come si chiamano. Altrimenti è uguale. Solo mia piace sapere come si chiama la gente.
Ora credo mi farò una doccia.




16/02/2013

Oggi sono arrivato a piedi fino alla Playa Real de San Carlos . In totale tra andata e ritorno sono otto chilometri. Tener presente il sole che, per fortuna essendo mattina non era distruttivo, però si faceva sentire. Ammetto che mi ha veramento colpito solo la prima spiaggia, ovvero Puerto Tranquilo, siccome sono diverse spiagge come dire... a blocchi.
Ho passeggiato sulla sabbia e una volta di ritorno da Real San Carlos, sempre a Puerto Tranquilo, mi sono fatto un pisolo sulla spiaggia. Più che un pisolo mi sono sdraiato.
Inizio quasi a sperare che le due cilene se ne vadano anche se non è così. Una di loro mi ha veramente affascinato. Meglio aver modo di non pensare più a lei.
Ora sono arrivati tre ragazzi, sicuramente argentini, meglio così. Si stripperanno con loro e mi metterò l’animo in pace, comunque vorrei, anzi voglio sapere il suo nome.
In verità mi son bruciato un po’ il collo dietro alle spalle.
Oggi ho fatto le prime foto e ho comprato una specie di panzerotto ripieno di carne tritata e, sembrava, qualche pezzetto di carota, era buono ed economico. Ho comprato pure il tabacco nonostante non sia nel pacchetto ad astuccio come in Italia, ma pare sian pacchi da trasferire altrove. Inizialmente pensavo fosse da pipa anche se l’avevo chiesto. Sembra tabacco, non è che sia il massimo ma almeno ho speso poco.
Inizio a pensare che siano tre idioti i tipi. Vedrem.
Credo mi farò un pisolo.
Le ragazze sono silenziose, non parlano nemmeno tra loro, non vorrei avessero litigato, non so, in ogni caso non sono affari miei e non mi ci metto. Io più di cercare di dire due cose non posso fare. Pare sia caduta di punto in bianco una lama di gelo e non so come io possa aver innescato questo ma sono infastidito.
Stasera mi sono mangiato un choripan che è in definitiva un chorizo in mezzo al pane, una sorta di panino alla salsiccia, buono e nutriente, con una coca al prezzo di 80 pesos. Credo che anche domani sera tornerò.
Ho beccato un matrimonio nella chiesa di Colonia, tutta la solita allegria delle nozze.
Non so se stan dormendo o meno, mi pare quasi di disturbare a chiedere di spegnere la luce, anche se di sicuro quando torneranno gli argentini faran casino. Se continua così spero restino solo una notte. Si vedrà. La gente un po’ mi scruta. Non so, avrò l’aria di un malvivente, mi guardan male in Italia e mi guardan male in Uruguay. Devo andare su Marte perchè non mi guardino male?
Ho telefonato a Manino oggi. Mezzo metro di neve. Era emozionato. Ho capito che è meglio se torno in Italia. Ho capito che quello di cui ho bisogno è una persona al mio fianco. Ho capito che non voglio più mentire a me stesso.
Dormiamo va.
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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Finn » lun 4 dic 2017, 16:49

Mi piace questa successione di fatti, di descrizioni e di introspezione. Un flusso diretto dalla mente al foglio. Bravo, continua dai!!!
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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Turpino » mar 5 dic 2017, 6:45

Spoiler: show
A gentile richiesta pubblico un'altra parte che tra l'altro era pronta da un pezzo. Volevo postare una parte più ricca ma per adesso lascio questo contributo :roll: :mrgreen:


