Capitolo 4

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Re: Capitolo 4

da Aurelicornus » sab 10 mar 2018, 19:08

LUOGO: Dum Amethyst
GIORNO E ORA: 37 Kerandol - Mattina inoltrata
TEMPO METEOROLOGICO: sconosciuto
PG: Erinn e Muninn

Se gli sguardi fossero stati coltelli, chiunque in quella stanza sarebbe stato trafitto dalle occhiate che i nani e gli umani si stavano scambiando. Erin fu lesta a prevenire che la situazione precipitasse: «Messer Lothar, la supplico di perdonare le scortesie dei miei compagni umani, ma purtroppo non è loro colpa se la loro razza è rude di propria natura». Muninn e Lorien rivolvero un'espressione contrariata all'unicorno, ma Kynon e gli altri mezz'elfi fecero segno di nascosto di non insistere oltre; intanto, quella scenetta sembrò divertire lo gnomo, che guardava con curiosità senza malizia il buffo atteggiamento dei presenti.
Lothgar strinse la propria ascia per almeno un altro minuto prima di rilassarsi: «Se i vostri compagni non staranno attenti, Madama Erin, i vostri compagni scopriranno che la mia natura invece è di essere facilmente permaloso», pronunciò cupo il nano.
Mentre Erin tratteneva un sorriso divertito dalla ramanzina, Kynon espose ai capi il motivo del loro viaggio... e il gruppo tasto anche quella parte della natura dei Nani che veniva descritta come testarda.
«No», fu la risposta decisa di Lothar. «Non possiamo lasciarvi attraversare quei tunnels: abbiamo sbarrato il passaggio e lo abbiamo interdetto ad ogni viaggiatore».
Kynon, sorpreso e deluso da quella risposta, insistette: «Ma... vi imploriamo, messeri, cerchiate di essere comprensivi: la nostra missione è molto importante per il nostro villaggio!»
«E per me è molto importante garantire la sicurezza di questa città». Con tono più forte, Linguapiumata ricalcò:«Ho detto di no, e la mia decisione non cambia».
Nel frattempo, Guldove si limitava ad osservare la discussione senza far cenni o proferir parola. In alcune occasioni, il suo sguardo e quello dell'unicorno si incrociarono per qualche istante, prima che lo spostasse altrove. Erinn trovò curioso quel nano, come forse quel nano trovava curiosa la sua presenza nel mezzo di quel variegato gruppo; se suo cugino sembrava avventato ed estroverso, l'unicorno ebbe il sospetto che quel nano fosse quello più saggio... e forse più pericoloso dei due, a seconda di quali circostanze portassero qualcuno ad averlo come amico o nemico.
Le insistenze di Kynon sembravano non portare a nulla; fu allora che Muninn si intromise nella discussione, attirando l'attenzione con un gesto della mano: «Quanto costerebbe il permesso per il nostro passaggio?».
Lothar lo guardò impassibile per un momento, e un silenzio di tomba cadde sulla grande sala, poi si mise a ridere, prima a denti stretti e poi rumorosamente, molto rumorosamente, tanto che l'eco della sua voce si fece assordante. «Umano, tu vuoi farmi credere che voi abbiate davvero qualcosa che mi faccia camb...», e si interruppe quando Muninn lasciò sulla tavola una pergamenta con fare incurante. Guldove la prese senza esitare, osservando con attenzione i segni che recava sulla ceralacca messa a sigillo.
La sua espressione fu indescrivibile. Si pose all'orecchio di suo cugino, borbottando parole che nessun altro riuscì a carpire; si vide solo che l'altro nano scosse la testa anche se con ritrosia. Le loro voci si fecero a questo punto più distinguibili, con Guldove che insisteva «... ma non è problema nostro quello che vogliono fare queste persone! Se vogliono avventurarsi lasciale andare, sono stati avvisati del pericolo, e se sono testardi ci andrebbero lo stesso, proibito o no. Prendi il pedaggio e lasciali passare, il resto non è affar nostro».
«Ho tanti difetti Herr, ma non sono un bastardo senza cuore che se ne infischia della sorte di altri, anche se sono stranieri».
«Se li guardi bene, non credo che ci sia nulla che tu o io potremmo dire o fare per farli desistere». Guldove gli fece osservare quello strano gruppo per un momento, affinché capisse ciò che voleva dire. «Se vuoi il mio consiglio, guadagnamoci almeno qualcosa. Se questi messeri vogliono pagarci un pedaggio, non vedo niente di sbagliato nell'accettarlo. E in quanto al pericolo... sanno di stare in guardia. Non penso che si siano imbarcati in questo viaggio senza aspettarsi che avrebbero potuto incontrare delle avversità».
Lothar rimase in conflitto per breve tempo, prima che l'avidità la spuntasse; lentamente, prese la pergamena: «Che sia allora. Vi consegnerò un salvacondotto per il tunnel sigillato, ma una volta dentro non potrete più far ritorno. Venite». Muninn sorrise; Kynon guardò stupefatto l'umano.
Erinn lo bloccò: «Messer Lothar, aspetti. Sto cercando un mio simile, un'altro unicorno femmina di nome Agata, ha il manto rossiccio e bianco... mi è stato detto che sia passata per la vostra città, e forse qualcuno di voi potrebbe averla vista o sapere dove si trovi».
«Un unicorno? Si signorina, è stata qui alcune settimane fa».
Erinn si accese di speranza: «Davvero? E dove si trova?»
«Anch'essa ha seguito il tunnel sigillato che dovrete attraversare: abbiamo commesso una eccezione per lei perché essa ci ha aiutato con un gravoso problema per la nostra città. Dopodiché non abbiamo più avuto notizie di lei».
La gioia dell'unicorno divenne ansia, che mostrò visibilmente abbassanto mesta le sue orecchie e la sua coda. Arduno la notò e gentilmente cercò di rincuorarla: «Non si scoraggi madame Erinn, non possiamo sapere ancora cosa sia successo alla sua amica. Tenga duro e non si arrenda, perché fino a quando non sapremo quale sia la sua sorte, ha sempre la speranza di rivederla. Io sono sicuro che stia bene, perché nel poco tempo in cui ho viaggiato con lei, la vostra specie ha saputo sorprendermi.»
Erinn sorrise un attimo, e si limitò a rispondere: «Grazie».
In quel momento, Muninn passò accanto a lei. Erinn gli domandò incuriosita: «Come sapevi che quella pergamena li avrebbe persuasi? Non sembravano intenzionati a concederci il passaggio».
L'umano iniziò con un tono canzonatorio: «Amica mia, l'avidità è una potente alleata per chi sa come sfruttarla a proprio vantaggio».
L'unicorno sbuffò, e sbuffò con un'espressione compiaciuta: «Con un unicorno non avrebbe mai funzionato».
Per la prima volta, l'altro si sentì incuriositò dalle parole della creatura: «Ah, davvero? Io invece scommetto che anche un unicorno può essere manipolato in questo modo».
Erinn piegò un orecchio, stuzzicata: «E come penseresti di fare? Sentiamo».
Muninn si allontanò allargando le braccia, per sottolineare quando fosse ovvio.... «Non per tutti il cuore brama ricchezza e piaceri, madame».
L'altra di fermò un attimo, stupita dalla risposta; non avrebbe mai pensato che quell'umano fosse capace di dirle qualcosa che la avesse fatta pensare.
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