Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

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Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Hashepsowe » mer 21 mar 2018, 16:17

Ho pensato di dare una nuova denominazione allo spazio dedicato al coordinamento delle varie fasi narrative e di gioco.
Tutti gli avventurieri, i viaggiatori ed i viandanti, quando alla sera si accampano, si radunano intorno al fuoco di bivacco per consumare i loro pasti e predisporre i piani per la giornata seguente. E talvolta anche per raccontarsi storie, scambiarsi ricordi e nostalgie, o semplicemente per qualche canzone stonata che aiuti a riscaldare il cuore in terre desolate e lontane dalla propria casa.
Ecco dunque che ha senso ritrovarci qui, intorno al nostro bivacco virtuale, per discutere della nostra storia.
Come proseguire? A chi tocca? Come siamo giunti fino a questo punto?

Ebbene... comincio col dirvi che mi darò da fare per mettere insieme qualche riassunto che sintetizzi le fasi di gioco e di storia che hanno preceduto quella attuale.
Penso di riportare qui anche i racconti che hanno aperto ciascuna fase e, a seguire, la sintesi delle azioni che si sono susseguite in quella fase.

E intanto andiamo avanti... Ivana, Turpino: ci siete?
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Aurelicornus » ven 13 apr 2018, 0:24

Ciao :)
Nelle scorse settimane sono stato trattenuto da altre cose, ma ora vediamo...
Hashepsowe ha scritto: Ho pensato di dare una nuova denominazione allo spazio dedicato al coordinamento delle varie fasi narrative e di gioco.
Mi sembra appopriato :mrgreen:
Hashepsowe ha scritto: Come proseguire? A chi tocca? Come siamo giunti fino a questo punto?


Ricordo che io avevo messo l'ultima mossa, ma lasciato aperto perchè i Nani avevano chiuso le gallerie... dato che, ricordando le prime parti dell'avventura (ho buona memoria), il posto dev'essere probabilmente sotterraneo e ci vuole una galleria per raggiungerlo. Sul perché abbiano chiuso il passaggio... vedete voi :mrgreen:

Appena c'è la nuova parte penso che potrei fare la mia mossa a breve, per ora penso di aver concluso tutto per questo giro.
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Hashepsowe » mar 17 apr 2018, 21:57

Ok... mi prendo un pochino di tempo ancora per leggere ed eventualmente postare un breve promemoria degli accadimenti di ciascuna fase del gioco.
E poi riparto... Grazie Aurelicornus! :D
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Aurelicornus » dom 29 apr 2018, 23:59

Nessun'altro che completa il suo turno?

Io non ho problemi a rispondere più frequentemente (finalmente!) ai turni di gioco in queste settimane, o anche ad aggiungere qualcosa in più scaldare un pochino la giocata, ma preferivo uno spunto da parte vostra sulle ragioni dei nani per "bloccare" il passaggio. ;)
Bhè dai, se Hashepsowe mette qualcosa nel gioco, penso che mi verrà in mente qualcosa forse. ;)
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Hashepsowe » mer 6 giu 2018, 23:47

Scusandomi ancora per l'immenso ritardo, vi informo di aver finalmente inserito i sunti dei vari capitoli della nostra campagna.

Ho inserito anche tutte le storie in qualche modo correlate ad essa, siano essi prologhi o leggende che trattano dei luoghi visitati durante il viaggio del nostro party.

Troverete inoltre le mappe del percorso da Nebin a Dum Amethyst e delle rovine di Myrd Wavair, nonchè una riproduzione del famigerato medaglione di Muninn, che ora cinge il collo di Erin.

Vi chiedo di avere ancora soltanto un pochino di pazienza: entro questa settimana, apro il Capitolo 5 e porto avanti la storia da dove l'avevamo lasciata.

