Breve storia di un ponte... e della sua assenza

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Breve storia di un ponte... e della sua assenza

Hashepsowemer 2 gen 2019, 15:20

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Un ponte unisce le opposte sponde, permettendo a due territori diversi di rimanere connessi e interagire attraverso lo scambio di merci e il confronto dei pensieri, spesso fondati su opposte visioni del mondo e della vita.
Non è una semplice struttura fisica, un ponte! E’ una porta aperta verso la comprensione reciproca, che si raggiunge solo grazie alla costante comunicazione.
Ma fintanto che il ponte resiste e si protende da una sponda all’altra, riunendo in un’ideale stretta di mano la terra del levante a quella del ponente, nessuno realizza la sua reale importanza.
Poi un giorno, quando meno te lo aspetti, magari proprio mentre ti appresti a tuffarti nel breve stacco di una allegra vacanza, ecco che qualcosa accade e ti colpisce anche se non vuoi, ti segna dentro come un marchio a fuoco, anche se credi di non aver subito alcuna perdita.
Il ponte crolla e tutto cambia!
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Il ponte crolla e il mondo si separa. La voragine si allarga e torna a dividere gli opposti, rendendo di fatto l’ovest incompatibile con l’est e il sud inconciliabile col nord.
Sono passati poco più di quattro mesi da quel tragico evento e un nuovo anno ha aperto timidamente le ali nel cielo del tempo e dello spazio. Quattro mesi in cui ho toccato con mano la separazione dei miei stessi opposti, al di là del normale cordoglio per le vittime, oltre alla rabbia impotente di chi, da un momento all’altro, ha perso tutto ciò che gli dava testimonianza tangibile della sua storia e della sua esistenza. La lacerazione del tessuto urbano ha scavato un solco più profondo e ben più difficilmente sanabile rispetto a quello prodotto dalla concretezza del ferro e del cemento.
Non sembrano tanti quattro mesi, quando i giorni si susseguono con la cadenza consueta dell’abitudine, ma diventano pesanti quando ti rendi conto che, d’ora in poi, dovrai fare i conti con l’assenza di quel silenzioso gigante che si ergeva presuntuoso a sfidare gli dei! Ma noi stessi siamo gli dei e, quando infine, colpito dalla nostra indifferenza, il ciclope si accartoccia e cade, tutti quanti ne rimarremo schiacciati, annientati, vinti!
Non è facile riemergere dalle macerie della nostra presunzione! Non è facile prendere coscienza della nostra umana fragilità. Non è facile realizzare che anche gli dei sono fallaci e fallibili!
Poco più di quattro mesi e già i monconi di ciò che è stato son divenuti parte integrante del paesaggio e sono destinati a rimanere tali nel nostro subconscio anche quando tutto sarà tornato all’apparente normalità della ricostruzione.
La mia personale separazione si è tradotta nell’insofferenza di tutto, nell’incapacità di dar voce alle parole che, come crisalidi congelate, sono rimaste cristallizzate nei miei pensieri senza riuscire a fluire in punta di penna o sui tasti del mio pc.
Soltanto adesso riesco a raccogliere quei pensieri per trasformarli in parole vibranti e forse capaci di sciogliere il ghiaccio che ha protetto il mio cuore.
Ora che il tempo del sogno invernale confonde il passato e il presente, lasciando filtrare dalla porta appena dischiusa la vivida lama di luce della prossima primavera.
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Re: Breve storia di un ponte... e della sua assenza

Finndom 6 gen 2019, 21:35

questo scritto è la prova di quanto le persone siano legate alla terra che abitano!
è stato bello sentirselo recitare dal vivo dall'autrice.
grazie!
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Re: Breve storia di un ponte... e della sua assenza

slaunidom 13 gen 2019, 20:07

Anche per me è stato toccante ascoltare la lettura in anteprima dell'articolo direttamente dalla tua voce, ma devo dire che ora, riletto con calma nel silenzio del mio studiolo... per un attimo mi sono sentito un po' di Genova.
Grazie per aver condiviso con noi questa esperienza drammatica e questa riflessione catartica.
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Re: Breve storia di un ponte... e della sua assenza

Hashepsowemar 22 gen 2019, 23:49

Ho aggiunto un'immagine che ho provato ad elaborare con la mia fantasia....
Vi ringrazio per la vostra attenzione e per la solidarietà verso la mia città.
E' curioso pensare che io sia riuscita a scrivere questo brano soltanto mentre mi allontanavo da Genova per dirigermi verso Verona dove era in programma la reunion con voi tutti...
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