17/02/2013

Stamane scrivo abbastanza presto considerando che di solito lasciavo questa pratica per il pomeriggio. Forse dopotutto le ragazze non han litigato, meglio così ma sicuramente credo di aver la conferma d’averle offese in qualche modo. Comunque la pratica è archiviata.
È successa una cosa tremenda, nel senso positivo del termine. Alla reception dell’ostello non ti vedo un tipo con la casacca del Genoa!? Si chiama Pablo ed è molto simpatico e fiero ed entusiasta della maglietta che porta. Che roba incredibile. Credo sia la bellezza più gratificante dei viaggi e del conoscere le persone questa, lo posso capire aver la casacca di un club titolatissimo come il Milan e la Juve, o l’Inter, oppure quel che è, ma il Genoa nonostante il glorioso merito di essere il più antico club d’Italia che non è per nulla poco, a livello di qualità di gioco e risultati negli ultimi anni, non è certo brillato come meriterebbe un club della sua storia.
Ora sono seduto su una panchina a lato della stradina sovrastante la spiaggia di Puerto Tranquilo. Due cani stan giocando in acqua e l’aria è fresca. Sono appena passati i tre argentini che infine sono stati educati, son tre ciclisti e sotto sotto ammetto che qui per chi ama pedalare scelta ce n’è. Ci sono pure, specialmente nel centro di Colonia, parecchi Caddy a noleggio di ogni misura. Addirittura ne ho visto uno che è un vero e proprio mini fuoristrada scoperto. Quello però ha la targa al contrario degli altri perchè le misure sono quelle più o meno di una city car.
Sì, sì, oggi ho proprio voglia di rilassarmi, ieri mi sono dato una bella strinata, ma avevo voglia di togliere un po’ di biancore dalla pelle.
Devo stare attento a non cadere in tentazione lasciando stare le due cilene, il Cile mi ha sempre attirato, non so perchè, forse perchè è una sottile lingua di terra che si snoda lungo tutto il Sudamerica, chi lo sa. Scherzosamente quando si parlava di mete una delle due cilene mi propose il Cile. Non vorrei commettere questa sciocchezza. Dipende tutto da come riesca ad amministrare le finanze.
Il cielo è coperto questa mattina e mi devo ricordare di scrivere all’avvocato così da tenerlo buono. Potrebbe anche piovere un poco. È appena passata ad una velocità sostenuta una vecchia e vissuta 127 che non curandosi del dosso è sobbalzata a tal punto da far scuotere il baule che si è leggermente aperto e rinchiuso. Si sono appena parcheggiati dei ragazzi con una macchina tutta tirata, parlo di tuning, musica a palla, ovviamente hanno aumentato il volume dello stereo. Tutto sommato mi piace quest’espressione di terronismo uruguayo, ci pensavo l’altro giorno, in fondo come italiano chi più terrone di me? Una delle altre cose che abbiam esportato meglio, in fondo bene o male ognuno cerca di mettersi in mostra come può e come lo ritiene più consono. Credo comunque che ora mi farò due passi. Il cielo è ancora coperto e non rischio di cuocermi, bisogna che ne approfitti finchè posso.
Infine ho fatto una passeggiata nella parte di Colonia che si estende sopra la strada che porta verso la spiaggia e ho proseguito per la parte vecchia. Di ritorno è successa un’altra delle cose più fantastiche. Entrando non ti becco il tipo della reception che si stava guardando la partita? E per partita intendo la Serie A. Esattamente il Napoli – Sampdoria, è un grande tifoso in genere, un tifoso vero, di quelli che oltre la propria squadra, in questo caso il Peñarol, ama seguire il calcio in generale avendo precise preferenze legate ad amicizie calcistiche. Ho dimenticato di dire che la partita era in diretta e in Italiano. Roba da matti. Mi ha anche offerto il pranzo. È uno che aveva già lavorato in Europa nella ristorazione. Ha fatto un riso freddo, semplice ma molto gustoso. Io ho messo la coca light che avevo comprato perchè morivo di sete.
È rimasto del riso, almeno per quattro persone, quasi quasi stasera me ne sparo un altro po’.
Finalmente sono riuscito a scrivere all’avvocato. Stavo pensando che mal che vada oggi ho compensato con un buon pranzo. In questo momento sono nella, chiamiamola pure, hall a scrivere e credo mi farò una passeggiata per smaltire. Grazie Genoa.
È appena arrivata una coppia di australiani, lui sembra un tipo simpatico. Restano qui solo per una notte. Per far colazione ho capito che devo levarmi prima altrimenti non trovo più una mazza. Credo di esser l’unico a non aver posto il lucchetto all’armadietto. In fondo fan bene. Avevo titubato un po’ il primo giorno a Montevideo poi me ne sono altamente sbattuto. Ora credo che scenderò a vedere se c’è un po’ di riso.
Ero uscito, il ragazzo alla reception, non Pablo, un altro, mi disse che c’erano i tamburi però per quel che vedo è saltato tutto. C’è un tempo del piffero, un vento fortissimo e il cielo è piuttosto scuro. Ho camminato in lungo e in largo fino a farmi venire il mal di piedi. È uno, perdonate la finezza, smaronamento totale. Ho pure finito l’accendino, a dirla tutta era già finito.
Ora sono le nove, è presto ma salvo eventi particolari non c’è dubbio che esca. Ho anche un po’ di mal di pancia ma non è una cosa intestinale penso, credo sia tutta l’aria che ho preso appena finito di mangiare. Comunque mi sono deliziato del fiume ingrossato che a non sapere sembrerebbe un mare. Mi piace il colore, è di un grigio quasi argentino e forse è proprio da quello che prende il nome. C’era la sensazione di una grande tempesta imminente, una sorta di uragano ma era solo vento, anche se qualche goccia qua è là l’ha fatta.
Sicuramente i due australiani, che sono poi una coppia, avrebbero voglia di amoreggiare, esistono i love hotel o ancora meglio un normalissimo hotel con una stanza tutta per loro. Credo abbiano preso piuttosto male perchè alla fine passeranno la loro unica serata in ostello. Magari escono ma questi sono fatti loro. Anzi, sarei pure contento. Il bello di un ostello per qualche giorno è il vedere tutto questo interscambio di gente. Di buono c’è che sarà una notte molto più fresca. Sovente, il vento batte con furia sulla grande finestra a scorrimento laterale e sono indeciso se ascoltare un po’ di musica, guardare le foto o farmi una doccia. Potrei anche optare per una seduta spiritica in bagno ma forse ci penserò dopo. Domani devo informarmi per i battelli verso Buenos Aires.
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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Turpino » gio 7 dic 2017, 7:08