Così poi, chi è ancora presente in questa nuova veste del forum, potrà con i suoi tempi ricominciare a scrivere e giocare per mettere la parola fine alle nostre avventure!
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Hashepsowe » mer 13 giu 2018, 14:43

Si riparte... ho postato il primo pezzo del nuovo capitolo.
Riprendendo da dove ci eravamo lasciati e spostando in avanti la vicenda.
Ho tratto ispirazione come sempre dal mazzo dei Tarocchi dei Sogni, da cui questa volta ho pescato il Due di Luna, il cui significato divinatorio rimanda ad un "conflitto con il femminile oppure con una donna"... beh... in questo caso ho pensato bene di far scoppiare una rissa che coinvolga le dnne della compagnia...

A voi la palla...

Ma... si hanno notizie di Turpino e di Ivana per caso?
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Aurelicornus » lun 25 giu 2018, 23:30

Aspettavo che si facessero sentire, almeno per vedere se c'era qualche spunto in più, ma sembra che dovrò postare da solo :P

Questa settimana conto di mettere qualcosa, poi penso che potresti mettere il seguito... avremmo già avuto un post degli altri a questo punto.
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Hashepsowe » dom 1 lug 2018, 18:13

Ok... facciamo così-

Andiamo avanti noi due quando e come possiamo... e se per caso gli altri volessero rientrare lo potranno fare in qualunque momento.

Con il nuovo regolamento non è più indispensabile che il giocatore vada a muovere il "suo" pg. :roll:
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Aurelicornus » mer 18 lug 2018, 5:23

In questi giorni stavo scrivendo il nuovo turno, e ho trovato un spunto da usare per portare avanti il racconto, assieme ad un'altra considerazione.

Abbiamo iniziato i personaggi con un gioco più orientato a regole "tradizionali", dove la dinamica è una storia guidata dal narratore e dove le singole storie dei personaggi, per quanto elaborate, sono inserite come complemento nel contesto di gioco: ciò significa che la storia non si sviluppa basandosi sui personaggi, sulla loro storia (che può essere usata per integrare alcuni elementi della narrazione) o sulla loro identità. La storia si concentra sul contesto, la quale è la vera protagonista, e non i personaggi giocanti come invece apparirebbe superficialmente. I personaggi giocanti fanno, in un ribaltamento dei ruoli, il ruolo di narratori con la funzione di aprire alla storia le varie parti di cui è composta.
Insomma, in un gioco il protagonista vero è l'ambiente e i personaggi non giocanti. I giocatori narrano cosa fanno, in maniera indiretta attraverso le azioni dei personaggi giocanti, che ne esplorano varie parti del gioco.
Ciò è molto più vero nei videogiochi dove i binari sono predefiniti, e al giocatore è possibile interagire solo con scelte predeterminate; ma a grandi linee credo sia vero in generale col concetto di "gioco" dove esiste il narratore generico e dei giocatori subordinati. Secondo me, in questo contesto è il narratore ad essere il vero protagonista, perché inventa la storia, i veri eventi, i giocatori danno invece indicazioni su cosa dev'essere esplorato, come temi e situazioni.

Ok, discorso filosofico ma serve a introdurre una questione. Questi personaggi non sono mai stati veri protagonisti, perché la loro storia singolare, i loro problemi individuali e drammi, non hanno mai avuto peso nello svolgimento della storia. Se anche non si conoscesse la loro storia, o neppure ne avrebbero una, non cambierebbe nulla. Questo perché sono stati ideati in un contesto di gioco più "burocratico" (inteso come tradizionale con valori e tabelle). Ma ora stiamo seguendo una idea narrativa, e la narrazione vera non si basa sul raccontare gli eventi, perché questa è cronaca: bisogna raccontare chi sono le persone che ci sono dentro.
Per rendere protagonisti questi personaggi occorre far in modo che, almeno nella parte finale, le loro storie diventino al centro della narrazione, più che la quest; o perlomeno, riuscire ad integrare i loro drammi individuali allo stesso livello del contesto, facendo in modo che la storia principale non si risolva se non vengono sciolti anche i nodi rappresentati dai personaggi.

Erin in apparenza è un personaggio che non sembra avere una vera storia; meno di Muninn direste. In realtà ne ha molta più di lui, non tanto perché è stata fatta quando il gioco si è fatto più narrativo. Lei è un unicorno, una creatura che ha poco o niente a che fare con la vita che conducono gli altri. Il suo punto di vista è diverso su molti livelli, sia fisico, perché il suo aspetto la vincolano a precise aspettative sociali, e sia psicologico, in quanto a creatura magica la sua percezione della realtà è radicalmente diversa dagli altri; e questo è apparso molte volte durante le sue parti. La sua storia è il suo modo di vedere il mondo; le sue reazioni, e la sua sensibilità. Se volete, è il senso di essere un unicorno nell'animo.

Per quanto articolata, Muninn non ha una vera storia; se non uno sfondo narrativo per renderlo adeguato al contesto, e qualche paletto per definire la psicologia su alcuni suoi atteggiamenti, ma non ha un vero tema o una direzione narrativa come la ha Erin. A causa di questo, lo si è visto soprattutto all'ombra dell'unicorno, l'impersonificazione del mondo alieno in cui Erin si trova a muoversi.
Tuttavia ho sempre avuto una idea grezza su cui muoverlo, per tenere il suo comportamento coerente durante l'avventura: non vuole obbedire a nessun padrone, ma il mistero ha un fascino che lo ammalia. Probabilmente è vero che potrebbe sparire dal gruppo senza che nessuno lo rintracci; ma non lo fa perché il mistero della situazione, con molte cose strane accadute durante l'avventura, lo hanno incantato a voler scoprire cosa sia. La sua vera intenzione riguardo al presunto uomo che usa il nome del suo padrone è sempre stata quella di ucciderlo: non intende più essere al servizio di nessuno, e ucciderlo è il solo modo di sciogliere qualsiasi legame di debito o lealtà che potrebbero essergli rinfacciati. Il Barone potrà avergli insegnato tutto ciò che sa, ma non vuole che la sua vita sia un debito continuo.
Bisognerebbe cercare di introdurre questo tema per lui nella quest, ma fin'ora non vedo ancora la condizione giusta.

Per il resto dei personaggi abbandonati, non mi sembrano particolarmente complessi, o almeno nel gioco non è mai emerso niente che facesse trapelare un qualche tema articolato.
Lo gnomo Unseen non ha molti dettagli di rilievo, a parte che dopo l'attacco di Nebin il suo carattere da spensierato sembra essersi spento. Proporrei che la morte del suo maestro a Nebin lo abbia lasciato devastato e non riesca a riprendersi dal dolore, forse era l'unica persona che gli desse considerazione e la sua perdita è stata una ferita nell'autostima dello gnomo. La cosa si ripercuote nella trama con lo gnomo sempre più apatico al punto che la sua assenza potrebbe compromettere anche la vita di alcuni membri del gruppo.

Arduino e il ramingo, credo siano più semplici. Arduino sembra il cavaliere molto idealista ma sincero, ma se gli si vuole dare una ragione personale alle sue azioni, la sua infatuazione per la cameriera potrebbe non essere solo una cotta (per quanto il resto del gruppo non lo prenda sul serio). Ma lui ha preso sul serio il bisogno di dimostrare di essere degno che sarebbe pronto a qualsiasi cosa. Il che, nel giusto contesto, significa che potrebbe diventare il più pericoloso per sè e per gli altri.
Per il suo compare, non è mai stato raccontato molto della sua storia, ma se vogliamo trovargli un tema, credo sia appropriato dargli l'idea che stia fuggendo da qualcosa del suo passato, che lo spingono a muoversi senza mai stabilirsi in un villaggio o città. Forse qualcosa che ha fatto che si vergogna o che sente di aver fallito, ma non so cosa sarebbe di adatto. Per chiudere il suo tema, occorre dargli l'occasione di chiudere i conti col suo passato una volta per tutte. Avrei una idea, ma mi serve uno spunto per cui si sente obbligato a vagare senza meta. Se ne hai uno Hashepsowe potrei sistemare qualcosa al momento giusto.