18/02/2012

È una giornata fiacca, figlia del brutto tempo di ieri sera. Stamane faceva freschino e diversa gente aveva una giacchetta o una felpina. Io mi ero portato appresso una camicia leggera a maniche lunghe e ammetto di essere stato tentato di mettermela. Alla fine ho desistito. È uscito infatti un po’ di sole più tardi. Il resto della mattinata è proseguita nella più normalità salvo l’aver fotografato qualche cane. Qui ce ne sono parecchi di cani e sono in libero circolo e quasi tutti quelli che ho visto son senza collare.
Ho notato una cosa, qui all’ostello ogni giorno c’è una persona differente. Si ha il sentore non so, come di un’aperta gestione.
Mi han appena invitato di nuovo a mangiare con loro, qui i ragazzi. Sono tutti molto bravi, un po’ fuori di testa, ma in fono ci si intende. Bene o male sempre latini siamo. Anzi no, siamo latini e basta. Poco fa il ragazzo di stamattina si è esibito come giocoliere e musicante con un effetto molto simpatico. Si è addirittura prodigato in un, dopo mia coadiuvazione, “Non posso fare il saltimbanco......!” L’epiteto finale è stato un suo gesto di stile.
Proprio davanti al pc della reception ci sono due del Minnesota mentre qui sta mangiando il tipo australiano.
Credo che la ragazza del tipo australiano abbia avuto uno smaronamento totale. Decimo grado della scala Richter, ma forse solo ottavo siccome non è sclerata. Oka, il mio lato più italiano, ovvero fetuso, sta prendendo piede, è bene tener la testa a bada. Tutto sommato perdonate questo impeto nazionalista o chiamatelo come volete, in fin dei conti, tirate le somme, quelli che devono imparare son gli anglosassoni. Sarà per il mio modo di prendere la vita però la penso così.
Prima ho comprato, oltre all’accendino che avevo finito, un dolcetto, tipo quei dolcetti che compri confezionati. Volevo solo prendere una birra qui al chiringuito, che sono dei chioschetti. Vicino poi, sono stato tentato pure dal dolcetto. Era buono, un po’ impomatante ma buono. Qui non hanno tutti la pazzia per il dulce de leche che io trovo disgustosamente dolce.
Infine abbiamo mangiato. Ha cucinato il ragazzo che c’era ieri sera, o era il pomeriggio non ricordo bene, comunque ha dei parenti a Fano. È bello avere la sensazione palpabile dell’origine italiana qui, così lontano dalla propria terra. Ha cucinato una sorta di ragù con peperoni e cipolle tagliati fini, condimento di un tipo di penne abbastanza grandi. È stato un piatto molto ricco. Mi ha detto che alle tre deve venire Pablo perchè gli traduca una cosa elettorale da quello che ho capito. Berlusconi è il grande session man del mondo, The Big Show Man! Ormai fa parte integralmente del nostro italian style.
Ora come ora non ho molta voglia di andarmene in giro. Son le 14.30 e mi sta bene rilassarmi. A dirla tutta mi farei un pisolo ma è presto e poi è bene smaltire un po’ questo pranzo che alla fine non era leggerissimo. Vorrei dare il cash al tipo però non lo vedo, se ne è andato poco fa, rimedieremo.