Kynon, diciamo pure che è un personaggio semplice messo come guida narrante, e a volte è bello avere personaggi semplici senza problemi esistenziali da muovere. Ma non significa che sia li solo a far scena. In parte lo vedo come qualcosa con cui gli altri personaggi si confrontano col mondo in generale, le sue aspettative e le opinioni del'uomo "comune" verso i temi che essi rappresentano. E' anche il commento della prima cosa che pensano i lettori. Pur non avendo la funzione di spiegare un tema come gli altri, una situazione personale da dipanare e risolvere, ha una sua autonomia narrativa, quella di mostrare il suo punto di vista, quello dell'uomo medio del suo mondo, e indirettamente del lettore. Questo lo ho già usato in un'occasione, verso Erin per quegli aspetti del mondo degli uomini che lei capisce razionalmente, ma non comprende perché alieni alla sua natura unicornina. Non vedo per lui un nodo da sciogliere che sia intrinseco alla sua natura, ma ne possiede comunque uno che sia quello di far capire al lettore quale sia la cosa "sbagliata" se esiste nella faccenda che sta muovendo la quest. Un commento alla storia, indirettamente anche ai personaggi.

Metterò il mio post del gioco a breve, ma visto che la storia si sta aprendo ad una situazione che può integrare i loro temi nella trama, penso sia il tempo di alzare la questione.
Che idee avresti in proposito, Hashepsowe?
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Re: Il bivacco dei viandanti [coordinamento]

da Hashepsowe » mar 31 lug 2018, 22:09

Mi piace la tua idea ed il taglio che vorresti dare al carattere e alla progressione intellettuale/emotiva dei personaggi nel contesto dell'ambientazione in cui si sono trovati a muoversi.
Se fino ad oggi non mi ero mai permessa di approfondire più di tanto quello che tu proponi è proprio perchè i pg erano nati come tu stesso rimarchi per un gioco di tipo statistico e non narrativo. Inoltre, è ben nota la propensione ad una certa "gelosia" da parte dei giocatori per quanto attiene al modo di interpretare il personaggio che - se mosso come non gradito - potrebbe portare a conflitti insolubili tra il giocante e chi si è permesso "di muovergli il pg."
Nel nostro caso occorre precisare che non esiste violazione alcuna in quanto gli stessi giocatori si sono da tempo allontanati dai loro pg. E se anche oggi volessero rientrarne in possesso, lo dovrebbero fare secondo le regole che si sono dati coloro che sono rimasti a seguire la storia, in modo regolare e attivo. Perchè gli assenti han sempre torto e chi tace non dice niente e perciò di défault assente... questo vale qui ad Ashura come nel mondo reale ed è una regola di buon senso che tutti dovremmo tenere sempre a mente. Perchè non si può pretendere di avere ragione e di imporre ad altri il proprio punto di vista se per molti mesi si è rimasti fuori dal gioco e magari improvvisamente vien voglia di rientrarvi. Sarebbe come se un attore che ha rinunciato a interpretare un determinato ruolo, la sera della prima si presentasse in scena e pretendesse di riprenderselo a discapito del suo sostituto, pur senza aver mai provato insieme al resto del cast.

Perciò mi sta benissimo quanto proponi e, per trovare spunti e ispirazione, continuo a proporre di fare ricorso alle carte dei sogni che in molti modi diversi possono offrire appigli narrativi che possono essere approfonditi e sviluppati non soltanto per quanto attiene il filone della storia principale ma anche per quanto riguarda il vissuto personale di ciascun personaggio.

Magari, tanto per non complicarci troppo la vita, essendo al momento rimasti in due a giocare, potremmo decidere insieme QUALI sono i personaggi che meritano un approfondimento e quali invece lasciare di sfondo... salvo che non intervengano nuovamente in gioco i loro creatori, nel qual caso si potrà tornare a confrontarsi sul tema e decidere insieme.

Aspetto di leggerti intanto...
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