19/02/2012

Parliamo di ieri. Sono arrivate tre tipe e un argentino. Le tre, perscuzione mia, son cilene e son tre giovani donne, tutte molto belle. Con pablo siam messi d’accordo per andare oggi a Montevideo allo stadio. Non avrei voluto per via dei soldi, più che altro per il bus ma va bene.
Ier sera si è fatto l’asado qui all’ostello. Han partecipato in tanti e si è bevuto e fumato abbastanza. Io non ho bevuto molto, fumato sì. Son girate pure delle bombe e non mi è dispiaciuto. Avessi saputo meglio la lingua sarei stato più partecipe ma è anche vero che non sono venuto per fare bisboccia e spero di non fare più festini.
Oggi è brutto tempo e stamattina piovischiava, non vorrei che fosse già alle porte il freddo. Mi darebbe piuttosto fastidio. Credo che passerò la giornata in totale ozio. Devo anche andare alla stazione degli autobus per vedere gli orari, anzi a dirla tutta per comprare il biglietto. Giù di sotto è un gran divertimento, non so, troppo divertimento mi ha sempre dato da fare e poi ‘sto tempo mette uggia. Magari ascolterò un po’ di musica e guarderò un po’ di foto. Vediam un po’. Ho scoperto di aver una foto che mi piace molto. È di un azulejo di San Michele nella città vecchia di Colonia. Mi piace l’immagine dell’Arcangelo Michele con la spada, mi da un senso di giustizia nonostante sia l’Arcangelo della verità per quel che ne so.
Mi vien da pensare che i canadesi sian ancora ubriachi da ieri sera. Il cielo è scuro e si profila un’ombra non prospera sul giorno a venire.

Spoiler: show
Sentitevi comunque liberi di commentare o fare domande. Rileggendo mi rendo conto che tante cose sono rimaste indietro, di fatto si scrive quello che passa per la testa in quel momento e tanti dettagli e a volte diciamo pure didascalie rimangono indietro :mrgreen:
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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda slauni » mar 12 dic 2017, 21:29

È vero, è un bel flusso di pensiero, ma sono anche i ricordi di Turpino...

È un po' come curiosare nella tua esperienza e nella tua vita.
In fondo riesci a destare questa curiosità e tenerci interessati nonostante il modo di scrivere così di getto.

Non ti offendere se non ti propomgo di farne un libro, perché non sarebbe la stessa cosa.
Il livello di sperimentazione da parte tua nella scrittura, e da parte nostra nella lettura è altissimo, e questo non può che attrarmi!

E poi ci sono perle che mi stupiscono e che amo leggere. Grande, continua pure con il tuo ritmo e con le tue modalità. Ci piaci così!
Rileggendo mi rendo conto che tante cose sono rimaste indietro, di fatto si scrive quello che passa per la testa in quel momento e tanti dettagli e a volte diciamo pure didascalie rimangono indietro

Cioè vuoi dire che oggi ricordi cose di allora che nel 2012 non hai scritto nel tuo resoconto? E che magari adesso dopo tanti anni ti rendi conto che comunque sono significative? Ho capito bene?
Comprende la futilità della vita e ne coglie l'aspetto divertente, il gioco che c'è dentro tutto.
Non prende mai troppo seriamente i suoi compiti. È la risata che risuona nei boschi.
Forse per questo, alcuni lo chiamano il Diavolo.

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Re: Dalla Valbisagno al Rio de La Plata

Messaggioda Turpino » mer 13 dic 2017, 5:55

Sì è così:-) Magari faccio un po' di casino nel collocarle temporalmente ma è così :lol:

Per esempio tanto per andare di aneddoti. Il riferimento all'odio per il dulce de leche (che ora consumo con delizia) è dovuto nelle memorie al fatto che da Milano a Montevideo son potuto andare ad evacuare una sola volta (per ovvi motivi igienici) poco prima dell'atterraggio in Uruguay dopo aver consumato parte del pranzo. Era come un panino e, se non erro durante il pasto che comprendeva dulce de leche, in Uruguay ed in Argentina (dove è nato) se ne fa un grande e massiccio uso, ho voluto provarlo. È dolcissimo ed io già a livello intestinale stavo con la lancetta sul rosso, fatto sta che mi ha mezzo stomacato, mozzandomi l'appetito di brutto. Se si aggiunge che, durante la prima colazione che feci a Montevideo, il mio compagno di camera si è sparato una banana con una cospicua striscia di dulce de leche lungo tutto il frutto (dessert tipico delle zone rurali) si può solo immaginare il senso di schifo che mi ha invaso e traumatizzato :shock: :lol:

Viaggiare e conoscere e vivere cose nuove mi da un'energia immensa e mi piace a tal punto lasciarmi assorbire dai luoghi a 360 gradi, ovvero cercare di inglobarmi nella cultura locale, a volte con risultati rivisti a freddo anche ridicoli, che riesco a ricordare parecchio delle situazioni nei vari viaggi. Penso comunque sia una cosa abbastanza normale. I ricordi molto belli come quelli brutti sbucano sempre dal taschino della camicia :mrgreen:

È vero, la scrittura è molto di getto e non è nell'italiano migliore ma è sempre un diario di viaggio, che spesso uno scrive di fretta o magari con calma ma con un sacco di cose che frullano in testa :lol:

Il tema del libro nei liberi pensieri lo avevo pensato ma sono d'accordo con te. Ci sono metriche e parametri che lo snaturerebbero troppo e, come disse qualcuno, le opere più belle son quelle che rimangono nel cassetto :mrgreen:
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